No dal Molin, base Usa di Vicenza bocciata dal referendum autogestito

6 Ottobre 2008 - Ambiente, Dai movimenti, Democrazia 

La consultazione autogestita a Vicenza è per il ’sì’ all’acquisizione dell’area dell’aeroporto Dal Molin ad uso della città anzichè a base Usa. L’esito del voto, a spoglio in corso, secondo gli organizzatori appare scontato.

La consultazione, del tutto priva di ufficialità, si è tenuta per protesta, dopo che un referendum indetto dalla giunta guidata dal sindaco Achille Variati è stato bocciato dal Consiglio di Stato.

Sono stati 24.094 i cittadini che a Vicenza si sono recati ai gazebo per partecipare alla consultazione autogestita sull’allargamento della base Usa all’aeroporto Dal Molin. Si tratta, in termini percentuali, del 28,5% degli aventi diritto al voto, che erano 84.349. Lo spoglio - secondo gli organizzatori dei comitati contro la realizzazione della nuova base americana - ha fatto emergere che il 95% dei votanti si è detto favorevole affinchè l’area dell’aeroporto venga utilizzata dalla città e non sia trasformata in base militare.

Le operazioni si sono tenute in 32 gazebo nei pressi di quelli che avrebbero dovuto essere i seggi ufficiali. I cittadini hanno trovato urne e schede del tutto uguali a quelle fatte stampare, inutilmente, dal comune. A controllare le operazioni di voto circa 500 volontari tra scrutatori e presidenti di seggio.

Tra i primi ad essere contenti Cinzia Bottene, consigliere comunale e leader dei ‘No Dal Molin’ che ha detto che il voto è stata “un’ottima risposta di partecipazione e democrazia a chi voleva imporre con l’autoritarismo scelte che riguardano il futuro della comunità locale vicentina”.

Per Variati, che si è presentato al gazebo di prima mattina come un’anziano da poco divenuto centenario, il voto è stato “uno straordinario esempio di democrazia”. L’afflusso al voto, per il sindaco, ha dimostrato la volontà di esprimersi dei vicentini sui destini della propria citta’. E’ un messaggio, per Variati, che è andato oltre Vicenza e si è rivolto “all’intero Paese” facendo capire “quanto sia sbagliato non permettere alla gente di esprimersi su ciò che li riguarda”.

“Il quesito - ha sottolineato Variati - mette al centro non problemi di natura militare o legati a patti internazionali ma il destino di un’area verde che riguarda una città’. “Uno spazio di pregio ambientale - conclude - a ridosso di Vicenza che è il più grande del genere in Italia”.

Il Governatore del Veneto Giancarlo Galan ha criticato invece, anche oggi, l’iniziativa ed ha parlato di “scorrettezze politiche sostenute dal sindaco Variati e del ‘No dal Molin’ sottolineando che “dalla trappola dell’imbroglio referendario si è tenuta lontana la stragrande maggioranza della cittadinanza vicentina”.

Pressochè in silenzio, oggi, i favorevoli alla base Usa. Ad intervenire è stato solo Silvano Giometto, del Comitato per il ‘Sì’ al Dal Molin che, bocciato il “referendino fatto in casa”, ha chiesto ai cittadini di attivarsi per sfiduciare il sindaco anche alla luce dei “costi inutili” e degli “sprechi della consultazione” bocciata dal Consiglio di Stato.

da www.rainews24.it

Commenti

Un commento a “No dal Molin, base Usa di Vicenza bocciata dal referendum autogestito”

  1. Paoluccio Anafesto on 6 Ottobre 2008 08:46

    Galan ha gettato la maschera e si è dimostrato il quisling infame che è!
    Poi ci sono i leccaculo, schiavi senza dignità, intelligenza e senza spina dorsale che vendono il futuro dei loro figli per un piccolo vantaggio immediato.
    Con questi quisling farabutti l’Italia difficilmente potrà risollevarsi!
    Per coloro non ancora convinti di essere ripiombati in un regime becero-fascista, posso ricordare che 70 anni fa eravamo servi dei nazisti del reich, oggi siamo servi dei neonazisti a stelle e strisce!
    Altro che sfiduciare Achille Variati, che dignità e coraggio ha dimostrato di possedere!
    Cacciamo questi quisling infami dal parlamento e da tutte le sedi istituzionali, siamo italiani perdio e vorremo anche poterne essere fieri!
    Una volta avevamo politici come Pertini, Berliguer, Moro, Longo ecc.. con i quali si poteva anche non essere allineati, ma che avevavo il rispetto di tutte le persone oneste, ora la desolazione : opportunisti, mafiosi, doppiogiochisti, nani, ballerine, cialtroni di ogni tipo e risma a cominciare proprio da quella Lega Nord che qualche lustro fa sbraitava “Roma ladrona”!
    Forse non aveva tutti i torti chi ha parlato di Cloaca Massima … dal di dentro forse i miasmi sono tali che la verità qualche volta viene a galla!

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