Non c’è pace per Rebecca, l’Anna Frank del popolo rom
23 Giugno 2008 - Attualità
È l’ennesima aggressione contro gli appartenenti a un’etnia sgradita, quella successa martedì a Milano alla piccola Rebecca Covaciu. La dodicenne, già simbolo dell’arte applicata all’intercultura, grazie ad un premio Unicef, non è nuova ai media. I suoi disegni che parlano della cultura del suo popolo sono esposti in un Museo d’arte contemporanea negli Usa.
Rebecca ha 12 anni e un grande dono: le sue piccole mani sono capaci di creare disegni meravigliosi, pieni di storia e passione. Rebecca ha dodici anni e una grande sofferenza: per lei e la sua famiglia non c’è mai pace. L’appartenenza a un’etnia oggi tanto odiata, temuta e vilipesa, quella dei rom, li costringe ad una vita in fuga da tutto e tutti.
Né il dono dell’arte né la sofferenza sembrano intenzionati ad abbandonare Rebecca Covaciu. La sua arte le ha permesso di ricevere, il 6 maggio scorso a Genova, il premio Unicef “Caffè Shakerato 2008”, la sofferenza si è “aggiornata” pochi giorni fa, martedì scorso, quando uscendo dalla sua tenda del microinsediamento rom in zona Giambellino a Milano, è stata aggredita brutalmente da due uomini. Italiani. Erano le otto del mattino, di una giornata come tante altre, almeno fino a quel momento. Fino all’aggressione di due italiani fra i 35 e 40 anni che, senza motivo, si sono scagliati su Rebecca e Ian, il fratellino quattordicenne, picchiandoli e insultandoli fino all’arrivo del loro papà. Ancora dolore per questa piccola donna dodicenne già definita dai giornali “la Anna Frank del popolo rom”. L’aggressione rappresenta un’altra sofferenza da buttar fuori con l’aiuto delle tempere. Quelle stesse che l’hanno portata a vincere il Premio interculturale sulla creatività espressiva e ad esporre i suoi disegni al Museo d’arte contemporanea di Hilo (negli Usa) come rappresentazione dell’arte dei rom in Europa.
Ma, fino a quando si può vivere una vita segnata da odio e persecuzioni? Rebecca l’ha chiesto direttamente al Parlamento europeo. Grazie a EveryOne Group (gruppo internazionale di cooperazione sul rispetto della cultura dei diritti umani) ha potuto girare una videointervista, “Cara Europa” un appello contro la discriminazione del suo popolo.
da Conbonifem.it
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Un commento a “Non c’è pace per Rebecca, l’Anna Frank del popolo rom”
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Salve,vorrei ricordare che le opere di Rebecca Covaciu sono esposte anche a Napoli,presso l’archivio storico di via Salita Pontenuovo,curate dall’ex Assessore Madaro e Laura Todisco del Gruppo EveryOne (e Watching the Sky)