Per coprire i buchi aperti con le promesse elettorali, il governo taglia i fondi sociali

4 Giugno 2008 - Attualità 

Il governo mantiene le promesse elettorali. E dunque via l’Ici e sgravi sugli straordinari (ma non per i dipendenti pubblici, per ora).
Nel bilancio dello Stato, si apre però una autentica voragine: mancano all’appello tre miliardi di euro, che l’esecutivo ha infine deciso come recuperare. Tagliando altrove, ovviamente. Basta scorrere il decreto legge 93 del 27 maggio pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale per capire come.
Accanto al dirottamento delle somme stanziate originariamente per infrastrutture in Sicilia e Calabria (1,3 miliardi, che saranno utilizzati per realizzare il ponte sullo Stretto), il decreto contiene un lungo elenco di autorizzazioni bloccate, ovvero lo stop ai stanziamenti che il precedente governo aveva deciso o nella Finanziaria (2007 e 2008) o nel cosiddetto decreto “milleproroghe”.
E sono tagli pesanti. Molti dei quali colpiscono il sociale.
Dunque abolito il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati (50 milioni), scomparsi gli incentivi per l’occupazione (55 milioni, per tre anni), affossato lo sport di cittadinanza (in tutto 95 milioni), ridotto il contributo al Comitato italiano paraolimpico (- 4 milioni, che sarebbero arrivati in tre anni) e quello a Telefono azzurro (1 milione e mezzo).
Ancora: non autorizzata la spesa per l’ammodernamento di quel colabrodo che ancora chiamiamo “rete idrica nazionale” (avrebbe dovuto avere 70 milioni in più) e quella per l’abbattimento degli ecomostri (- 15 milioni per tre anni).
Notevoli, e per certi aspetti poco spiegabili, anche i tagli al piano contro la violenza alle donne (tolti 20 milioni) e al fondo di solidarietà per i mutui prima casa (altri 20 milioni).
Tutti tagli dalla Finanziaria 2008. Come altri, che riguardano fondi dalla prospettiva anche più strutturale. Si tolgono, per esempio, in tre anni ben 353 milioni al fondo per la promozione del trasporto pubblico locale; 231 agli incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marittimo; 30 milioni alle infrastrutture ferroviarie; 10 al sostegno delle autostrade del mare. Infine si riduce di 60 milioni l’autorizzazione di spesa per la quota statale dell’8 per mille.
Per quanto riguarda il “milleproroghe”, si tolgono - fra l’altro - 14 milioni al fondo per le regioni con disavanzo sanitario e 48 al fondo ordinario delle università.

di Maurizio Regosa da www.vita.it

Commenti

3 commenti a “Per coprire i buchi aperti con le promesse elettorali, il governo taglia i fondi sociali”

  1. Luigi Villani on 4 Giugno 2008 22:42

    Era ovvio che per coprire il mancato introito dell’ICI avrebbero tagliato altrove spese e servizi utili. Visto l’attuale sistema coercitivo trasversale dell’informazione in Italia, nessuno lo saprà. Non sarà oggetto di dibattiti televisivi come invece è stato, per molti anni, il caso di Cogne ed altre nefandezze di scarso interesse sociale. Evviva Veltrusconi! Il buonista Veltroni e il furbo Berlusconi.

  2. ros on 7 Giugno 2008 21:22

    I furbetti della destra lavorano cosi’, in silenzio, senza trasparenza, senza interlocutori al di fuori dei loro referenti sociali. Confido nell’opposizione reale, composta da tutte le strutture, CGIL, CdB, Associazioni varie , nonchè da quelle rappresentanze, parlamentari e non, che hanno un senso della democrazia. A meno che, oltre all’abrogazione d’autorità dell’esito referendario dell’86, questo governo tenti di abrogare anche la repubblica, nata da un altro referendum.

  3. Marco on 25 Luglio 2008 21:39

    Questo governo è stato eletto da oltre il 60% degli italiani.
    Questo odio manifesto nei confronti della maggioranza degli italiani mi comincia a fare un pò paura.
    Sarebbe meglio tornare nuovamente a votare a settembre, con molta probabilità il centro destra potrebbe assestarsi oltre al 75% e potrebbe difendersi dal colpo di stato strisciante che i “poteri forti” (mafia, camorra, banche, sindacati e sinistra) vorrebbero attuare.

Vuoi commentare?