“L’Oro di Roma”, l’inchiesta di Report su Malagrotta fa scoppiare il caso

24 Novembre 2008

Il 24 giugno 2008, dopo 9 anni di commissariamento straordinario, la regione Lazio è uscita finalmente dall’emergenza con un nuovo piano per i rifiuti che prevede, entro il 2011, la realizzazione di alcuni gassificatori. La commissione europea era sul punto di sanzionare l’Italia perché l’ultimo piano rifiuti che mancava era proprio quello della regione Lazio che ha un bilancio disastroso: solo il 14% di raccolta differenziata contro il 42% della Lombardia. In questi mesi i cittadini romani hanno spesso dato vita a forme di protesta: se si facesse la raccolta differenziata, dicono, non ci sarebbe bisogno di bruciare tutto. La discarica di Malagrotta è la più grande d’Europa, ci finiscono dentro i rifiuti di Roma, Ciampino, Fiumicino e della Città del Vaticano. Appartiene alla società E. Giovi di Francesco Rando, mentre il capitale è dell’avvocato Manlio Cerroni: il monopolista romano dello smaltimento dei rifiuti.

Nella zona di Malagrotta, oltre alla discarica e al futuro gassificatore ci sono: un inceneritore per i rifiuti ospedalieri, una raffineria e quattro impianti per lo stoccaggio dei carburanti. Tutte strutture che secondo la legge “Seveso 2” del 1999 vanno monitorate anche perché secondo l’Arpa le condizioni della falda e dei corsi d’acqua della zona sono pessime. Il gassificatore di Roma, che è ancora sotto collaudo e che è finito in questi giorni sotto l’occhio della magistratura, è costato a Manlio Cerroni 350 milioni di euro, la metà recuperati con il contributo dello stato sul Cip6 e smaltirà fino a 500 tonnellate di combustibile da rifiuti al giorno e genererà energia per 36 megawatt che verranno venduti sul mercato.

L’Unione europea aveva emanato nel ‘99 una direttiva in base alla quale avrebbero potuto essere smaltiti solo rifiuti pretrattati, cioè quelli scartati dalla raccolta differenziata. Ma da noi la direttiva Ue viene trasformata in decreto nel 2003 e applicata solo nel 2005. E comunque fino al 2008 le discariche italiane, in barba all’Ue, hanno continuato a smaltire rifiuti indifferenziati grazie al meccanismo delle proroghe. Malagrotta è in proroga dal 2005 e dovrebbe essere chiusa il 31 dicembre del 2008. Nel piano regionale di Marrazzo, si prevede che al suo posto, venga individuata un’altra discarica, sempre di proprietà di Manlio Cerroni.

A Roma l’Ama, l’azienda municipalizzata che si occupa dei rifiuti, non gestisce alcuna struttura di peso nel ciclo dello smaltimento. Confronto con Berlino, una città che ha più abitanti di Roma, dove la differenziata raggiunge il 41% e dove le discariche anziché aprirle si chiudono.

da www.rai.report.it

Presso lo stesso indirizzo web sarà presto disponibile il documentario “L’oro nero” andato in onda domenica 23 novembre alle 21:30 su RaiTre.  

Vigilanza Rai, Villari non molla la poltrona. Maltese: “Un prodotto della furbizia”

21 Novembre 2008

NEL teatro classico del trasformismo, la Rai, va in scena l’eterno conflitto delle classi dirigenti italiane: di qua i furbi, di là gli incapaci. Al centro, un personaggio che incarna bene i vizi di entrambi, il senatore Riccardo Villari.

Figura mediocrissima, un peone d’altri tempi, ma alla quale dobbiamo una lezione esemplare sui mali della politica nazionale. Democristiano di quarta fila e piccolo barone della medicina, Villari è stato riciclato prima da Mastella e poi da Rutelli non tanto in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria. Cioè la principale e a volte unica competenza richiesta per fare carriera in politica.

E’ noto tuttavia, dai tempi di Hegel, che un servo gode di un vantaggio decisivo sul padrone: può sempre trovarsene un altro. Magari più ricco e potente. Villari, a giudicare da come si muove, deve averne trovato uno ricchissimo.

Eletto senatore con i voti della sinistra e presidente della Commissione Vigilanza Rai con i voti della destra, il senatore Villari ha subito annunciato urbi et orbi che non si sarebbe dimesso. Non perché fosse un traditore, un opportunista dei tanti, un cialtrone insomma. No, non si sarebbe dimesso per “rispetto nei confronti delle istituzioni”. Infatti, ha chiesto d’incontrare i presidenti di Camera e Senato, dai quali ha ottenuto copertura istituzionale, in cambio di un solenne giuramento: “Mi dimetterò il giorno in cui sarà trovato un nome condiviso da maggioranza e opposizione”. Poi il nome eccellente è stato trovato, quello di Sergio Zavoli. Leggi il resto

L’Europa critica la posizione “confusa” del governo italiano sul paccheto clima

19 Novembre 2008

La relatrice dell’Europarlamento per la parte più importante del pacchetto Ue su clima ed energia, l’irlandese Avril Doyle, ha criticato il governo italiano per le sue posizioni “confuse” contro il pacchetto stesso.

“Il contributo dell’Italia a tutto il dibattito europeo sul pacchetto contro il cambiamento climatico è fonte di confusione ed e’ molto difficile da comprendere”, ha detto la relatrice. “Sono cosciente del fatto che c’e’ stato un cambio di governo in Italia, e d’altra parte io appartengo allo stesso scheramento politico (il Ppe, ndr) del premier Berlusconi. Ma è difficile capire - ha spiegato Doyle - quali siano le vere preoccupazioni del governo italiano”. Perche’, ha rilevato, i suoi esponenti “dicono di non voler mettere in causa gli obiettivi del pacchetto Ue (la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, l’aumento del 20% dell’efficienza energetica e l’aumento al 20%della quota di energie rinnovabili nel consumo energetico finale, ndr), ma poi si oppongono a tutto e non suggeriscono alternative. Leggi il resto

Crac Parmalat, Tanzi sbeffeggia un po’ tutti: “Mai organizzata nessuna truffa”

17 Novembre 2008

Questa mattina al processo milanese per il crack Parmalat, l’ex patron del gruppo, Calisto Tanzi ha reso una dichiarazione spontanea in cui ha ribadito di non aver «mai ideato, né ho avuto mai consapevolezza di aver architettato la grande truffa ai danni dei risparmiatori». Nella dichiarazione (che è stata depositata presso il tribunale), Tanzi ha ricostruito i rapporti con le banche estere, gli uomini politici e con Fausto Tonna, suo braccio destro alla Parmalat, dicendosi dispiaciuto per «chi ha subito danni dal mio operato». Leggi il resto

G8 2001: “macelleria messicana” della Diaz, assoluzione per i capi della polizia

17 Novembre 2008

Ora proviamo semplicemente a volgere lo sguardo su qualcosa di più rassicurante. Proviamo tutti insieme a farci scivolare addosso anche questa. Proviamo a sorvolare sull’ennesima prova di inciviltà dello Stato italiano. Proviamo a mantenere il nostro equilibrio interiore come se nulla fosse avvenuto. Proviamo a non indignarci, a tirare avanti, a rifugiarci nella nostra insulsa quotidianità di cittadini senza diritti, a lasciare che altri se ne occupino perché Altri hanno preso le manganellate, Altri sono stati messi sotto processo per reati mai commessi, Altri hanno subito ripetutamente questa insana violazione delle proprie libertà personali e mentali. Proviamo banalmente a giustificarci, ad autossolverci, a liberarci dal peso di una notizia che in alcuni di noi ha sortito esclusivamente quel mero e futile espediente dal retrogusto fortemente qualunquista “Tanto si sapeva”. Leggi il resto

Kossiga invoca i provocatori e Berlusconi lo accontenta

1 Novembre 2008

“Infiltrare agenti provocatori disposti a tutto”. “Lasciare per una decina di giorni i manifestanti liberi di devastare negozi, incendiare le auto e mettere a ferro e fuoco la città” per giustificare pestaggi “senza pietà” degli studenti che protestano e dei “docenti che li fomentano”. Questa in soldoni la ricetta di Francesco Cossiga per fermare l’onda studentesca che in queste settimane ha invaso pacificamente le strade di tutta Italia contro la Riforma Gelmini.

Puntualmente, a non meno di una settimana dall’agghiacciante intervista rilasciata a «Il Giorno» dall’ex presidente emerito della Repubblica, qualcuno sembra aver preso alla lettera le sconcertanti azioni repressive che Kossiga con tanta disinvoltura ha invocato. Tutte cose che ho fatto da ministro degli Interni - ha ammesso senza esitazioni. E a Piazza Navona non è restato che assistere a scene già viste e riviste: scontri predisposti a tavolino. Perchè altro non può essere. Un camioncino carico di mazze tricolori indisturbato che attraversa le centralissime a traffico limitato della capitale, due cortei di opposte fazioni che terminano il loro percorso nella stessa grande piazza, “gli agenti di polizia che sistematicamente manganellano gli studenti senza armi - come testimoniato da Curzio Maltese di Repubblica - e ignorano gli altri in una scena del peggiore G8 di Genova”.

Ora che i telegiornali hanno a disposizione i loro scontri da sbattere in faccia a decine di milioni di persone, non resta che aspettare il commento soddisfatto di Berlusconi e della sua banda, mentre una manifestazione pacifica e quanto mai opportuna viene calpestata senza ritegno. Insieme a una democrazia che, tragicamente, deve ancora far capire di sè quando sia realmente cominciata.

Scuola, Cossiga suggerisce a Berlusconi un’agghiacciante soluzione repressiva

25 Ottobre 2008

Ecco la clamorosa intervista (clicca qui jmsra1.pdf) rilasciata ad Andrea Cangini, giornalista de ”Il Giorno”, durante la quale l’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga sollecita esplicitamente l’attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi  a reprimere la protesta studentesca nel sangue, suggerendo l’impiego massiccio di agenti infiltrati provocatori “disposti a tutto”. Una pratica fascista e antidemocratica già vista e rivista in casi esemplari come il G8 di Genova 2001, ma che per la prima volta viene ammessa spudoratamente da uno dei personaggi politici più importanti e controversi del passato recente dell’Italia “postfascista”.

 

Titolare Bar “Vietato ai negri e agli irregolari” arrestato per spaccio di droga

22 Ottobre 2008

PADOVA - E’ stato arrestato in flagranza di reato per spaccio di droga Luigi D’Andrizza, titolare del bar «Alle 3 Botti», in via Buonarroti all’Arcella, salito alla ribalta della cronaca per aver esposto un cartello che vietava «l’ingresso ai negri, pregiudicati ed irregolari». Il cartello, aveva spiegato Andrizza, voleva essere una protesta contro un’ordinanza che aveva decretato la chiusura del locale per ragioni di ordine pubblico, anche perché ritenuto luogo di spaccio. Oggi l’arresto dell’esercente, dopo che i carabinieri hanno documentato con riprese filmate lo scambio tra D’Andrizza e un pusher nigeriano, anche lui finito in carcere, di 150 grammi di cocaina. Leggi il resto

Informazione in tv, l’Authority ai telegiornali: “Troppo spazio al governo”

19 Ottobre 2008

ROMA - E’ il governo a dominare la scena nell’informazione dei nostri telegiornali. Il predominio è più evidente nei notiziari Mediaset (incluso il Tg5 di Mimun). Ma anche il Tg2 non scherza. L’Autorità per le Comunicazioni chiede ora alle reti pubbliche e private di riequilibrare.

L’Autorità scatta una fotografia che va da aprile a settembre 2008. E’ un’istantanea rilevante perché descrive la situazione dalla nascita del nuovo esecutivo fino quasi ad oggi. Segnali di squilibrio si notano intanto nelle trasmissioni di approfondimento. Ma sono i telegiornali - scrive l’Autorità - a commettere i peccati più gravi. La disparità è doppia: il governo parla più delle opposizioni; alcune forze politiche (di maggioranza) parlano più, molto più di ogni altra. Per questo i telegiornali sono adesso invitati a un effettivo pluralismo. L’Autorità ammette che non siamo certo in periodo elettorale, quando le regole sulle “pari opportunità” sono rigide, severe. Ma la legge vuole che le redazioni rispettino i principi di “correttezza e parità di trattamento” in qualsiasi momento dell’anno, ogni giorno, ad ogni edizione di Tg.

Una regola non scritta vuole che i telegiornali assegnino un terzo del tempo ai partiti della maggioranza, un terzo a quelli di minoranza e un terzo infine al governo in carica. Questa divisione è spesso elusa. Ecco alcuni esempi significativi. Prendiamo le edizioni principali dei telegiornali, quelle che richiamano il maggior numero di ascoltatori. E prendiamo anche il “tempo di antenna”. Somma le parole del giornalista - che introduce un tema o un politico - alle parole del politico. A maggio, Studio Aperto dedica il 42,27% dello spazio al governo e un altro 18,22% al presidente del Consiglio. Al Tg5, il 28% è per Palazzo Chigi e un altro 15 per il premier. Il mese successivo - a giugno - Palazzo Chigi e premier superano quota 50%, sempre al Tg5. Leggi il resto

Scuola e Televisione: svelata la mission della Riforma Gelmini

17 Ottobre 2008

Mentre la protesta studentesca impazza negli atenei e negli istituti scolastici di mezza Italia, sembrano svelati i più inquietanti retroscena che si celano dietro la stesura della Riforma scolastica tanto voluta dal ministro della Distruzione Maria Stella Gelmini. Se pareva bizzarro prevedere un maestro ogni cento studenti e classi all’interno delle quali risulta necessario l’invio di forze militari di peacekeeping per sedare gli scontri per il territorio tra bande di bulli e bulletti inferociti, e ancora aule a cielo aperto, in cui è altamente consigliato l’uso di mezzi pubblici per raggiungere cattedra e lavagna, tutto pare in pochi attimi riacquistare un senso dopo l’entrata in scena di Fedele Confalonieri, presidente Mediaset. “Beh, che c’hai da guardate storto?! - avrebbe detto il manager milanese di fronte a un agguerrito manifestante in grembiulino – Un giorno non vorrai andare anche tu in televisione? Ma che te frega della scuola, no?”. Alcuni testimoni oculari narrano che il bimbo, dopo aver resistito all’ipnosi mediatica e perciò alla tentazione di gridare con pollice verso “Italia Uno”, abbia invece mandato sonoramente a fanculo il Confa con l’accalorata approvazione dei genitori. Superata l’empasse del momento, Fedele ha presto indicato la soluzione: il palinsesto televisivo del primo pomeriggio. “Ecco il vostro rientro pomeridiano”. Leggi il resto

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