Firenze: dopo lo scandalo intercettazioni, si dimette il direttore de “La Nazione”

3 Dicembre 2008

Francesco Carrassi ha lasciato l’incarico di direttore della Nazione. La decisione è stata presa dopo la divulgazione delle intercettazioni telefoniche (pubblicate da Repubblica nelle pagine fiorentine) che lo chiamano in causa per aver partecipato «alla partita per la conclusione dell’operazione Castello». L’operazione dovrebbe far nascere un nuovo vasto quartiere di Firenze ma sul tutto aleggia l’ombra della corruzione.
Francesco Carrassi si è dimesso ieri sera dall’incarico di direttore del quotidiano la Nazione. La decisione è stata presa in relazione alle intercettazioni telefoniche che chiamano in causa Carrassi per aver partecipato «alla partita per la conclusione dell’operazione Castello».
Le dimissioni, arrivate dopo un colloquio con l’editore, sono state comunicate al comitato di redazione (l’organo sindacale del giornale), che ha informato l’assemblea dei giornalisti. L’azienda ha preso atto e ha nominato immediatamente direttore ad interim l’attuale vice, Mauro Avellini.
Nel primo pomeriggio il presidente dell’Ordine dei giornalisti Del Boca aveva espresso «sorpresa e sconcerto. Chiederò alla magistratura copia degli atti (da inviare agli Ordini regionali competenti) per le valutazioni disciplinari, a tutela dell’onorabilità dei colleghi e di tutta la categoria».
L’Ordine toscano affronterà il caso il 3 dicembre. Il presidente dell’Associazione stampa toscana, Sieni, ha auspicato che «si faccia chiarezza al più presto sulle intercettazioni che riguardano Carrassi. Nessuna ombra può gravare sul fondamentale diritto-dovere di cronaca e sui tanti giornalisti che lo esercitano con scrupolo e coraggio».

Ecco le intercettazioni:

CARRASSI AL BRACCIO DESTRO DI LIGRESTI: “FARÒ IL FONDO CHE L’ING. MI HA
CHIESTO”

«Alla partita per la conclusione dell’operazione Castello partecipa
anche Francesco Carrassi, direttore del quotidiano La Nazione» scrivono gli
investigatori in apertura di un capitolo dell’inchiesta giudiziaria
lungo 38 pagine e dedicato alle intercettazione delle telefonate fra Carrassi e
il «plenipotenziario» di Fondiaria a Firenze Fausto Rapisarda. Si parla
delle aspirazioni di Carrassi ad approdare alle relazioni esterne di Fonsai,
di un appartamento che il direttore vorrebbe prendere in affitto dalla
compagnia, di vacanze in Sardegna in un villaggio turistico di Fondiaria. Carrassi
offre buona stampa per i progetti di Ligresti a Castello e anche
altrove: «Domenica farò quel fondo su Impregilo che mi ha chiesto» l’ingegnere,
dice una volta. Carrassi offre anche buone relazioni con il presidente della
Provincia di Firenze Matteo Renzi (Pd), che chiama «il ragazzo», e con
il vice presidente della Regione Toscana Federico Gelli (Pd) con cui il 9
ottobre va a cena insieme a Rapisarda. Non c’è telefonata, tra Carrassi
e Rapisarda, in cui il direttore non chieda a che punto è la pratica
sulle sue aspirazioni personali: «Ma come mai ci pensa così tanto l’ing.?»
domanda il 5 giugno. Rapisarda risponde ancora una volta in modo interlocutorio:
«ah…ma è una cosa importante Frank… una cosa importante… ci sta
riflettendo…». Le vacanze di Carrassi a Villasimius in Sardegna, dal
4 al 18 agosto, sono concordate in alcune telefonate, una è del 21 luglio.
«Carrassi: “per me tutto a posto come lo scorso anno?… no… tutto
chic”. Rapisarda: “… tutto come lo scorso anno”. Carrassi: “Fausto se c’è…
se c’è da pagare qualcosa io la pago”. Rapisarda gli fa capire che è tutto
offerto, come l’anno prima: “no, no, anche lì puoi andare lì alla spa… tutto
comel’anno scorso”». Nella seconda metà di marzo si parla di case. Carrassi ha
visto due appartamenti di Fondiaria che gli interessano per l’affitto.
Rapisarda accenna al prezzo: «quello non ti preoccupare… ma tu dimmi cosa vuoi
pagare… secondo te… che problema c’è?».
In alcune telefonate Carrassi si vanta degli articoli sull’affare
Fondiaria fatti dai suoi redattori, ricevendone i ringraziamenti da Rapisarda.
Alla fine di maggio: «Mi pare che io abbia esaudito il tuo desiderio». E
Rapisarda: «Sei grande… grazie… ho raccontato tutto “al mio” eh?…
dice che è contento… certo che è contento». Ancora Carrassi che ha fatto
pubblicare una piccola foto di Ligresti: «Però lo hai visto come mi sono
preso l’impegno… l’ho messo? ho messo la sua fotina… ma così che noi
bisogna lavorare… eh… Fausto». Con l’amico di Fondiaria il
direttore de La Nazione commenta la cena con Gelli e il prossimo appuntamento che
Rapisarda ha con Massimo D’Alema (Pd). Gli consiglia di darsi
disponibile: «Ti dico una cosa… noi dobbiamo essere delle bagasce d’alto bordo…
che la promettono a tutti e non la danno a nessuno».

GELLI (PD), RAPISARDA E LA CENA A TRE, “IN PUBBLICO DEVE DIRE CERTE COSE”

Il plenipotenziario di Fondiaria a Firenze, l’avv. Fausto Rapisarda, conosce
per caso il vice presidente della Regione Toscana, Federico Gelli, il 12
marzo 2008 alla Taverna del Bronzino. Quello stesso giorno, alle 19.30,
racconta al telefono ad una terza persona: «io oggi… per caso… ero a
pranzo con Francesco Carrassi… no?… con il direttore de La Nazione… ed
ero andato al ristorante… sai chi c’era?… c’era Gelli… che io non conosco… e allora siccome Francesco è andato a salutarlo… lui era con altri, si sono alzati perché non so chi erano… poi lui ha detto che
erano funzionari della Regione… ma lui mi ha fatto un sacco di cose… Gelli
eh!… sì mi ha detto…”vienimi a trovare quando vuoi… mi fa piacere
che ti ho conosciuto”… quante cose… non vuol dire niente… te lo sto
raccontando perché è stato veramente un incontro casuale va… sì, sì
non era freddo… ecco non era freddo perché è… la prima volta che lo
vedo…eh… non è che… subito mi ha dato del tu… capisci?». Il 3 ottobre
Rapisarda è colpito da un’intervista nella quale Gelli afferma che la
Regione è disposta a lasciare disponibile la propria area per
consentire la realizzazione dello stadio a Castello. E chiama Carrassi. «… ma, se
vuoi lo invitiamo… lo invitiamo a cena» propone il direttore de La Nazione.
Pochi minuti dopo Carrassi ritelefona per confermare l´appuntamento a
tre. «… okay giovedì 9 ore 21».
Alle 20.27 del 9 ottobre, «evidentemente prima di andare a cena con
Carrassi e Rapisarda» - annotano gli inquirenti - Gelli «si informa con
l’assessore all’urbanistica del Comune di Firenze, Gianni Biagi (Pd), se vi sono dei
recenti mutamenti che riguardino la Regione dopo le notizie della scelta
dell’area Castello per la realizzazione dello stadio».
Dice al telefono Gelli: «… senti ti volevo chiedere una cosa…
l’opzione Castello per la Regione Toscana… è cambiato qualcosa per noi?…
oppure no?». Risponde Biagi: «sicuramente no… no quello… le questioni
relative allo stadio non hanno nessuna relazione con la localizzazione della
Regione a Castello… no non c´è nessuna relazione… se a Castello si farà lo
stadio… si farà all’interno del parco o nella parte sud o nella parte
a nord se cambia la pista… e diventa parallela in entrambi i casi non
c´è nessuna influenza con la zona già prevista per l’edificazione della
Regione». Gelli: «perfetto… senti, che tu sappia noi siamo andati…
cioè c’è stato qualche passo in avanti rispetto al ragionamento
sull’acquisizione dell’area o no?». Biagi: «… senti io non lo so… mi dicevano da
Fondiaria… ma poi ho avuto conferma anche… che c’è stata… cioè ci
sarebbe la nomina di un gruppo che dovrebbe definire le condizioni per
poter… acquistarlo… io oltre quello non so».
«Alle 22.55 successive - scrivono - Rapisarda chiama Carrassi per
ringraziarlo per aver organizzato la cena, aggiungendo che addirittura
fra lui e l´altro ospite, alludendo a Federico Gelli, si è subito
consolidato un rapporto di amicizia». Rapisarda: «solo per ringraziarti Francesco… ci
siamo baciati… baciati (ride)». Carrassi parla degli argomenti
trattati a cena: «… comunque è stata un’operazione… ma io poi sono andato
direttamente sulla questione… sembravamo… sembravamo… una… una
serie di signore che volevamo il cazzo e nessuno ha il coraggio di dirlo».
Rapisarda: (ride)… bravo… però tu sei sempre number one e hai avuto
il coraggio di introdurre… eh… lo so… ero un po’ in imbarazzo…
però lui è stato molto». Carrassi su Gelli: «… siccome il ragazzo passa da
me… io ho voluto che ti ripetesse anche a te… cosa vuol fare da grande».
Ancora Carrassi su Gelli e sulla sua presunta corsa alla presidenza della
Regione in competizione con l’attuale assessore alla sanità Enrico Rossi (Pd):
«cioè questa gente intanto… loro hanno bisogno… capito?… di essere
supportati… poi se va… bene… questo è un cavallo se vince bene…
se vince Rossi… viva Rossi».
Annotano ancora gli investigatori: «Carrassi evidenziando ancora il suo
ruolo avuto nella serata, fa chiaramente capire che è stato lui, senza
tanti inutili preamboli, ad introdurre il tema di Castello nella
discussione». E si vanta delle risposte avute da Gelli, Carrassi: «… però insomma t’ha
dato una grande assicurazione…». Annotano gli inquirenti: «Rapisarda
fa capire che Gelli avrebbe preso l’impegno di dire in pubblico certe cose
nascondendo la realtà delle cose». Rapisarda: «sì, sì… sì…cavolo!…
cavolo!… mi anche detto… ha anche detto… ti ricordi che in pubblico
lui deve dire certe cose… ma la realtà è diversa… eh… bravo Francesco!!… bravo!… bravo!».
Più volte, a partire dal primo pomeriggio di ieri e fino alle 20,10
Repubblica ha tentato di contattare telefonicamente il vice presidente
della Regione Gelli per dargli la possibilità di fornire la sua versione dei
fatti. Solo una volta Gelli ha risposto alle chiamate, poco dopo che il
cronista ha introdotto il motivo della conversazione la linea
telefonica è caduta. Da allora Repubblica non è più riuscita a contattare Gelli, né
lui ha ritenuto di dover richiamare.

da www.municipioverde.org

Olimpiadi invernali 2006: sequestrati condomini e cantieri a Pragelato

3 Dicembre 2008

È notizia di questi giorni il “sequestro di condomini e cantieri a Pragelato”. Una colata di cemento assurda
spuntata con i soldi delle Olimpiadi e più volte contestata da Legambiente che ora attira l’attenzione della Procura della Repubblica e del Corpo Forestale dello Stato.
“Il sequestro effettuato in questi giorni dal Corpo Forestale di Stato a
grandi strutture costruite a Pragelato, come ad esempio il Village
Resort, non fa altro che confermare ciò che noi ripetiamo da tempo -
commenta “Vanda Bonardo, Presidente Legambiente Piemonte e Valle
d’Aosta” - Cogliendo l’occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006 si è
costruito senza criterio e senza badare a vincoli paesaggistici e di
sicurezza in termini di destinazioni d’uso del suolo. “In Piemonte 7
Comuni su 10 hanno abitazioni in aree a rischio idrogeologico e
Pragelato è un caso emblematico”.
Desta altrettanta preoccupazione la notizia del
dissequestro da parte della Cassazione, dopo 2 anni, dei cantieri  di
Joussaud dove le caratteristiche baite sono state già pesantemente
danneggiate  in virtù del cosidetto “piano di recupero delle borgate
di Laval e Joussaud”. Leggi il resto

No Fly Ciampino, a Marino il convegno “L’aereoporto e la salute dei cittadini”

2 Dicembre 2008

Si e’ svolta sabato 29 novembre 2008 a Santa Maria delle Mole, frazione di
Marino (Roma), una conferenza sul tema  “L’aeroporto di Ciampino e la salute
dei cittadini”.
Marino, come e’ noto, confina con Ciampino, e la frazione di Santa Maria
delle Mole e’ nelle immediate vicinanze dell’aeroporto di Ciampino, e
dell’attivita’ aeroportuale subisce le conseguente devastanti per la salute,
la sicurezza, la qualita’ della vita.
Relatrice all’incontro la dottoressa Antonella Litta, medico, rappresentante
dell’Isde (Associazione italiana medici per l’ambiente - International
Society of Doctors for the Environment), portavoce del Comitato che si
oppone al mega-aeroporto a Viterbo e s’impegna per la riduzione del
trasporto aereo. Leggi il resto

Rifiuti, suicida l’ex assessore Nugnes indagato per gli scontri di Pianura

1 Dicembre 2008

NAPOLI - Si è tolto la vita l’ex assessore del Comune di Napoli Giorgio Nugnes, 48 anni del Pd, coinvolto nell’inchiesta della procura partenopea sugli scontri avvenuti nel quartiere di Pianura, nel gennaio scorso, durante le manifestazioni antidiscarica.

Nugnes si è impiccato in un sottoscala, nella casa dove abitava con moglie e due figli adolescenti e molti altri parenti, infilandosi la corda al collo e legandola ad una inferriata. C’è stato un tentativo di rianimarlo, purtroppo inutile.

L’uomo era stato sottoposto agli arresti domiciliari il 6 ottobre scorso. La misura cautelare, in seguito, era stata sostituita dal divieto parziale di dimora nel quartiere Pianura. Il 20 ottobre si era dimesso dal suo incarico. “E ora dove vado ad abitare?”, avrebbe detto agli amici dopo aver appreso della misura ordinata dai magistrati. Era accusato di aver contribuito all’organizzazione delle proteste, poi degenerate in vari episodi di violenza, che nel gennaio scorso divamparono nel quartiere Pianura contro la riapertura della locale discarica. Leggi il resto

No Tav, 6 dicembre manifestazione nazionale: La Val di Susa non è un corridoio!

1 Dicembre 2008

Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno: da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe “dialogando”.

Il prossimo 6 dicembre manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico (il nostro denaro) in qualunque opera inutile.

Manifesteremo contro la mafia dei grandi appalti e delle opere pubbliche. Leggi il resto

Tra il silenzio generale, Berlusconi ha privatizzato l’acqua

26 Novembre 2008

“Ferma restando la proprietà pubblica delle reti (idriche ndr), la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. E’ il 6 agosto 2008, il governo Berlusconi, approvando la legge di conversione n°133 “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, sancisce di fatto la privatizzazione dell’acqua pubblica. O meglio ancora, introduce la possibilità per gli enti privati, che ne assumeranno l’incarico, di gestire e controllare beni primari di servizio pubblico. L’acqua su tutte. Cambiano le parole, si nascondono i significati, ma la sostanza non cambia: l’acqua in Italia è stata privatizzata. Da diritto acquisito diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato. Lo stesso sistema che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni.

Il decreto legge n°133, voluto fortemente dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, parla chiaro: si interviene “al fine di favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento e di libera prestazione dei servizi di tutti gli operatori economici interessati alla gestione di servizi di interesse generale in ambito locale, nonchè di garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali ed al livello essenziale delle prestazioni”. Eppure, dopo un rapido sguardo alle esperienze cosiddette “pilota” della provincia di Latina, sorgono non pochi dubbi proprio sulle garanzie di accesso al servizio. In città come Aprilia, comune che ha sposato il progetto di privatizzazione dell’acqua già da diversi anni, si è assistito a un processo rapido e febbrile di innalzamento vertiginoso dei costi delle tariffe (+ 300%). E non solo. Si è instaurata infatti una nuova procedura per tutti coloro che, per necessità o per scelta, non possono permettersi i costi aggiuntivi imposti da AcquaLatina, società ormai sotto il controllo della multinazionale Veolia, che ne possiede il 46,5% delle azioni. Esattamente come nel terzo mondo, vigilantes e forze dell’ordine sono assoldati per rimuovere contatori e bloccare rubinetti. Ma non basta. Nel territorio pontino, oltre agli aumenti sconsiderati delle bollette, si è registrato un drammatico scadimento della qualità dell’acqua: nel 2005, ad esempio, a Cisterna sono stati riscontrati tassi di arsenico pari a 200 microgrammi per litro, oltre il 70% del volume idrico disperso o non giunto a fatturazione.

Nella storia recente un caso limite sul fronte della privatizzazione dell’acqua è avvenuto in Bolivia nei primi anni del nuovo millennio. A seguito dei debiti contratti dai prestiti-killer della Banca Mondiale per lo Sviluppo, il governo boliviano fu costretto a svendere nelle mani di corporation americane le risorse petrolifere, la compagnia aerea di bandiera, le ferrovie e la gestione dell’energia elettrica. Le risorse idriche vennero date in concessione alla Bechtel Corporation di San Francisco. Il contratto prevedeva la proibizione di far propria l’acqua piovana, anch’essa per assurdo era divenuta proprietà e patrimonio della multinazionale californiana. Per i debitori era persino contemplata la confisca dell’abitazione. Nell’aprile del 2000 la popolazione locale sfiancata dall’impossibilità di sopportare le nuove tariffe imposte, si ribellò. Nonostante una repressione violentissima che costò la vita a sei persone, tra cui due bambini, e centinaia di feriti provocati dal governo schierato a difesa degli interessi della corporation, l’esercito e la polizia rientrarono nelle caserme e il popolo boliviano riuscì a riprendere il controllo dell’acqua.

In Italia è solo questione di tempo. Nei giorni scorsi, tra l’indifferenza generalizzata dei media italiani, un secondo forum dei movimenti dell’acqua è stato organizzato per ridare vigore alla battaglia di questo fondamentale bene comune. Nel 2006 più di quattrocento mila firme furono raccolte a sostegno della legge d’iniziativa popolare che vede come primo punto il riconoscimento dell’aqua come “diritto inalienabile ed inviolabile della persona”. Ma la sensazione forte è che la straordinaria raccolta firme sia già stata oscurata. Con un semplice colpo di spugna. Seguendo il manuale del “buon governo” che approva leggi impopolari e antidemocratiche proprio quando imperversa l’afa estiva e l’attenzione della stampa è rivolta altrove.

TRA IL SILENZIO GENERALE, BERLUSCONI HA PRIVATIZZATO L’ACQUA

26 Novembre 2008

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di Alessio Marri

“Ferma restando la proprietà pubblica delle reti (idriche ndr), la loro gestione può essere affidata a soggetti privati”. E’ il 6 agosto 2008, il governo Berlusconi, approvando la legge di conversione n°133 “recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”, sancisce di fatto la privatizzazione dell’acqua pubblica. O meglio ancora, introduce la possibilità per gli enti privati, che ne assumeranno l’incarico, di gestire e controllare beni primari di servizio pubblico. L’acqua su tutte. Cambiano le parole, si nascondono i significati, ma la sostanza non cambia: l’acqua in Italia è stata privatizzata. Da diritto acquisito diventa merce, prodotto commerciale soggetto alle regole del mercato. Lo stesso sistema che solo nell’ultimo anno si è dimostrato pronto a implodere su sé stesso, con fallimenti a catena di banche e assicurazioni. Leggi

Milano, città svenduta al cemento. Ecco tutti i predoni dell’Expo 2015

26 Novembre 2008

MILANO - L’”aringa rossa”, antica astuzia venatoria, sta per fare della Milano da bere dell’epoca craxian-ligrestiana la Milano da mangiare della nuova era ligrestian-morattiana, trasformando l’Expo del 2015, dedicato all’alimentazione, in una colossale operazione immobiliare. I distinti cacciatori britannici usavano le “red harrings” per distrarre i cani da caccia degli avversari, gettando in luoghi strategici della riserva aringhe affumicate. I cacciatori milanesi di cubature immobiliari, che si definiscono “developers”, stanno spargendo su 8 milioni di metri quadri di aree dismesse dall’industria manifatturiera che non c’è più, una selva di grattacieli firmati da architetti di fama mondiale, i cosiddetti “archistar”. Leggi il resto

Il 5 agosto 2008 il governo Berlusconi ha approvato la privatizzazione dell’acqua

25 Novembre 2008

In Italia l’acqua e’ stata privatizzata! La notizia e’ passata nel silenzio piu’ assoluto, ma facendo una ricerca in rete spuntano diverse conferme: il 5 agosto il Parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis del decreto legge numero 112, scritto dal ministro G. Tremonti. Nel comma 1 si afferma che la gestione dei servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell’economia capitalistica. Leggi il resto

Malagrotta, dopo la puntata di Report l’assessore ai rifiuti Di Carlo si dimette

24 Novembre 2008

È pronto a riconsegnare al presidente Piero Marrazzo la delega sui rifiuti. Mario Di Carlo, assessore alle Politiche della casa della Regione Lazio, annuncia la sua decisione all’indomani della puntata di “Report” dedicata al piano rifiuti nel Lazio. «La situazione non permette che deleghe così importanti siano gestite da un ingenuo» spiega l’esponente del Pd. Tutto nasce da alcune frasi “fuorionda” trasmesse durante la trasmissione di Milena Gabanelli: in un modo decisamente colorito, Di Carlo parla dei suoi rapporti con Manlio Cerroni, il gestore della discarica di Malagrotta. «Vengo dipinto come un volgare maneggione, probabilmente anche corrotto - spiega Di Carlo - Sono una persona onesta, sono solo un ingenuo. Ho risposto per due ore a domande sul piano rifiuti del Lazio, sui gassificatori di Roma e Albano, sugli inceneritori di San Vittore e Colleferro, sulle discariche di Roma, Guidonia, Viterbo, Latina, Roccasecca, Colleferro, Civitavecchia e Bracciano, sulla raccolta differenziata, e non mi sono accorto che all’intervistatore di tutto questo non importava nulla». Leggi il resto

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