Ue e Berlusconi, segnali di rottura: è polemica su emergenza rifiuti e condoni
Brutta giornata per il premier Silvio Berlusconi. Sono infatti giunte da Bruxelles due pesanti bacchettature. La prima sull’emergenze riufiuti.
«Berlusconi dica ciò che vuole, ma per noi contano i fatti». Sulla questione rifiuti Bruxelles taglia corto e alle parole mirabolanti del premier oppone risultati concreti. Finora mancati. Così se per il presidente del Consiglio «l’emergenza rifiuti è finita», per la Commissione europea la procedura di infrazione «rimane aperta». Almeno fino a quando nelle strade di Napoli, e di tutta la Campania, ci sarà ancora immondizia. E il piano del governo non sarà più che operativo.
Insomma Bruxelles preferisce aspettare e valutare a livello operativo la questione. «Non possiamo misurare i risultati di queste politiche sulle parole, ma sui fatti - ha spiegato Barbara Hellferich, portavoce del commissario all’ambiente Stavros Dimas -. Il governo deve realizzare il piano, non basta presentarlo, deve dimostrare che la soluzione indicata risolve il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti e la creazione del termovalorizzatore».
Una scelta che stride coi facile entusiasmi del premier e con i suoi spot. Tanto che nella serata di mercoledì 16 luglio la Farnesina esprime «viva sorpresa» per il tono e i contenuti delle dichiarazioni della portavoce del commissario Dimas, in contraddizione con il «clima di dialogo aperto e di massima cooperazione» che caratterizza i rapporti tra l’Italia e la Commissione europea.
A dimostrazione dei ‘buoni rapporti’ vengono citati l’incontro a Bruxelles tra il sottosegretario Bertolaso e lo stesso Dimas e i suggerimenti proposti dalla Commissione sul ‘decreto rifiuti, poi accolti in sede di conversione in legge. Come si trattasse di ‘gentile concessione’.
Bruxelles invece ricorda che sulla questione campana è stata chiamata a pronunciarsi la Corte di giustizia del Lussemburgo. «Per noi - ha dichiarato Hellferich- c’è un caso di fronte alla Corte che riguarda la gestione dei rifiuti, non giudichiamo le parole». Quindi anche se nella nota della Farnesina si ribadisce che la chiusura della procedura d’infrazione è legata alla realizzazione del ciclo integrato dei rifiuti, per la quale il governo italiano è «fermamente impegnato», la promessa non basta. E nemmeno la trasferta a Napoli di venerdì 18 luglio per il Consiglio dei ministri. (www.unita.it)
 La seconda sul condono dell’Iva previsto nella Finanziaria 2003, che avrà ulteriori ripercussioni per le casse dello Stato.
La Corte di Giustizia Europea ha bocciato il condono sull’Iva per gli anni 1998-2001 contenuto nella Finanziaria 2003 (governo Berlusconi), dando così ragione alla Commissione Europea, che aveva già contestato il provvedimento nel 2004, e successivamente presentato ricorso il 7 marzo 2006. Il provvedimento, secondo la Corte, ha violato i principi di uguaglianza tra i contribuenti europei: infatti nessuno Stato membro ha il diritto di sottrarsi unilateralmente all’obbligo di assoggettare all’Iva determinate categorie di operazioni, come di fatto è successo in Italia per via del condono.
La sentenza non stabilisce alcun termine, ma è inappellabile, e pertanto l’Italia è tenuta ad adeguarsi, a effettuare gli accertamenti fiscali evitati in seguito al condono e a riscuotere per intero l’Iva dovuta e indebitamente ridotta. Se non lo dovesse fare, la Commissione potrebbe a quel punto legittimamente aprire una procedura d’infrazione. Solo nel 2001, il 15% dei soggetti tenuti al versamento dell’Iva, ossia 800.000 imprese, hanno aderito al condono. Una causa simile, che concerne l’estensione e la generalizzazione dell’amnistia dell’Iva (”condono tombale”) prevista dalla legge finanziaria 2004, è ancora pendente davanti alla Corte. Una decisione analoga a quella odierna potrebbe quindi ulteriormente aggravare la posizione dell’Italia.
Con un altro provvedimento il commissario europeo per la Concorrenza, Neelie Kroes, ha dichiarato illegali gli aiuti concessi dal ministero del Tesoro a Poste Italiane sotto forma di rimborso per i fondi dei conti correnti postali depositati nelle casse di via xx settembre. Dall’indagine avviata dalla commissione nel settembre 2006 è emerso infatti che i tassi d’interesse versati dal Tesoro conferiscono un vantaggio indebito all’azienda, a discapito dei suoi concorrenti.
Il condono dell’Iva. La Corte, si legge nel comunicato che si riferisce al condono Iva, “condanna la rinuncia generale e indiscriminata all’accertamento delle operazioni imponibili relative all’Iva, effettuate nel corso di una serie di periodi di imposta, tramite la quale la Repubblica italiana viola gli obblighi derivanti dalla sesta direttiva Iva e l’obbligo di leale cooperazione”.
Infatti per i giudici di Lussemburgo “la legge italiana induce fortemente i contribuenti o a dichiarare soltanto una parte del debito effettivamente dovuto o a versare una somma forfettaria invece di un importo proporzionale al fatturato realizzato, evitando in tal modo qualunque accertamento o sanzione”.
Non è pertanto affatto vero quanto sostenuto dalle autorità italiane, ritiene la Corte, e cioè che l’erario grazie al condono ha potuto “recuperare immediatamente e senza la necessità di avviare lunghi procedimenti giudiziari una parte dell’Iva non dichiarata inizialmente”.
In effetti, il condono è intervenuto ancora prima che i soggetti sui quali gravava l’imposta avessero il tempo di decidere se pagare o evaderla: “La misura in questione - si legge nel comunicato - implicante appena dopo la scadenza dei termini entro cui i soggetti passivi avrebbero dovuto pagare l’Iva e implicante il pagamento di un importo assai modesto rispetto a quello effettivamente dovuto, consente ai soggetti passivi di sottrarsi definitivamente agli obblighi in materia Iva, perfino quando le autorità fiscali nazionali avrebbero potuto individuare le irregolarità ”. (www.repubblica.it)
Commenti
2 commenti a “Ue e Berlusconi, segnali di rottura: è polemica su emergenza rifiuti e condoni”
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A quando un mandato europeo di cattura per il cavaliere?
Aspettiamo con ansia!
gangalanti alberto
Leggo sempre con attenzione i vs articoli, qs e’ scandaloso, deprimente, perche’ sulla stampa non vi e’ menzione, la tv e’ megafono disinformativo, al limite del comico, se non fosse tragicamente all’opera un processo di imbarbarimento, metto il link sul meetup di pBC, e spero che vada avanti canale zero e tutto quello che puo’ allargare la conoscenza dei fatti..grazie Rosa