“Una risposta per tanti: perchè non votare PD”

25 Febbraio 2008 - Democrazia, Risponde Giulietto Chiesa 

Gentile Sig.Chiesa,
questa sera sono stato al telefono con mio padre e per un’ora abbiamo parlato dei problemi italiani (giustizia, lavoro, sicurezza, servizi scadenti); mio padre, classe ‘53 - uno di quei giovani grazie ai quali il PCI avanzò nel ‘76, e che dopo la politica del compromesso negò il voto ai comunisti nella seguente tornata elettorale - ora intende votare PD, non molto convinto.
E’ una persona che, come la stragrande maggioranza degli italiani, legge poco i giornali, perchè lavora così tanto da non avere neanche tempo per se (senza voler fare un’apologia del padre…). E poi anche se comprasse quotidianamente il giornale, comprerebbe il Corriere o Repubblica, non avrebbe in ogni caso tempo per cercare di qua e di là le notizie in Internet come faccio io per informarmi liberamente.

Insomma, mio padre è una persona comune, di sinistra, ma soggetta al sistema di informazione di massa, ragion per cui non vede altra scelta che il PD.
Ho tempo più di un mese per convincerlo a non votare PD, ma mi chiedo con quale presunzione io, suo figlio, possa indicargli una scelta simile; io, grazie a lui, ho potuto studiare all’università, capire bene - forse - come funziona il mondo, quali siano gli impellenti problemi ambientali, energetici e geopolitici; come posso, in un mese, trasmettergli tutto il sapere innovativo che ho acquisito per indurlo a non votare PD?
Anche perchè la sfiducia nella politica è molta. Come per tutti: ieri dal ferramenta un’anziana signora si lamentava a voce alta, come con sè stessa, della politica. Ormai la sfiducia è palpabile.
Quindi mio padre mi direbbe “Vabè non voto PD, ma figliolo mio, io che voto da più di trent’anni senza vedere cambiamenti positivi, credi che mi possa fidare della Sinistra? Allora tanto vale il PD”. E io che potrei dirgli, se non “Certo papà, hai ragione, Bertinotti e compagnia bella in effetti sono ridicoli”?

Ho quindi pensato - siccome i più non hanno modo di leggere i vari articoli al riguardo: sarebbe stupido stilare un elenco di motivi per cui non bisogna votare PD? In tal modo sarebbe più facile, dati certi od opinioni alla mano, convincere le persone.
Il problema della scelta però rimane: se non PD allora cosa, ci buttiamo sul ridicolo? D’altronde questa era la stessa questione che le avevo posto alla libreria Rinascita la settimana scorsa, e ne io ne lei possiamo trovare una soluzione.
Bertinotti lo voterei turandomi dieci volte il naso; forse voterò Sinistra Critica perchè mi è cara la coerenza di Turigliatto sul tema della guerra, ma il fatto che abbiano voluto differenziarsi da Rifondazione ricorrendo anche ad una grossa falce e martello piazzata bene al centro del simbolo mi lascia perplesso: non sono comunista perchè la visione statalista mi inorridisce alquanto. Insomma non mi sento proprio rappresentato da nessuno!
In ogni caso alle persone comunemente di sinistra - per così dire - non si può indicare come alternativa a loro credibile la Sinistra Critica: Turigliatto, nell’immaginario collettivo, è pur sempre uno di quelli che ha fatto cadere Prodi.

Le ho scritto perchè - dopo la telefonata con mio padre - mi premeva la questione, tuttavia venerdì alla riunione di Megachip, se ne avrò modo, cercherò di riproporgliela.
Un cordiale saluto.
Daniele Ferro
Caro Daniele,
pubblicherei la tua lettera (con il tuo consenso) perchè contiene secondo me molte cose utili anche ad altri che, ne sono certo, hanno o avranno gli stessi problemi.
Ciò detto io ho espresso il mio punto di vista nelle mie ultime prese di posizione (che potrai trovare tutte sul mio sito www.giuliettochiesa.it, e nelle risposte che ho già dato a diversi lettori).

Ma tu chiedi una sintesi, giustamente, perchè alla fine bisogna tirare delle somme. Parto dal fondo.

L’argomento principale per cui non si deve votare PD è che il PD è nato per esprimere gl’interessi di coloro che hanno depredato il paese economicamente in questi anni, facendo arretrare le condizioni di vita dei lavoratori in generale. Oggi si sta peggio di ieri. E’ una responsabilità netta, chiara, precisa.

In più si aggiunge l’inganno, perchè Veltroni e i suoi sodali, fingono di essere di sinistra, mentre stanno andando a destra.

C’è un altro argomento da smontare: ma se Veltroni non vince, vincerà Berlusconi. Falso in molti sensi. Berlusconi vincerà perchè Veltroni ha deciso di correre da solo, rompendo con la sinistra. Questa sarà la causa prima, principale, inequivocabile, della sconfitta.

Ma non è tutto. Veltroni fa questa scelta non perchè vuole perdere. Non è stupido e non è idealista. La fa perchè sa che dopo le elezioni potrà giocarsi la partita con il centro e con la destra, a seconda dei risultati di alcune forze intermedie.

Tutto potrà accadere, dopo questo voto, salvo un’alleanza tra il PD e le sinistre. Tuo padre può avere fiducia in questa analisi. Se sbaglierò sono pronto a offrirgli un pranzo nella migliore trattoria che frequento, con dolce e anche un buon vino. Ma so di non sbagliare.

Infine, last but not least: se ci troviamo con un Berlusconi imperante è perchè coloro che hanno dato vita all’ectoplasma del Partito Democratico non hanno fatto niente per togliergli il potere mediatico monopolistico di fatto che egli ha, per altro, conquistato fraudolentemente. Potevano farlo e non l’hanno fatto. Perchè votarli visto che sono inciuciati con Berlusconi?

E potrei continuare a lungo, ma penso che per tuo padre possa bastare. Veniamo alla sinistra, cioè alla cosa rossa-arcobaleno.
Per essere franchi - e l’ho già scritto - la considero corresponsabile di molti dei guai attuali. Ma non abbiamo di meglio, al momento attuale. Non credo che l’astensione sia una buona cosa. Non l’ho mai praticata. Con l’attuale sistema elettorale, sistema porcata, si può, senza fare errori gravi, dire alla gente di a) non votare PD; b) votare a sinistra del PD. Ogni voto che va in quella direzione è “meglio che niente”. c) Chiedere fino all’ultimo che i quattro partiti non si dividano i posti disponibili tra i loro apparati e si aprano per quanto possono fare al paese. Non è mai troppo tardi. Del resto è per il loro bene.

Io sono convinto che, comunque, queste elezioni saranno uno spartiacque per la sinistra. Dopo si dovrà aprire una discussione a tutto campo per decidere dove e se vogliamo, possiamo andare, tutti insieme a ricostruire una visione alternativa all’attuale delirio autodistruttivo del pianeta. Io sto costruendo, per quanto posso, un piccolo bastione, che si chiama Il Bene Comune. Il mio scopo è costruire. Non presumo di avere tutte le ricette pronte. Sono pronto ad ascoltare. E a lavorare con gli altri. Certo non posso volerli indebolire perchè penso che saranno miei interlocutori. Ma anche per loro non ci saranno sconti se non capiranno che devono cambiare rotta.

Questo è quello che penso, senza volpi sotto le ascelle, senza trucchi e diplomazie. Di cui non abbiamo più bisogno.

Il resto lo sai perchè hai partecipato alla riunione del primo febbraio: faremo il nostro telegiornale e metteremo tutti e due i piedi nel sistema dell’informazione-comunicazione, in nome, per conto, con i soldi, della gente semplice e normale come me, te e tuo padre. Da lì si ricomincia. Nel Partito Democratico non si comincia niente, si finisce.

Cordiali saluti
Giulietto Chiesa

Replica di Angelo Ferro
L’analisi di Giulietto Chiesa è corretta ma, secondo la mia umile opinione, a sinistra del PD c’è frammentazione, non unione, e questo porta necessariamente a litigiosità con conseguente immobilismo.
E poi mi sembra che qualcuno, sempre a sinistra, non voglia perdere per strada la parola “comunismo”. Non è che questa parola mi faccia schifo, anzi, ma nel contesto attuale mi sembra che sia da lasciare alla storia. Insomma, a sinistra del PD non vedo quell’unità reale che dia una forza politica in grado di attuare quei cambiamenti di cui l’Italia ha bisogno.

Vedo, nella strategia del PD, l’intento di sbarazzarsi della sinistra litigiosa e ricattatoria per formare, insieme alle forze di centro, un governo stabile, in grado di dimostrare agli Italiani che si può governare per un’intera legislatura senza che questa cada a causa di un partitino con l’1% dei voti! E se alla fine il governo ha fatto male allora gli Italiani voteranno per una coalizione alternativa .
Angelo Ferro
Caro Angelo,
non mi sembra che la mia analisi sia molto diversa dalla sua. Ma sono gli accenti quelli che contano. E’ vero che a sinistra c’è frammentazione. Direi anche di più: c’è assenza di una “visione” alternativa del mondo. Un mondo che sta andando al disastro. Bisognerebbe avere il coraggio di indicare i pericoli e di abbozzare le soluzioni di emergenza. Ma se non si è capito cosa sta accadendo, non si può nemmeno affrontare la ricerca delle soluzioni.

Tuttavia questo vale, elevato all’ennesima potenza, anche e peggio per il Partito Democratico. Che ha un’unica certezza: amministrare il potere per conto delle grandi corporation internazionali e nazionali, per conto e insieme alla grande finanza. Purtroppo questo capitalismo finanziario è oggi il soggetto più pericoloso, che organizza la guerra invece di affrontare il problema dei limiti dello sviluppo.

Lo so che è un problema lungo da spiegare. Ma cosa significa per lei un governo stabile con il centro? Significa esattamente il prolungamento della corruzione, della compressione democratica, la repubblica presidenziale, l’imbambolamento della gente, il consumismo esasperato. Senza un destino per i nostri figli, di fronte al riscaldamento climati, alla crisi energetica, al crollo della finanza mondiale in atto. A cosa ci serve un governo stabile se questo governo farà queste cose? E, mi scusi, ma non ci avevano detto, proprio loro, quando avviarono le riforme elettorali verso il bipolarismo, che ci avrebbero dato un governo stabile e l’alternanza? Adesso non abbiamo avuto né governi stabili, né alternanza. Al posto dei governi stabili abbiamo avuto Mastella, Dini e Di Pietro, e Cesa e la Lega (cioè l’abiezione) al governo. Al posto dell’alternanza abbiamo avuto l’inciucio e il compromesso con la destra. Insomma ci hanno mentito. E lei vorrebbe premiarli?

Vero, a sinistra c’è confusione, ma non è vero che sono stati loro a far cadere Prodi. Anzi, bisogna dire che si sono svenati per tenerlo in piedi, e si sono anche imbastarditi. E sono stati scaricati. E infine io penso che ci sono milioni di italiani che aspettano di essere risollevati da una politica sociale almeno decente. Questa, in ogni caso, non verrà dalle classi dominanti. Una vittoria dell’operazione Veltroni significa chiudere anche la speranza. Dopo saremo soli contro i potenti e non ci sarà più non solo riscatto, ma nemmeno la speranza del riscatto.

Cordiali saluti Giulietto Chiesa
 

Commenti

3 commenti a ““Una risposta per tanti: perchè non votare PD””

  1. changingoftheguard on 25 Febbraio 2008 22:45

    Condivido molto di quello che dice.
    Condivido anche la sua osservazione finale: “a sinistra c’è confusione, ma non è vero che sono stati loro a far cadere Prodi. Anzi, bisogna dire che si sono svenati per tenerlo in piedi, e si sono anche imbastarditi. E sono stati scaricati. E infine io penso che ci sono milioni di italiani che aspettano di essere risollevati da una politica sociale almeno decente”.
    E il problema è, essenzialmente quello. Tanti elettori di sinistra non si riconoscono più in quella gente che li ha traditi una volta e li potrà umiliare ancora. Non si fida più di quella gente che ha dimenticato i propri ideali (e il mandato dei propri elettori) per tenere in piedi un governo che, tradendo gli impegni presi, ha difeso solo gli interessi dei ceti forti, delle classi dominanti, dice lei, di confindustria.
    La gente (come me, peraltro) è delusa perché tante cose potevano essere fatte e non sono state fatte. Perché tante cose non dovevano essere fatte e, invece, sono state fatte e difese a spada tratta da quella sinistra che adesso piange su se stessa perché scaricata alla vigilia delle elezioni.
    Non era più credibile, per un leader di sinistra, rinunciare ad una comoda poltrona istituzionale e far valere (una volta al governo, la prima volta al governo) la voce delle classi meno abbienti? O è stata la scelta ritenuta più comoda per portare a se’ il voto di qualche moderato?
    Sì, perché l’idea che mi sono fatto (e come me tanta altra gente di sinistra) è che si è tradito il voto degli elettori di sinistra per costruire una facciata presentabile ai moderati (che da sempre decidono i governi), magari senza la falce e il martello nel simbolo.
    Ecco. La classe dirigente di sinistra ha dimenticato la propria dote più grande: la coerenza.
    Si è dimostrata ambiziosa. Ma nella sua disfatta si è dimostrata anche incapace. Dopo un così chiaro fallimento politico, sociale, ideologico è giunta l’ora che tanta gente vada a casa. Per far spazio a volti nuovi, a idee nuove.
    E l’unico modo per farlo capire è negare il voto. Sacrificare il proprio diritto a votare annullando la scheda. Una scheda annullata è un voto sprecato. Milioni di schede annullate (utopia? realtà?) sono un segnale forte di rinnovamento. Un segnale di insoddisfazione che travolgerebbe soprattutto quella classe dirigente di sinistra che, una volta al governo, si è dimostrata incapace e sorda alle richieste del proprio elettorato.
    Perdoni il mio scrivere concitato, ma lei, sig. Chiesa, accetterebbe in casa la moglie che lo ha tradito già una prima volta?

    con immutata stima,
    antonio

  2. Mirko Ballatore - Verona on 4 Marzo 2008 17:55

    Nel mio piccolo ieri ho fatto qualcosa di rivoluzionario, ho fatto vedere ad una ragazza di 19anni 3 agenzie di stampa internazionali e gli ho chiesto di prendere le 3 notizie più importanti (tra cui il missile usa lanciato in somalia), poi gli ho chiesto di cercare queste notizie nei giornali on-line italiani più letti (repubblica, corriere, stampa). Non ho aggiunto nulla, è stato sufficiente a fargli esclamare un sonoro “che schifo !!! non c’è traccia !!! nulla, solo la strage di erba, quelli di gravina, il pd, ecc…” la mia risposta è stata : “ora puoi capire che non sappiamo nulla e che se vogliamo sapere dobbiamo rimboccarci le maniche ed andare a cercarci le notizie”.
    Credo sia il modo migliore per fare qualcosa di concreto. Fuori tema con le elezioni ? non credo.
    Ho fatto fatica a digerire alcune posizioni di Giuiletto che stimo tantissimo, sono quasi sempre d’accordo con la sua analisi, ma proprio non riuscirò a votare a queste elezioni e lo dico con grande dolore, non ho mai rinunciato volontariamente a questo diritto, ma oramai ha perso moltissimo del suo valore e non voglio partecipare a questo golpe che PD e PDL stanno inscenando. Spero che dopo questo spartiacque ci possa essere lo spazio per ricorstuire ed il bene comune è un ottimo punto di partenza, uno dei pochissimi rimasti.
    Saluti !
    p.s.: per convincere una persona a non votare pd è sufficiente far ascoltare 5 volte i discorsi di veltroni e berlsuconi, uno dietro l’altro…

  3. nadia d'arco on 25 Marzo 2008 19:42

    si stanno avvicinando le elezioni e non se ne puo’ piu’, sparano sempre piu’ in alto il pd e pdl ,ognuno promette qualcosa al povero cittadino e vedremo cosa gli arrivera’ davvero. ma il punto è questo ho 53 anni, ho vissuto l’idea fantastica e fallimentare degli anni 70, ne siamo usciti con gli ideali intatti ma con la sapienza di saperli irralizzalibili. siamo andati troppo infretta si diceva, avevamo costruito le convivenze e i dico non sono ancora riconosciuti nel 2007, oggi si parla di convivenza cus, ma siamo lontani ancora dal traguardo. negli anni 70 abbiamo creato leggi sulla sanita’ avvenieristiche ”come la legge per la prevenzione” che ancora oggi non viene applicata. il welfare è naufragato e vedo nella sinistra arcobaleno e nei piccoli neo partiti a sinistra solo ”teorie” e pochi fatti pratici. la gente ha bisogno di una politica che ”affronti” e ”risolva” i problemi e non che continui a teorizzare. negli anni 70 ci chiamavano gli intellettuali di sinistra. oggi gli intellettuali non ci sono piu’ ma ci sono molti soggetti decisamente ‘’sinistri”….
    io sento che la sinistra accettando di entrare nel governo prodi e nel cercare di rimanere nel patto d’alleanza, mi ha tradito piu’ volte. ha perso la sua credibilita’ e oggi cosa devo fare? turarmi il naso e sostenerla?
    ma se cercheranno di ritornare a patti appena gli tornera’ possibile!
    certo tutto si è spostato al centro, ma perchè la sinistra ha voluto entrare per forza nel governo prodi? non sapeva da prima che sarebbe stata costretta a votare la finanziaria 2008, il rifinanziamento delle missioni militari all’estero? e cosa ha di concreto fatto cambiare per la legge bossi-fini e la legge 30? cosa ha fatto per migliorare la liberta’ di informazione? e non parliamo della poverta’, del lavoro, dei disabili.
    per questo credo che la politica fatta con i sistema partito abbia ormai segnato il passo, in un girone dantesco dove oramai si auto-cannibalizzano.
    per rappresentarci il movimento non c’è piu’, dobbiamo trovare nuove strade, forse delle liste civiche? oppure come gia’ accadde negli anni 80/90
    ritornare a fare politica nelle associazioni culturali, nelle radio, in ogni angolo che non sia partitico.
    nadia

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