Il ruolo dei media
16 Luglio 2008 - Dai movimenti
Prima di chiudere con i riferimenti biblio/sitografici, vorrei accennare al ruolo dei media come veicolo preferenziale tramite cui convincerci della bontà e necessità degli OGM.
Che le coltivazioni GM abbiano già fatto molti danni alle colture tradizionali è un dato di fatto, ma TV e giornali preferiscono soprassedere a questo genere di notizie.
Grande e roboante spazio hanno invece i guru del “progresso scientifico” che periodicamente (anzi, con cadenza oltremodo sospetta, se ci si fa caso) istruiscono la popolazione sui vantaggi degli OGM: sarà il paradiso in terra, niente più fame ne’ guerre ne’ carestie.
Solo pace universale grazie ai progressi apportati dalle biotecnologie degli OGM: un mondo idilliaco ed edulcorato, in cui i santoni del biotech si scordano sistematicamente di annoverare una serie assolutamente trascurabile di sottigliezze, quali l’affossamento della biodiversità, l’aumento vertiginoso di allergie e intolleranze verso una quantità crescente di alimenti e materiali, la mancanza di dati che certifichino la stessa sicurezza degli OGM, l’aumento della quantità di pesticidi usati, la comparsa di parassiti vegetali e animali resistenti alle varie forme di antiparassitari ed erbicidi…
Piccolezze, s’intende.
Così come sottile è pure l’atteggiamento dei media verso i critici degli OGM (per “critico” intendo genericamente chi si pone domande e vuole indagare evitando di bersi passivamente ogni notizia e commento che esca dai media).
Se un Veronesi dichiara a gran voce che il basilico usato da secoli dalle massaie genovesi è cancerogeno, mentre il biotech può produrre del sano basilico che non crea problemi, questa è “informazione”, è “cultura” e “progresso”.
Se io cerco di mettere in luce i punti oscuri del biotech faccio “terrorismo psicologico” (nonché diffondo pericolose bufale).
Ma il fatto è che uno che dice certe cose sul basilico e sugli OGM mentendo spudoratamente (12), a casa mia non è un guru da seguire a occhi chiusi, ma un semplice disinformatore, e financo -ebbene sì- uno che fa vero “terrorismo psicologico”.
Curioso, in effetti, come i termini possano venir usati per indicare una cosa e al contempo il suo esatto contrario.
In conclusione, pur volendo sorvolare sui pericoli per la salute umana, ancora in gran parte sconosciuti per via della mancanza di fondi a sostegno di ricerche in questo senso, resta un fatto certo:
nessuno può impedire la spontanea diffusione degli OGM in natura.
E la biodiversità -la “cassaforte genetica” che assicura il futuro della vita sulla Terra- va a farsi benedire.
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