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	<title>Il Bene Comune</title>
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	<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 15:32:50 +0000</pubDate>
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		<title>Il Bene Comune su Megachip</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 15:32:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dai movimenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari lettori,
abbiamo deciso di tirare le somme di questo esperimento web che da qualche mese seguite con interesse. Il sito era nato per tentare di coordinare e dare visibilità a tutte le notizie che emergono &#8220;dal basso&#8221;, da tutti quei movimenti che non riescono a trovare spazio sul mainstream e che, nonostante ciò, continuano sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cari lettori,</p>
<p>abbiamo deciso di tirare le somme di questo esperimento web che da qualche mese seguite con interesse. Il sito era nato per tentare di coordinare e dare visibilità a tutte le notizie che emergono &#8220;dal basso&#8221;, da tutti quei movimenti che non riescono a trovare spazio sul mainstream e che, nonostante ciò, continuano sul territorio la loro battaglia per la difesa dei beni comuni.</p>
<p>In questo tempo abbiamo conosciuto tantissime realtà e dato vita a un network che rappresenta un patrimonio che non possiamo sprecare.</p>
<p>L&#8217;idea di dar vita a un portale di questo sito è nata nell&#8217;associazione Megachip di Giulietto Chiesa e si è rivelata vincente anche se estremamente faticosa. Continuiamo a essere convinti nella necessità di opporsi, insieme, alle aberrazioni di un potere che continua a sacrificare l&#8217;interesse pubblico sull&#8217;altare del mercato.</p>
<p>Tuttavia, data la dimensione della redazione dei volontari che aggiornano i due siti, abbiamo deciso di convogliare questa esperienza sul nuovo sito di Megachip che partirà tra qualche settimana e sul quale siam ogià al lavoro. Lì è prevista un&#8217;apposita sezione dedicata ai movimenti e nella quale troveranno spazio comunicati stampa delle diverse realtà che operano sul territorio.</p>
<p>Ogni giorno i 3.500 visitatori di Megachip avranno anche a disposizione una panoramica sulle battaglie per i beni comuni che in ogni parte del paese vengono combattute nel silenzio e nella dimenticanza dei media.</p>
<p>Da oggi dunque non aggiorneremo più il sito, fermo comunque da qualche tempo, e continueremo a lavorare su quello di Megachip - www.megachip.info - che a breve diventerà una delle testate più seguite (speriamo) della galassia &#8220;underground&#8221;.</p>
<p>Grazie ancora per averci seguito e continuate a scriverci.</p>
<p>Un caro saluto,</p>
<p>La redazione.</p>
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		<title>Economia, la catena della nostra schiavitù si allunga di un altro anello</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/economia-la-catena-della-nostra-schiavitu-si-allunga-di-un-altro-anello/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 23:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Rimini]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"> <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/economia-la-catena-della-nostra-schiavitu-si-allunga-di-un-altro-anello/#more-613" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Alfabetizzare ai media: lo &#8220;schermo universale&#8221; sfida la democrazia</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 00:36:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[Risponde Giulietto Chiesa]]></category>

		<category><![CDATA[Europa]]></category>

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		<description><![CDATA[La singolarità della nostra situazione è definita dal fatto che gli sviluppi delle tecnologie della comunicazione hanno già prodotto una regressione collettiva umana di portata epocale. Qualcuno l&#8217;ha definita – e io concordo con l&#8217;autore – una “modificazione antropologica”. Questa la definizione di Giovanni Sartori, per tratteggiare il passaggio dall&#8217; homo legens all&#8217; homo videns. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">La singolarità della nostra situazione è definita dal fatto che gli sviluppi delle tecnologie della comunicazione hanno già prodotto una regressione collettiva umana di portata epocale. Qualcuno l&#8217;ha definita – e io concordo con l&#8217;autore – una “modificazione antropologica”. Questa la definizione di Giovanni Sartori, per tratteggiare il passaggio dall&#8217; <em>homo legens </em>all&#8217; <em>homo videns</em>. Intendendosi con questo non un passo avanti ma uno indietro.</p>
<p align="justify">Cerco di spiegarmi, anche se penso che questo pubblico sia già al corrente del problema, altrimenti non saremmo qui a discutere di “media literacy”, che io tradurrei in italiano come “educazione ai media”.</p>
<p align="justify">Tuttavia essere al corrente non significa essere d&#8217;accordo. Infatti, se fossimo d&#8217;accordo non avremmo i problemi che la società contemporanea sta dolorosamente affrontando mentre si avvia ad una transizione verso un&#8217;altra società di cui non sa nulla mentre dovrebbe sapere tutto.</p>
<p align="justify">Già, perchè se i telespettatori avessero potuto fruire pienamente dei vantaggi delle tecnologie comunicative moderne, delle possibilità teoriche di accesso a ogni tipo di informazione, della quantità stupefacente di dati che ogni motore di ricerca può mettere a nostra disposizione in una frazione di secondo, allora essi saprebbero da tempo che uno sviluppo crescente indefinito in un sistema finito di risorse è impossibile.</p>
<p align="justify">E quindi non avrebbero creduto alle entusiasmanti descrizioni della crescita del Prodotto Interno Lordo che venivano loro ammannite ogni giorno da tutti gli schermi televisivi. Anzi ne avrebbero diffidato e le avrebbero temute come presagi di sventura. Né avrebbero comprato automobili al ritmo forsennato con cui lo hanno fatto se avessero saputo che la quantità di anidride carbonica che avrebbero contribuito a produrre sarebbe cresciuta fino al punto da minacciare la sicurezza dei loro figli.</p>
<p align="justify">La singolarità di cui parlo è dovuta al fatto che, nella storia delle tecnologie, ogni passaggio da un grado di sviluppo a uno superiore, la regola è sempre stata quella di un elevamento della cultura, di un allargamento delle possibilità di fruizione del sapere.</p>
<p align="justify">Si pensi all&#8217;invenzione di Gutenberg, dei caratteri mobili di stampa. Fino a quel momento, per secoli dopo la caduta dell&#8217;Impero Romano, il sapere era rimasto confinato all&#8217;interno dei monasteri, dove amanuensi, spesso a loro volta analfabeti, copiavano i manoscritti antichi per la fruizione di una ristrettissima élite in grado di leggere e scrivere.</p>
<p align="justify">L&#8217;alfabetizzazione di massa è cominciata con Gutenberg.</p>
<p align="justify">Da quel momento, con una progressione di impressionante velocità, comparata con i ritmi dell&#8217;epoca, prima migliaia e poi milioni di individui poterono avere accesso alla conoscenza. La riproduzione tecnologica del libro produsse il cambiamento economico, sociale, culturale dell&#8217;umanità intera. Ciò che era conoscibile per i pochi divenne conosciuto per le moltitudini.</p>
<p align="justify">Ma gli ultimi venti anni del secolo XX e i primi dieci di questo hanno visto una rivoluzione tecnologica incomparabilmente più grande e possente. Che è avvenuta coinvolgendo non milioni ma miliardi di individui.</p>
<p align="justify">Ed essa ha – come ho detto all&#8217;inizio – prodotto una involuzione. In che senso?</p>
<p align="justify">Nel senso, assai preciso, che ha prodotto un “analfabetismo di massa”. Cioè non un progresso ma un regresso. Alfabetizzazione, analfabetismo sono però termini che hanno a che fare con l&#8217; <em>homo legens. </em>Non esistono termini adeguati per descrivere questo “analfabetismo televisivo”, che è un modo sintetico per definire un più vasto analfabetismo, connesso con l&#8217;incapacità di lettura delle immagini, specialmente delle immagini in movimento.</p>
<p align="justify">L&#8217;“analfabetismo televisivo” è quello che io e Giovanni Sartori (ma anche l&#8217;illustre neurofisiologo dell&#8217;Accademia dei Lincei, Lamberto Maffei) chiamiamo la regressione verso l&#8217; <em>homo videns. </em></p>
<p align="justify">In che consista questa regressione è, tutto sommato, presto detto. Le immagini, specie quelle in movimento, rappresentano un linguaggio. Sono un linguaggio, nel senso precisissimo che comunicano. Una immensa quantità di cose, per altro. Cose “già pronte”, cose che appaiono complete in tutti i loro particolari. Cose che lasciano poco spazio alla fantasia perché sono già essere prodotto complesso. Cose che penetrano direttamente nel cervello perché la fisiologia dell&#8217;occhio umano è quella stessa del cervello.</p>
<p align="justify">Come tutti i linguaggi, quello delle immagini ha una sua grammatica, una sua sintassi, le sue proprie regole insomma. Ma contiene al suo interno un equivoco. Chi guarda immagini in movimento, riprodotte da tutte le innumerevoli tecnologie di cui oggi disponiamo, ha l&#8217;impressione di capire tutto ciò che vede. E&#8217; l&#8217;evidenza stessa dell&#8217;immagine a dirgli che non ha bisogno d&#8217;altro: ha “visto con i suoi occhi”.</p>
<p align="justify">In questo è nascosta l&#8217;illusione. Perché per capire ciò che si sta vedendo, è indispensabile conoscere la grammatica e la sintassi di quel linguaggio. Se non la si conosce si crede di avere “visto con i propri occhi”, ma in realtà si è visto ciò che altri hanno visto per noi.</p>
<p align="justify">E nemmeno questo è del tutto esatto, perché – non conoscendo la grammatica e la sintassi di quel linguaggio - si vede, nello stesso tempo, molto di più di ciò che, consapevolmente, chi ha girato quelle immagini ha voluto mostrare, e si percepisce , attraverso i suoni che le accompagnano, per esempio, attraverso i contesti visivi in cui quella comunicazione avviene, molte altre cose che con quelle immagini, apparentemente, e sostanzialmente, non hanno nulla a che vedere.</p>
<p align="justify">Come ha detto giustamente, in altra sede, Carlo Freccero, da tempo ormai siamo entrati nell&#8217;epoca in cui una immagine o serie di immagini può essere interamente creata dal nulla. E può apparire altrettanto reale di una immagine reale. In tal caso credere a “ciò che si è visto” - se non si sa che quella immagine non è reale – equivale a essere totalmente ingannati.</p>
<p align="justify">In tutti gli altri casi, non conoscendo la grammatica e la sintassi della lingua delle immagini in movimento, si può essere facilmente manipolati. Noi viviamo esattamente in un contesto del genere.</p>
<p align="justify">Tanto più manipolati quanto più la “verità” delle immagini ci appare nitida, in alta definizione, perfetta, senza ombre.</p>
<p align="justify">Se poi i detentori della proprietà dei media sono consapevoli della potenza di fuoco che hanno nelle loro mani, allora le ripercussioni, culturali, politiche, sociali del problema in questione diventano gigantesche, modificando l&#8217;intera fisionomia della vita collettiva. E mettendo in pericolo la stessa democrazia delle società democratiche.</p>
<p align="justify">Si può trovare su You Tube, riesumata da un antico programma Rai, una bellissima <a href="http://it.youtube.com/watch?v=A3ACSmZTejQ"><strong>intervista a Pasolini di Enzo Biagi</strong></a>i, in cui Pier Paolo diceva cose di straordinaria anticipazione, in questo senso, spiegando come la televisione fosse la quint&#8217;essenza di una comunicazione “autoritaria”. Non soltanto per il suo carattere unidirezionale, ma per il suo carattere gerarchico. Una gerarchia automatica, prodotta dalla macchina, che pone chi guarda, sempre, in ogni condizione, in stato di subordinazione rispetto a chi parla. E non c&#8217;è, sotto questo profilo, nessuna interattività in grado di compensare questa diversità di collocazione rispetto al messaggio. Su questo Mc Luhan ha già detto e scritto cose fondamentali. Il mezzo è il messaggio e non c&#8217;è niente da fare per modificare questo stato di cose.</p>
<p align="justify">Niente da fare? Forse una cosa da fare c&#8217;è ed è quello di cui stiamo qui discutendo.</p>
<p align="justify">Si tratta di vedere se non sia possibile “alfabetizzare ai media” grandi masse di popolazione. Insegnare loro questo linguaggio nuovo, che segnerà inesorabilmente la loro esistenza e quella delle generazioni future, poiché siamo ormai nell&#8217;era dell&#8217;immagine, dello “schermo universale” e non potremo tornare indietro mai più. Il che significa che, se le grandi masse popolari non saranno in grado di leggere quel linguaggio, esse saranno private della conoscenza del Potere. Ci vorrebbe un altro don Lorenzo Milani per descrivere questo rapporto di espropriazione post moderna.</p>
<p align="justify">E&#8217; possibile porsi questo compito? Di alfabetizzare all&#8217;immagine il cittadino? Anzi di considerare il linguaggio delle immagini, la capacità di leggerlo e di “scriverlo”, cioè di creare immagini, come un fondamentale diritto democratico?</p>
<p align="justify">Io credo che porsi questo compito equivale a porsi il compito di ricostruire la democrazia nell&#8217;era dell&#8217;immagine, perché non potrà esservi democrazia in una società di individui analfabeti. Come non vi era democrazia prima che gli individui sapessero leggere e scrivere.</p>
<p align="justify">Siamo, come si vede, ben oltre il fondamentale articolo 21 della Costituzione Italiana. Molto più in là – pur senza minimamente contraddirlo – del diritto ad essere informati e ad esprimersi liberamente con la parola e con lo scritto. L&#8217; <em>homo videns </em>essendo più minacciato nei suoi diritti dell&#8217; <em>homo legens, </em>necessità di una superiore tutela.</p>
<p align="justify"><em>Intervento di <strong>Giulietto Chiesa </strong>alla Conferenza Internazionale su Media Literacy EAVI - European Association for Viewers Interests, 5 novembre 2008</em></p>
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		<title>Firenze: dopo lo scandalo intercettazioni, si dimette il direttore de &#8220;La Nazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 00:24:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Francesco Carrassi ha lasciato l&#8217;incarico di direttore della Nazione. La decisione è stata presa dopo la divulgazione delle intercettazioni telefoniche (pubblicate da Repubblica nelle pagine fiorentine) che lo chiamano in causa per aver partecipato «alla partita per la conclusione dell&#8217;operazione Castello». L&#8217;operazione dovrebbe far nascere un nuovo vasto quartiere di Firenze ma sul tutto aleggia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify">Francesco Carrassi ha lasciato l&#8217;incarico di direttore della Nazione. La decisione è stata presa dopo la divulgazione delle intercettazioni telefoniche (pubblicate da Repubblica nelle pagine fiorentine) che lo chiamano in causa per aver partecipato «alla partita per la conclusione dell&#8217;operazione Castello». L&#8217;operazione dovrebbe far nascere un nuovo vasto quartiere di Firenze ma sul tutto aleggia l&#8217;ombra della corruzione.<br />
Francesco Carrassi si è dimesso ieri sera dall&#8217;incarico di direttore del quotidiano la Nazione. La decisione è stata presa in relazione alle intercettazioni telefoniche che chiamano in causa Carrassi per aver partecipato «alla partita per la conclusione dell&#8217;operazione Castello».<br />
Le dimissioni, arrivate dopo un colloquio con l&#8217;editore, sono state comunicate al comitato di redazione (l&#8217;organo sindacale del giornale), che ha informato l&#8217;assemblea dei giornalisti. L&#8217;azienda ha preso atto e ha nominato immediatamente direttore ad interim l&#8217;attuale vice, Mauro Avellini.<br />
Nel primo pomeriggio il presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti Del Boca aveva espresso «sorpresa e sconcerto. Chiederò alla magistratura copia degli atti (da inviare agli Ordini regionali competenti) per le valutazioni disciplinari, a tutela dell&#8217;onorabilità dei colleghi e di tutta la categoria».<br />
L&#8217;Ordine toscano affronterà il caso il 3 dicembre. Il presidente dell&#8217;Associazione stampa toscana, Sieni, ha auspicato che «si faccia chiarezza al più presto sulle intercettazioni che riguardano Carrassi. Nessuna ombra può gravare sul fondamentale diritto-dovere di cronaca e sui tanti giornalisti che lo esercitano con scrupolo e coraggio».</p>
<p>Ecco le intercettazioni:</p>
<p>CARRASSI AL BRACCIO DESTRO DI LIGRESTI: &#8220;FARÒ IL FONDO CHE L&#8217;ING. MI HA<br />
CHIESTO&#8221;</p>
<p>«Alla partita per la conclusione dell&#8217;operazione Castello partecipa<br />
anche Francesco Carrassi, direttore del quotidiano La Nazione» scrivono gli<br />
investigatori in apertura di un capitolo dell&#8217;inchiesta giudiziaria<br />
lungo 38 pagine e dedicato alle intercettazione delle telefonate fra Carrassi e<br />
il «plenipotenziario» di Fondiaria a Firenze Fausto Rapisarda. Si parla<br />
delle aspirazioni di Carrassi ad approdare alle relazioni esterne di Fonsai,<br />
di un appartamento che il direttore vorrebbe prendere in affitto dalla<br />
compagnia, di vacanze in Sardegna in un villaggio turistico di Fondiaria. Carrassi<br />
offre buona stampa per i progetti di Ligresti a Castello e anche<br />
altrove: «Domenica farò quel fondo su Impregilo che mi ha chiesto» l&#8217;ingegnere,<br />
dice una volta. Carrassi offre anche buone relazioni con il presidente della<br />
Provincia di Firenze Matteo Renzi (Pd), che chiama «il ragazzo», e con<br />
il vice presidente della Regione Toscana Federico Gelli (Pd) con cui il 9<br />
ottobre va a cena insieme a Rapisarda. Non c&#8217;è telefonata, tra Carrassi<br />
e Rapisarda, in cui il direttore non chieda a che punto è la pratica<br />
sulle sue aspirazioni personali: «Ma come mai ci pensa così tanto l&#8217;ing.?»<br />
domanda il 5 giugno. Rapisarda risponde ancora una volta in modo interlocutorio:<br />
«ah&#8230;ma è una cosa importante Frank&#8230; una cosa importante&#8230; ci sta<br />
riflettendo&#8230;». Le vacanze di Carrassi a Villasimius in Sardegna, dal<br />
4 al 18 agosto, sono concordate in alcune telefonate, una è del 21 luglio.<br />
«Carrassi: &#8220;per me tutto a posto come lo scorso anno?&#8230; no&#8230; tutto<br />
chic&#8221;. Rapisarda: &#8220;&#8230; tutto come lo scorso anno&#8221;. Carrassi: &#8220;Fausto se c&#8217;è&#8230;<br />
se c&#8217;è da pagare qualcosa io la pago&#8221;. Rapisarda gli fa capire che è tutto<br />
offerto, come l&#8217;anno prima: &#8220;no, no, anche lì puoi andare lì alla spa&#8230; tutto<br />
comel&#8217;anno scorso&#8221;». Nella seconda metà di marzo si parla di case. Carrassi ha<br />
visto due appartamenti di Fondiaria che gli interessano per l&#8217;affitto.<br />
Rapisarda accenna al prezzo: «quello non ti preoccupare&#8230; ma tu dimmi cosa vuoi<br />
pagare&#8230; secondo te&#8230; che problema c&#8217;è?».<br />
In alcune telefonate Carrassi si vanta degli articoli sull&#8217;affare<br />
Fondiaria fatti dai suoi redattori, ricevendone i ringraziamenti da Rapisarda.<br />
Alla fine di maggio: «Mi pare che io abbia esaudito il tuo desiderio». E<br />
Rapisarda: «Sei grande&#8230; grazie&#8230; ho raccontato tutto &#8220;al mio&#8221; eh?&#8230;<br />
dice che è contento&#8230; certo che è contento». Ancora Carrassi che ha fatto<br />
pubblicare una piccola foto di Ligresti: «Però lo hai visto come mi sono<br />
preso l&#8217;impegno&#8230; l&#8217;ho messo? ho messo la sua fotina&#8230; ma così che noi<br />
bisogna lavorare&#8230; eh&#8230; Fausto». Con l&#8217;amico di Fondiaria il<br />
direttore de La Nazione commenta la cena con Gelli e il prossimo appuntamento che<br />
Rapisarda ha con Massimo D&#8217;Alema (Pd). Gli consiglia di darsi<br />
disponibile: «Ti dico una cosa&#8230; noi dobbiamo essere delle bagasce d&#8217;alto bordo&#8230;<br />
che la promettono a tutti e non la danno a nessuno».</p>
<p>GELLI (PD), RAPISARDA E LA CENA A TRE, &#8220;IN PUBBLICO DEVE DIRE CERTE COSE&#8221;</p>
<p>Il plenipotenziario di Fondiaria a Firenze, l&#8217;avv. Fausto Rapisarda, conosce<br />
per caso il vice presidente della Regione Toscana, Federico Gelli, il 12<br />
marzo 2008 alla Taverna del Bronzino. Quello stesso giorno, alle 19.30,<br />
racconta al telefono ad una terza persona: «io oggi&#8230; per caso&#8230; ero a<br />
pranzo con Francesco Carrassi&#8230; no?&#8230; con il direttore de La Nazione&#8230; ed<br />
ero andato al ristorante&#8230; sai chi c&#8217;era?&#8230; c&#8217;era Gelli&#8230; che io non conosco&#8230; e allora siccome Francesco è andato a salutarlo&#8230; lui era con altri, si sono alzati perché non so chi erano&#8230; poi lui ha detto che<br />
erano funzionari della Regione&#8230; ma lui mi ha fatto un sacco di cose&#8230; Gelli<br />
eh!&#8230; sì mi ha detto&#8230;&#8221;vienimi a trovare quando vuoi&#8230; mi fa piacere<br />
che ti ho conosciuto&#8221;&#8230; quante cose&#8230; non vuol dire niente&#8230; te lo sto<br />
raccontando perché è stato veramente un incontro casuale va&#8230; sì, sì<br />
non era freddo&#8230; ecco non era freddo perché è&#8230; la prima volta che lo<br />
vedo&#8230;eh&#8230; non è che&#8230; subito mi ha dato del tu&#8230; capisci?». Il 3 ottobre<br />
Rapisarda è colpito da un&#8217;intervista nella quale Gelli afferma che la<br />
Regione è disposta a lasciare disponibile la propria area per<br />
consentire la realizzazione dello stadio a Castello. E chiama Carrassi. «&#8230; ma, se<br />
vuoi lo invitiamo&#8230; lo invitiamo a cena» propone il direttore de La Nazione.<br />
Pochi minuti dopo Carrassi ritelefona per confermare l´appuntamento a<br />
tre. «&#8230; okay giovedì 9 ore 21».<br />
Alle 20.27 del 9 ottobre, «evidentemente prima di andare a cena con<br />
Carrassi e Rapisarda» - annotano gli inquirenti - Gelli «si informa con<br />
l&#8217;assessore all&#8217;urbanistica del Comune di Firenze, Gianni Biagi (Pd), se vi sono dei<br />
recenti mutamenti che riguardino la Regione dopo le notizie della scelta<br />
dell&#8217;area Castello per la realizzazione dello stadio».<br />
Dice al telefono Gelli: «&#8230; senti ti volevo chiedere una cosa&#8230;<br />
l&#8217;opzione Castello per la Regione Toscana&#8230; è cambiato qualcosa per noi?&#8230;<br />
oppure no?». Risponde Biagi: «sicuramente no&#8230; no quello&#8230; le questioni<br />
relative allo stadio non hanno nessuna relazione con la localizzazione della<br />
Regione a Castello&#8230; no non c´è nessuna relazione&#8230; se a Castello si farà lo<br />
stadio&#8230; si farà all&#8217;interno del parco o nella parte sud o nella parte<br />
a nord se cambia la pista&#8230; e diventa parallela in entrambi i casi non<br />
c´è nessuna influenza con la zona già prevista per l&#8217;edificazione della<br />
Regione». Gelli: «perfetto&#8230; senti, che tu sappia noi siamo andati&#8230;<br />
cioè c&#8217;è stato qualche passo in avanti rispetto al ragionamento<br />
sull&#8217;acquisizione dell&#8217;area o no?». Biagi: «&#8230; senti io non lo so&#8230; mi dicevano da<br />
Fondiaria&#8230; ma poi ho avuto conferma anche&#8230; che c&#8217;è stata&#8230; cioè ci<br />
sarebbe la nomina di un gruppo che dovrebbe definire le condizioni per<br />
poter&#8230; acquistarlo&#8230; io oltre quello non so».<br />
«Alle 22.55 successive - scrivono - Rapisarda chiama Carrassi per<br />
ringraziarlo per aver organizzato la cena, aggiungendo che addirittura<br />
fra lui e l´altro ospite, alludendo a Federico Gelli, si è subito<br />
consolidato un rapporto di amicizia». Rapisarda: «solo per ringraziarti Francesco&#8230; ci<br />
siamo baciati&#8230; baciati (ride)». Carrassi parla degli argomenti<br />
trattati a cena: «&#8230; comunque è stata un&#8217;operazione&#8230; ma io poi sono andato<br />
direttamente sulla questione&#8230; sembravamo&#8230; sembravamo&#8230; una&#8230; una<br />
serie di signore che volevamo il cazzo e nessuno ha il coraggio di dirlo».<br />
Rapisarda: (ride)&#8230; bravo&#8230; però tu sei sempre number one e hai avuto<br />
il coraggio di introdurre&#8230; eh&#8230; lo so&#8230; ero un po&#8217; in imbarazzo&#8230;<br />
però lui è stato molto». Carrassi su Gelli: «&#8230; siccome il ragazzo passa da<br />
me&#8230; io ho voluto che ti ripetesse anche a te&#8230; cosa vuol fare da grande».<br />
Ancora Carrassi su Gelli e sulla sua presunta corsa alla presidenza della<br />
Regione in competizione con l&#8217;attuale assessore alla sanità Enrico Rossi (Pd):<br />
«cioè questa gente intanto&#8230; loro hanno bisogno&#8230; capito?&#8230; di essere<br />
supportati&#8230; poi se va&#8230; bene&#8230; questo è un cavallo se vince bene&#8230;<br />
se vince Rossi&#8230; viva Rossi».<br />
Annotano ancora gli investigatori: «Carrassi evidenziando ancora il suo<br />
ruolo avuto nella serata, fa chiaramente capire che è stato lui, senza<br />
tanti inutili preamboli, ad introdurre il tema di Castello nella<br />
discussione». E si vanta delle risposte avute da Gelli, Carrassi: «&#8230; però insomma t&#8217;ha<br />
dato una grande assicurazione&#8230;». Annotano gli inquirenti: «Rapisarda<br />
fa capire che Gelli avrebbe preso l&#8217;impegno di dire in pubblico certe cose<br />
nascondendo la realtà delle cose». Rapisarda: «sì, sì&#8230; sì&#8230;cavolo!&#8230;<br />
cavolo!&#8230; mi anche detto&#8230; ha anche detto&#8230; ti ricordi che in pubblico<br />
lui deve dire certe cose&#8230; ma la realtà è diversa&#8230; eh&#8230; bravo Francesco!!&#8230; bravo!&#8230; bravo!».<br />
Più volte, a partire dal primo pomeriggio di ieri e fino alle 20,10<br />
Repubblica ha tentato di contattare telefonicamente il vice presidente<br />
della Regione Gelli per dargli la possibilità di fornire la sua versione dei<br />
fatti. Solo una volta Gelli ha risposto alle chiamate, poco dopo che il<br />
cronista ha introdotto il motivo della conversazione la linea<br />
telefonica è caduta. Da allora Repubblica non è più riuscita a contattare Gelli, né<br />
lui ha ritenuto di dover richiamare.</p>
<p>da <a href="http://www.municipioverde.org/">www.municipioverde.org</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Olimpiadi invernali 2006: sequestrati condomini e cantieri a Pragelato</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/olimpiadi-invernali-2006-sequestrati-condomini-e-cantieri-a-pragelato/</link>
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		<pubDate>Wed, 03 Dec 2008 00:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Dai movimenti]]></category>

		<category><![CDATA[Pragelato]]></category>

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		<description><![CDATA[È notizia di questi giorni il &#8220;sequestro di condomini e cantieri a Pragelato&#8221;. Una colata di cemento assurda
spuntata con i soldi delle Olimpiadi e più volte contestata da Legambiente che ora attira l&#8217;attenzione della Procura della Repubblica e del Corpo Forestale dello Stato.
&#8220;Il sequestro effettuato in questi giorni dal Corpo Forestale di Stato a
grandi strutture costruite a Pragelato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È notizia di questi giorni il &#8220;sequestro di condomini e cantieri a Pragelato&#8221;. Una colata di cemento assurda<br />
spuntata con i soldi delle Olimpiadi e più volte contestata da Legambiente che ora attira l&#8217;attenzione della Procura della Repubblica e del Corpo Forestale dello Stato.<br />
&#8220;Il sequestro effettuato in questi giorni dal Corpo Forestale di Stato a<br />
grandi strutture costruite a Pragelato, come ad esempio il Village<br />
Resort, non fa altro che confermare ciò che noi ripetiamo da tempo -<br />
commenta &#8220;Vanda Bonardo, Presidente Legambiente Piemonte e Valle<br />
d&#8217;Aosta&#8221; - Cogliendo l&#8217;occasione delle Olimpiadi Invernali del 2006 si è<br />
costruito senza criterio e senza badare a vincoli paesaggistici e di<br />
sicurezza in termini di destinazioni d&#8217;uso del suolo. &#8220;In Piemonte 7<br />
Comuni su 10 hanno abitazioni in aree a rischio idrogeologico e<br />
Pragelato è un caso emblematico&#8221;.<br />
Desta altrettanta preoccupazione la notizia del<br />
dissequestro da parte della Cassazione, dopo 2 anni, dei cantieri  di<br />
Joussaud dove le caratteristiche baite sono state già pesantemente<br />
danneggiate  in virtù del cosidetto &#8220;piano di recupero delle borgate<br />
di Laval e Joussaud&#8221;. <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/olimpiadi-invernali-2006-sequestrati-condomini-e-cantieri-a-pragelato/#more-610" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>FITZPATRICK (CitiGroup): &#8220;PREVEDO DISORDINI GLOBALI E L&#8217;ORO A DUE MILA DOLLARI L&#8217;ONCIA&#8221;</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/fitzpatrickcitygroup-prevedo-disordini-globali-e-loro-a-2000-dollari-alloncia/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 13:55:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>

		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

		<category><![CDATA[Londra]]></category>

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		<description><![CDATA[ da www.telegraph.co.uk
Traduzione a cura di Alessio Marri
L&#8217;oro potrebbe impennarsi drammaticamente fino a raggiungere i 2000$ all&#8217;oncia entro la fine dell&#8217;anno costringendo a inondare di liquidità le banche centrali che reggono il sistema monetario, come recita una nota interna per i clienti della banca americano CityGroup.
La banca sostiene che il danno causato dagli eccessi finanziari dell&#8217;ultimo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><a href="http://www.ilbenecomune.net/wp-content/uploads/2008/12/gold_bar2_1121605c.jpg" title="gold_bar2_1121605c.jpg"><img width="306" src="http://www.ilbenecomune.net/wp-content/uploads/2008/12/gold_bar2_1121605c.jpg" alt="gold_bar2_1121605c.jpg" height="220" style="width: 306px; height: 204px" /></a> da <a href="http://www.telegraph.co.uk/">www.telegraph.co.uk</a></p>
<p align="justify"><strong>Traduzione a cura di Alessio Marri</strong></p>
<p align="justify">L&#8217;oro potrebbe impennarsi drammaticamente fino a raggiungere i 2000$ all&#8217;oncia entro la fine dell&#8217;anno costringendo a inondare di liquidità le banche centrali che reggono il sistema monetario, come recita una nota interna per i clienti della banca americano CityGroup.</p>
<p align="justify">La banca sostiene che il danno causato dagli eccessi finanziari dell&#8217;ultimo quarto di secolo stanno costringendo le autorità mondiali a intraprendere provvedimenti che mai avevano provato fino ad ora.</p>
<p align="justify">Questo azzardo ci pone di fronte a due situazioni estreme: in un caso l&#8217;esplosione dell&#8217;inflazione, nell&#8217;altro una spirale economica depressiva, che conseguirebbe a grossi problemi in termini di ordine pubblico e possibili guerre. Entrambi le uscite potrebbero causare una corsa all&#8217;oro.</p>
<p align="justify">&#8220;Stiamo tentando di fermare le perdite in un lavandino dal rubinetto aperto&#8221;, ha detto Tom Fitzpatrick, il responsabile delle strategie tecniche della banca. <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/fitzpatrickcitygroup-prevedo-disordini-globali-e-loro-a-2000-dollari-alloncia/#more-608" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Autoferrotranvieri, 1/12/03 - 1/12/08: 5 anni di lotte e sacrifici per i diritti sul lavoro</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/autoferrotranvieri-11203-11208-5-anni-di-lotte-per-la-sicurezza-sul-lavoro/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 00:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dai movimenti]]></category>

		<category><![CDATA[Lavoro]]></category>

		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[CINQUE ANNI FA gli autoferrotranvieri  di milano iniziarono uno sciopero che si
estese poi in altre parti d&#8217;italia.
Si ribellarono per far sentire  la propria voce chiedendo il rispetto
degli accordi, la tutela dei salari, la salvaguardia della propria
dignita&#8217;, la difesa del diritto di sciopero.
Oggi gli autoferrotranvieri  di milano e di altre parti  d&#8217;italia scendono di
nuovo  in sciopero chiedendo  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilbenecomune.net/wp-content/uploads/2008/12/logocms.jpg" title="logocms.jpg"></a>CINQUE ANNI FA gli autoferrotranvieri  di milano iniziarono uno sciopero che si<br />
estese poi in altre parti d&#8217;italia.</p>
<p>Si ribellarono per far sentire  la propria voce chiedendo il rispetto<br />
degli accordi, la tutela dei salari, la salvaguardia della propria<br />
dignita&#8217;, la difesa del diritto di sciopero.</p>
<p>Oggi gli autoferrotranvieri  di milano e di altre parti  d&#8217;italia scendono di<br />
nuovo  in sciopero chiedendo  il rinnovo del contratto nazionale di<br />
lavoro scaduto da  1 anno, dei salari che possano fare effettivamente<br />
fronte al costo della vita, la salvaguardia della sicurezza e della salute sul lavoro,  il rispetto<br />
della propria dignità, la difesa del diritto di sciopero e della liberta&#8217;<br />
sindacale.</p>
<p>Il Coordinamento Milanese di Solidarietà &#8220;DALLA PARTE DEI LAVORATORI&#8221;<br />
nell&#8217;esprimere ancora una volta il proprio sostegno alla lotta dei<br />
lavoratori autoferrotranvieri, chiede che vengano rispettati i loro<br />
diritti e sottolinea che, un&#8217;efficace lotta per la sicurezza e la salute<br />
sui posti di lavoro, non può che partire dalla battaglia per il rientro al<br />
lavoro di quei lavoratori che hanno avuto il coraggio di denunciare i<br />
pericoli e per questo sono stati licenziati. <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/autoferrotranvieri-11203-11208-5-anni-di-lotte-per-la-sicurezza-sul-lavoro/#more-605" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Depenalizzazione dell&#8217;omosessualità, il Vaticano si smarca a destra come sempre</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/depenalizzazione-dellomosessualita-il-vaticano-si-smarca-a-destra-come-sempre/</link>
		<comments>http://www.ilbenecomune.net/2008/depenalizzazione-dellomosessualita-il-vaticano-si-smarca-a-destra-come-sempre/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 00:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>

		<category><![CDATA[Laicità]]></category>

		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>

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		<description><![CDATA[CITTA&#8217; DEL VATICANO - E&#8217; scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell&#8217;omosessualità. Un&#8217; iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell&#8217;Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il &#8220;no&#8221; della Santa Sede: &#8220;Gli stati che non riconoscono l&#8217;unione tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="justify"><strong>CITTA&#8217; DEL VATICANO </strong>- E&#8217; scontro tra Onu e Vaticano. La Santa Sede boccia, con decisione, il progetto di una depenalizzazione universale dell&#8217;omosessualità. Un&#8217; iniziativa presa dalla presidenza di turno francese dell&#8217;Unione europea, e accolta da tutti i 27 Paesi della Ue. Immediato il &#8220;no&#8221; della Santa Sede: &#8220;Gli stati che non riconoscono l&#8217;unione tra persone dello stesso sesso come &#8216;matrimonio&#8217; - dice monsignor Celestino migliore - verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni&#8221;. Affermazioni che scatenano una serie di reazioni polemiche che, in serata, provocano una nuova presa di posizione del Vaticano. Che, però, nella sostanza è tutt&#8217;altro che una retromarcia. &#8220;Nessuno vuole difendere la pena di morte per gli omosessuali&#8221;, afferma padre Federico Lombardi che ricorda come altri 150 paesi non abbiano aderito alla proposta - ma la proposta cerca di &#8216;introdurre una dichiarazione di valore politico che si puo&#8217; riflettere in meccanismi di controllo in forza dei quali ogni norma che non ponga esattamente sullo stesso piano ogni orientamento sessuale, puo&#8217; venire considerata contraria al rispetto dei diritti dell&#8217;uomo&#8221;. In pratica il rischio paventato è che gli Stati che non riconoscono le unioni gay vengano &#8220;mesi alla gogna&#8221;.  <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/depenalizzazione-dellomosessualita-il-vaticano-si-smarca-a-destra-come-sempre/#more-604" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>No Fly Ciampino, a Marino il convegno &#8220;L&#8217;aereoporto e la salute dei cittadini&#8221;</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/no-fly-ciampino-a-marino-il-convegno-laereoporto-e-la-salute-dei-cittadini/</link>
		<comments>http://www.ilbenecomune.net/2008/no-fly-ciampino-a-marino-il-convegno-laereoporto-e-la-salute-dei-cittadini/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 23:01:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

		<category><![CDATA[Dai movimenti]]></category>

		<category><![CDATA[Ciampino]]></category>

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		<description><![CDATA[Si e&#8217; svolta sabato 29 novembre 2008 a Santa Maria delle Mole, frazione di
Marino (Roma), una conferenza sul tema  &#8220;L&#8217;aeroporto di Ciampino e la salute
dei cittadini&#8221;.
Marino, come e&#8217; noto, confina con Ciampino, e la frazione di Santa Maria
delle Mole e&#8217; nelle immediate vicinanze dell&#8217;aeroporto di Ciampino, e
dell&#8217;attivita&#8217; aeroportuale subisce le conseguente devastanti per la salute,
la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si e&#8217; svolta sabato 29 novembre 2008 a Santa Maria delle Mole, frazione di<br />
Marino (Roma), una conferenza sul tema  &#8220;L&#8217;aeroporto di Ciampino e la salute<br />
dei cittadini&#8221;.<br />
Marino, come e&#8217; noto, confina con Ciampino, e la frazione di Santa Maria<br />
delle Mole e&#8217; nelle immediate vicinanze dell&#8217;aeroporto di Ciampino, e<br />
dell&#8217;attivita&#8217; aeroportuale subisce le conseguente devastanti per la salute,<br />
la sicurezza, la qualita&#8217; della vita.<br />
Relatrice all&#8217;incontro la dottoressa Antonella Litta, medico, rappresentante<br />
dell&#8217;Isde (Associazione italiana medici per l&#8217;ambiente - International<br />
Society of Doctors for the Environment), portavoce del Comitato che si<br />
oppone al mega-aeroporto a Viterbo e s&#8217;impegna per la riduzione del<br />
trasporto aereo. <a href="http://www.ilbenecomune.net/2008/no-fly-ciampino-a-marino-il-convegno-laereoporto-e-la-salute-dei-cittadini/#more-607" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>IVA AL 20% PER SKY, L&#8217;AUTOGOL DEL CAVALIERE</title>
		<link>http://www.ilbenecomune.net/2008/iva-al-20-per-sky-lautogol-del-cavaliere/</link>
		<comments>http://www.ilbenecomune.net/2008/iva-al-20-per-sky-lautogol-del-cavaliere/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 10:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

		<category><![CDATA[Democrazia]]></category>

		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[



di Alessio Marri
Berlusconi si difende sul provvedimento che intende portare l&#8217;Iva sulle pay-tv dal 10% al 20%: &#8220;Penalizzerà anche Mediaset!&#8221; dice il premier. Vero, ma con margini irrisori. Basta infatti dare uno sguardo veloce ai dati dello scorso anno per capire il totale scompenso economico che Sky sarà costretta a scaricare quasi integralmente sulla sua [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="280" height="230">
<param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AtdraeLnawo&#038;hl=it&#038;fs=1"></param>
<param name="allowFullScreen" value="true"></param>
<param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AtdraeLnawo&#038;hl=it&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="280" height="230"></embed></object><br />
<strong>di Alessio Marri</strong></p>
<p align="justify">Berlusconi si difende sul provvedimento che intende portare l&#8217;Iva sulle pay-tv dal 10% al 20%: &#8220;Penalizzerà anche Mediaset!&#8221; dice il premier. Vero, ma con margini irrisori. Basta infatti dare uno sguardo veloce ai dati dello scorso anno per capire il totale scompenso economico che Sky sarà costretta a scaricare quasi integralmente sulla sua clientela: nel 2007 il mercato delle televisioni a pagamento ha visto il 91,2% dell&#8217;utenza in mano a Murdoch, con un introito superiore ai 2 miliardi di euro; al concorrente Rti, ovvero Mediaset, è toccata una torta infinetisimale formata da un esiguo 5,4% che ha fruttato circa 125 milioni di euro.<br />
&#8220;E&#8217; concorrenza sleale&#8221; dichiara l&#8217;amministratore delegato di Sky Italia, Tom Mockridge, che aggiunge: &#8220;prima delle elezioni il centrodestra promise di abbassare le tasse, per rilanciare i consumi&#8230;&#8221;. E invece procede con imposte indirette che questa volta colpiranno 4,7 milioni di famiglie italiane. Ma questa volta il premier, che in fatto di comunicazione non ci ha certo abituato a certe leggerezze, pagherà probabilmente cara la sua arroganza. Infatti, Sky Italia ha già annunciato una grande campagna mediatica &#8220;per informare le famiglie italiane sulla decisione del governo di aumentare le tasse sulla pay-tv, ai loro danni&#8221;. Soprattutto se a scatenare l&#8217;ira del padrone, come suggerito da Micaela Bongi su &#8220;Il manifesto&#8221;, c&#8217;è un semplice sondaggio di SkyTg24 che indicava il 53% degli italiani sfavorevoli alle misure anticrisi dell&#8217;attuale legislatura. C&#8217;è quindi da aspettarsi di tutto.  </p>
]]></content:encoded>
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