Pandora, 29 luglio ore 18e30 riunione del gruppo territoriale di Genova
28 Luglio 2008
RIUNIONE DEL GRUPPO TERRITORIALE PANDORA DI GENOVA. Ore 18.30 alla Casa della Pace e della non violenza in P.za Palermo 10b. Dovrà essere una occasione per chiarire un po’ di dubbi e formare un gruppo “agguerrito” per organizzare la raccolta di un grande numero di adesioni, senza le quali, ricordiamocelo, tutti i nostri pensieri sulla libertà e sulla democrazia dell’informazione sono destinati a rimanere tali.
Matteo Nigro - referente ligure: matteo_nigro@fastwebnet.it,
Dal 15 al 22 luglio Genova ricorda il G8
14 Luglio 2008
Il Comitato Piazza Carlo Giuliani O.n.l.u.s. presenta una settimana di inziative in occasione del 7° anniversario del G8 del 2001.
Quì di seguito il programma completo a partire da mertedì 15 luglio.
G8, il pm: “Diaz, è stato un massacro”
4 Luglio 2008
«È stato un massacro». Così il pm Francesco Cardona Albini ha definito l’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 del 2001 a Genova, all’inizio della sua requisitoria nel processo che si tiene nell’aula bunker del tribunale e che vede imputati 29 poliziotti, tra cui dirigenti e alti vertici. «Ed è stato questo massacro e non certo il reato associativo contestato dalla polizia, ad accomunare le 93 vittime di questo processo, di varie nazionalità, che prima neppure si conoscevano» ha sottolineato. Il pm ha parlato poi dello sfondamento dei cancelli delle scuole da parte dei poliziotti, ripreso da telecamere poste sul tetto della scuola adiacente Pascoli da parte di cineoperatori che si trovavano al centro stampa. Il magistrato ha raccontato che il primo poliziotto a sfondare la porta è stato un agente del settimo Nucleo sperimentale di Roma, riconoscibile dalla divisa blu e dalla foggia del casco. Il pm prosegue nella sua requisitoria raccontando i pestaggi subiti dai ‘no global’ dentro l’edificio.
RISCHIO STOP - La prima parte della requisitoria, del pm Enrico Zucca, è stata fa tta giovedì. Nonostante il processo rischi lo stop, se venisse approvato dalla Camera l’emendamento al decreto sicurezza, l’intervento è iniziato senza alcuna eccezione da parte dei difensori. Secondo fonti giudiziarie, inoltre, la contestazione ad alcuni imputati del reato di porto d’armi da guerra (le bottiglie molotov) consente la prosecuzione del processo perché prevede pene maggiori, salvo stralciare la posizione degli stessi. Un reato, quello di porto di armi da guerra, che riguarda solo il vicequestore Pietro Troiani e l’autista Michele Burgio che secondo l’accusa portarono le due molotov dentro la scuola come «falsa prova» a carico dei 93 no global arrestati. Il 10 luglio i pm formuleranno le richieste di condanna. Secondo l’eurodeputato Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8, «è fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non venga sospeso a causa della salva premier. Al tempo il governo Berlusconi fu complice delle violenze e oggi cerca di bloccare il processo».
«CHIEDIAMO RIGORE» - Nella requisitoria il pm Zucca ha citato il giudice inglese Lord Denning, raccontando che bloccò una causa civile contro dei poliziotti «perché se fosse stato vero quello che dicevano le parti lese, condannate per un attentato a Birmingham, avrebbe voluto dire che i poliziotti si sarebbero resi responsabili di falsa testimonianza, di minacce e violenza e che le condanne erano sbagliate». Undici anni dopo però riconobbe l’errore. «Noi riteniamo di aver usato prudenza nelle indagini, ma ora chiediamo alla giustizia rigore. Invochiamo ordine e legge per il rispetto delle persone e dei diritti - ha detto Zucca -. Il G8 nel suo complesso è stato messo fuori da questo processo perché ci siamo dovuti concentrare sui fatti». Il pm ha quindi citato il prefetto Ansoino Andreassi, responsabile del G8 a Genova fino all’arrivo del prefetto Arnaldo La Barbera, il quale nella sua deposizione spiegò che all’origine della perquisizione nella scuola Diaz vi fu la ricerca da parte delle forze dell’ordine del riscatto del loro operato e della loro immagine offuscata dai disordini e dalla morte di Carlo Giuliani. Andreassi inoltre rivelò che l’azione fu decisa dai vertici presenti a Genova. Il pm ha poi contestato che ci sia stata una sassaiola da parte degli occupanti la scuola Diaz contro una pattuglia della polizia. Sassaiola che è stato il motivo addotto dai vertici della polizia per decidere l’irruzione nella scuola che sfociò nella «macelleria messicana» e nell’arresto di 93 manifestanti.
GIORNALISTA PICCHIATO - Il pm ha ricostruito poi cosa avvenne fuori della scuola prima dell’irruzione: giovani picchiati a manganellate perché tentarono di fuggire all’arrivo della polizia. Tra questi il giornalista inglese Mark Cowell che solo un poliziotto riuscì a salvare. «Mi sembrava - ha riferito Cowell, presente in aula - di essere un pallone a cui ognuno voleva dare un calcio». Il giornalista riconobbe anche dei carabinieri presenti davanti alla scuola prima dell’arrivo della polizia. Cowell riportò la rottura della mascella e di tutti i denti. «La sera del 21 luglio in via Cesare Battisti e nelle vie limitrofe alla scuola - ha aggiunto il pm - non vigeva neppure il codice penale». Tra i 29 imputati figurano alti vertici della polizia quali Francesco Gratteri e Giovanni Luperi, all’epoca rispettivamente direttore dello Sco e vice direttore dell’Ucigos, e Gilberto Caldarozzi, vice direttore Sco, Spartaco Mortola, capo della Digos di Genova, Vincenzo Canterini, comandante del VII Nucleo sperimentale del I Reparto Mobile di Roma. Tra il pubblico era presente Heidi Giuliani, madre del ragazzo morto in piazza Alimonda.
La salvaPremier ferma i processi sul G8,il Comitato GiustiziaeVerità scrive a Berlusconi
20 Giugno 2008
Gentile Presidente,
Si ricorda del mese di luglio del 2001, quando da poco eletto del consiglio, si trovò a gestire il G8 a Genova, deciso precedente maggioranza di centro-sinistra? Si ricorderà sicuramente dei limoni [finti] da far appiccicare ad alberi privi di frutti [meschini], del giusto divieto di esporre aglio e mutande nei vicoli di Genova per dare al mondo una degna immagine del nostro paese. Di quelle decine di migliaia di «rompicoglioni» [mi scusi il termine], che avevano deciso di contro il G8 riempiendo le strade e le piazze di Genova. Forse non ricorderà tutto, lei era impegnato nel faticoso compito padrone di casa con ospiti illustri ma, in quei giorni di luglio 2001, fu ucciso un manifestante, Carlo Giuliani, centinaia di manifestanti furono feriti, umiliati e torturati, nelle piazze, nella scuola Diaz, nelle caserme di Forte San Giuliano e Bolzaneto. Ora le scrivo per chiederle un favore. In questi giorni il nostro Parlamento sta per approvare una norma che bloccherebbe una serie di processi riguardanti fatti avvenuti prima del 30 giugno 2002. Sappiamo bene che questa norma è stata pensata principalmente per sollevare lei dal faticoso incarico di andare davanti ai Giudici per un fastidioso procedimento a suo carico. Come la capisco, anche a me viene sempre il magone quando devo andare a testimoniare in Tribunale, finora per fortuna ho dovuto farlo solo due volte, come parte civile nei processi Diaz e Bolzaneto. Leggi il resto
