Vigilanza Rai, Villari non molla la poltrona. Maltese: “Un prodotto della furbizia”
21 Novembre 2008
NEL teatro classico del trasformismo, la Rai, va in scena l’eterno conflitto delle classi dirigenti italiane: di qua i furbi, di là gli incapaci. Al centro, un personaggio che incarna bene i vizi di entrambi, il senatore Riccardo Villari.
Figura mediocrissima, un peone d’altri tempi, ma alla quale dobbiamo una lezione esemplare sui mali della politica nazionale. Democristiano di quarta fila e piccolo barone della medicina, Villari è stato riciclato prima da Mastella e poi da Rutelli non tanto in virtù di dubbie doti politiche, quanto per la conclamata cortigianeria. Cioè la principale e a volte unica competenza richiesta per fare carriera in politica.
E’ noto tuttavia, dai tempi di Hegel, che un servo gode di un vantaggio decisivo sul padrone: può sempre trovarsene un altro. Magari più ricco e potente. Villari, a giudicare da come si muove, deve averne trovato uno ricchissimo.
Eletto senatore con i voti della sinistra e presidente della Commissione Vigilanza Rai con i voti della destra, il senatore Villari ha subito annunciato urbi et orbi che non si sarebbe dimesso. Non perché fosse un traditore, un opportunista dei tanti, un cialtrone insomma. No, non si sarebbe dimesso per “rispetto nei confronti delle istituzioni”. Infatti, ha chiesto d’incontrare i presidenti di Camera e Senato, dai quali ha ottenuto copertura istituzionale, in cambio di un solenne giuramento: “Mi dimetterò il giorno in cui sarà trovato un nome condiviso da maggioranza e opposizione”. Poi il nome eccellente è stato trovato, quello di Sergio Zavoli.
Eppure l’eroico Villari non si dimette lo stesso. Le istituzioni, una dopo l’altra gli hanno ritirato la copertura, a cominciare da Fini, seguito da Schifani e in ultimo da Berlusconi. Gli chiedono di andarsene. Ma lui resta. Fedele all’unica istituzione che quelli come lui riconoscono tale: se stesso.
Se il mandante del pasticcio è Berlusconi, com’è ovvio sospettare, si capisce che abbia scelto uno così. Chi altri, del resto? Dall’istante in cui approda a Palazzo Chigi, Berlusconi ha la prima e l’ultima parola su tutto quanto riguarda la televisione, il suo regno privato. Decide il presidente della Rai, dopo aver esaminato i candidati nella sua residenza privata. Decide in prima persona il direttore generale, i direttori di telegiornali e perfino le presentatrici. Decide quali trasmissioni possono continuare e quali si debbono chiudere.
Con l’elezione a sorpresa di Villari, il premier ha voluto scegliere anche il presidente della Commissione di Vigilanza che spetta all’opposizione. Con fiuto infallibile, ha pescato nel mucchio il tartufo. Tartufo Villari, o dell’ipocrisia.
La trappola era ben congegnata e lanciata fra i piedi di un’opposizione già in difficoltà. L’immagine della leadership democratica esce indebolita dalle sempre più evidenti contraddizioni del partito. Perché, per esempio, l’espulsione di Villari e neppure un cartellino giallo per Nicola Latorre, che durante un talk show ha suggerito con un bigliettino la risposta giusta all’avversario politico Bocchino per mettere in difficoltà l’alleato Donadi? Un distinguo etico fra i due è arduo. Uno politico no. Villari è un cane sciolto, ereditato da Mastella, mentre Latorre è il messo di D’Alema, un intoccabile.
Comunque vada a finire, la fotografia di queste ore è desolante. L’intero sistema politico è tenuto in scacco da un trecartista mastellato, per giunta su una vicenda, il potere in Rai, che di suo dà il voltastomaco alla maggioranza degli italiani. Veltroni ne esce come un vaso di coccio fra due vincitori, il “furbo” Berlusconi e l’”onesto” Di Pietro. Per uscire dall’impasse, ci vorrebbe un gesto d’orgoglio, magari l’abbandono definitivo del tavolo di trattative Rai, con annesso balletto di nomine.
Ma forse è chiedere troppo a un ceto politico che considera la televisione il principale strumento di legittimazione, l’oggetto unico del desiderio. Disposti a tutto pur di ottenere la benedizione di un Vespa, un consigliere d’amministrazione, le briciole della torta regalata tanto tempo fa a uno solo, che ora vuol portarsi via pure il vassoio.
di Curzio Maltese
No dal Molin: “I nostri sogni faranno più strada delle loro ruspe”
19 Novembre 2008
Qualche settimana fa all’interno del Dal Molin è andata giù una palazzina; «ma no – si sono affrettati a precisare i comandi statunitensi – non stiamo demolendo, stiamo solo proseguendo la bonifica dagli ordigni bellici che abbiamo sganciato a migliaia durante la seconda guerra mondiale». Poi nessun altra dichiarazione ufficiale. Ma tre grandi ruspe gironzolano all’interno dell’area, furgoni carichi di operai entrano e escono, tecnici e, probabilmente, genieri statunitensi passeggiano tra le strutture che furono della V Ataf e che la città di Vicenza, attraverso la consultazione popolare dello scorso 5 ottobre, ha chiesto di poter riutilizzare per scopi civili. Leggi il resto
Vigilanza Rai: l’ultimo colpo di spugna del Pdl, Villari: “Io resto al mio posto”
17 Novembre 2008
“Ho preso questa decisione, spero di riuscire a spiegarla al mio partito. Penso di non essere il problema, ma la soluzione. Se si trova un’altra soluzione condivisa, allora io non ho nessun problema”: così il senatore Riccardo Villari, presidente eletto alla commissione di Vigilanza Rai con i voti del Pdl, ribadisce l’intenzione di non dimettersi arrivando alla sede nazionale del Pd, dove è previsto un incontro con il segretario del partito, Walter Veltroni. Incontro che dovrebbe fare finalmente chiarezza e aprire la strada ad una soluzione della crisi apertasi nel Pd dopo la nomina a sorpresa del senatore del Pd a presidente, il cui esito, però, non appare affatto scontato.
Villari mantiene la linea e questa mattina, parlando al GR1 aveva detto: “Vado dal mio segretario con grande piacere con rispetto e non faccio previsioni. Vedremo come andrà”. Il Pd è altrettanto fermo sulle sue posizioni e continua a chiedere le dimissioni. Se così non dovesse essere, il partito democratico avvierà le procedure per un procedimento di sanzione disciplinare nei suoi confronti, linea ribadita durante la riunione informale del coordinamento che si è tenuta questa mattina nella sede del partito.
“Villari deve dimettersi o deve essere espulso, o la minoranza deve dimettersi in blocco dalla commissione”, ha detto senza mezzi termini Rosy Bindi in un’intervista oggi alla Stampa. “Noi del Pd - ha aggiunto - non possiamo prestarci a queste operazioni” che sono “un esempio di trasformismo”. “Diciamo da tempo - ha detto ancora Bindi - che dobbiamo guardarci a sinistra, ma quelli che ci colpiscono alle spalle poi stanno sempre al centro”.
Il pressing sul senatore è intenso anche dal campo opposto: “E’ stato eletto legittimamente e sta mostrando una correttezza che nè il Pd nè l’Italia dei Valori hanno. Ovviamente noi tutti ci auguriamo che Villari non si lasci condizionare dai diktat di chi si sta comportando in maniera peggiore di qualsiasi regime dittatoriale”, dice Maurizio Lupi, vicepresidente della Camera e deputato del Pdl. E Francesco Storace minaccia di denunciarlo, in caso di dimissioni, per aver omesso il proprio dovere: “convocare la Vigilanza Rai per varare, finalmente, il regolamento per le elezioni in Abruzzo”, dice il segretario de La Destra.
Movimento per l’acqua: lettera aperta all’Onda della protesta studentesca
17 Novembre 2008
Siamo donne e uomini da sempre impegnati nei nostri territori e a
livello nazionale e internazionale per il riconoscimento dell’acqua
come bene comune e diritto umano universale, da sottrarre al mercato e
al profitto e da restituire alla gestione partecipativa delle comunità
locali.
Insieme abbiamo prodotto e animato decine di conflitti territoriali
contro la privatizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni comuni.
Insieme abbiamo costituito, nel marzo 2006, il Forum italiano dei
movimenti per l’acqua, una rete che raccoglie più di settanta
associazioni ed organizzazioni e più di trecento comitati territoriali.
Insieme abbiamo raccolto più di 400.000 firme a sostegno di una
proposta di legge di iniziativa popolare per la tutela, il governo e la
gestione pubblica dell’acqua.
Insieme abbiamo costruito, il 1 dicembre 2008, la prima manifestazione
nazionale per la ripubblicizzazione dell’acqua e per la difesa dei beni
comuni, che ha visto più di 40.000 persone sfilare per le strade di
Roma. Leggi il resto
Elezioni USA: quanto può fare un presidente
17 Novembre 2008
Il nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è sicuramente di altra stoffa rispetto al suo predecessore. Una cosa, prima di ogni altra, lo differenzia da George Bush: quella di essere stato eletto. Infatti, nell’euforia della appena terminata campagna elettorale e, nell’evidente esagerazione delle sue fantasmagoriche qualità democratiche, tutti hanno dimenticato che nel 2000 si verificò negli Stati Uniti qualcosa di molto simile a un colpo di stato. Nel quale un presidente legittimo — Al Gore, che stava vincendo, perfino in quella Florida dove la campagna elettorale era stata distorta da chiarissime irregolarità — venne detronizzato dalla decisione a maggioranza della Corte Suprema degli Stati Uniti, che interruppe la riconta dei voti e assegnò la vittoria al perdente. Leggi il resto
Bologna 27 novembre, incontro “Movimento di Transizione”
11 Novembre 2008
Se non sai cos’e’ il movimento della Transizione o vuoi capirne di piu’, ne parliamo
a Restructura 2008(*)
Giovedì 27 Novembre 2008
dalle 14:00 alle 16:00 presso la sala Arancio
(*) Utilizzando l’invito allegato puoi entrare
gratuitamente al salone
Da Totnes (UK) a Torino, come diventare città
di Transizione. Leggi il resto
Kossiga invoca i provocatori e Berlusconi lo accontenta
1 Novembre 2008
“Infiltrare agenti provocatori disposti a tutto”. “Lasciare per una decina di giorni i manifestanti liberi di devastare negozi, incendiare le auto e mettere a ferro e fuoco la città” per giustificare pestaggi “senza pietà” degli studenti che protestano e dei “docenti che li fomentano”. Questa in soldoni la ricetta di Francesco Cossiga per fermare l’onda studentesca che in queste settimane ha invaso pacificamente le strade di tutta Italia contro la Riforma Gelmini.
Puntualmente, a non meno di una settimana dall’agghiacciante intervista rilasciata a «Il Giorno» dall’ex presidente emerito della Repubblica, qualcuno sembra aver preso alla lettera le sconcertanti azioni repressive che Kossiga con tanta disinvoltura ha invocato. Tutte cose che ho fatto da ministro degli Interni - ha ammesso senza esitazioni. E a Piazza Navona non è restato che assistere a scene già viste e riviste: scontri predisposti a tavolino. Perchè altro non può essere. Un camioncino carico di mazze tricolori indisturbato che attraversa le centralissime a traffico limitato della capitale, due cortei di opposte fazioni che terminano il loro percorso nella stessa grande piazza, “gli agenti di polizia che sistematicamente manganellano gli studenti senza armi - come testimoniato da Curzio Maltese di Repubblica - e ignorano gli altri in una scena del peggiore G8 di Genova”.
Ora che i telegiornali hanno a disposizione i loro scontri da sbattere in faccia a decine di milioni di persone, non resta che aspettare il commento soddisfatto di Berlusconi e della sua banda, mentre una manifestazione pacifica e quanto mai opportuna viene calpestata senza ritegno. Insieme a una democrazia che, tragicamente, deve ancora far capire di sè quando sia realmente cominciata.
Scuola, ecco le foto che inchiodano l’aggressione neofascista a Piazza Navona
31 Ottobre 2008
A questi indirizzi le foto delle aggressioni dieci contro uno effettuate dagli esponenti di Blocco Studentesco ai danni dei Cobas e di alcuni studenti liceali che sono poi stati trasportati in ospedale. Tutto questo prima che scaturissero i violenti scontri tra neofascisti e centri sociali di cui i media sono stati testimoni.
http://www.militant-blog.org/?p=101#more-101
http://lombardia.indymedia. org/?q=node/10240
Si ringrazia Militant per le fotografie e per la segnalazione.
Arcipelago Scec, un successo il 1° Meeting nazionale svoltosi a Rimini
28 Ottobre 2008
Su queste stesse pagine, in qualità di attivista e ritenendo la cosa di interesse comune, ho precedentemente annunciato e motivato l’invito a partecipare al 1° Meeting nazionale di ArcipelagoSCEC tenutosi a Riccione il 25/26 ottobre 2008 per dibattere dell’attuale situazione economica e delle misure attraverso le quali fondare una nuova realtà.
L’Economia |è| uno dei “territori” all’interno dei quali ogni bene comune trova impiego/espressione/dimora.
L’evento ha avuto luogo, con un successo di notevole spessore umano, culturale, operativo.
Fra i Relatori: Pierluigi Paoletti, Nino Galloni, Marco Della Luna, Napoleone Guido, Mons. Domenico Graziani (da dvd perché indisposto), Don Floriano Abramovich, rappresentanti di Associazioni nazionali terze e tanti altri. Leggi il resto
Scuola, vogliamo Luciana Littizzetto ministro dell’Istruzione
26 Ottobre 2008
Il 19 ottobre u.s., Luciana Littizzetto è intervenuta a “Che tempo che
fa” con un pezzo ispirato alle riforme (e ai tagli) alla scuola
proposte dal Ministro Gelmini ed ispirate, per non dire dettate, dal
Ministro Tremonti.
Ecco il filmato, puntualmente ripreso da YouTube:
http://it.youtube.com/watch?v=NR_Uz4o8Bmg Leggi il resto
1 Novembre 2008
31 Ottobre 2008
28 Ottobre 2008
26 Ottobre 2008
fa” con un pezzo ispirato alle riforme (e ai tagli) alla scuola
proposte dal Ministro Gelmini ed ispirate, per non dire dettate, dal
Ministro Tremonti.
http://it.youtube.com/watch?v=NR_Uz4o8Bmg Leggi il resto
