No Tav: la lettera del capo gruppo del centro-sinistra indipendente
3 Luglio 2008 - Ambiente, Dai movimenti
Oggetto: Uscita dalla maggioranza del Consiglio di Comunità dei Consiglieri del Gruppo Indipendenti di Centro-Sinistra.
Gli ultimi accadimenti rendono del tutto evidenti e manifeste, anche per i pochi che avessero ancora qualche dubbio, le equivoche e ambigue posizioni, sulla questione TAV, assunte e portate avanti ormai da troppo tempo.
L’Osservatorio si è ancora una volta rivelato, dopo l’utilizzo per il dossier di richiesta di finanziamenti europei, lo strumento per la prosecuzione dell’iter di realizzazione della nuova linea ad alta velocità Torino - Lione, come da noi denunciato, insieme ad altri consiglieri e soprattutto da tanti valsusini.
Altro che pareggio dichiarato!
Lunedì 30 giugno, la notizia di apertura di televisioni, radio, giornali, è: “raggiunto l’accordo per la realizzazione dell’alta velocità Torino-Lione”, con particolare enfasi sull’assenso-consenso di tanti sindaci della Val di Susa.
Il trionfo della filosofia del dialogo, come affermato dal Ministro per le Infrastrutture e dei Trasporti, senatore Matteoli.
Naturalmente si continua ad affermare: << Non si è parlato di tracciati!>>.
Noi siamo convinti, aldilà di ogni ragionevole dubbio, che la linea coerentemente portata avanti da alcuni amministratori, nell’ultimo anno, risulta ambigua e determinata da scelte maturate in un percorso decisionale tutto chiuso in stretti e limitati ambiti decisionali (vedi l’esclusivo uso della conferenza dei sindaci e il totale non coinvolgimento del consiglio della Comunità Montana e dei Consigli Comunali).
Riteniamo che alcuni amministratori abbiano, nel loro modo di operare, disatteso il proprio programma elettorale che ribadiva la contrarietà ad ogni proposta di realizzazione di un nuovo tunnel e ad ogni ipotesi progettuale relativa alla costruzione di una nuova linea ferroviaria nella Valle di Susa.
Sono lontani e sbiaditi i momenti delle perentorie affermazioni dell’opzione zero e delle sette criticità, oggi nei punti d’accordo troviamo al punto 3 - 4° capoverso:
“Nell’Osservatorio si è registrato invece un orientamento unitario in materia di progettazione: la fase preliminare deve essere realizzata contestualmente per tutta la tratta della nuova linea Torino–Lione dal confine francese alla connessione con l’esistente linea AV/AC Torino-Milano”
e poi al punto 4 – 3° capoverso:
“In sintesi l’Osservatorio ha assunto come riferimenti da porre a base di una progettazione, unitaria e contestuale, … i seguenti punti:
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connessione interrata tra la linea “storica” e “nuova” nel nodo di Villarfocchiardo- Sant’Antonino-Vaie e conseguente galleria verso Susa …
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nodo di Susa con stazione internazionale e impianti vari … e conseguente sbocco della tratta italiana del tunnel di base …”
Queste sono affermazioni chiare su cui è difficile equivocare, ed il Governo saprà sicuramente interpretarle in modo efficace utilizzando al meglio, in particolare, gli allegati n.5 (Documento FARE del 17 giugno) e n.6 (Presentazione LTF del 18 giugno).
Il tempo, la storia, ripartirà noi tutti nelle caselle della coerenza, della ragione, della dignità, dell’ambiguità, della doppiezza, dell’opportunismo. “A ciascuno il suo”, affermava Sciascia.
Pertanto in un contesto economico ed ambientale del Paese, che non è certo migliorato nell’ultimo periodo, si possono solo confermare le ragioni del NO all’Alta Velocità ferroviaria.
Siamo quindi a ribadire il nostro fermo NO al tunnel di base e a nuove infrastrutture,
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per la loro inutilità di fronte alla riduzione dei traffici sulla direttrice Ovest- Est;
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per il crescente costo stimato, che non regge il confronto con quello sostenuto dagli altri paesi europei;
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per insostenibilità del territorio della valle ad una massiccia cantierizzazione;
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per la fragilità del territorio già fortemente antropizzato: a rischio sorgenti idropotabili ed irrigue, frane e smottamenti, interruzioni e turbativa delle falde anche del fondo vallivo;
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per la pericolosità derivanti dalla enorme movimentazione di materiale geologicamente intriso di uranio, radon ed amianto.
Forti del fatto che,
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l’attuale linea internazionale Torino–Modane non è satura ed offre ampie potenzialità;
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il quadro economico nazionale ed internazionale non ha prospettive rosee (vedi il petrolio);
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le tratte italiane iniziate, con ritardi di anni, sono da completare ed hanno sforato ogni preventivo di spesa;
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i danni ambientali sono talmente ingenti da non poter essere, in alcuni casi, neppure quantificabili;
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la cantierizzazione ha spesso inferto ferite insanabili sul piano ambientale e sociale;
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nelle attività connesse con le grandi opere è stata più volte denunciata dalla magistratura una costante infiltrazione mafiosa.
Vediamo purtroppo che è cambiato l’approccio di molti colleghi amministratori,
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riconoscendo un ruolo “super parte” al tavolo politico, con Governi che vogliono comunque fare l’opera;
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attribuendo una cieca fiducia nel “tavolo di concertazione” dell’Osservatorio, che ha predisposto gli scenari e le suggestioni del come farla;
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entrando nel Comitato di pilotaggio, dove la Provincia viene ad offrire le compensazioni spacciandole per interventi di sviluppo;
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chiudendo lo spazio di confronto tra amministratori alla “blindata” Conferenza dei Sindaci;
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iniziando concretamente, per alcuni, la campagna per le amministrative 2009 fondandola sull’ottimismo bipartisan del fare.
Noi non ci riconosciamo in questo cambiamento nell’agire politico-amministrativo, e quindi per rispettare l’impegno assunto verso i propri amministrati e la popolazione della Valle di Susa, che per anni ha lottato e crede nelle ragioni del NO TAV, riteniamo ormai superflue ed inutili le programmate verifiche di maggioranza e comunichiamo, con decorrenza immediata, la nostra uscita dalla maggioranza che La sostiene nel Consiglio di Comunità Montana.
Cordialità
Bussoleno, 1 luglio 2008
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Per il Gruppo Indipendenti di Centro-Sinistra
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Il capo gruppo - Mauro Rubella
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