Titolare Bar “Vietato ai negri e agli irregolari” arrestato per spaccio di droga

22 Ottobre 2008 - Comunicazione, Democrazia, Legalità 

PADOVA - E’ stato arrestato in flagranza di reato per spaccio di droga Luigi D’Andrizza, titolare del bar «Alle 3 Botti», in via Buonarroti all’Arcella, salito alla ribalta della cronaca per aver esposto un cartello che vietava «l’ingresso ai negri, pregiudicati ed irregolari». Il cartello, aveva spiegato Andrizza, voleva essere una protesta contro un’ordinanza che aveva decretato la chiusura del locale per ragioni di ordine pubblico, anche perché ritenuto luogo di spaccio. Oggi l’arresto dell’esercente, dopo che i carabinieri hanno documentato con riprese filmate lo scambio tra D’Andrizza e un pusher nigeriano, anche lui finito in carcere, di 150 grammi di cocaina.

Il cartello di stampo razzista era stato subito rimosso dagli agenti della Digos. Ed era  finita nei guai anche la figlia del titolare del bar «Alle 3 Botti», Vincenza D’Andrizza, 25 anni, che materialmente aveva scritto le frasi provocatorie, poi esposte lunedì pomeriggio davanti al locale che riapriva dopo un mese di stop deciso dal questore Luigi Savina. Ma anche la madre potrebbe essere denunciata. L’ipotesi di reato è diffamazione dell’autorità di pubblica sicurezza.

«Vietato l’ingresso ai negri, irregolari e pregiudicati - era il testo vergato con un pennarello - Questo è quello che la legge vuole. Ex art. 100 (citando il testo unico di pubblica sicurezza)». Il cartello, provocatoriamente, citava gli avventori di colore solo per protestare contro controlli di polizia e chiusure. Ma tant’è. Forza Nuova ha preso la palla al balzo e ha annunciato «contro l’immigrazione clandestina a Padova», per sabato pomeriggio (ore 18), uno «spritz 100% padovano», invitando militanti e simpatizzanti forzanuovisti in «solidarietà con i titolari del bar». Che, per altro, sono rimasti un po’ spiazzati, dato che tutto si può imputare loro, meno che essere vicini alle posizioni dell’ultradestra padovana.

«Io non conosco Forza Nuova e non mi interesso di politica», aveva detto Luigi D’Andrizza. E aveva aggiunto: «Dico solo che quella di lunedì pomeriggio era una provocazione, che il mio locale è da sempre un locale multietnico e che se quelli di Forza Nuova vogliono venire come normali clienti insieme agli altri sono i benvenuti».

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