Pandora al Tam Tam Digfest di Napoli
4 Settembre 2008
Lo sguardo di Pandora
tutto quello che non potreste mai vedere in televisione
in partnership con Movies Event e Assessorato all’Ambiente Comune di Napoli
Martedì 9 settembre 2008- ore 21
Presentazione promo Pandora Tv
corto teatrale - comp. Mutamenti: “ Tra Bush, Bin Laden e Moggi” – come scoprire un complotto in 4 mosse – di Giulio Gargia da un racconto di Roberto Quaglia – 1° episodio
docufilm “ Fratelli di Tav “ – di Manolo Luppichini, Claudio Metallo
Mercoledì 10 settembre 2008- ore 21
Presentazione promo Pandora Tv
corto teatrale- comp. Spazio Libero: “ Tra Bush, Bin Laden e Moggi” – come scoprire un complotto in 4 mosse - 2° episodio
anteprima film “Cecenia” – di Leonardo Giuliano con G. Tognazzi
Giovedì 11 settembre 2008 - ore 21
Presentazione promo Pandora Tv
corto teatrale- comp. Mutamenti: “ Tra Bush, Bin Laden e Moggi” – come scoprire un complotto in 4 mosse – 3° episodio
“Zero – inchiesta sul 9- 11” - un DOCUFILM di Franco Fracassi, Thomas Torelli, Giulietto Chiesa con Dario Fo, Lella Costa, Moni Ovadia
Venerdì 12 settembre 2008 - ore 21
Presentazione promo Pandora Tv
corto teatrale- comp. Spazio Libero: “ Tra Bush, Bin Laden e Moggi” – come scoprire un complotto in 4 mosse – 4° episodio
“Buonanotte, Topolino” – il film su Berlusconi che nessuno ha mai visto – di Jan Stahlberg - anteprima nazionale
Dibattito con la protagonista del film selezionato a Berlino 2006
Vietato ai minori di 18 anni
Info: 081-5491838 – 349.8395655
Ingresso: euro 3,50
Chiaiano tra militarizzazione e resistenza
1 Settembre 2008
Il Presidio permanente di Chiaiano e Marano ha deciso di lanciare per Sabato 6 settembre una mobilitazione nazionale contro il piano rifiuti, contro discariche ed inceneritori, contro la crisi di partecipazione alla vita democratica del paese che si registra in particolar modo sulle scelte fatte sul destino dei territori. Leggi il resto
Napoli, annegano due bambine rom: totale indifferenza tra i bagnanti
21 Luglio 2008
Si erano tuffate dal pontile della spiaggia di Torregaveta, sotto Monte di Procida. Erano in quattro, avevano caldo e volevano fare il bagno: due piccole rom, una loro cugina e un´altra amica. Non hanno considerato che avevano mangiato da poco e che il mare forza due sarebbe stato più forte di loro. Violetta e Cristina Ebrehmovich, di 12 e 11 anni, sono morte annegate. Le altre due sono state salvate dai soccorritori che si sono lanciati in mare quando hanno sentito le loro richieste di aiuto. Dopo la tragedia, la sorprendente reazione di una parte della spiaggia: i bagnanti hanno continuato a pranzare e a prendere il sole, come se nulla fosse successo. «Abbiamo recuperato quei corpi tra l´indifferenza generale», dice sdegnato Pasquale Desiato, l´autista del 118.
La spiaggia è affollata di sabato mattina, ci sono più di cento persone, ma non tutti fanno il bagno perché il mare è grosso. Violetta, Cristina, Manuela e la loro amica, che sono sbarcate con la Cumana dal campo rom di Secondigliano, lasciano sul pontile lo zaino pieno di tartarughine e braccialetti da vendere per fare un bagno nelle acque agitate di Torregaveta. Non hanno il costume, indossano solo i pantaloncini. Intanto le onde crescono e le ragazzine si spaventano: la corrente le trascina. Le urla arrivano ai bagnanti. Sono le 13.46, quando una donna avvisa il 118: «Venite subito, le ragazze non si vedono già più, il mare se le porta via».
Questo il racconto della Capitaneria di Porto, che ha raccolto le prime testimonianze: le rom devono aver avuto un malore perché hanno fatto il bagno troppo presto dopo aver mangiato, e così hanno cominciato a chiedere aiuto. Due bagnini delle spiagge vicine hanno sentito le grida e si sono tuffati per trarle in salvo. Purtroppo l´operazione è riuscita solo a metà. La quindicenne Manuela e la bambina di 8 anni che era con lei sono state agganciate e portate a riva. La stessa fortuna non è toccata a Violetta e Cristina, che il mare aveva trascinato più lontano.
Più tardi arrivano anche gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. L´autista dell´ambulanza ha tentato di salvare anche le altre due rom, senza riuscirci: «All´improvviso ho notato le bambine portate dalle onde. Mi sono avvicinato ed ho afferrato la più piccola per un braccio. Ma mi è scappata ed è scomparsa di nuovo nell´acqua. L´ho ritrovata a 150 metri dalla riva. Ho raggiunto anche l´altra, e ho chiesto aiuto ai bagnanti per portarle a terra». Inutili i tentativi di rianimarle. «Avevano bevuto tanta acqua. Sulla riva - prosegue Desiato - a stringersi attorno a quei corpi, non c´era un familiare. Solo le altre due, che si erano salvate, piangevano disperatamente».
Sul luogo della tragedia anche i carabinieri e i vigili del fuoco, arrivati sia via terra che via mare. Le altre due romene, nel pomeriggio, sono rimaste nel comando della Guardia costiera di Pozzuoli, per essere sentite dal comandante Sergio Castellano, fino all´arrivo del padre di una delle due, un uomo di origini slave con una carta d´identità italiana. La Procura ha aperto un´inchiesta affidata al Pubblico Ministero Stefania Stefanìa, che ha ordinato l´autopsia delle bambine. L´accampamento dei nomadi è alle spalle del carcere di Secondigliano, ed è proprio quello dove è iniziato il censimento del ministero dell´Interno per la schedatura delle prime minorenni in Italia. Le impronte digitali delle due annegate, però, non ci sono: erano troppo piccole anche per entrare in una banca dati.
da www.repubblica.it
Napoli: stop al governo, parte la raccolta differenziata autogestita
19 Luglio 2008
Si è tenuta sotto Palazzo Salerno, quartier generale del sottosegretario Bertolaso, la Rete Campana Salute Ambiente una conferenza stampa per presentare l’iniziativa di “raccolta differenziata porta a porta autogestita” che inizierà nel centro storico di Napoli a partire da Lunedì 21 Luglio.
L’ esperimento, senza precedenti nel suo genere, avviato nelle settimane scorse con un porta a porta informativo e che andrà avanti per due settimane grazie all’impegno militante del tutto gratuito e dimostrativo del Comitato salute ed ambiente del Centro storico, dei Corsisti I.SO.LA. di Banchi Nuovi e del Laboratorio Occupato SKA, ha già raccolto centinaia di adesioni e suscitato un grosso entusiasmo sia da parte di condomini che di attività commerciali.
L’iniziativa è parte della battaglia più generale che da anni come comitati di Napoli e della Campania portiamo avanti per un diverso piano rifiuti senza inceneritori e megadiscariche nell’ottica “Rifiuti Zero”.
L’obbiettivo immediato è quello di dimostrare che è concretamente possibile voltare pagina dopo 14 anni di speculazione e devastazione ambientale, mascherata da emergenza a partire dalla sensibilità dei cittadini, avviando in tempi rapidi un piano pubblico di raccolta differenziata porta a porta in tutta la città. Leggi il resto
Soldati nelle strade: qualcuno ha ancora voglia di protestare, per caso?
17 Giugno 2008
Ed ecco che mentre il Paese si scanna per le intercettazioni, o pensa agli Europei, o sta a guardare Bush che passeggia nei giardini Vaticani, con la massima nonchalance si decide di mandare l’esercito a pattugliare le strade. E nessuno fiata.
Eppure è una roba da Cile di Pinochet, per essere scontati, o al limite giustificata solo in luoghi e situazioni estremi (penso ai Vespri Siciliani, dopo le stragi di Capaci e via d’Amelio).
Ma oggi? Da cosa ci devono proteggere le Forze Armate? Leggi il resto
Avellino, fermati due tir con carichi di rifiuti contenenti tracce radioattive
15 Giugno 2008
Tracce radioattive sono state trovate in un carico di rifiuti che doveva essere conferito nella discarica di Savignano Irpino.
Il carico, ha reso noto la struttura del sottosegretario Guido Bertolaso, è stato immediatamente isolato e riportato nel sito di trasferenza per essere smaltito in appositi impianti. Il sottosegretario ha anche avviato una procedura per risalire ai responsabili del deposito illegale, presentando una denuncia all’autorità giudiziaria.
CARICO - Le tracce radioattive, sottolineano a Savignano Irpino, sono state rilevate «grazie alla capillare capacità di controllo di tutte le componenti che operano presso la discarica, forze dell’ordine, vigili del fuoco ed esercito». Nel carico infatti sono stati trovati alcuni rifiuti di origine ospedaliera su cui sono state rilevate le tracce di una «lieve anomalia radioattiva». «È bene evidente - proseguono dalla struttura di Bertolaso - che i rifiuti ospedalieri devono essere smaltiti, come previsto dalla legge, attraverso una filiera completamente diversa da quella prevista per i rifiuti solidi urbani. L’episodio di oggi conferma, dopo quelli dei giorni scorsi, l’accuratezza dei controlli per garantire il totale rispetto delle norme per il materiale che viene conferito nelle discariche».
I CONTROLLI FUNZIONANO - Dalle prime ricostruzioni sembra che i rifiuti radioattivi siano di provenienza ospedaliera: si tratta forse di scarti di Iodio 131, come nel caso riscontrato nei giorni scorsi nei treni speciali giunti in Germania. «Abbiamo dimostrato che i controlli funzionano - spiegano dallo staff di Bertolaso - ed è un segnale di tranquillità per le popolazioni che vivono vicino alla discarica. Si conferma la necessità e la bontà dei controlli effettuati a Savignano Irpino a tutela e garanzia delle normative sullo smaltimento dei rifiuti».
I COMITATI - «Il carico radioattivo ritrovato mentre andava nella discarica appena aperta a Savignano dimostra tutto il pericolo che questo piano rifiuti rappresenta per la nostra regione». È quanto affermano in una nota i comitati in difesa delle cave di Chiaiano e Marano. «Se da un lato - si sottolinea - c’è la gestione illegale dei rifiuti che può portare a situazioni come quella di oggi, dall’altro c’è il decreto governativo che legalizza lo sversamento della gran parte dei rifiuti tossici (fanghi chimici, ceneri pesanti ecc) per fare della Campania lo sversatoio a basso prezzo dell’industria settentrionale. Per questo è vitale perseguire modelli alternativi, praticabili e richiesti dalla stessa Unione Europea». «Nei prossimi giorni - si conclude la nota - si intensificheranno le nostre iniziative per difendere la Selva di Chiaiano che è un patrimonio di Chiaiano, Marano e Mugnano, ma anche di tutta la città di Napoli».
FERMATI DUE TIR - Ma i problemi ambientali in Campania non arrivano solo dallo smaltimento legale dei rifiuti, ma soprattutto da quello abusivo. Quaranta quintali di rifiuti pericolosi, destinati alla Campania perchè fossero smaltiti illecitamente, sono infatti stati sequestrati dai carabinieri della Compagnia di Montella (Avellino). Il carico era trasportato da due tir provenienti dalla provincia di Foggia e diretti in Alta Irpinia. Per sfuggire ai controlli i due conducenti, entrambi pregiudicati e residenti a Cerignola (Foggia), stavano transitando sulla dismessa statale dell’Ofantina, quando sono stati fermati ad un posto di blocco. I due autisti non hanno voluto fornire spiegazioni sul carico: sono stati individuati materiale ferroso, batterie esaurite, profilati di eternit, scarti di rame. I due trasportatori sono stati denunciati in stato di libertà all’autorità giudiziaria per trasporto e smaltimento illecito di rifiuti. Negli ultimi mesi, il comando provinciale dei carabinieri ha sequestrato circa 70 mila metri cubi di rifiuti pericolosi e ha denunciato 50 persone, molte delle quali con numerosi precedenti penali, originarie delle province di Caserta, Salerno e Napoli.
Napoli: il precipizio dei rifiuti urbani diventati merce Spa o Srl
4 Giugno 2008
Riportiamo un’intervista fatta il maggio scorso al Segretario Generale dell’Assise di Napoli che può aiutare a capire dove i rifiuti solidi urbani ‘merce’, o Spa e Srl, hanno fatto precipitare noi Italiani.
Nel giorno in cui Napolitano si dice “angosciato dai rifiuti” e Berlusconi torna in città per difendere la linea dura, i magistrati, attaccati ieri da Bertolaso, continuano gli interrogatori. In discussione ci sono l’ideazione della Superprocura che va contro la Costituzione, e il diritto a manifestare. Contro il decreto si fa sentire la società civile, toccata anche dal caso rom. Ne parliamo con Nicola Capone, Segretario dell’Assise di Napoli e del Mezzogiorno. La società civile suona la carica. La Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, che si batte da anni contro la gestione del caso rifiuti, non rinuncia a dire la propria sulla situazione napoletana, un’emergenza ambientale, politica e democratica senza precedenti. In una conferenza stampa, stamane, sono state promosse le linee guida contro il governo, per fare emergere vizi e omissioni del decreto. Leggi il resto
Manifestazione a Chiaiano: 15mila contro l’arroganza di Berlusconi
4 Giugno 2008
E’ questo il grido che si è levato dalle tante migliaia di persone che hanno attraversato le strade di Marano e Chiaiano contro la megadiscarica nel polmone verde di Napoli, contro il decreto antidemocratico e pericoloso del governo per un uscita diversa dall’emergenza che non punti su megadiscariche e incenerimento. Una via possibile e necessaria come ampiamente sperimentato in tante altre città d’Europa e del mondo.
E’ stata prima di tutto una manifestazione per la democrazia! Insieme alle migliaia di persone di Marano, Chiaiano e Mugnano che sono scese in piazza malgrado il clima di intimidazione autoritaria creata dal governo, sono venuti comitati ambientalisti da tutta Italia come i No Tav, i movimenti contro l’incenerimento, la Rete Rifiuti Zero e soprattutto tanti comitati ambientalisti campani: il comitato napoli Est e quello Napoli centro, il comitato di Terzigno e quello di Giugliano, a dimostrare che non è vero che la protesta dei comitati è contro il ‘bene comune’ ma al contrario è una ribellione contro il furto di democrazia di questi 15 anni, una risposta che sta ricostruendo un modello di democrazia e di bene comune dal basso attraverso il patto di mutuo soccorso.
Ora si sta facendo un’assemblea pubblica in piazza e inerverranno intellettuali e artisti per la difesa della democrazia e dell’ambiente come Ascanio Celestini, gli Ezezi, Peppe Lanzetta…
Il presidio continua perchè le parole di Berlusconi hanno dimostrato definitivamente che la decisione sarà politica e non solo tecnica. Ogni giorno assemblea alle 19.00 per programmare le prossime iniziative: ‘Resisteremo un minuto in più dei
devastatori dell’ambiente e della democrazia’
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
Chiaiano: un appello a tutti i movimenti, manifestazione nazionale il primo giugno
27 Maggio 2008
Chiaiano dopo Pianura, Giugliano, Serre, Acerra, Savignano. Le lotte ambientali che hanno infiammato tante realtà della Campania non nascono, come racconta la disinformazione mainstream, dagli “egoismi del popolo del no”. Queste insorgenze sono la risposta ad un esproprio di democrazia ultradecennale che, come avvenne per la lunga stagione affaristica del Commissariamento post-terremoto, ha consegnato i nostri territori alla speculazione economica e finanziaria, alle ecomafie e agli interessi più indecenti delle burocrazie politiche.
Le strategie della shock-economy campana hanno fatto della “categoria dell’emergenza” un dispositivo di comando e di profitto con cui ricattare continuamente le libertà collettive, censurare il dissenso e le concrete alternative possibili verso una indispensabile strategia Rifiuti-Zero che protegga l’ambiente e la salute collettiva, aprendo anche nuove opportunità lavorative.
Le istituzioni e quell’ampio ceto politico, che oggi strumentalizzano retoricamente “il bene collettivo”, hanno lavorato per oltre 14 anni alla frantumazione di questo concetto e alla contrapposizione tra le comunità, oscurando l’esistenza di alternative concrete incentrate sul porta a porta, il riciclo, la riduzione degli imballaggi, il compostaggio e gli impianti a freddo.
Il “decreto-rifiuti” del governo Berlusconi è la consacrazione di questo processo e impone l’apertura di dieci discariche e quattro inceneritori che devasterebbero ampie aree della regione! Proprio mentre in Sassonia ci dicono che riciclano almeno il 70% dei rifiuti campani con dei banalissimi impianti di differenziazione “a valle”.
E’ un modello di profitto sempre più aggressivo verso gli uomini e la natura, che ritiene di sopravvivere alla crisi distruggendo il territorio. Dal rilancio del Ponte sullo Stretto alla TAV ai Rigassificatori fino all’annunciato ritorno del cosiddetto nucleare civile si punta tutto sulle mega opere inutili e dannose e sul rilancio del business a scapito della sicurezza del lavoro, della salute e dell’intera vita.
Le lotte contro le megadiscariche e l’incenerimento hanno invece costituito luoghi di condivisione, spesso autentici “consigli
dell’autogoverno”,magari ancora confusi e transitori ma capaci di fare rete tra le popolazioni e di ritessere dal basso nuovi modelli di bene comune.
La repressione che si sta scatenando violentemente a Chiaiano e che ha già ferito gravemente alcuni cittadini come quella che si annuncia verso le altre popolazioni coinvolte dai provvedimenti del governo, non è però l’ennesimo remake. E’ molto di più! E’ la sperimentazione, con consenso pressochè bipartisan (vedi in Campania il forte appoggio di Bassolino), di un modello di relazioni sociali sempre più militarizzato.
Un autentico salto di qualità nei modelli di governance del territorio: c’è la produzione di norme penali “Just-in-time” per colpire le figure sociali del dissenso, che affianca anche simbolicamente la decisione del sovrano e respinge chi si oppone nell’area della criminalità e dei “comportamenti antinazionali”. Lo “stato d’eccezione” - quindi - diventa categoria fondamentale per sostenere la qualità della decisione, rivelando in controluce la sua stessa debolezza, la sua delegittimazione sociale.
La repressione violenta, l’ostentazione di forza militare, la diffusione sul territorio regionale di una infinità di basi e depositi
bellici, l’arrogante indifferenza alle sorti di intere popolazioni ne sono un corollario inevitabile. La generalizzazione del collaudato meccanismo della fabbrica della paura con cui provano a ghettizzare interi gruppi sociali, come i migranti e i rom, nei loro intenti deve allargarsi e intimidire ogni forma di conflitto sociale.
Perciò “il destino di Chiaiano” (e poi di Terzigno e Savignano e Ferrandelle.) è così cruciale. Lo sa bene il governo che si prepara a riprodurre lo stesso dispositivo per tutte le altre lotte ambientali (e non solo) ed ha fatto della “discarica a Chiaiano” un proprio manifesto politico. E non lo ignorano certamente i movimenti che in questi anni hanno declinato in autonomia ed indipendenza politica alcune pratiche di decisionalità e di democrazia dal basso che sono sempre più minacciate e represse dalla militarizzazione delle pratiche di governo e dalla limitazione degli spazi di lotta e di autorganizzazione.
Perciò facciamo appello ai cittadini, ai movimenti, alle comunità in lotta, dai No-Tav, ai No-Dal Molin, ai No-Ponte per una manifestazione a carattere nazionale a Napoli, domenica primo giugno. L’urgenza di questa mobilitazione è dettata dall’importanza generale della posta in gioco che in questi giorni si sta palesando in Campania. Ore 16 concentramento alla metropolitana di Chiaiano. Per infrangere la cappa repressiva e l’accerchiamento mediatico e politico contro le lotte sociali. Per fermare la deriva securitaria, la loro arroganza e la loro violenza! Perché la resistenza delle popolazioni di Chiaiano e Marano come quelle di tantissime altre realtà della regione e dell’intero paese sono momenti costituenti di un nuovo spazio pubblico in difesa dei beni comuni. Contro la devastazione dell’ambiente, contro la militarizzazione ed il disciplinamento coatto dei territori.
Comitati in difesa delle cave di Chiaiano
Reti campane contro la devastazione ambientale
Per info ed adesioni retecampanasaluteambiente@noglobal.org
Rete Campana: appello alla mobilitazione per l’emergenza rifiuti di Napoli
21 Maggio 2008
Siamo nel pieno di un’altra “emergenza” che servirà come quelle precedenti per giustificare l’apertura di forza, contro la volontà delle comunità, di nuove discariche.
Questa volta a farci le spese, in termini di avvelenamento del territorio e della salute, potrebbero essere Savignano Irpino, S. Arcangelo Trimonte nel Beneventano, Chiaiano a Napoli, Eboli nel Salernitano ed infine Vallata nell’avellinese.
Intanto la sollevazione delle popolazioni dell’area nord di Napoli contro la creazione di una discarica nella cava di Chiaiano ha
costretto il sindaco Jervolino a ritornare sulle sue posizioni e rappresentare al commissario De Gennaro la contrarietà del consiglio comunale e dei cittadini a questa ipotesi. Come in precedenza era successo per Pianura, Giugliano, la manifattura tabacchi, si tratta di un risultato significativo della mobilitazione popolare, di cui si verificherà la portata nei prossimi giorni. Solo il ritiro dell’ordinanza emessa il 30 aprile dal governo Prodi darà la necessaria sicurezza che il sito di Chiaiano, sia escluso da quelli destinati a discarica; proprio per ribadire questa esigenza, gli abitanti in lotta dell’area Nord insieme agli altri comitati della Campania hanno deciso di organizzare una manifestazione in occasione del consiglio dei ministri che si terrà mercoledì 21 Maggio a Napoli. Tuttavia il significato di questa mobilitazione oltrepassa la legittima difesa del proprio territorio, facendosi portatrice di più vasti interessi collettivi di difesa della salute e dell’ambiente a Napoli ed in Campania oggi sacrificati agli interessi privati dei grandi gruppi industriali (Fibe, Impregilo, A2A,Veolia.) e delle ecomafie.
Richiediamo l’avvio a livello cittadino e regionale di una diversa politica di gestione del ciclo rifiuti virtuosa e capace di creare nuova occupazione, fondata su riduzione, recupero, riuso e riciclaggio degli stessi nella direzione strategica dei “rifiuti Zero”.
Infatti sono state proprio le politiche finora perseguite dai vari governi locali e nazionali, incentrate sul nocivo ed antieconomico incenerimento, che hanno sabotato l’avvio di una seria raccolta differenziata e scavalcato gli strumenti di controllo democratico, ad alimentare strumentalmente l’emergenza, da “sanare” con l’apertura di nuove discariche in attesa degli inceneritori. In questo modo si è disseminato il territorio agricolo regionale di sversatoi di immondizia indifferenziata, nel tentativo di contrapporre una comunità all’altra, sperperando ingenti risorse pubbliche senza realizzare i provvedimenti
strutturali atti ad avviare un ciclo virtuoso dei rifiuti.
La crisi dei rifiuti solidi urbani viene così a coprire la ben più grave compromissione ambientale del territorio campano, derivante dal ventennale smaltimento abusivo di rifiuti tossici e nocivi dell’industria del nord, tollerata e finanche agevolata dai diversi livelli di governo locale.
In Campania il centro sinistra ed il centrodestra attraverso lo strumento commissariale hanno massacrato sia l’ambiente che la democrazia, ed è dal ripristino di condizioni minime in questi due campi che qualunque autorità sinceramente interessata a voltare pagina deve ripartire. Occorre quindi che le istituzioni nazionali e locali preposte al governo del ciclo dei rifiuti pongano termine alla fase delle decisioni autoritarie ed aprano un reale processo di partecipazione popolare alle scelte in materia e non solo. Che un nuovo piano rifiuti sia scritto in maniera concordata con le comunità in lotta a partire dalle proposte dei comitati, dei movimenti e delle associazioni che in questi anni si sono mobilitate sul fronte rifiuti per ostacolare gli esiti nefasti della politica di discariche e ed inceneritori.
In questo senso, è indispensabile che oltre all’OPCM su Chiaiano il Governo ritiri anche le due ordinanze criminali del 6 e del 20 febbraio scorso, con cui si garantisce l’estensione dei CIP 6 ai tre impianti campani e si permette la combustione delle ecoballe non a norma nell’inceneritore di Acerra.
Tuttavia i segnali provenienti dalla nuova maggioranza politica delineano una sostanziale continuità con gli orientamenti del
precedente governo in materia: il business dell’incenerimento è infatti ampio e radicato e coinvolge entrambi gli schieramenti politici fino ai livelli nazionali. La presenza condizionante della Lega Nord nel governo lascia inoltre poco spazio alla possibilità di realizzare effettive politiche ambientali e sociali a favore del Mezzogiorno che rischia di continuare ad essere bacino di manodopera ed al tempo stesso discarica di rifiuti tossici per il sistema industriale del nord.
Da un punto di vista più generale, i primi provvedimenti annunciati dal nuovo esecutivo in tema di repressione degli immigrati e detassazione degli straordinari delineano una politica incentrata sull’uso massiccio degli strumenti repressivi per il controllo sociale e sul rilancio della produttività aziendale a scapito dell’occupazione ed in direzione di una sempre maggiore precarietà del lavoro e della vita.
Alla luce di quanto detto, riteniamo che sussistano l’esigenza e la possibilità, da parte delle tante forze che in questi anni hanno praticato una reale opposizione sociale ai processi di devastazione ambientale e sociale della Campania (movimenti, associazioni, comitati, centri sociali, sindacati di base, cittadini,..) di esprimere unitariamente una diversa proposta per lo sviluppo dei territori meridionali, a partire dalla questione ambientale e democratica.
A queste forze sociali facciamo appello per la costruzione di una manifestazione di massa Mercoledì 21 Maggio con concentramento alle ore 15 in P.zza Dante in occasione dello svolgimento a Napoli del prossimo consiglio dei ministri per dimostrare con forza questa volontà al nuovo governo
Rete Campana Salute Ambiente
