L’Europa critica la posizione “confusa” del governo italiano sul paccheto clima
La relatrice dell’Europarlamento per la parte più importante del pacchetto Ue su clima ed energia, l’irlandese Avril Doyle, ha criticato il governo italiano per le sue posizioni “confuse” contro il pacchetto stesso.
“Il contributo dell’Italia a tutto il dibattito europeo sul pacchetto contro il cambiamento climatico è fonte di confusione ed e’ molto difficile da comprendere”, ha detto la relatrice. “Sono cosciente del fatto che c’e’ stato un cambio di governo in Italia, e d’altra parte io appartengo allo stesso scheramento politico (il Ppe, ndr) del premier Berlusconi. Ma è difficile capire - ha spiegato Doyle - quali siano le vere preoccupazioni del governo italiano”. Perche’, ha rilevato, i suoi esponenti “dicono di non voler mettere in causa gli obiettivi del pacchetto Ue (la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, l’aumento del 20% dell’efficienza energetica e l’aumento al 20%della quota di energie rinnovabili nel consumo energetico finale, ndr), ma poi si oppongono a tutto e non suggeriscono alternative.
Insomma, non sappiamo - ha osservato la relatrice - che cosa vogliano esattamente”. Tuttavia, ha continuato Doyle, “contiamo di vedere delle chiarificazioni delle posizioni italiane nelle prossime due settimane, cosi’ come sta avvenendo per le posizioni tedesche”.
Gli interventi italiani nel dibattito sono “fonte di confusione” anche per un altro aspetto, ha aggiunto l’europarlamentare irlandese: quello relativo all’attuale crisi finanziaria, e ormai anche economica, che secondo Confindustria e il governo di Roma dovrebbe indurre l’Ue a rivedere le proprie ambizioni sul clima.
“Il pacchetto che stiamo negoziando - ha osservato Doyle - riguarda il periodo post-Kyoto, dal 2013 al 2020, e noi siamo fiduciosi che i nostri governi riescano a risolvere la crisi e tirarci fuori dai guai prima del 2013. Ma l’Italia fa confusione fra i due piani”, quello della crisi attuale e quello dell’azione successiva al 2012. Le preoccupazioni riguardanti la crisi sono “legittime”, ma, ha sottolineato la relatrice dell’Europarlamento, “abbiamo quattro anni e mezzo per uscirne”.
Per il mondo, ha concluso, “la priorità numero uno resta il cambiamento climatico, e retrospettivamente la crisi attuale rappresenterà una piccola cosa rispetto a questo”.
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Un commento a “L’Europa critica la posizione “confusa” del governo italiano sul paccheto clima”
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Trovo veramente paradossale che le posizioni di Europa e Italia vengano ad essere in questa fase talmente distanti che la relatrice dell’U.E. ben riassume in quella domanda retorica: non capiamo la posizione dell’Italia.
Ovviamente sia la Doyle che Almunia che tutti i rappresentanti europei sin qui costretti a intervenire sull’inaudito attacco portato al ‘pacchetto clima’, e conseguentemente, alla stessa Unione, usano il linguaggio della diplomazia.
Tale linguaggio, che non sembra molto congeniale ai nostri attuali rappresentanti, fa definire, ad esempio, ‘incomprensibile’ la linea italiana.
Per parte nostra, sappiamo bene quale sia la linea italiana e, grosso modo, a cosa mira. E’ la linea dettata dall’attuale pool di Confindustria e fatta propria, tout court, dal capo di governo e dalla sua funzionaria incaricata all’ambiente: una linea che nasce in ambienti insensibili e sprovveduti della benche’ minima cognizione ecologica ma che è anche sbagliata dal punto di vista industriale, talchè fa inorridire i politici europei che , essendo persone serie, sono costretti a confrontarvisi.