Una speculazione edilizia a otto zeri

2 Giugno 2008 - Ambiente 

Il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano deve essere analizzato secondo un duplice punto di vista, che valuti l’impatto del progetto sia nei riguardi del territorio specificatamente locale - quello di Siena - sia nei confronti del contesto regionale delle infrastrutture: se da una parte sorgono allarmanti interrogativi per i danni che l’aeroporto potrebbe causare all’ambiente ed alla salute dei cittadini, dall’altra sembra evidente che il piano di ampliamento non sia stato predisposto seguendo una logica di sistema.

Attualmente l’aeroporto è sede dell’aeroclub di Siena, di una scuola di volo, e dal 2000 è stato aperto al traffico commerciale di aerotaxi e velivoli da turismo.
Nel 2003 è stata realizzata una prima fase di potenziamento dell’infrastruttura: oggi la pista di atterraggio è larga 30 metri e lunga 1393, e l’ampliamento dovrebbe portarla in una fase iniziale ad una lunghezza di 2500 metri.
Tuttavia il piano edilizio si dipana nel lungo periodo (2008-2020), e la lunghezza della pista dovrebbe raggiungere in futuro i 3800 metri.

Inoltre il territorio sarà soggetto ad una pesante opera di cementificazione, che coprirà un’area totale di 16 ettari - l’equivalente di circa 23 campi da calcio - per realizzare le strutture necessarie al funzionamento di un grande aeroporto (come il piazzale di sosta degli aeromobili, la taxiway, la zona di rifornimento carburante): uno scalo internazionale a tutti gli effetti, che arrivi a sostenere sino a un traffico di 4 milioni di passeggeri annui.
Nei 16 ettari calcolati come area di superficie aeroportuale non rientrano tuttavia altre costruzioni, come i parcheggi per l’insieme delle utenze (passeggeri, dipendenti, taxi e bus): si devono così sommare altri 10 ettari di territorio coperto dal cemento.

Bisogna considerare, ancora, che al piano di ampliamento dell’aeroporto si affianca un progetto di edilizia abitativa in odore di speculazione: nella località Bagnaia, a dieci chilometri da Siena, si prevede la costruzione di 380 appartamenti, di un campo da golf e centri commerciali.
Per questo progetto si stanno muovendo tra le più note famiglie del mattone, come i Caltagirone e i Toti da Roma e i Pontello da Firenze, che sono pronte a intervenire grazie alla banca del Monte dei Paschi di Siena.

L’ampliamento dell’aeroporto implica così la realizzazione di una serie di strutture che, per le ricadute sul territorio, è paragonabile alla creazione di un polo industriale che arrecherebbe danni alle risorse ambientali e storiche della provincia senese.
Tant’è che il progetto si scontra con le linee guida del Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana 2005-2010 sul Sistema aeroportuale: nelle linee guida si legge che “l’aeroporto di Ampugnano è situato in una piana di particolare pregio paesaggistico” per la cui salvaguardia sono “da escludere rifacimenti della pista per allungarne lo sviluppo e rendere l’aeroporto idoneo ad aerei più grandi, vista l’inutilità e per motivi di evidente e giustificato impatto ambientale”.

Come dicevamo all’inizio, dall’analisi del progetto di ampliamento dell’aeroporto risulta evidente come esso non sia stato inserito in un quadro nazionale e regionale dei trasporti.
L’aeroporto sarebbe semplicemente inutile, perché Siena dispone già di collegamenti aerei: l’aeroporto di Firenze dista circa 80 chilometri, mentre quello di Pisa 100.
Inoltre a Grosseto, che si trova a 70 chilometri, è stato dato il via libera dell’Unione Europea per l’incremento dell’attività civile dell’aeroporto.

Piuttosto che nell’ampliamento dell’aeroporto di Ampugnano, per il bene dei cittadini sarebbe preferibile che le amministrazioni locali si prodigassero nel miglioramento delle infrastrutture regionali, in particolare della rete ferroviaria: questa non solo dovrebbe andare a collegare facilmente Siena agli aeroporti circostanti per favorire lo sviluppo del turismo, ma dovrebbe connetterla alle altre città toscane in maniera molto più efficace di quanto sia oggi.
Basti pensare che per raggiungere in treno Firenze da Siena si impiega un’ora e venti minuti, lungo un tragitto che per metà del suo corso è a binario unico.
Inoltre vi sarebbero altri servizi verso i quali rivolgere la priorità: ad esempio a Sovicille - comune che comprende il paese di Ampugnano - manca il complesso della fognatura e l’allacciamento a Internet.

Una efficiente rete ferroviaria che colleghi aeroporti e città - come avviene nel resto d’Europa - dovrebbe essere una soluzione ovvia alle esigenze di sviluppo della zona di Siena, ed invece ci troviamo di fronte ad un progetto aeroportuale che, come spesso accade, antepone gli interessi speculativi di pochi alla tutela della qualità di vita della cittadinanza.  

di Daniele Ferro

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