Transition money: la via per l’abbondanza
18 Luglio 2008 - Dai movimenti
Assecondando il vasto interesse suscitato dall’argomento, pubblichiamo un altro articolo di sensibilizzazione su uno dei beni comuni più importanti: la moneta. Anche in questa occasione, pubblichiamo l’estratto da un più ampio studio cortesemente sottopostoci da www.centrofondi.it ed ArcipelagoSCEC©, Associazione senza fine di lucro legalmente costituita la cui azione abbiamo qui presentato già nei giorni scorsi. L’articolo esordisce con “nel report della settimana scorsa…” poiché si riferisce al report dal quale esso è stato estratto. Vale la pena seguire il discorso, anche se a tratti e molto tecnico, perché è una proposta di speranza e di azione per il bene comune.
Nel report della settimana scorsa abbiamo visto come le monete ufficiali (€uro, Dollari e tutte le altre monete a “corso forzoso”) nascono e circolano caricandosi di debito (pubblico e privato) e nondimeno di interessi – a nostro carico. Le loro caratteristiche (sol che negative) sono entrate nella nostra vita e l’hanno modificata a tal punto che anche solamente pensare ad un’alternativa giunge ai più come azione sorprendente, impensabile, immotivata e diventa un’operazione molto, ma molto difficile per tutti noi.
Un esempio di tale difficoltà sono le perplessità che il suddetto aricolo (report) fa scaturire nella mente di chiunque, come il problema dell’inflazione, il problema della necessità della decrescita, della sovrappopolazione in relazione alle risorse, alla carenza di fonti energetiche, idriche ecc.
Queste cose sono tutti problemi reali, ma che vanno affrontati dal giusto punto di vista per evitare di giungere a conclusioni disastrose.
Per riuscire a trovare una soluzione a questi problemi è necessario abbandonare il percorso logico che usualmente seguiamo, perché esso risulta viziato dall’uso della moneta ufficiale la cui emissione è indissolubilmente legata all’indebitamento autoalimentantesi in perpetuo, che ci fa vedere tutto in un’ottica totalmente sbagliata.
Quando sei dentro ad un tunnel è difficile spiegare che fuori c’è un mondo pieno di luce, così come è assurdo chiedere di essere felice ad un depresso cronico.
Ebbene questo è proprio quello che sta accadendo a tutti noi che, forzatamente, utilizziamo una moneta (l’€uro) che nasce e prospera e si riproduce carica di debito ed attraverso il debito. Se ci documentiamo e ci fermiamo a pensare, tutte le caratteristiche che attribuiamo ad essa come positive, appaiono improvvisamente ed inevitabilmente negative. Il nostro modo di pensare alla soluzione dei problemi quotidiani è determinato dal peccato originale della moneta, il debito. Ma non ne siamo coscienti. Veniamo tenuti all’oscuro.
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Attraverso il debito e l’interesse si annullano tutte le qualità positive e di neutralità che il denaro dovrebbe avere; come il sangue infetto che scorrendo in tutto il corpo ne alimenta la malattia, così la moneta-debito (€uro, Dollaro, etc) ci intossica ogni giorno di più, circolando fra di noi.
La moneta infetta sostituisce la ricchezza vera, prodotta con il lavoro di noi tutti, con una sua rappresentazione grafica, cartacea o virtuale (denaro elettronico), fiaccando - inoltre - con il debito e gli interessi l’energia individuale e la capacità produttiva di chi ha prodotto questa ricchezza.
Proviamo a fare un conto semplice semplice. Mettiamo che una comunità produca un valore di 100 in merci e servizi; il denaro necessario a semplificare gli scambi, invece di stamparselo - quella comunità (come sarebbe naturale) - se lo deve far prestare dalla banca, la quale chiede indietro tanto quanto il valore prodotto, più gli interessi. Questo è quello che avviene quotidianamente.
In pratica quella comunità che sarebbe ricca per aver prodotto 100, non solo è stata spogliata di quei 100, ma ha un pari debito gravato da interessi, che attualmente sono il 4,5%. Ogni anno aumenterà la nuova ricchezza che DOBBIAMO produrre per coprire il debito derivante dall’aumento della moneta da restituire + interessi, ma aumenterà così anche la quantità di moneta che riceviamo in prestito per regolare le nuove transazioni (aumentate in quanto la nuova ricchezza è maggiore dell’anno prima), aumentando così debito ed interessi, in una spirale infinita di “sviluppo” obbligatorio e di debito inestinguibile.
Se poi la comunità ha bisogno di ulteriori investimenti, come ospedali, scuole, strade, ecc. deve chiedere alla banca più denaro e quindi aumentare ulteriormente la voragine del debito.
In poche parole con questo diabolico meccanismo di indebitamento, la comunità deve produrre sempre di più per restituire alla banca il “prestito” e pagare i pretesi interessi, e però producendo di più (anche) si indebita di più ogni anno. In pochi anni la comunità avrà un debito enorme impossibile da restituire. Se fate mente locale al 5% composto in 10 anni dovrete restituire più del 50% del capitale iniziale. Se pensate che questa cosa va avanti da molti decenni, capite il perché di un debito pubblico inspiegabilmente esorbitante.
Essendo nulla la nostra consapevolezza al riguardo, è naturale che le uniche soluzioni che si riescono a trovare per i problemi attuali, sono quelle della decrescita forzata, del controllo della popolazione, del razionamento delle risorse, ecc. ecc. Queste “soluzioni” sono però sono viziate dall’inconsapevolezza che tanto malamente occupa il nostro cervello.
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Nel 2005, in Italia, abbiamo avuto una crescita pari a 0 (zero). Questo vuol dire che al netto dell’inflazione abbiamo prodotto come l’anno prima. Poiché non abbiamo fatto investimenti, seppur necessari, per carenza di copertura finanziaria, non avremmo dovuto aver bisogno - quindi - di altri €uro, quelli che erano in circolazione sarebbero dovuti bastare. Invece sappiamo dal bilancio di Banca “d’Italia” (spa) che sono stati emessi/prestati agli italiani dalla BCE – banca centrale europea, ben 90 mld di €uro pari al 6,5% del prodotto interno lordo 2005 appunto e per i quali, superfluo dirlo, ci siamo indebitati del pari importo + interessi.
In pratica nel 2005 pur non aumentando la produzione ci siamo indebitati 6,5 volte in più del necessario. Questo dimostra due cose: 1) che ci è stato imposto un indebitamento non richiesto e non necessario e 2) che l’inflazione reale è molto superiore a quella dichiarata dalle fonti ufficiali.
In Usa una stima attendibile sulla massa monetaria – le stime ufficiali sono state soppresse (!!) –, ci dice che quest’anno essa crescerà del 13% contro una crescita del PIL che si assesterà all’1,3%. Il popolo USA quindi si indebiterà circa 10 volte il proprio fabbisogno reale di moneta.
E’ utile ricordare che questa eccedenza di moneta provoca inflazione, la quale – diluendo il valore dei beni reali – toglie potere di acquisto alla moneta stessa, quindi a salari, stipendi, pensioni e redditi imprenditoriali. Ecco perché l’inflazione ci fa tanta paura ed ecco perché le nostre tasche sono sempre più vuote nonostante ci sia crescita economica costante.
Immersi come siamo in questo girone d’inferno dantesco è chiaro come il nostro pensiero, condizionato da una quotidianità fatta di sofferenze e di stenti, non riesca a trovare la soluzione ai problemi che lo spudorato sfruttamento delle nostre persone (che debbono fare i salti mortali e due lavori per arrivare a fine mese e magari pagare rate) e delle risorse naturali, ci pone.
La strada per uscirne, l’unica strada, è la decontaminazione del pensiero, la destrutturazione del pensiero, piegato dall’assillo del debito. La strada possibile è l’adozione di una moneta di transizione, una transition money, rubando la definizione alle transition town di cui parlavamo due settimane fa http://ecoalfabeta.blogosfere.
Questa è la funzione della moneta complementare, non deve essere complicata, deve avere una struttura semplice e di facile comprensione, ma soprattutto NON deve essere CONVERTIBILE IN MONETA UFFICIALE (in €uro). La riserva in €uro annullerebbe completamente i vantaggi di usare una moneta non legata al debito, un moneta – inoltre – che fa rimanere la ricchezza nel luogo in cui essa è prodotta. Sono concetti difficili da capire, perché troppo siamo abituati ad usare gli €uro senza capire cosa stiamo facendo.
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Della proposizione e diffusione di una moneta libera da debito ed interessi, di proprietà del cittadino, non prestata, si sta occupando ArcipelagoSCEC© in tutta Italia (vedi www.arcipelagoscec.org).
Con i Buoni Locali della Solidarietà ChE Cammina, distribuiti gratuitamente alle famiglie, si aumenta il loro potere di acquisto per quella percentuale di SCEC© che viene accettata dal singolo soggetto economico (da un 10 ad un 30%).
In questo caso anche la parte del prezzo pagata in €uro rimane e circola sul territorio facendo riaffiorare il sorriso ai piccoli, che con questo semplice strumento hanno una chance per sopravvivere all’agguerritissima grande distribuzione (ed alla crisi in genere), che quella ricchezza invece porta lontano e non reinveste nel territorio che l’ha prodotta.
Oggettivamente non si può chiedere di più ad una transition money , tanto più che con essa ci si potrà rendere conto che parole come decrescita forzata, sovrappopolazione, carenza di risorse, carenza energetica, carenza idrica e tante altre, esistono solo nel pensiero sofferente di chi usa la moneta-debito, che in sé stessa non avrebbe nessuna colpa, se non fosse usata malvagiamente da chi certi perversi meccanismi ha ideato. Una volta che avremo guarito le nostre menti e l’uso distorto della moneta, tutti noi potremo tornare ad usarla ed a chiamarla €uro, dollaro, lira – senza più temere di ritornare al triste passato, quando la moneta era legata al debito. A quel punto, la transition money avrà esaurito la sua funzione e potrà essere messa in una cornice appesa al muro del soggiorno per ricordarci come eravamo prima di tornare ad essere liberi.
Le parole-chiave della nuova epoca ormai alle porte sono:
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Abbondanza per tutti, che è enorme anche se smettessimo oggi di lavorare (per i debiti), azzerando il passato. Ogni anno infatti produciamo almeno due volte in più di quello che sarebbe normalmente necessario senza il debito;
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Collaborazione, perché il mio benessere sarà collegato al tuo e non avremo necessità di “esportare” la pace o di assurde missioni di peace keeping perché avremo pace vera, ovunque;
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Risorse abbondanti per tutti, la natura è un grande meccanismo e se permette che molti esseri vengano alla luce è segno che c’è posto e risorse sufficienti per ciascuno. Avremo cura di noi stessi, dei nostri figli, dei nostri anziani e l’armonia prenderà il posto di paura e preoccupazione;
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Nuova energia: potremo abbandonare le vecchie energie fossili perché senza rincorrere la continua e assurda crescita per pagare un debito infinito avremo necessità solo di un centesimo e forse meno dell’energia che consumiamo oggi e quindi basterebbero le energie rinnovabili e grazie ai ritrovati fondi per la (vera) ricerca si troveranno sicuramente altre fonti inesauribili di energia;
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Avremo anche acqua dolce a sufficienza perché se abbandoneremo l’agricoltura intensiva e gli allevamenti intensivi di bestie da carne che assorbono più del 70% degli attuali consumi d’acqua dolce, ne avremo a sufficienza e sicuramente avremo un’alimentazione più sana e naturale.
Il vero progresso é la liberazione delle nostre menti, è lasciare l’era del debito per rinnovare e guarire noi stessi - ecco a che serve lo SCEC© – la transition money.
Pierluigi Paoletti – www.centrofondi.it
Commenti
4 commenti a “Transition money: la via per l’abbondanza”
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E’ troppo bello per sperarci veramente. Temo che le forze del male che finora hanno governato il mondo profonderebbero ogni energia per impedire che questo si disintossichi dal veleno con cui è tenuto nello stato attuale. Una cosa come quella prospettata qui varrebbe a far prevalere gli ideali e l’azione politica dell’anarchismo sociale: davvero troppo bello per sperarci.
Bravi!
Con un “economicismo” che mostra le corde, ben venga ogni proposta alternativa, totale o parziale, reale o provocatoria.
Ora bisognerà trovare qualcuno che, abbandonando ogni linguaggio da guru, riesca a spiegare veramente di che cosa si tratta ai molti che, come me, sono privi di competenza specifica o di doti intellettive d’eccezione.
…nella storia le forse del bene si sono sempre contrapposte alle forze del male.
Anche nella questione monetaria, grandi uomini di valore, hanno combattuto per “il bene comune”, il loro errore è stato quello di pensare di aver vinto definitivamente la guerra. Il male ritorna sempre, è nostro dovere vigilare per sconfiggerlo!
Colgo l’occasione per commentare i tre posts che mi precedono - in questo unico post.
Sono lieto per la calorosa condivisione mostrata da Simone, Giuseppe e Gaetano per l’iniziativa dello SCEC.
Trovo peraltro motivo per sottolineare come:
1) a Simone: SENZA DUBBIO, i poteri forti profonderanno energie per IMPEDIRE che la collettività si disintossichi dalle tossine culturali che l’hanno ridotta nello stato in cui si trova;
2) a Giuseppe: la materia “sovranità monetaria popolare” - è purtroppo materia ostica a masticare e metabolizzare… L’articolo ne espone in modo già molto divulgativo gli aspetti pregnanti, e va ricollegato agli altri già pubblicati in precedenza (se si vuole avere un quadro appena appena sinottico della cosa).
Approfondire personalmente la conoscenza dell’argomento significa fare un primo passo verso la propria liberazione.
3) a Gaetano: A. Lincoln, JF Kennedy e tanti altri, NON HANNO MAI FATTO IN TEMPO - a pensare di aver vinto definitivamente la guerra.
Sono tutti (tutti) stati resi cadavere prima di iniziare la prima battaglia…
A tutti: il potere è tale nella misura in cui NOI lo rendiamo tale, con la nostra indifferenza, egoismo e paura. L’unione fa la forza. La consapevolezza collettiva fa l’unione. Di qualunque “cosa” vogliamo incolpare il Potere, non dimetichiamo MAI che siamo noi a darglielo, il potere di essere Potere. Usciamo dall’ipnosi, informiamoci, parliamone con le persone a noi vicine - che ne parleranno ad altre a loro vicine e così via fino a giungere ad una massa critica cosciente, e per ciò stesso imbattibile.
Il resto è nulla.