Ossezia, l’esercito russo: “C’era un cittadino Usa tra i commandos georgiani”

4 Settembre 2008

Un portavoce dell’esercito russo ha rivelato giovedì [28 Agosto] che un passaporto Usa è stato trovato in un edificio dell’Ossezia del Sud occupato dalle truppe Georgiane. Dopo che le truppe di interposizione russe avevano sgombrato l’edificio pesantemente difeso, hanno scoperto all’interno un passaporto appartenente a un texano di nome Michael Lee White.

Il vice capo di stato maggiore russo Anatoly Nagovitsyn giovedì ha mostrato fotocopie del passaporto ai media durante una conferenza stampa.

“Vi era un edificio a Zemonekozi, un insediamento a sud di Tskhinvali che era strenuamente difeso da una squadra per le operazioni speciali dell’esercito georgiano. Dopo avere sgombrato l’edificio le truppe di interposizione russe hanno ritrovato, tra gli altri documenti, un passaporto americano intestato a Michael Lee White del Texas,” ha detto Nagovitsyn.

Sul posto non sono stati trovati né il possessore del passaporto né i suoi resti, nonostante un’attenta ricerca.

“Non so perché si trovasse lì, ma è un fatto che fosse in quell’edificio insieme a soldati delle forze speciali georgiane”, ha detto Nagovitsyn.

La conferenza stampa è stata tenuta lo stesso giorno in cui il primo ministro Vladimir Putin ha detto alla CNN: “Abbiamo serie ragioni per credere che cittadini americani fossero proprio nel cuore dell’azione militare”. Putin ha affermato che il conflitto in Ossezia del Sud potrebbe essere stato pianificato perché fosse di beneficio ad uno dei candidati presidenziali Usa.

N.d.T.: un articolo del statesman.com afferma che un tale Michael Lee White che si trova attualmente in Cina dichiara di essere il properietario del passaporto e che questo gli era stato rubato.

Titolo originale: ” U.S. citizen was among Georgian commandos - Russian Military “

http://www.russiatoday.com  tradotto da www.comedonchisciotte.org

Georgia, la frittata di Saakashvili

2 Settembre 2008

Il riconoscimento esplicito della sovranità dell’Ossetia del Sud e dell’Abkhazia da parte della Russia ha sollevato ondate di indignazione in quasi tutte le cancellerie occidentali. Che sembrano essere state colte di sorpresa. In realtà Dmitrij Medvedev non ha fatto altro che dare corso a ciò che aveva già detto esplicitamente a combattimenti ancora in corso.

Il governo russo – aveva dichiarato il capo del Cremlino – si regolerà in base alla volontà espressa dai popoli dell’Ossetia del Sud e dell’Abkhazia. E uniformerà la propria politica estera in base a quella volontà.

Un minimo di realismo ci vorrebbe: la Russia non tornerà indietro, quindi chiederle di farlo è senza senso. Purtroppo per la Georgia e la sua gente questa è la conseguenza tanto inevitabile quando logica del tremendo errore di calcolo di Saakashvili e dei suoi consiglieri americani, chiunque siano stati.

Non si dovrebbe dimenticare – a coloro che continuano a descrivere le “prepotenze” dell’orso russo e le sue “crudeli astuzie” - che Mosca, prima dell’aggressione georgiana all’Ossetia del Sud, non aveva riconosciuto la sovranità di nessuna delle due regioni proclamatesi indipendenti da Tbilisi. E che questa situazione durava da ben 16 anni. Quali che ne fossero le ragioni, resta il dato che Mosca non ha voluto forzare la situazione né creare scelte irreversibili fino agli eventi di questo agosto. Leggi il resto

Ossezia del Sud, Liberazione intervista Giulietto Chiesa

14 Agosto 2008

La Russia ha aggredito la Georgia. Così dice il presidente Mikhail Saakashvili, così le notizie che arrivano. Ma Giulietto Chiesa, che conosce benissimo la Russia, la sua storia, la storia di un impero che si chiamava Urss, nega decisamente. È stato in Ossenzia, quest’anno, ha tanti amici da quelle parti, ascolta quotidianamente i tg russi.

Siamo di fronte all’ennesima bufala mediatica? Qualcosa che ricorda le tristi armi di distruzione di massa “scoperte” in Iraq?

«Questa è una notizia falsa a cui non bisogna credere. I Russi non hanno occupato un bel niente, si sono sono attestati sulla linea del accordo del 1992 di Dagomys e non hanno nessuna intenzione di uscire da quei contorni.

Che cosa sta succedendo allora?

Siccome i georgiani continuano a bombardare con l’artiglieria i centri dell’Ossezia del Sud, evidentemente i Russi devono impedire questi bombardamenti e andranno con l’aviazione sui punti di concentramento delle truppe georgiane al di fuori della frontiera dell’Ossezia del Sud. Non possiamo nasconderci dietro un dito. Qui c’è una guerra dichiarata contro una popolazione di meno di 100 mila abitanti colpita a freddo. Fatto assolutamente inspiegabile se non con un’operazione politica provocatoria.

Provocatoria con quale obiettivo? E perché proprio adesso?

Il presidente Saakashvili ha dichiarato: «Noi interveniamo per ristabilire l’ordine costituzionale». Questa frase è una confessione, perché l’ordine costituzionale che il presidente georgiano vorrebbe ristabilire in Georgia non esiste dal 1991 quando l’Ossezia del sud si è dichiarata indipendente contemporaneamte alla dichiarazione di indipendenza della Georgia dall’Unione Sovietica. Quale ordine costituzionale vuole ricostruire? Chiunque capisce che questa cosa non sta in piedi. Sono stati massacrati migliaia di civili, ci sono 70 mila profughi su una popolazione di 100 mila. Che cosa doveva fare la Russia, ritirare le sue truppe? La Russia sta lì sulla base di un accordo politico firmato anche dalla Georgia, tanto è vero che c’erano le forze di interposizione. Ritirarsi quando gran parte di questi 100 mila individui, tutti cittadini russi (perché in questi anni hanno chiesto e ottenuto la cittadinanza russa) non vogliono rimanere sotto la giurisdizione georgiana … Ma lasciamo stare. Questa è un’operazione politica interamente costruita dagli Stati Uniti. Leggi il resto

Guerra in Ossezia, quella bandiera europea dietro le spalle del bandito

9 Agosto 2008

Piero Gobetti scrisse che “quando la verità sta tutta da una parte ogni atteggiamento salomonico è altamente tendenzioso”. Osservando la tragedia dell’Ossetia del Sud trovo che questo aforisma vi si adatti alla perfezione. Si cercherà, domani, di trovare spiegazioni “salomoniche” per giustificare il massacro della popolazione civile di una piccola comunità schiacciata dal peso della storia, come un vaso di coccio in mezzo a vasi di ferro.

Vi sarà sicuramente qualche sepolcro imbiancato che cercherà di distribuire uniformemente le colpe tra chi ha aggredito e chi è stato aggredito, tra chi ha usato gli aerei e gli elicottericontro una città di 70 mila abitanti, e chi aveva in mano solo fucili e mitragliatrici per difendersi.

Ci sarà domani chi spiegherà che gli osseti del sud hanno provocato e sono stati respinti. E poi, sull’onda della contr’offensiva, quasi per forza di cose, igeorgiani sono andati a occupare ciò che, in fondo, era loro di diritto, avendoosato gli ossetini dichiarare e applicare l’idea del rifiuto di tornare sotto ilcontrollo di chi li massacrò la prima volta nel 1992.

Ci sarà, posso prevedere con assoluta certezza ogni parola di questi mascalzoni bugiardi, chi affermerà che tutta la colpa è di Mosca, che – non contenta dell’amicizia tra Tbilisi e Washington- voleva punire il povero presidente Saakashvili impedendogli di entrare in possesso dei territori di Abkhazia (il prossimo obiettivo) e di Ossetia del Sud. E così via mescolando le carte e contando sul fatto che il grande pubblico sa a malapena, sempre che lo sappia, dove stia la Georgia, e, meno che mai l’Ossetia del Sud. Leggi il resto

Militari nelle strade? E’ parte integrante di un progetto Nato anti-sommossa

2 Agosto 2008

Una interessante riflessione circa l’utilizzo non occasionale né casuale dell’esercito per compiti di polizia.

Esercito a pattugliare le strade delle grandi città. Ma solo per pochi mesi? Manovra propagandistica del governo Berlusconi o naturale conseguenza di piani decisi da oltre dieci anni da alcuni paesi della NATO?

Questa affermazione non è l’ennesimo tentativo maldestro di voler accollare a carico dell’Alleanza militare occidentale oscuri disegni di militarizzazione della nostra società, bensì il frutto di nostre ricerche su alcuni progetti, condotti sotto la guida del Pentagono e riguardanti l’uso degli eserciti nelle megalopoli del futuro.

Si tratta del lavoro di esperti NATO UO 2020 nel gruppo di studio SAS 30 Urban Operation in the year 2020 , al quale partecipano dal 1998 esperti di sette Nazioni della NATO ( Italia, Canada, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Stati Uniti d’America ) e che ha gettato le basi per l’evoluzione dell’impiego dello strumento militare nello scenario più probabile del prossimo futuro. Leggi il resto

Forum Sociale Europeo 2008 - Malmoe, 17/9 - 21/9 Settembre

22 Luglio 2008

Il 12 luglio si è tenuta a Bruxelles l’ultima riunione del gruppo programma, che ha affrontato l’ultima fase di accorpamento dei seminari per ciascun asse tematico, ha discusso della manifestazione di apertura e dell’Assemblea dei movimenti sociali.

E’ particolarmente urgente concludere la registrazione dei seminari accorpati.

Chi non l’avesse fatto, può andare nell’apposita sezione del sito www.esf2008.org. Per registrare la versione finale del seminario è necessario possedere i codici dei seminari che si sono fusi (quelli che cominciavano per ACT). Dopo la registrazione viene dato un altro codice al nuovo seminario (che comincia per MER).

Utilizzando il codice MER, si dovrà effettuare entro il 31 luglio il pagamento dei seminari, sempre sul sito. Sul sito sarà possibile anche pagare la quota di iscrizione per le organizzazioni e i partecipanti.
Controllate regolarmente il sito per capire quando si può iniziare ad effettuare i pagamenti.

Il serio lavoro sull’accorpamento ha dato i suoi risultati. Ogni asse tematico avrà un numero ristretto di seminari. Questo significa meno frammentazione e dispersione del Forum, e anche maggior dibattito e scambio fra le organizzazioni presenti.

Nella manifestazione di apertura, il 17 nel tardo pomeriggio, parleranno dieci persone, con intermezzi musicali. Prenderanno la parola il sindaco di Malmo, la presidente della CES e del Sindacato LO svedese; un ex arcivescovo, molto attivo nel movimento di solidarietà, una francese di Via Campesina, un rappresentante delle associazione migranti, uno studente greco, Attac Europa, una femminista polacca, un palestinese e un israeliano. L’attivista italiano di Vicenza antiwar
parlerà alla manifestazione di sabato insieme a diversi altri oratori.

Il benvenuto, a nome del comitato organizzatore nordico, sarà fatto da una delle presentatrici, Carmen Blanco (india quechua del Perù, ex metalmeccanica sindacalista, presidente dei gruppi latinoamericani in Svezia per molti anni).

L’assemblea dei movimenti sociali si svolgerà la mattina di domenica, dalle 9,30 a 12, prima della sessione di chiusura vera e propria, in modo da poter portare al suo interno le decisioni prese. La discussione sarà concentrata sulle mobilitazioni europee e le iniziative che verranno riportate dalle assemblee tematiche svoltesi nei giorni precedenti.

Una riunione preparatoria aperta si svolgerà il venerdì sera dalle 18 alle 21.

E’ indispensabile che chi intende partecipare prenoti al più presto le camere: quelle a Malmo sono in via di esaurimento. In alternativa si può andare a Copenaghen o a Lund, più consigliato dagli svedesi perché è più vicino e il treno è più economico. Per cercare alloggio si può cercare sul sito del Forum o sui siti commerciali. Prenotate anche i viaggi aerei perché ovviamente le tariffe tendono ad aumentare.
Ricordate che il volo più comodo ed economico è su Copenhagen, da lì c’è il treno per Malmo che impiega mezzora.

Naomi Klein: capitalismo disastroso, è uno stato d’estorsione permanente

17 Luglio 2008

Quando il petrolio ha superato i 140$ a barile, anche i più rabbiosi e conservatori ospiti dei media hanno dovuto provare il loro credo populista riservando una parte del loro show per colpire il Grande Petrolio. Qualcuno è pure andato oltre invitandomi a partecipare ad una amichevole chiacchierata riguardo un nuovo e insidioso fenomeno: il capitalismo dei disastri. Solitamente va bene, fino a prova contraria.

Per esempio il conduttore radiofonico Jerry Doyle, un “conservatore indipendente”, ed io stavamo chiacchierando amabilmente sulle squallide compagnie assicurative e sui politici inetti quando successe questo: “Credo di conoscere un modo rapido per abbattere i prezzi”, annunciò Doyle. “Abbiamo investito 650 miliardi di dollari per liberare un paese di 25 milioni di persone. Potremmo chiedere a loro di fornirci il petrolio.

Ci sarebbero autobotti su autobotti che si raggruppano nel Lincoln Tunnel, il puzzolente Lincoln Tunnel, all’ora di punta con biglietti di ringraziamento da parte del governo iracheno.. perché semplicemente non ci prendiamo il petrolio? Ci abbiamo investito liberando un Paese. Posso risolvere il problema dell’abbassamento del prezzo del gas in dieci giorni, non in dieci anni”.

Certamente c’erano un paio di problemi con il piano di Doyle. Il primo era che stava descrivendo la più grande rapina nella storia mondiale. Il secondo riguardava il fatto che Doyle fosse in ritardo: “noi” stiamo già rapinando il petrolio dell’Iraq o comunque siamo all’apice di questo processo. Leggi il resto

Armi all’ultima generazione, gli americani sperimentano raggi microonde paralizzanti

10 Luglio 2008

Quel suono è insopportabile. Così insopportabile che mi paralizza. Peccato che sia l’unico a sentirlo e nessuna delle persone intorno a me sembri patire gli stessi effetti. La ragione di questa situazione anomala è che sono appena stato colpito da MEDUSA, un’arma non letale per il controllo delle folle a cui da un po’ di anni stanno lavorando i militari americani. A rivelarlo è il sito della rivista New Scientist che racconta come di MEDUSA – che sta per Mob Excess Deterrent Using Silent Audio – si occupi la Sierra Nevada Corporation, azienda americana contrattata allo scopo dalla marina Usa. L’idea, che risale originariamente al 1998, ha cominciato a ricevere finanziamenti militari a partire dal 2003.

ARMA TELEPATICA - Il dispositivo – ribattezzato “telepatico” - sfrutta il cosiddetto “effetto auditivo delle microonde”: un raggio di microonde, nell’interazione con la testa degli esseri umani, produce un suono disturbante che può arrivare ad immobilizzarli. Secondo quanto riporta l’edizione web del periodico scientifico, gli impulsi emessi dall’arma causano un rapido surriscaldamento dei tessuti all’interno del cranio provocando così un violento disturbo avvertito dalle orecchie. Quello percepito dall’individuo colpito dai raggi di MEDUSA è un forte suono che non eccede però – ci tengono a precisare i responsabili del progetto – i limiti dell’inquinamento acustico. Il suono, come spiega al New Scientist, Lev Sadovnik della Sierra Nevada Corporation, non penetra attraverso i timpani e “l’effetto di fastidio è una combinazione data dal volume e dall’irritazione”. Grazie ad un’antenna sviluppata appositamente, il raggio può inoltre essere controllato elettronicamente aumentandone o diminuendone l’ampiezza e puntandolo su uno o più obiettivi simultaneamente. Una prima versione dimostrativa sarà pronta in 18 mesi. Leggi il resto

G8, incredibile gaffe Usa su Berlusconi: “un politico dilettante in un Paese corrotto”

9 Luglio 2008

Una gaffe senza precedenti al G8. Tanto che George W. Bush è stato costretto a porgere le sue scuse a Berlusconi e al popolo italiano. Per quale motivo? Per capirlo, basta leggere la biografia del presidente del consiglio pubblicata nel ‘press kit’ che la Casa Bianca ha distribuito ai giornalisti al seguito del presidente americano.

LA BIOGRAFIA - «Il premier italiano è stato uno dei più controversi leader nella storia di un paese conosciuto per corruzione governativa e vizio - si legge nel profilo -. Principalmente un uomo d’affari con massicce proprietà e grande influenza nei media internazionali. Berlusconi era considerato da molti un dilettante in politica che ha conquistato la sua importante carica solo grazie alla sua notevole influenza sui media nazionali finché non ha perso il posto nel 2006». La biografia pubblicata sul ‘press kit’ non si ferma qui: «Odiato da molti ma rispettato da tutti almeno per la sua ‘bella figura’ (in italiano nel testo) e la pura forza della sua volontà - afferma la biografia - Berlusconi ha trasformato il suo senso degli affari e la sua influenza in un impero personale che ha prodotto il governo italiano di più lunga durata assoluta e la sua posizione di persona più ricca del paese». La biografia di Berlusconi, che cita anche il fatto che da ragazzo «guadagnava i soldi organizzando spettacoli di marionette per cui faceva pagare il biglietto di ingresso», ricorda che il futuro premier italiano mentre studiava legge a Milano «si era messo a vendere aspirapolvere, a lavorare come cantante sulle navi da crociera, a fare ritratti fotografici e i compiti degli altri studenti in cambio di soldi». La Casa Bianca avrebbe prelevato la biografia di Berlusconi dalla ‘Encyclopedia of World Biography’ che risulta aggiornata al mese scorso. Leggi il resto

Acqua: in Francia come nel mondo, la tendenza si reinverte e si torna al pubblico

9 Luglio 2008

La gestione dell’acqua a Parigi tornerà presto pubblica. Per ora in mano ai due più grandi operatori privati del settore, Suez e Veolia, l’acqua di Parigi si appresta a passare a un nuovo operatore pubblico che dovrebbe nascere nel 2009, Eau de Paris. Lo aveva promesso il sindaco di Parigi, il socialista Bertrand Delanoe, nel corso della campagna che lo riportò all’Hotel de ville nel marzo 2008 e lo ha confermato a giugno. L’amministrazione della capitale francese non rinnoverà il contratto con Veolia che scade proprio nel 2009, e interromperà così la privatizzazione instaurata nel 1985 dall’allora sindaco di Parigi Jacques Chirac. Il progetto della municipalità parigina si iscrive nel più ampio movimento di ripubblicizzazione dell’acqua in Francia: sono già più di quaranta le città e comunità urbane che hanno scelto di fare il salto. Oltre alla capitale, anche grandi
città come Tolosa, Lione, Bordeaux o Lille hanno avviato un  processo di ripublicizzazione dell’acqua. Un’ondata sorprendente in un paese molto legato ai servizi pubblici, ma dove l’80 per cento dei servizi di produzione e di distribuzione dell’acqua sono in mano a società private.
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