El Pais, la Ue approva direttiva che permette una settimana lavorativa di 60 ore
Grazie a Berlusconi e Sarkozy, l’Europa intera sta per assestare un duro colpo al diritto sociale ponendo fine al tetto massimo delle 48 ore lavorative settimanali, tetto approvato dall’Organizzazione Internazionale dei Lavoratori nell’anno 1917.
I Ministri del Lavoro dell’Unione Europea hanno approvato all’alba del 10 giugno in Lussemburgo la proposta della Presidenza slovena che permetterà di portare il tetto massimo vigente per la settimana lavorativa, da 48 ore fino a 60 in generale e 65 per alcune categorie come i medici.
L’ultraliberalismo che ha esercitato l’Inghilterra a far luogo dal 1993, che permette ad ogni lavoratore di poter “liberamente” patteggiare con il titolare dell’Azienda il tempo di lavoro, sta per essere convertito in norma europea. In ogni caso, la direttiva dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo. L’iniziativa di portare in avanti il tetto orario della settimana lavorativa era ferma da tre anni per l’opposizione di Paesi come la Francia, la Spagna e l’Italia, principalmente, che tenevano fermo il provvedimento.
Con il ritorno di Silvio Berlusconi al potere, l’Italia fu la prima ad abbandonare il fronte della difesa del diritto sociale. Poi, il Presidente francese Nicolà s Sarkozy, e il Premier inglese Gordon Brown hanno concordato che in cambio dell’appoggio dell’Inghilterra sulla riforma delle agenzie di collocamento del lavoro precario, altro provvedimento in discussione negli stessi tempi, la Francia appoggerebbe l’aumento del tetto delle ore settimanali. La Spagna, al contrario, mantiene il suo rifiuto alla direttiva.
Secondo il Ministro del Lavoro, Celestino Corbacho, “si può supporre un regresso sociale”. Con la nuova direttiva sul tempo di lavoro si annulla la libertà di scelta del lavoratore in materia di tempo lavorato. Gli Stati membri potranno modificare la propria legislazionee permettere che i lavoratori concludano accordi individuali con gli imprenditori in materia di tetto massimo settimanale di ore lavorative, fino ad un massimo di 60 ore per tutti e di 65 in casi speciali come i medici.
Questo tetto si calcola sulla media del trimestre, il che significa che i tetti settimanali massimi potranno raggiungere le 78 ore lavorative. Alessandro Cercas, eurodeputato socialista, considera che la direttiva “attua di fatto un gravissimo regresso nel quale il diritto al lavoro si trasforma in una merce”. “E’ un pericoloso precedente”, aggiunge, “che dopo si potrà applicare ai salari ed alle condizioni d’igiene [e alla sicurezza sul lavoro e ad ogni altro diritto di chi lavora e apre la porta a social dumping”. Secondo Cercas, “lasciare che il lavoratore possa patteggiare da solo con l’imprenditore significa rinunciare a tutto il cammino legale e di lotta sociale collettiva”.
La direttiva dell’Unione Europea permetterà che il tempo d’attesa delle guardie mediche non si aconsiderato tempo di lavoro, contrariamente a quanto ha sentenziato il Tribunale di Giustizia della UE. La Confederazione statale dei Sindacati Medici ha avvertito che se la direttiva verrà approvata potrebbe essere organizzato uno sciopero in tutta Europa.
di Andreu Missé - El Pais
Segnalazione a cura di Marco Cappelli
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