Elezioni USA: quanto può fare un presidente

17 Novembre 2008

Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è sicuramente di altra stoffa rispetto al suo predecessore. Una cosa, prima di ogni altra, lo differenzia da George Bush: quella di essere stato eletto. Infatti, nell’euforia della appena terminata campagna elettorale e, nell’evidente esagerazione delle sue fantasmagoriche qualità democratiche, tutti hanno dimenticato che nel 2000 si verificò negli Stati Uniti qualcosa di molto simile a un colpo di stato. Nel quale un presidente legittimo — Al Gore, che stava vincendo, perfino in quella Florida dove la campagna elettorale era stata distorta da chiarissime irregolarità — venne detronizzato dalla decisione a maggioranza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che interruppe la riconta dei voti e assegnò la vittoria al perdente. Leggi il resto

Ambiente: il Governo italiano sottovaluta l’emergenza planetaria

23 Ottobre 2008

La cosiddetta “battaglia sul clima”, esplosa nell’autunno all’interno dell’Europa, nel pieno della più grande crisi del capitalismo dell’ultimo secolo, ci racconta le enormi difficoltà dell’immediato futuro, nostro e del mondo. E non perchè l’Italia sia così importante da influire sul resto del pianeta, quanto piuttosto perchè l’Italia, in questo momento della sua storia, come già avvenne ai tempi del fascismo, sembra interpretare meglio di altri paesi le pulsioni belluine e regressive, gli umori violenti che caratterizzeranno il comportamento delle comunità umane negli anni a venire.

E’, o dovrebbe essere evidente - in base perfino al buon senso comune di cui Giovanni Sartori ha recentemente pianto la scomparsa - che la questione dell’innalzamento della temperatura del pianeta non riguarda solo questo o quel paese, e che, quindi, è faccenda che deve essere affrontata collettivamente. Leggi il resto

Crisi finanziaria, siamo in mano a pompieri incendiari

17 Ottobre 2008

La crisi finanziaria mondiale non può essere affrontata lasciando nelle mani di coloro che hanno appiccato l’incendio il compito di spegnerlo. Invece è esattamente ciò che sta accadendo. Il fatto eclatante è che gli Stati (Europa e America) sono andati in soccorso delle banche, con enormi iniezioni di denaro pubblico. Il fatto che stampino ulteriore moneta non cambia l’altro fatto: tutto a spese dei cittadini contribuenti. E’ in corso una massiccia nazionalizzazione delle banche, che significa una massiccia socializzazione delle perdite. L’unica differenza tra America e Europa è che negli Stati Uniti lo Stato eroga i prestiti lasciando invariata la proprietà, in mani private, mentre in Europa prevale l’idea che gli Stati si appropriino delle quote azionarie, entrando negli assetti proprietari. Leggi il resto

Un lettore: “Ho bisogno di informazioni vere”

10 Ottobre 2008

 Ciao Giulietto,

 ti seguo da
 qualche mese riguardo alle varie tematiche
 che tratti in particolare
 11 settembre, informazione (o disinformazione
 per meglio dire) ecc.
 Ammetto che prima di leggere i tuoi libri ero
 disinformatissimo e come
 tutti vivevo nella bolla di sapone
 dell’informazione della tv e dei
 giornali. Leggi il resto

La Russia è un mondo di mondi

9 Ottobre 2008

“La Russia è grande e contiene molte cose diverse tra loro”. Parola del nuovo presidente e non ancora Zar, Dmitrij Medvedev. Che riecheggiano, in termini meno poetico-filosofici, il concetto del grande storico Mikhail Ghefter: “La Russia è un mondo di mondi”. Per dire che sarà difficile trovare un filo conduttore politico preciso per la “riabilitazione” dello zar Nicola II, decisa ieri dalla Corte Suprema delle Federazione Russa. E’ la Russia imperiale che rinasce sotto i nostri occhi, mentre l’America del turbocapitalismo affonda?

Se fosse così non si capirebbe perchè mai la tesi della Procura di Stato sia stata contraria alla decisione e l’abbia combattuta legalmente fino all’ultimo. La decisione non pare dunque venire dal Cremlino di oggi, assai meno impegnato a rimettere sui loro piedistalli i santini del passato di quanto non lo fosse Boris Eltsin. Leggi il resto

Sto con i cittadini di Vicenza

4 Ottobre 2008

Peggio che inutili, dannosi per la democrazia sono quegli istituti dello Stato di Diritto che, impugnando la lettera della legge come una clava contro i cittadini, ne violano lo spirito. Viviamo in tempi in cui le regole e la stessa legge fondamentale dello stato sono violate ad ogni passo. Violato è l’articolo 11 della Costituzione. Per questo sono con i cittadini di Vicenza che faranno la consultazione popolare nonostante il decreto di organi burocratici lontani anni luce dalla sensibilità della gente.

Pandora, una risposta concreta all’emergenza democratica dell’informazione

1 Ottobre 2008

Pandora è una risposta all’emergenza informativa. Che è emergenza democratica. Noi siamo convinti che, in tempi di crisi come quelli che stiamo vivendo, la cosa più importante sia capire cosa sta accadendo e perchè accade. In piccolo e in grande. Capire in tanti, tutti insieme. Altrimenti gli organizzatori del disordine, della corruzione, della violenza, potranno trascinare le moltitudini, ignare, dove essi vorranno.
I due ultimi esempi - entrambi riusciti - di manipolazione collettiva sono stati la guerra di Georgia, dove il mainstream ha presentato l’aggressore (la Georgia) in veste di aggredito, e la catastrofe finanziaria degli Stati Uniti e del “mondo libero” (cioè l’economia della truffa generalizzata e globale) come una “inevitabile” serie di provvedimenti la cui intenzione, lodevole, sarebbe stata quella di salvare la crescita, l’occupazione, il benessere dei ceti meno abbienti. Via via che la crisi si accentuerà, in tutte le sue varianti (sociale, energetica, climatica, alimentare, idrica, ambientale) sono da attendersi, in rapida successione, manipolazioni di uguale portata e di analogo pericolo. Leggi il resto

Come e perchè la Russia sta cambiando

18 Settembre 2008

L’Occidente nel suo complesso, tanto la sua componente americana, quanto quella europea, fanno fatica a rendersi conto della profondità del cambiamento provocato in Russia dalla cosiddetta “crisi georgiana”. Cosiddetta perchè il termine giusto per definire l’accaduto è invece un altro: “attacco georgiano contro la Russia”.

Non che io voglia dire che tutto si racchiude in quella forsennata aggressione. Al contrario mi pare di poter dire che Tzkhinvali è stata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Un momento topico, a suo modo fatale, in cui tante cose che giacevano appena sotto la superficie, sono state violentemente evidenziate. Un momento che spezza la continuità e espone lo stato delle cose con cruda brutalità.

Ricavo molte di queste impressioni dalla privilegiata posizione di partecipante al Valdai Forum, un gruppo di discussione che esiste da qualche anno e che consente a un certo numero di esperti internazionali, di “sovietologi” di antica e fresca data, di politologi, di giornalisti, di andare a diretto contatto con i maggiori leader della Russia, con uno scambio di idee molto franco (garantito dalle condizioni di “off the record”) e a tutto campo. Leggi il resto

Georgia, la frittata di Saakashvili

2 Settembre 2008

Il riconoscimento esplicito della sovranità dell’Ossetia del Sud e dell’Abkhazia da parte della Russia ha sollevato ondate di indignazione in quasi tutte le cancellerie occidentali. Che sembrano essere state colte di sorpresa. In realtà Dmitrij Medvedev non ha fatto altro che dare corso a ciò che aveva già detto esplicitamente a combattimenti ancora in corso.

Il governo russo – aveva dichiarato il capo del Cremlino – si regolerà in base alla volontà espressa dai popoli dell’Ossetia del Sud e dell’Abkhazia. E uniformerà la propria politica estera in base a quella volontà.

Un minimo di realismo ci vorrebbe: la Russia non tornerà indietro, quindi chiederle di farlo è senza senso. Purtroppo per la Georgia e la sua gente questa è la conseguenza tanto inevitabile quando logica del tremendo errore di calcolo di Saakashvili e dei suoi consiglieri americani, chiunque siano stati.

Non si dovrebbe dimenticare – a coloro che continuano a descrivere le “prepotenze” dell’orso russo e le sue “crudeli astuzie” - che Mosca, prima dell’aggressione georgiana all’Ossetia del Sud, non aveva riconosciuto la sovranità di nessuna delle due regioni proclamatesi indipendenti da Tbilisi. E che questa situazione durava da ben 16 anni. Quali che ne fossero le ragioni, resta il dato che Mosca non ha voluto forzare la situazione né creare scelte irreversibili fino agli eventi di questo agosto. Leggi il resto

Risposta ad un lettore del BeneComune.net

6 Agosto 2008

Salve, mi chiamo Valerio Fabbroni, le avevo tempo fa inviato una mia lettera riguardo alla polemica da lei avuta con Barnard, e la ringrazio per la sua risposta. Le volevo chiedere questa volta qualcosa sul Bene Comune, perché noto che spesso, sia all’interno del suo sito, sia in altri contesti, lei fa riferimento ad una possibile rinascita di una politica diversa, partendo proprio dal considerare il bene comune come una fonte necessaria della politica. La cosa che non ho compreso è se il suo riferimento al Bene Comune ha qualcosa a che fare con il Bene Comune che vede tra i suoi rappresentanti Stefano Montanari e Fernando Rossi, un nuovo movimento politico per cui ho votato e che ha raccolto ben pochi consensi, anche a causa dell’assenza totale di questa formazione nel palinsesto televisivo prima delle elezioni di aprile. Credo che lo conosca, e il suo riferimento al Bene Comune mi suggerisce che Lei non apprezzi molto le loro proposte, per il fatto che non ho mai sentito da Lei una menzione sulla presenza di questa formazione. Se la mia considerazione è corretta, mi piacerebbe sapere il perché non valuta questo movimento come un possibile attore di un futuro politico diverso e migliore di quelli che abbiamo.
La saluto, augurandoci un futuro più degno di essere vissuto.

Caro amico,
ho già affrontato in diverse risposte la questione dei miei per ora “non rapporti” con Rossi e Montanari e con la lista del Bene Comune che hanno presentato.

Ho detto - e ripeto - che il primo in Italia a prospettare una formazione politica nuova che partisse dal nome e dalle idee del Bene Comune sono stato io, a Firenze l’anno scorso. Se legge sul mio sito le relazioni che tenni nelle due riunioni fiorentine, che avevo contribuito a convocare, insieme ad altri, e alle quali invitai (co-invitai) anche Fernando Rossi, troverà puntuale conferma. Leggi il resto

Succesivo »