Economia, la catena della nostra schiavitù si allunga di un altro anello
5 Dicembre 2008
Arcipelago Scec, un successo il 1° Meeting nazionale svoltosi a Rimini
28 Ottobre 2008
Su queste stesse pagine, in qualità di attivista e ritenendo la cosa di interesse comune, ho precedentemente annunciato e motivato l’invito a partecipare al 1° Meeting nazionale di ArcipelagoSCEC tenutosi a Riccione il 25/26 ottobre 2008 per dibattere dell’attuale situazione economica e delle misure attraverso le quali fondare una nuova realtà.
L’Economia |è| uno dei “territori” all’interno dei quali ogni bene comune trova impiego/espressione/dimora.
L’evento ha avuto luogo, con un successo di notevole spessore umano, culturale, operativo.
Fra i Relatori: Pierluigi Paoletti, Nino Galloni, Marco Della Luna, Napoleone Guido, Mons. Domenico Graziani (da dvd perché indisposto), Don Floriano Abramovich, rappresentanti di Associazioni nazionali terze e tanti altri. Leggi il resto
Riccione, 25 e 26 ottobre Palazzo del Turismo: “Meeting di Arcipelago Scec”
24 Ottobre 2008
Prendo spunto da un rassicurante articolo de Il Sole 24 Ore, centrato sulle rassicuranti dichiarazioni di Mario Draghi in merito agli aiuti di Bankitalia spa al sistema creditizio italiano, per rimanere sull’argomento di massima attualità in questi giorni, la crisi economica mondiale, spostando però il “focus” su riflessioni più concrete di quelle che il servizio citato suscita - alfine di presentare il Meeting per la vita, di cui dico sotto.
In sintesi: non appena l’effetto “calmante” di 1.800 miliardi di ulteriore indebitamento acceso a nostro carico dalle banche socie proprietarie di bankitalia spa in proprio vantaggio (soci bankitalia spa e banche commerciali principali - sono la stessa “persona”), sarà crisi nera, economia da guerra.
Veramente ancora poche persone, anche se il loro numero cresce esponenzialmente, conoscono almeno a grandi linee le dinamiche monetarie che sottostanno alle cause reali della crisi economica mondiale in atto. La maggior parte di noi nutre al riguardo opinioni molto vaghe. La “colpa” è dei mutui americani. Questa è la convinzione che circola. Se poi tutti sapessimo che - in soldoni - vennero concessi mutui da 1.500 dollari a rata (mensile) a chi percepiva salari/stipendi da 800 dollari (mensili), la convinzione sarebbe ancora più profonda e motivata. Solo in un secondo momento, e per non più d’un attimo, giusto qualcuno si chiederebbe “come si può concedere un prestito che comporta una rata mensile di oltre il doppio delle entrate della persona?” E le risposte, altrettanto superficiali, potrebbero essere: “Mah, si vede che in America è possibile; per forza LORO sono andati a finire male”, o qualcosa di simile. Leggi il resto
La destra al potere: sequestri preventivi per l’Horus a Roma e il Lab.Paz a Rimini
21 Ottobre 2008
Due sgomberi manu militari di centri sociali, diversi per caratteristiche e città in cui vivono, avvenuti questa mattina a Roma e Rimini, aprono con forza la questione degli spazi di libertà.
Un tema quello della libertà declinata nella creazione di luoghi che la promuovono, che la difendono, che la cercano nel caos delle nostre metropoli desertiche, che è sempre più al centro dell’agire sociale di chiunque senta la necessità di vivere e non di trascinarsi come un automa da un problema all’altro. Gli spazi di libertà, e i centri sociali in primis, non sono questione di pochi, o di identità ferree e perfette, o peggio ancora di ghetti separati e compatibili.
Esprimono in tutta la sua attualità il tema della democrazia come produzione del comune, dell’indipendenza come autovalorizzazione, dell’autogestione come autogoverno. Ma anche attraversano e sono attraversati da una nuova composizione sociale nell’epoca della crisi globale. Come si affronta collettivamente questa nuova stagione? Come si risponde agli sgomberi polizieschi e perchè? Non riusciremo a trovare risposte se non capiamo, insieme, cosa sono oggi i centri sociali e come contribuiscono alla grande questione sociale della necessità per ognuno di avere spazi di libertà. I due sgomberi di oggi, invece che chiudere, aprono. Questa è la speranza, e anche la sfida. Leggi il resto
