I processi e le promozioni
8 Aprile 2008 - LegalitÃ
Se ai venticinque imputati tra i manifestati accusati di devastazione e saccheggio si parla di una pena variabile tra i sei anni e i sedici, i quarantanove agenti dell’ordine sotto inchiesta per reati che vanno dall’abuso d’ufficio a lesioni volontarie si prospetta una comoda quanto paradossale prescrizione. Infatti non esistendo in Italia il reato di tortura ma solo la ratifica di norme europee non vincolanti il codice penale del Bel Paese, i processi per “il girone infernale” di Bolzaneto e gli altri procedimenti serviranno probabilmente solo a stabilire una memoria storica di quanto veramente avvenuto in quei tragici giorni a Genova.
Grazie invece ai brogliacci delle intercettazioni telefoniche effettuate sulle chiamate intercorse tra Francesco Colucci, ex questore di Genova, Spartaco Mortola, ex capo della Digos di Genova, e l’ex capo della Polizia Gianni De Gennaro, si è arrivati all’incriminazione dei tre per falsa testimonianza. False testimonianze rilasciate per coprire la sciagurata irruzione alla Diaz e la tragicomica vicenda delle molotov sequestrate di giorno e portate nella scuola a giustificante della brutalità dell’intervento.
Ma se i magistrati tentano di svolgere le loro funzioni nel rispetto dei valori democratici e costituzionali, le reti di solidarietà riscontrate e la serie desolante di promozioni tra i personaggi delle forze dell’ordine imputate per gravissimi reati, sembrano aver contribuito ad indebolire l’azione giudiziaria.
 Â
Le scandalose promozioni:
1) Gianni De Gennaro, capo della polizia dal 2000, indagato al processo Diaz per induzione alla falsa testimonianza, nel 2007 diventa capo di gabinetto del ministro dell’Interno Giuliano Amato e all’inizio del 2008 è nominato commissario straordinario per l’emergenza rifiuti in Campania.
2) Francesco Gratteri, imputato al processo Diaz, capo dello Sco, nel 2007 è divenuto capo del Dipartimento nazionale anticrimine. Il suo vice all’epoca del G8, Gilberto Caldarozzi , imputato Diaz, gli è succeduto come direttore dello Sco.
3) Giovanni Luperi, imputato Diaz, nel 2001 vice capo dell’Ucigos, è dal 2007 capo del dipartimento analisi dell’ex Sisde.
4) Spartaco Mortola, imputato Diaz, già capo della Digos di Genova, è vice questore vicario di Torino.
5) Filippo Ferri, imputato Diaz, già capo della squadra mobile della Spezia, ora ricopre lo stesso incarico a Firenze.
6) Vincenzo Canterini, imputato Diaz, già capo del VII reparto mobile di Roma, è divenuto vice questore ed è impegnato in Romania in una struttura investigativa internazionale.
7) Fabio Ciccimarra, imputato Diaz e anche al processo a Napoli per gli abusi nella caserma Raniero (durante le manifestazioni del marzo 2001), già commissario capo a Napoli, è ora capo della squadra mobile di Cosenza.
8) Alessandro Perugini, imputato per Bolzaneto e per il calcio in faccia a un minorenne già arrestato e picchiato, da vice capo della Digos è divenuto vice questore.
9) Oronzo Doria, imputato per Bolzaneto, già colonnello di polizia penitenziaria, è divenuto generale.
di Alessio Marri
Commenti
2 commenti a “I processi e le promozioni”
Vuoi commentare?

Siamo in Italia, un paese culturalmente clientelare, mafioso, massonico. Non esiste meritocrazia, non esiste la legalita’ ne’ tantomeno la giustizia.
“Cosi’ e’ se vi pare”, altrimenti cambiare aria… La scandalose promozioni altro che non sono la cartina di tornasole del nostro paese, un po’ come lo scandalo, P2, Cirio, Parmalat, per non parlare della nostra classe politica che invece di nascondersi, si mostra alle tv ed alloggia in parlamente, sebbene almeno il 10% di loro potrebbe tranquillamente alloggiare a Regina Coeli o a San Vittore.
Per ora il popolo italiano e’ in letargo: speriamo che al risveglio non sia compromessa la possibilita’ di cambio. “Diritto che non si difende, e’ un diritto che si perde”: non siamo capaci nemmeno di difendere la nostra liberta’!
Gianni
La cosa che sconcerta maggiormente, a fatti purtroppo avvenuti, è stata ed è tutt’ora la NON REAZIONE collettiva, nonchè di tantissimi osservatori stranieri presenti al massacro di manifestanti, in quel famigerato luglio 2001 a Genova.
Per la prima volta, nella storia di conflitti sociali fra poliziotti e manifestanti , i mezzi di comunicazione hanno potuto, filmare praticamente dall’interno della manifestazione, l’ escalecion di prevaricazione , violenza nei confronti di una massa inerme, tutto ciò condotto con precisa regia operazioni di guerriglia contro liberi cittadini nell’esercizio di diritti costituzionali come appunto l’espressione di dissenso politico.
Eppure sembra che l’aver potuto vivere da dentro, anche se solo guardanto i servizi giornalistici e le decine e decine di filmati , una tale esperienza di violenza e aggressione perpretata da parte delle forze di polizia, nei confronti di manifestanti di ogni età ,sesso,orientamento politico, abbia anestizzato tutta l’Italia e il senso comune di ciò che è lecito da ciò che , mai, può esserlo:
L’ABUSO DI POTERE con l’unico fine la VIOLENZA FISICA.
E’ come se avessimo rimosso collettivamente una brutta storia di cui ancora oggi , a distanza di 7 anni siamo traumatizzati.
Dobbiamo prendere coscienza che dal giorno dopo, quel luglio 2001 l’Italia e gli italiani non sono più come prima.
Dobbiamo prendere atto che abbiamo assistito alle prove generali di un attacco tipicamente fascista di repressione delle libertà costituzionali.
Il continuare a far finta di nulla, o quasi, darà l’illusione a chi detiene le redini del potere in Italia, di poter osare anche di più per quanto attiene alla limitazione delle libertà sociali e politiche.
Ed è in quest’ottica-cieca che si possono capire le “promozioni” .