Dalla parte dei lavoratori: basta indifferenze, la sicurezza sul lavoro è un diritto assoluto

8 Luglio 2008

il Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI” e le organizzazioni che hanno aderito alla manifestazione del 9 giugno scorso : CUB, SdL intercategoriale, Confederazione COBAS, Rete28Aprile Milano, SlaiCobas Milano, Falcri BNL, ACU-Associazione Consumatori Utenti, Comitato Unitario Ferrovieri Lombardia, FILDIAI-CILDI, ALCOBAS-CUB Trasporti, SAMA- Faisa Confail, continuano la mobilitazione contro le ricorrenti repressioni che le parti datoriali conducono, con tutti i mezzi a disposizione e spesso anche con denunce penali, nei confronti dei lavoratori e degli attivisti “rei” di rendere pubbliche le carenze o la totale mancanza di sicurezza nei luoghi di lavoro.

Bisogna respingere il tentativo di mettere a tacere le uniche voci sincere, che non hanno interessi personali, se non quelli di salvaguardare l’incolumità propria, di chi lavora al loro fianco e dei cittadini che utilizzano il servizio.
La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto, così come quella di chi utilizza i servizi pubblici. Riteniamo perciò, alla luce delle tragedie avvenute e di quelle cui assistiamo giornalmente, che un lavoratore non può e non deve essere punito solo per aver reso noto quello che tutte le aziende pubbliche e private cercano di nascondere, sappiamo bene a che prezzo!

Ritenendo questi fatti, che ledono i diritti di tutti i lavoratori coinvolti in prima persona,  gravissimi e lesivi dei diritti di tutti i cittadini (vedi: denunce per la mancata sicurezza sulle linee tranviarie e ferroviarie, nei cantieri, nelle fabbriche), il Coordinamento Milanese di Solidarietà “DALLA PARTE DEI LAVORATORI” ha deciso di attivarsi ancora una volta per la difesa unitaria dei diritti dei lavoratori e dei cittadini-utenti, promuovendo una nuova manifestazione pubblica nel mese di
settembre (con modalità e orari che verranno comunicati in seguito).
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Società allo sbando, il pane costa troppo: 419 aumenti in 20 anni, crollano i consumi

24 Giugno 2008

Stavolta non è colpa degli americani e dei loro fast food.
Se gli italiani mangiano meno «mediterraneo» è colpa dei prezzi. Frutta, verdura, olio, pasta. Tutto costa troppo. E il pane? È diventato quasi un prodotto di lusso. Fino a dieci anni fa era impossibile addirittura pensarlo. La pagnotta, nelle sue varie forme e sapori, è sempre stata presente sulle tavole degli italiani, fresca e croccante, di giornata. Ma dal 2000 ad oggi la discesa del consumo del pane è stata vertiginosa e inarrestabile e con il meno 5,5% dei primi tre mesi del 2008 si è toccato il minimo storico. Le abitudini dei giovani e le diete spiegano solo in piccola parte il calo dei consumi che trova il suo motivo principale nell’aumento del prezzo. Leggi il resto

La Ue approva direttiva-vergogna: 18 mesi di carcere a innocenti senza documenti

19 Giugno 2008

Un Parlamento Europeo in grande maggioranza prono di fronte ai governi ha approvato la “direttiva della vergogna”, altrimenti soprannominata “Ritorno”. Uno scempio giuridico che prevede, tra l’altro, di infliggere fino a 18 mesi di carcere a uno straniero trovato senza documenti validi sul territorio di uno stato europeo. Che prevede l’incarcerazione per i minori. Che impone tempi inaccettabili di rimpatrio coatto. Che fa ricadere sull’immigrato perfino le inadempienze del paese d’origine da cui il “reprobo” ha cercato di fuggire, perchè senza lavoro, o senza cibo, o senza sostentamento.

Mentre in Inghilterra si discute se concedere o meno un prolungamento dell’arresto oltre i 42 giorni per un sospetto di terrorismo, in Europa si decide che una persona senza documenti ma innocente, possa essere messa in galera, fino a un anno e mezzo. Leggi il resto

El Pais, la Ue approva direttiva che permette una settimana lavorativa di 60 ore

17 Giugno 2008

Grazie a Berlusconi e Sarkozy, l’Europa intera sta per assestare un duro colpo al diritto sociale ponendo fine al tetto massimo delle 48 ore lavorative settimanali, tetto approvato dall’Organizzazione Internazionale dei Lavoratori nell’anno 1917.

I Ministri del Lavoro dell’Unione Europea hanno approvato all’alba del 10 giugno in Lussemburgo la proposta della Presidenza slovena che permetterà di portare il tetto massimo vigente per la settimana lavorativa, da 48 ore fino a 60 in generale e 65 per alcune categorie come i medici.

L’ultraliberalismo che ha esercitato l’Inghilterra a far luogo dal 1993, che permette ad ogni lavoratore di poter “liberamente” patteggiare con il titolare dell’Azienda il tempo di lavoro, sta per essere convertito in norma europea. In ogni caso, la direttiva dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo. L’iniziativa di portare in avanti il tetto orario della settimana lavorativa era ferma da tre anni per l’opposizione di Paesi come la Francia, la Spagna e l’Italia, principalmente, che tenevano fermo il provvedimento. Leggi il resto

”Che fare e perchè dobbiamo farlo” del Sig. Dario Leggiero

8 Aprile 2008

Gentilissimo Sig. Chiesa,
chi le scrive è un ragazzo di 27 anni, laureato in Giurisprudenza da 2, in attesa di occupazione.
Non è, o spero che non sia, la lettera di un poveretto che cerca qualunque strumento, e qualunque interlocutore, per sfogare le proprie frustrazioni e le proprie disillusioni. E a dimostrazione di ciò c’è il fatto che scrivo a lei piuttosto che a gente che è, istituzionalmente, politicamente o economicamente più importante di lei (di questi tempi vanno di moda le lettere al presidente della Repubblica).

Certo è che il mio è stato un percorso di presa di coscienza che, inesorabilmente e profondamente, si può affermare essere stato un cammino verso il baratro dei più inimmaginabili e atroci degli svelamenti dei veli di Maya.

Immagini un ragazzo a cui, da sempre, hanno detto che, attraverso lo studio e l’impegno, avrebbe trovato, se non la ricchezza e il successo sociale, quantomeno la serenità e la soddisfazione professionale, da cui, peraltro, ne derivano molte altre, se non tutte le altre. Provi a immaginare un ragazzo che vive nel chiuso di una vita universitaria, in una piccola e graziosa città del Centro Italia, tra svaghi, divertimenti, confronti con amici e conoscenti, il tutto nell’impegno quotidiano dello studio.

E immagini ora che questa persona, una volta uscita dal limbo dell’università (per molti, forse per tutti, il periodo aureo, quello che si ricorda con più piacere e struggimento) si trovi buttata nel mondo, quel mondo a cui, certo colpevolmente, non aveva dato importanza alcuna, sapendo che prima o poi l’avrebbe fatto.

Non è, o non è solo, il disagio di chi vede la propria Laurea, frutto di sacrifici quanto di mitizzazioni sopratutto altrui, rivelarsi un fardello, una sorta di macigno che ti schiaccia nell’incredulità di chi credeva che essa avrebbe portato, se non, ripeto, la ricchezza, quantomeno un posto di lavoro sicuro.

Non è solo questo: è iniziare a vedere che la povertà si diffonde come una piaga strisciante, dovunque, e che nessuno ammette del tutto apertamente.

E’ una povertà strana, è una povertà di chi riesce a mangiare 3 volte al giorno o anche più, di chi ha un telefonino e un televisore. Non è la povertà a cui la storia ci ha abituato. Ma è povertà, e sopratutto, può peggiorare. E’ vedere, per la prima vera volta, che tutto il progresso, tutta la ricchezza che abbiamo creato come popolo, come civiltà dopo decenni di fatiche e sacrifici, non basta: non basta nemmeno a dare un lavoro dignitoso. Come è possibile che il progresso, questo mito razional-capitalista ( ma anche socialista), non è in grado di assicurare alla gente nemmeno più il minimo indispensabile per vivere, laureato o no che tu sia?Com’è possibile che il progresso, il potenziamento esponenziale delle capacità produttive dei fattori economici, renda ancora la gente così schiava di lavori che impegnano l’intera giornata, lavori che spesso sono pagati in maniera indecorosa? E come mai, nonostante la produttività accresciuta, si parla di crisi, di stagnazione?

Ma ancora, ancora non è solo questo: pian piano ci si rende conto che questo progresso, questo mito a cui anche il più acerrimo degli iscritti al PCI ha creduto (es. mio padre), ha portato, a conti fatti, cementificazione folle (è sconcertante la devastazione dei paesaggi, basta farsi un viaggio in treno), alla distruzione di fauna e flora, inquinamento delle acque, prosciugamento di fiumi e laghi, erosione delle coste e quant’altro. E tutto questo per cosa? Per vivere in gabbie di cemento, ognuno isolato dall’altro, senza più quel margine di solidarietà che almeno univa i deboli? per cosa, per vedere la televisione propagandare modelli di benessere inarrivabili? Per passare ore in automobile imprecando contro il conducente maleducato? Per andare a farsi le lampade con i neon dei centri commerciali, per NON comprare cose che NON ci servono? Per andare via dalle proprie terre, a migliaia di chilometri, per lavorare in città che spesso non ci piacciono, sradicando intere famiglie, interi tessuti, intere VITE vissute?

Io ho riflettuto su tutto questo e ne ho cercato, disperatamente, le ragioni.

Non sono tanto preoccupato per me: sento di avere risorse, e me la caverò; a maggio parto per Dublino, per fare esperienze e migliorare l’inglese; poi chissà,sono disposto ad andare dovunque pur di non essere sfruttato e mal pagato.

Ma quello su cui mi interrogo è il perchè di tutto questo. E di perchè ce ne sono tanti: la globalizzazione selvaggia, il dominio delle corporazioni, l’impiantamento di modelli di vita che non sono nè sostenibili nè autentici, il potere bancario.

Ammetto di essere rimasto molto, molto sorpreso, di aver sentito, in una sua conferenza immortalata su youtube, parlare, anche se indirettamente, del signoraggio.

E’, forse, l’unica persona ‘famosa’, o comunque istituzionalmente significativa, che ha parlato del fenomeno del signoraggio, a che io sappia. Lei ha giustamente rilevato come, di fatto, i governi nulla possono; perchè parte, o gran parte, del potere di intervento su una economia è detenuto, ILLEGALMENTE, dalle banche centrali (da noi dunque la BCE). Io credo di aver compreso che molti dei mali del mondo siano ascrivibili al signoraggio: questo perchè, ad esempio, gli USA sono schiavi del debito pubblico; uno schiavo deve fare qualsiasi cosa voglia il padrone: e se è uno schiavo forzuto, come gli USA, può uccidere., può seminare orrore e morte come fa da 50 anni. Ma la mia non è retorica anti americana: gli stessi americani sono vittime inconsapevoli di questo meccanismo mostruoso e letale, che sta mettendo in pericolo la nostra intera civiltà. Una civiltà che sta affogando in un mare di debiti che non potrà mai pagare.

Ora, tutto questo per chiederle una semplice cosa. Io sono da sempre stato di sinistra, ma non ho certo intenzione di assoggettarmi al ricatto veltroniano del voto utile. D’altronde, a conti fatti, destra e sinistra negli ultimi non hanno assunto politiche tanto diverse.

Io voglio però sapere questo: che senso ha la politica oggi, se essa non può appropriarsi della sovranità monetaria? Ponendo il caso che la sinistra arcobaleno riesca ad avere la maggioranza (caso scolastico), cosa potrebbe mai fare, quali interventi potrebbe mai fare, essa o qualunque altra forza politica anche se teoricamente progressista, se non ha in mano le redini di una banca centrale?

E’ per questo che le chiedo che senso ha, ad esempio, votare la sinistra arcobaleno; per questo le chiedo che senso ha votare Lei, con tutto il rispetto e l’ammirazione che provo. Per la prima volta credo di non andare a votare: non Le chiedo di farmi cambiare idea; le chiedo di dirmi quello che sente di dirmi, come un padre a un figlio.

E’ una domanda di una persona smarrita, che ha visto tutte, o molte, convinzioni crollare addosso a sè, sgomento.
E’ una domanda che giunge dal cuore, a una persona che stimo e rispetto profondamente, più di chiunque altro in Italia.
Perdoni la prolissità.

Con affetto
Dario Leggiero

Caro Dario,
la tua lettera merita di essere letta non solo da me, la tua descrizione, infatti, è “universale”, nel senso molto preciso che contiene criteri che valgono per tutti e esperienze che moltissimi provano, ed è la puntuale caratterizzazione del momento critico che tutti attraversiamo.

Sì, siamo tutti smarriti. E la ragione mi è chiara: perchè non abbiamo più un criterio d’interpretazione della realtà che ci circonda. La sinistra, anche quella Arcobaleno, ha accettato la “narrazione” del mondo del capitalismo in espansione globale, del Prodotto Interno Lordo, dello sviluppo. Il cui risultato è quello che descrivi. Dentro questa narrazione non c’è spazio che per una ritirata complessiva.

Per vedere cosa fare bisogna “uscire” da essa, guardarla dall’esterno. Solo così si può, prima di tutto, vederne la caducità. E poi trovare i modi per combatterla. Marx fu cruciale non solo per la sua grandezza intellettuale e scientifica, ma perchè seppe dare un’interpretazione del mondo, individuò il punto di rottura della formazione sociale capitalistica e le cause intrinseche della fine di quel sistema.

Sbagliò in alcuni punti essenziali (non vide, per esempio, che la quantità di plusvalore che il capitalismo era in grado di produrre sarebbe stata sufficiente per permettergli di sopravvivere molto più a lungo di quanto non apparisse guardando la sua crisi solo dal punto di vista sociale). Ma è un discorso troppo lungo qui.

Qui l’essenziale è capire dove sta la via d’uscita. E essa sta nel dato, irrevocabile, che il capitalismo globale è arrivato al suo limite, cioè si sta ormai scontrando con l’impossibilità dell’ulteriore sviluppo geometrico della crescita. Impossibilità che si può esprimere con questa formula semplicissima, molto più attinente alla fisica che non all’economia: “non si può realizzare uno sviluppo infinito all’interno di un sistema finito di risorse”. Questo è il punto di avvio di una nuova riflessione teorica, che sta appena cominciando e che sarà il nucleo concettuale di una nuova opposizione allo stato effettuale delle cose, che io concepisco non come un nuovo partito di sinistra, ma come un movimento di popolo “per il Bene Comune”.

Come voti adesso è importante (io voterò per l’Arcobaleno, anche se so che queste idee là dentro non ci sono ancora, anzi sono molto più fuori che dentro quel contenitore)), ma più importante è cosa possiamo fare insieme “dopo” il 15 aprile.

Sarà una battaglia tremenda, perchè i sostenitori dell’attuale stato di cose sono assolutamente incapaci di rispondere in termini di attenuazione delle tensioni e delle turbolenze che sono già cominciate (esplicitate dall’11 settembre). Non possono più farlo. Eserciteranno dunque una repressione violenta. Tanto più violenta quanto più apparirà evidente che i limiti dello sviluppo diventeranno catastrofici. Dunque bisogna costruire un movimento organizzato, grande, per resistere. E, prima di tutto, costruire una nuova “narrazione”, che corrisponda alla crisi epocale verso la quale stiamo andando. Una teoria per una transizione pacifica verso una trasformazione radicale del modo di vivere di sei miliardi di persone.

Non spaventarti. Una volta compreso esso diventa reale, cioè teoricamente affrontabile e risolvibile. Il compito è immenso ed è tuo, è vostro. Noi, della generazione passata, cominciamo appena a capire. Voi ci dovrete vivere dentro, a questa transizione. E’ indispensabile che sappiate governarla, pima che i folli che ci hanno portato a questo punto possano tentare di risolverla con la guerra e la repressione generalizzata. Vedi, è l’intero sistema economico, sociale, organizzativo, che sarà messo in discussione. L’indipendenza delle Banche centrali, che oggi è un dogma, contestare il quale significa essere definiti terroristi, non è che uno dei meccanismi con i quali il denaro (i suoi proprietari) ha imposto le sue leggi schiaviste alla società intera. Non è “illegale”, come tu scrivi, semplicemente perchè loro l’hanno legalizzato, con le loro leggi.

La banca d’Inghilterra è divenuta “indipendente” dal potere politico (cioè dal potere della democrazia) solo nel 1997. In Italia è avvenuto prima, negli USA molto prima. E come è avvenuto può anche essere rovesciato.
Ma per porre queste questioni all’ordine del giorno della lotta politica occorre un grande movimento organizzato, che porti queste questioni sui tavoli del parlamento, del sindacato, della società civile in tutte le sue forme. Cioè occorre che queste cose siano comprese da molti. Per questo occorre cambiare democraticamente l’informazione e la comunicazione. Ecco perchè considero questa la battaglia centrale, quella dove si vincerà o si perderà ogni scontro successivo.
Stai in contatto con noi , partecipa a questa impresa. Lo puoi fare dovunque tu sia. Almeno fino a che non spegneranno la luce.

Cordiali saluti
Giulietto Chiesa

No alla precarietà - report delle assemblee

30 Gennaio 2008

lavoro.bmpDal 22 al 26 gennaio si sono svolte alcune riunioni (Bologna, Napoli, Firenze e Torino) e due assemblee pubbliche (a Roma ed a Milano), indette dal comitato promotore dei referendum.
Vista l’attuale situazione politica, sociale e sindacale, sia nelle riunioni operative, sia nelle Assemblee, è emersa con forza la condivisione della necessità di utilizzare il referendum quale uno degli strumenti per contrapporsi alla precarietà e per assicurare un livello accettabile di democrazia sui posti di lavoro.
Le difficoltà di carattere organizzativo, economico e di comunicazione sono note e significative, ma superabili attraverso una mobilitazione di base straordinaria e supportata dal maggior numero di partiti, sindacati, movimenti ed associazioni.
E’ altrettanto evidente che la crisi di governo potrebbe condizionare i tempi per la raccolta delle firme e ritardare le scadenze possibili per la vera e propria consultazione, ma è anche possibile che si creino condizioni tali da mutare positivamente l’atteggiamento e le posizioni dei partiti in qualche modo interessati all’iniziativa referendaria.
Rispetto a queste variabili si dovrà necessariamente attendere alcuni giorni e verificare l’esito della crisi di governo.
Rimane comunque immutata la necessità del referendum e la volontà di portare avanti questa iniziativa, a prescindere dai tempi e dalle scadenze esterne.
Il 7 febbraio si riunirà nuovamente il Comitato Promotore insieme ai primi firmatari dell’appello a sostegno dei Referendum per verificare la situazione e decidere le prossime iniziative.
Nei prossimi giorni continueranno comunque le riunioni ed i contatti in varie città, allo scopo di costituire i comitati promotori locali e per dare la massima informazione rispetto all’iniziativa referendaria.
Continua comunque la raccolta di adesioni all’appello a sostegno dei referendum e la raccolta di disponibilità a partecipare all’iniziativa referendaria.
   
28 gennaio 2008

TEST

16 Gennaio 2008


Il volto lercio del potere

15 Gennaio 2008

montezemolo_prodi01g.jpgSarà pure un governo di centrosinistra, ma basta fare due conti per capire perchè piace tanto a Confindustria.
Una vecchia canzone di Gaber cantava: “i Borghesi son tutti dei porci….più sono grassi, più sono lerci”. Ieri Montezemolo ha detto: “Io riconosco al Presidente del Consiglio il merito di aver adottato alcune decisioni importanti: dalla riduzione del cuneo fiscale e contributivo alla conferma della flessibilità nel mercato del lavoro (leggi conferma della legge 30…), dalla riduzione delle aliquote dell´Ires e dell´Irap alla dettassazione degli straordinari, al sostegno della ricerca per la piccola e media impresa”. L´elenco dei “meriti” di Prodi è impressionante. Mai governo fu più CONFINDUSTRIALE. Mai i padroni hanno avuto tanto.
Ma Monteprezzemolo non demorde e propone:”il taglio di altri 5 punti, ma questa volta tre ai lavoratori e due alle imprese.” IMMONDO!
REPETITA IUVANT! (le cose ripetute giovano…)- LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO - è Presidente della Confindustria, della FIAT, della Fiera Internazionale di Bologna, della Maserati, della Luiss, è Consigliere di Amministrazione della Stampa, di PPR, di Tod´s, di Indesit Company, Campari e Bologna Calcio….il “nostro” ferrarista è UBIQUO, ONNISCIENTE di tutto “com-petente”…nel 2003-2004 ha percepito un compenso di 15.775.000 (QUINDICIMILIONISETTECENTOSETTANTACINQUEMILAeuro…)…più di quanto guadagnano in 1 anno 1101 operai Fiat…
UN OPERAIO FIAT DOPO 27 ANNI GUADAGNA 1100 euro -
* IN QUESTO PAESE IL 10% POSSIEDE il 43% DELLA RICCHEZZA (banca d´Italia!) - E il 5% il 32% (Censis!) - Mai la
ricchezza fu più concentrata in poche mani. MAI LE DISUGUAGLIANZE furono più “feroci”.
* MANAGER - Paolo Scaroni 10.000.000 (diecimilionidieuro!) “reddito”2006 -Vittorio Mincato 4,8 milioni di euro -Giancarlo Cimoli 2,9 milioni di euro -Roberto Poli 2,8 milioni di euro - Piero Gnudi 2,6 milioni di euro-
* QUI VIENE RIPORTATO “il reddito” dei primi manager pubblici. Che “prescinde anche dal “rendimento”. Cimoli ha “sfasciato” prima le FS e poi L´ALITALIA. Scaroni andando via dall´Enel ha preso 9 milioni di buonuscita, Mincato 9 e 600 milioni andando via dall´Eni. Catania è andato via da TRENITALIA con 5 milioni di euro e con un buco di oltre 1 MILIARDO.
* IN TRE ANNI (2002-2005) GLI AMM. DEL. Delle principali società a Piazza Affari hanno avuto aumenti dell´80%!
* IN 7 ANNI LO STATO ha versato alle imprese 44 MILIARDI e 300 MILIONI-
* NEL 1974 al LAVORO andava il 70% della ricchezza prodotta; nel 2005 si è al 48% (dati mediobanca)-
* L´EVASIONE FISCALE E´ DI 270 MILIARDI DI EURO!- altro che “tesoretti”! solo lo 0,13% dichiara più di 200.000 euro; tra gli autonomi 1 su 4 dichiara 6.000 euro, così che guadagna più un metalmeccanico di un gioielliere… VALENTINO ROSSI HA EVASO centinaia di milioni di euro, così CAPIROSSI, così FISICHELLA - quest´ultimi hanno “concordato” il pagamento del 25%- così sta facendo anche valentino…cioè UN LADROCINIO legalizzato…
* SOLO LAVORATORI E PENSIONATI PAGANO ALLA FONTE e hanno sempre pagato -
* IN TUTT´EUROPA LE RENDITE FINANZIARIE pagano il 25% in media, solo in Italia da sempre lorsignori pagano il 12,5% - il lavoro arriva a pagare circa il 30% - TRA EVASIONI E SPECULAZIONI E´ UN LADROCINIO SCIENTIFICAMENTE ORGANIZZATO…
* DEPUTATI - un Italiano guadagna 15.236 (al netto 13.679!) euro + benefit vari ; attualmente ancora pensione dopo due anni e mezzo che si somma ad altre pensioni e redditi ; UN INGLESE guadagna 9.977, un tedesco 7000, uno spagnolo 4731… PERCHE´?
* DEPUTATI EUROPEI - ITALIANO 149.215, 44.000 più degli austriaci, il DOPPIO DEI TEDESCHI E DEGLI INGLESI -
* LA CASTA SPETTACOLARE: Ventura-Baudo- La Carlucci-La Clerici “valgono” 1.000.000 di euro l´anno ; SILVESTER STALLONE per mezz´ora a Miss-Italia vale 300.000 euro; HUNZINKER per TRE sere a S. Remo “vale” 1.000.000 di euro e Baudo 750.000…..
* LA CASTA SPORTIVA - Vieri due anni fa “valeva” 12 milioni di euro, TOTTI 10, Del Piero 9,5…
* E I MORTI SUL LAVORO, una lunga interminabile scia di sangue…
Il lavoro, in questi anni ha perso VALORE DIRITTI DIGNITA´. I lavoratori hanno subito un impoverimento materiale morale intellettuale
. La modernità (?) ha significato sfruttamento frammentazione precarietà disuguaglianze spaventose…
E IL SIG. P2 ha “risolto” tutti i suoi problemi ed è uno dei più ricchi del mondo.
SALARI EUROPEI - UNA NUOVA SCALA MOBILE- No alla Precarietà- Abrogare la 30 e la TREU- Una pensione pubblica dignitosa e sufficiente per vivere- Difesa dei beni comuni-Basta stok-option e stipendi d´oro - Tassare le rendite al 25%-Dimezzare gli stipendi dei parlamentari e eliminare benefit e vitalizio - Via le consulenze -Via i doppi e tripli
stipendi- Dimezzare tutte le spese militari…VIA DALL´AFGHANISTAN!- Via le basi- Via le atomiche dall´Italia- NO DAL MOLIN- Per un nuovo stile di vita… partendo da una rifondazione del rapporto uomo/donna…..(scriviamo e pratichiamo una piattaforma di lotta e di
movimento…)……(il discorso continua…)- DICIAMO BASTA DAPPERTUTTO!

BASTA! con “le stragi” sul lavoro, con salari stipendi e pensioni da fame, con la precarietà, con le donne pagate sempre meno degli uomini e migranti -schiavi pagati ancora meno, con il “sistematico” e “artato”
aumento dei prezzi…
BASTA! con uno “sviluppo” e una “crescita” che sono solo DISTRUZIONE di uomini donne corpi menti ambiente clima territori speranze sogni democrazia….vita…
BASTA! con classi dirigenti assassine e criminali che bruciano e massacrano quotidianamente, in omertoso gioco trasversale,operai e lavoratori in nome del profitto.
BASTA! con le basi militari, con gli aumenti degli armamenti, con la guerra in Afghanistan, con le atomiche sul nostro territorio….con la guerra globale e permanente, con gli accordi sottobanco per lo scudo missilistico americano…
BASTA! con i sindacati concertativi che hanno portato alla sconfitta il “proletariato”di questo paese…
STATO DELL´ARTE -aggiornamento…-
6 MILIONI di lavoratori “aspettano” il contratto. Ma già i probabili (?) adeguamenti salariali sono “evaporati”. E´ AUMENTATO il gasolio + 15,4%. SONO AUMENTATI TUTTI I BENI PRIMARI: pane + 12,3% ; pasta + 8,4% ; e poi formaggi, carne, frutta…. IL CODACONS calcola una stangata tra 1000 e 1700 euro per il 2008, mentre per il 2007 gli operai hanno avuto una perdita di potere d´acquisto del 7,9% e i pensionati del 15,5%. Intanto TRE studiosi della Banca D´Italia ci dicono che “i poveri”
sono in realtà 9 MILIONI, il 15,8%, di cui il 68,6% nel Sud. E l´Ires CGIL calcola in 1.900 euro la perdita di potere d´acquisto dei salari tra il 2002-2007. Mentre le 1.500 imprese MEDIOBANCA negli ultimi 12 anni su 17 punti di “produttività” hanno “dato” al lavoro 2 punti…..E negli ultimi 5 anni i profitti sono cresciuti dell´89% e i salari del 3%.
ABBIAMO I SALARI PIU´ BASSI IN EUROPA! E PENSIONI DA FAME! i lavoratori tra 1000 e 1300 euro, 13 milioni di pensionati non arrivano a 1000 euro, milioni di “precari” non arrivano a 800 euro, le donne guadagnano il 25% circa meno degli uomini… I LAVORATORI inglesi guadagnano l´86% in più, i tedeschi il 45%, i francesi il 30%. E ORA LO DICONO TUTTI. Ma non dicono perché e soprattutto si stanno industriando, padroni sindacati concertativi e governo, per frenare la rabbia proletaria attutirla smorzarla renderla impotente.
E ALLORA ? GRIDIAMO DAPPERTUTTO: VOGLIAMO “SALARI EUROPEI “! VOGLIAMO SALARI INGLESI!
Perché i nostri salari e pensioni sono i più bassi ? Perché in questi anni, in modo particolare dagli “accordi” dei lugli 92-93 i rinnovi contrattuali a “inflazione programmata ” e non reale, i ritardi nei rinnovi contrattuali “sistematici” e “artati” mai recuperati poi con gli accordi, la NON- REDISTRIBUZIONE della ricchezza prodotta…hanno prodotto un enorme travaso dai salari/stipendi ai profitti e alle rendite. Ed inoltre, la distruzione della scala mobile e gli accordi a perdere sulle pensioni (che tutti le hanno ridotte e impoverite! fino all´ultimo che ha allungato l´età pensionabile e ridotto i coefficienti…) hanno fatto il resto. Senza considerare che l´uso del concetto di “professionalità” per gerarchizzare e “privilegiare” le ristrette minoranze dirigenti funzionali al controllo al comando e al dominio del padrone pubblico e privato hanno fatto il resto.
Infatti, alla resa dei conti, si sono arricchiti in questi anni padroni- manager-dirigenti-professionisti e autonomi (che fanno i prezzi agli altri)…si sono impoveriti operai lavoratori impiegati giovani-precari donne migranti.
Quindi LA CONCERTAZIONE LA POLITICA DEI REDDITI LA MODERAZIONE SALARIALE HANNO FALLITO! E´ ORA DI DIRE BASTA!
E al tavolo col governo LORSIGNORI non ci rappresentano! Stanno facendo lo stesso gioco che hanno fatto con l´ultimo 23 luglio. Si autodelegano senza avere interpellato nessuno poi firmano e ci “informano”. Al REFERENDUM-TRUFFA alla fine ci hanno detto che avevano partecipato 5 milioni e mezzo. Su 35 milioni aventi diritto è da “ridere”. Eppure UN MILIONE HA VOTATO NO.
Ai lavoratori agli operai ai precari…a tutto il vecchio e nuovo proletariato
: costruiamo in ogni luogo la nostra piattaforma, ovunque possibile costruiamo comunità eleggiamo delegati a tempo revocabili…organizziamo una campagna di massa e forme di coordinamento-reti collegate…per costruire dal basso UN SINDACATO SOCIALE.
Il proletariato è stato sconfitto negli ultimi 30 anni perché professionisti sindacali e politici hanno accettato le priorità dell´impresa del profitto e del mercato. Lorsignori sono entrati nel libro paga del capitale e ne difendono, quindi, interessi e bisogni.
I lavoratori hanno perso AUTONOMIA e INDIPENDENZA e sono stati sussunti nel processo di mercificazione e accumulazione capitalistica. E´ così che sono stati espropriati divisi frammentati precarizzati…alienati COSIFICATI. Ma la coscienza (e la consapevolezza) non cresce su se stessa come dato inevitabile, se non c´è organizzazione continuità capacità di connessione e lettura degli avvenimenti e dei processi. Oggi il problema è la ricomposizione e la costruzione di una soggettività proletaria che unifichi le differenze e le diversità. Questo può avvenire se si stabilisce tra i diversi movimenti relazioni passaggi di contenuti reciprocità acquisizioni e trasformazioni. Dai luoghi di lavoro e di studio dai call center ai territori…. (il discorso continua…)

Gaetano Stella

Cobas della Regione Toscana