TAV: il punto della situazione per capire il processo che mira alla normalizzazione
6 Settembre 2008
Estate 2008. Che l’architetto Mario Virano sia ormai arrivato molto avanti sulla sua strada è una constatazione oggettiva, all’indomani delle ultime vicende legate alla proposta FARE (/Ferrovie Alpine Ragionevoli ed Efficienti/) ed all’accordo di Pra Catinat, subito tradotto dal Tavolo Politico di Luglio nell’apertura della fase di progettazione di una nuova ferrovia.
Un paio di obiettivi, della missione del Commissario straordinario alla Torino-Lione, che implica divisione ed indebolimento del fronte di opposizione, si possono dire ormai conseguiti quasi al cento per cento.
Uno: sottrarre la trattazione del tema TAV ai Valsusini, in particolare alla democrazia rappresentativa dei Consigli comunali (troppe le continue delibere di opposizione in 17 anni!).
Due: darne la gestione in esclusiva a sempre nuovi organismi extra-istituzionali (Conferenza dei Sindaci, Tavolo Politico,
Osservatorio, Cabine di regia, Comitati di pilotaggio, Centri di governance unitaria e via inventando) dove le regole di partecipazione e di funzionamento, non scritte, abbiano sì una qualche parvenza democratica, ma in realtà siano a geometria variabile e possano essere quotidianamente adattate al bisogno del momento (per diluire, ad esempio, la presenza di amministratori ribelli in delegazioni sempre più ampie e variegate). Leggi il resto
No Tav: una fumata di gas serra
4 Luglio 2008
Il conclave di Pra Catinat, in Val di Susa, non ha eletto un Papa, ma un documento assai ermetico, che serve esclusivamente ad aprire la porta a un altro pasticcio, interamente cucinato alle spalle dei cittadini della Val di Susa, questa volta con la complicità di alcuni dei loro ex rappresentanti (in quanto sembra che non li rappresentano più).
Io ho letto l’intervista rilasciata al Manifesto dalla signora Loredana Bellone, sindaco di San Didero. Lei non ha sottoscritto il documento di Pra Catinat.
Lo ha fatto perchè vuole restare fedele al mandato che le hanno dato i suoi elettori. Secondo democrazia, non li ha traditi.
Io sto dalla sua parte per due ragioni. La prima è quella appena detta. La seconda è che tutte le previsioni dell’Alta Velocità europea sono state formulate dieci e più anni orsono, quando il mondo non era ancora entrato nell’attuale fase di crisi climatica, energetica, finanziaria e alimentare. Tra dieci anni la TAV sarà ricordata come una colossale imbecillità burocratica. Per non dire altro.
Dobbiamo solo sperare, tutti noi italiani (e anche europei) che i facinorosi governanti che la vogliono imporre alle popolazioni non siano riusciti nemmeno ad avviarla.
No Tav: la lettera del capo gruppo del centro-sinistra indipendente
3 Luglio 2008
Oggetto: Uscita dalla maggioranza del Consiglio di Comunità dei Consiglieri del Gruppo Indipendenti di Centro-Sinistra.
Gli ultimi accadimenti rendono del tutto evidenti e manifeste, anche per i pochi che avessero ancora qualche dubbio, le equivoche e ambigue posizioni, sulla questione TAV, assunte e portate avanti ormai da troppo tempo.
L’Osservatorio si è ancora una volta rivelato, dopo l’utilizzo per il dossier di richiesta di finanziamenti europei, lo strumento per la prosecuzione dell’iter di realizzazione della nuova linea ad alta velocità Torino - Lione, come da noi denunciato, insieme ad altri consiglieri e soprattutto da tanti valsusini.
Altro che pareggio dichiarato!
Lunedì 30 giugno, la notizia di apertura di televisioni, radio, giornali, è: “raggiunto l’accordo per la realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione”, con particolare enfasi sull’assenso-consenso di tanti sindaci della Val di Susa.
Il trionfo della filosofia del dialogo, come affermato dal Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, senatore Matteoli.
Naturalmente si continua ad affermare: << Non si è parlato di tracciati!>>.
Noi siamo convinti, aldilà di ogni ragionevole dubbio, che la linea coerentemente portata avanti da alcuni amministratori, nell’ultimo anno, risulta ambigua e determinata da scelte maturate in un percorso decisionale tutto chiuso in stretti e limitati ambiti decisionali (vedi l’esclusivo uso della conferenza dei sindaci e il totale non coinvolgimento del consiglio della Comunità Montana e dei Consigli Comunali). Leggi il resto
No Tav, si ribadisce l’unanime contrarietà al progetto ferroviario Torino-Lione
1 Luglio 2008
Il Coordinamento dei Comitati NO TAV Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura, ribadisce in maniera unanime la netta contrarietà ad ogni ipotesi di accordo sulla realizzazione della Torino-Lione, qualsiasi sia il nome, le “suggestioni” ad essa collegate o il proponente. (ndr- vedi il documento dell’accordo 29/6/08 su www.notavtorino.org)
Le nostre motivazioni si basano su dati concreti e studi non asserviti ai proponenti dell’opera, dati e studi che riempiono di “scientificità” la nostra lotta.
L’infrastruttura ferroviaria attuale è ampiamente sottoutilizzata (Quaderno 1 - Osservatorio Torino-Lione - Presidenza del Consiglio dei Ministri).
Il calo costante del trasporto merci indica inequivocabilmente l’inutilità di prevedere nuove infrastrutture o tunnel ferroviari in Val di Susa, Val Sangone, Torino e Cintura.
L’esorbitante costo, che grazie al sovvenzionamento alla mafia ed ai partiti, risulta essere il maggiore in Europa.
Il lavoro che continuerà a calare grazie alla delocalizzazione resa più facile da queste infrastrutture.
L’aggressione al territorio che viene utilizzato come bene di consumo, facendo perdere risorse preziose e irrinunciabili come l’acqua (rapporto COWI - Commissione Trasporti U.E. 2006).
I rischi legati alla salute pubblica, invano sanciti dalla Costituzione ed elusi dagli studi dei proponenti dell’opera e dall’ARPA
Piemonte.
Questi ci sembrano motivi più che sufficienti per continuare ad essere contrari al TAV e a non accettare nessuna logica di compensazione.
La popolazione continuerà ad opporsi, indipendentemente da veri o presunti accordi con gli amministratori locali, anche perché non accetterà mai la trasformazione dei propri territori e delle proprie valli in invivibili corridoi di transito.
La nostra ferma opposizione è immutata da ben 18 anni e tutti avranno modo di ribadirla ancora una volta alla manifestazione nazionale prevista per l’inizio dell’autunno; la prossima riunione del Coordinamento dei Comitati ne deciderà e renderà nota la data da sottoporre, come di prassi, all’assemblea popolare.
Coordinamento dei Comitati NO TAV Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura
Settore farmaceutico: otto arresti con accusa di corruzione, due appartengono all’Aifa
7 Giugno 2008
Nei giorni scorsi la Procura di Torino ha confermato di aver effettuato 8 arresti con l’accusa di corruzione nel settore farmaceutico, due dei quali funzionari dirigenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA), tra cui il rappresentante dell’Italia presso l’Agenzia Europea del Farmaco (EMEA). L’ipotesi di reato riguarda casi gravi e ripetuti di corruzione, per aver alterato l’iter di autorizzazione all’immissione in commercio dei farmaci (che viene rilasciata in via esclusiva dall’AIFA). Tali casi risultano confermati – secondo la Magistratura - da numerose intercettazioni audio e video, che documentano anche scambi di mazzette di denaro. A distanza di pochi giorni, il Parlamento è investito della delicata questione, a seguito di una serie di interrogazione Parlamentari urgenti a firma del Ministro ‘ombra’ dell’opposizione On. Pina Picierno, del Senatore di Maggioranza Valerio Carrara (PdL) e del Senatore di opposizione Magda Negri (PD). In tutte le interrogazioni si chiama a rispondere il Ministro della Salute, richiedendo – oltre ad una sollecita indagine interna - anche di disporre con un apposito decreto che tutti i dirigenti, funzionari e consulenti esterni dell’AIFA siano obbligati a rendere noti, com’è già uso in molti paesi Europei, tutti i rapporti finanziari e di altro genere, diretti od indiretti, con le aziende del settore farmaceutico, anche nell’interesse dell’immagine della Pubblica Amministrazione, gravemente compromessa agli occhi della cittadinanza da questi gravi scandali. Il Ministro dovrà anche riferire in Parlamento sul perché, nonostante nel corso dell’anno 2007 sia stata avanzata a più riprese all’AIFA da parte del Comitato “Giù le Mani dai Bambini” (www.giulemanidaibambini.org) la richiesta di procedere alla contestazione in sede Europea dell’autorizzazione - rilasciata l’anno scorso a marzo - alla somministrazione di Prozac© ai bambini, l’agenzia non abbia provveduto in tal senso. La richiesta di revisione dell’autorizzazione era seriamente motivata dalle prese di posizione critiche di una parte significativa della comunità scientifica nazionale, e soprattutto da recentissime pubblicazioni scientifiche che sollevano dubbi seri sull’efficacia di questo psicofarmaco sui bambini, a fronte di preoccupanti effetti collaterali sugli organismi in via di sviluppo. Il Codice Farmaceutico – che è Legge dello Stato - consente tale presa di posizione (art. 43: “l’AIFA può non approvare il rapporto di valutazione sul farmaco, comunicando la motivazione approfondita della propria posizione all’EMEA ed all’industria farmaceutica richiedente”). Il funzionario di collegamento tra l’AIFA e l’autorità di controllo sanitario Europeo (EMEA) è proprio il dirigente arrestato con l’accusa di collusione e corruzione con le industrie farmaceutiche. Il Comitato “Giù le Mani dai Bambini” ricorda come sussista il rischio che la commercializzazione e la somministrazione ai bambini di Prozac© potrebbe – alla luce delle più recenti scoperte scientifiche – costituire un rischio concreto per i minori del nostro paese. Il Comitato rileva la stessa problematica anche per l’atomoxetina ‘Strattera”®, altro psicofarmaco sospettato di essere epatotossico al punto da pregiudicare gravemente ed irrimediabilmente il fegato, recentemente autorizzato per l’uso sui bambini agitati e distratti a scuola, anche di 6 anni.
Media relations: 337/415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org
Finanza, la Top 10 delle banche che trafficano armi
9 Maggio 2008
Unicredit, Deutsche Bank e Intesa San Paolo: sono le prime tre banche nella classifica dei 10 istituti di credito più coinvolti nel 2007 nell’export di armi.
Secondo la relazione annuale dell’Unità per le Autorizzazioni dei Materiali di Armamento del ministero degli Esteri (Uama) alla Presidenza del consiglio, le banche italiane l’anno scorso hanno fatto da intermediarie per un giro d’affari di 1 miliardo e 224 milioni di euro. Sui conti bancari di Unicredit sono transitati più di 183milioni di euro (pari al 14,96%) degli export autorizzati (in base alle legge 185 del 1990) dal Governo italiano alle imprese che producono armi.
Dalla Deutsche Bank sono passati 173milioni di euro (14,20%) e da Intesa San Paolo oltre 144 milioni (11,81%). Le altre banche armate sono: Citibank (84 milioni di euro, 6,86%), Banca Nazionale del Lavoro (63milioni, 5,21%), Abc International (58milioni, 4,74%), Cassa di Risparmio di Bologna (53 milioni, 4,38%), Bnp Paribas (48 milioni, 3,95%), Hsbc Bank (27milioni, 2,22%) e Commerz Bank (26milioni, 2,20%). Dalla relazione dell’Uama alla Presidenza del Consiglio emerge anche che fra i paesi, non Nato, in cui le aziende italiane hanno esportato più armi figurano Pakistan (471milioni di euro), Malaysia (119milioni di euro), Iraq (84milioni), Arabia Saudita (65milioni) e Libia (56milioni). Nel 2007 l’export italiano di armi è stato pari a 2 miliardi e 369 milioni di euro (nel 2006 era pari a 2 miliardi e 192mila euro): solo il 53,3% verso paesi della Nato e dell’Unione europea.
La relazione completa è sul sito www.governo.it/presidenza/ucpma
Il rapporto del presidente del Consiglio sui ‘lineamenti di politica del governo in materia di esportazione, importazione e transito dei materiali d’armamento’ nel 2007 presentato oggi a Palazzo Chigi mostra un aumento delle esportazioni di materiali di armamento, al netto delle operazioni Intergovernative, del 9,4%. Delle 1391 autorizzazioni all’esportazione, le 1037 definitive, “per le quali e’ previsto il corrispettivo regolamento finanziario”, sono pari a 2.369.006.383 di euro. Fra le esportazioni autorizzate emergono “l’importante commessa” verso il Pakistan (il 20% del totale pari a 471 milioni di euro) per sistemi di difesa antiaerea di punto e le commesse per pattugliatori ed artiglierie navali per la Turchia.
Fra gli esportatori primeggia, come volume finanziario, l’MBDA ITALIA con oltre il 18,49% , pari a circa 442,9 mln. di €, seguita da:
INTERMARINE con il 10,22%, pari a circa 244,8 mln. di €;
FINCANTIERI con il 7.99%, pari a circa 191,6 mln. di €;
AGUSTAWESTLAND con il 7,93%, pari a circa 190,0 mln. di €;
OTO MELARA con il 7,0%, pari a circa 167,65 mln. di €;
GALILEO AVIONICA con il 6,72%, pari a circa 160,99 mln. di €;
AVIO con il 5,97%, pari a circa 143,1 mln. di €;
IVECO con il 4,48%, pari a circa 107,3 mln. di €;
ALENIA AERMACCHI con il 3,98%, pari a circa 95,3 mln. di €;
ORIZZONTE Sist. Nav. con l’2,48%, pari a circa 59,4 mln. di €.
Per quanto attiene, invece, ai Paesi principali destinatari delle autorizzazioni alle esportazioni definitive di materiale d’armamento, il Pakistan si attesta nell’anno 2007 al primo posto con l’19,91%, pari a circa 471,6 mln. di € con 30 autorizzazioni, seguito da:
FINLANDIA con il 10,59%, pari 250,96 mln. di €;
TURCHIA con il 7,37%, pari a circa 174,57 mln. di €;
REGNO UNITO con al 5,98%, pari a 141,77 mln. di €;
STATI UNITI con il 5,81%, pari a circa 137,72 mln. di €;
AUSTRIA con il 5,05%, pari a 119,72 mln. di €;
MALAYSIA con il 5,04%, pari a 119,28 mln. di €;
SPAGNA con il 5,02%, pari a circa 118,84 mln. di €;
IRAQ con il 3,55%, pari a circa 84,0 mln. di €;
FRANCIA con il 3,48%, pari a 82,39 mln. di €.
