Fini: “Stazzema, una ferita dolorosa”. Ma tace sulle colpe dei repubblichini

13 Agosto 2008 - Dai movimenti 

Cinquecentosessanta vittime. In gran parte donne, bambini e anziani inermi. E’ questo lo straziante bilancio dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema avvenuto il 12 agosto 1944, quando quattro reparti di Ss appartenenti alla famigerata 16a Panzergrenedier Division raggiunsero le impervie montagne appena sopra Lucca guidati da un nutrito gruppo di collaborazionisti fascisti. Si trovarono di fronte madri incinta e neonati in fasce. La più piccola di soli venti giorni. Contro di loro mitragliatrici spianate senza alcuna pietà dopo ciniche disposizioni in file decrescenti in base all’altezza.

A sessantaquattro anni di distanza, il piccolo accorpamento di case che prende il nome di Sant’Anna ha accolto circa duemila persone accorse per commemorare e ricordare uno degli eventi più tragici dell’occupazione nazista in Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre. Perché la zona, qualificata come “bianca” e quindi considerata inoffensiva dallo stesso comando tedesco, era divenuta meta sicura soprattutto per gran parte degli sfollati scampati ai bombardamenti delle coste versiliesi. Innocenti che nulla centravano con la guerra. “Andammo in bocca al lupo” racconta una sopravvissuta con gli occhi lucidi di fronte all’enorme e plumbea lapide che raccoglie le centinaia di vite spente dalla furia nazifascista. Una rabbia e un’acredine frutto non solo degli ordini impartiti dal generale Kesserling, ma riconducibile probabilmente anche alla frustrazione per una Linea Gotica chiusa ormai tra i fuochi della guerriglia partigiana e l’inarrestabile avanzata degli Alleati provenienti da Sud.

“La brutalità e la fredda predeterminazione con cui le SS compirono l’eccidio costato la vita a 560 innocenti (tra cui tanti bambini e donne) – ha commentato un laconico presidente della Camera Gianfranco Fini nel messaggio inviato al sindaco di Stazzema Michele Silicani, in cui omette non si sa quanto inconsciamente le complicità nella strage delle forze repubblichine presenti nella zona e - rappresentano ancora oggi una ferita dolorosa”. Stazzema applaude, ma ricorda che con la chiusura della Procura Militare di La Spezia, che tanto si è battuta negli ultimi anni per gettare luce sulle stragi nazifasciste nascoste nel celeberrimo “armadio della vergogna”, si è posto l’ennesimo ostacolo al disvelamento degli orrori commessi e un ulteriore intralcio al normale corso di una giustizia già in ritardo di quasi settant’anni.

La cerimonia si è conclusa presso il suggestivo Monumento Ossario, dove ha preso la parola il sindaco di Stazzema, Michele Silicani. Chge ha invocato a gran voce la presenza in prima persona del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, già richiesta altre volte, e per ora sempre mancata: “Venga a vedere a Sant’Anna, proprio come a Marzabotto, a testimoniare la sua forza in uno dei luoghi cardine in cui sono realmente maturati la coscienza e i valori fondanti la Costituzione democratica repubblicana”. Ieri il capo dello Stato ha inviato una lettera ufficiale al primo cittadino, sottolineando come la commemorazione di quella strage “deve essere di monito a non dimenticare gli orrori della guerra e dell’odio tra i popoli e vale a spronare, anzitutto i giovani, a promuovere i valori della pace e della dignità della persona attraverso il dialogo, la tolleranza e la coesione sociale”. Per la visita in prima persona, tutto rinviato.

di Alessio Marri - Il manifesto

Commenti

3 commenti a “Fini: “Stazzema, una ferita dolorosa”. Ma tace sulle colpe dei repubblichini”

  1. Simone on 14 Agosto 2008 09:27

    Che schifo. Napolitano invita alla “coesione sociale” essendo il presidente di uno stato liberista. Lo spudorato Fini parla di “ferita dolorosa” da fascista riciclato qual è. Io non tanto mi meraviglio di questo, del fatto, cioè, che i potenti parlino di cose di cui dovrebbero tacere, ché queste stesse li mettono con le spalle al muro; io mi meraviglio del fatto che nessuno organizzi per occasioni del genere un bel gruppo di contestazione e urli contro questi loschi individui, questi sgherri del Capitale ciò che va loro detto. A quando un’organizzazione di questo tipo da parte “nostra”, da parte di chi sa come stanno le cose?
    Se il 2 agosto avessi gridato a Cofferati e a Rotondi che è ora si tolga la lastra tombale del segreto di stato da tutti quei fatti che costellano la storia della prima repubblica, non sarei forse stato preso per un pazzo? Sicuramente, e per di più avrebbero mandato i solerti esecutori dell’ordine a sincerarsi che non avessi più modo d’interrompere la sacra allocuzione. Ma se fossimo stati un bel gruppo, cosa avrebbero fatto? Un gruppo, dico, di persone informate sui fatti e disgustate dalla verminosa falsità della retorica di stato. A quando delle belle associazioni politiche extraparlamentari costituite dalla parte sana e vigile di questo paese? O vogliamo che a questi appuntamenti si presentino come unica voce fuori dal coro i ridicoli punk - a - bestia, con i loro fischietti da circo e gli slogan antifascisti? Lo stato liberista sa già che peso dare a questi cori di protesta, sa come screditarli immediatamente all’opinione pubblica. Se invece a questi appuntamenti ci presentassimo noi, quelli che leggono e si informano! Signor Chiesa, non possiamo lasciare a Grillo il monopolio della protesta civile, dobbiamo organizzarci!

  2. alberto gangalanti on 14 Agosto 2008 09:47

    Come potrebbe una Repubblica ,nata tra interessi di potere contrastanti e falso antifascismo,non avere un presidente come questo che non ha nessuna intenzione di rimescolare merde antiche e presenti?
    alberto gangalanti

  3. Sabrina Gigliotti on 15 Agosto 2008 10:35

    Con un governo come quello che abbiamo,non mi meraviglio che non sia stata ricordata come doveva la strage di Stazzema:solo la trasmissione”La storia siamo noi”ne ha parlato,e di mattina presto(gia’,perche’ spesso i programmi intelligenti ed interessanti vengono proposti o all’alba o a notte fonda).Napolitano si dovrebbe vergognare a non essere andato li’ alla commemorazione,anzi ci dovrebbe andare tutti gli anni..ma ormai anche lui e’ nel girone infernale di tutti quei papponi che purtroppo comandano.
    Grande Giulietto Chiesa!

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