G8, una democrazia calpestata
8 Aprile 2008 - Legalità
E’ stato il G8…
…di centinaia di migliaia di persone venute da tutto il mondo per manifestare pacificamente.
…di un gruppo politico anarchico denominato Black Block tanto ambiguo per i suoi aderenti quanto violento.
…di decine di cortei in cui si e’ cantato, ballato e riso, tutto in nome della giustizia sociale.
…di un movimento contro la globalizzazione in piena ascesa che spaventava governi e istituzioni.
…di una zona rossa inaccessibile, una gialla ipercontrollata dalle forze dell’ordine e una bianca lasciata in mano a chiunque volesse distruggere e danneggiare. L’enorme zona bianca parla di una Genova totalmente incustodita.
…di minoranze che assalgono vetrine, banche e incendiano auto e negozi assolutamente indisturbati.
…di un esperimento repressivo cominciato nel marzo 2001 a Napoli e tutt’ora in corso.
…della polizia italiana presa a modello dai militari americani per spiegare agli iracheni il controllo dell’ordine pubblico in una “democrazia”.
…di un sistema mediatico pronto a inquadrare le vetrine in frantumi e spegnere la telecamera di fronte alle violenze della polizia e dei carabinieri.
…della giornalista Ilaria Cavo, che grazie alla sua 24ore non stop sui fatti di Genova, si e’ vista premiare con la medaglia della disinformazione da Bruno Vespa. Promossa a Mediaset, oggi e’ libera finalmente di speculare sui morti della cronaca nera con libri e trasmissioni.
…della carica totalmente illegale al corteo autorizzato delle tute bianche a Via Tolemaide, del massacro a freddo dei giovani della rete cattolica Lilliput a Piazza Manin.
…di tutori dell’ordine e manifestanti che si lanciano pietre.
…di lacrimogeni sparati ad altezza uomo, di armi improprie in mano ai carabinieri, di cariche effettuate con blindati lanciati a folle velocità sulla folla..
…di manifestanti che reagiscono agli attacchi, di barricate e scontri in strada.
…di cariche di inaudita violenza effettuate bloccando tutte le vie di fuga.
…di forze dell’ordine che si accaniscono in decine contro singoli manifestanti.
…di anziani con il volto ricoperto di sangue a cause delle manganellate prese.
…di un video che riprende un cordone di finanzieri insultare pesantemente senza motivo manifestanti passati al loro interno.
…di un’intervista a una giovane ferita che alle domande di un giornalista risponde che tra correre il rischio di un embolo e quello di andare in ospedale e finire in questura dove potrebbero continuare i pestaggi, afferma di preferire l’embolo.
…dell’allora Ministro degli Interni Claudio Scajola che ordina di sparare a chi oltrepassi la zona rossa.
…di venti colpi di pistola accertati tutti sparati al di fuori della zona rossa.
…di un totale disordine che scaturisce da Via Tolemaide che mette a repentaglio gli stessi carabinieri. Tanto da permettere ai manifestanti di assalire una camionetta in fuga.
…di due spari che colpiscono in volto un giovane con in mano un estintore.
…di un carabiniere di leva costretto ad assumersi responsabilità che probabilmente non sono neanche sue.
…di una pietra presa e spaccata sulla fronte del cadavere di Carlo Giuliani per permettere al vicequestore Adriano Lauro di inscenare di fronte alle telecamere una performance da Oscar del cinema e accusare un manifestante dell’omicidio di Carlo.
…di un’ingiustificata perquisizione in una scuola dormitorio tramutatasi in “macelleria messicana” come dichiarato dall’ex vicequestore Michelangelo Fournier.
…di molotov e spranghe fatte passare ingannevolmente come reperti sequestrati.
…di responsabili al comando della polizia che tentano di accreditarsi presso il nuovo governo di centro-destra a colpi di raid antidemocratici.
…di arrestati e arrestate condotte nella caserma di Bolzaneto, paragonata dalla stampa alle stanze della tortura del regime argentino, costretti a subire vessazioni di ogni tipo.
…di Roberto Castelli, un ingegnere meccanico nominato Ministro di Grazia e Giustizia sotto il secondo governo Berlusconi, che si reca alla caserma di Bolzaneto senza accorgersi di nulla.
…di centinaia di video e registrazioni che parlano di una democrazia calpestata.
…di processi che non vedono coinvolto neanche un Black block, mentre venticinque manifestanti rischiano fino a dieci anni di carcere per reati come devastazione e saccheggio.
…di un sistema legislativo italiano che non prevede il reato di tortura e permetterà ai carabinieri e poliziotti incriminati e riconosciuti colpevoli di godere della più totale impunità grazie alla prescrizione.
…di un governo di centro-sinistra che non ha avuto il coraggio e alcun interesse ad aprire una commissione d’inchiesta parlamentare per accertare responsabilità politiche di un’altra delle infinite pagine oscure della storia della repubblica italiana, quelle che lasciano un buco nello stomaco e rappresentano un ulteriore smacco ai valori della costituzione antifascista.
di Alessio Marri
Commenti
2 commenti a “G8, una democrazia calpestata”
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non penso si sapra mai la verita e giustizia per i fatti di genova 2001…
c ero…..ricordo…….e rivendico…
cristian g8/2001/genova…../
venite…. http://www.myspace.com/mrfloyd63….
si auto organizza anti g8 maddalena 2009..
siete tutti i benvenuti..
accettiamo consigli,e strategie..
sempre resistenzaaa…………