Economia, la catena della nostra schiavitù si allunga di un altro anello

5 Dicembre 2008 - Attualità 

La catena della nostra schiavitù si allunga di un altro anello. Mr Tremonti ha infatti annunciato che:
1) le banche potranno emettere obbligazioni convertibili che bankitalia spa riconoscerà come rafforzamento del patrimonio; in altre parole, ancora una volta ed una volta di più i nostri redditi saranno decurtati da (supposti) debiti altrui, ma che si trasformeranno in reali debiti nostri; il colmo è che dovremo indebitarci per “salvare” le banche che ci “presteranno” ancora una volta ed una volta di più i soldi nostri (per “salvare” loro), quella moneta che noi e solo noi carichiamo di valore con il nostro lavoro, le nostre fatiche, i nostri rischi; in pratica, noi dovremo “salvare” il sistema bancario che è la causa primaria dei nostri mali; il fatto che Bankitalia spa “riconoscerà le obbligazioni convertibili come rafforzamento del patrimonio” è la ciliegina sulla torta di questa ennesima soverchieria (vedi elenco dei “partecipanti al capitale” di bankitalia spa - tutti i maggiori gruppi bancari italiani e non solo, buona parte dei quali già controllati da partecipazioni estere - elenco tratto dal sito ufficiale dell’Istituto di Via Nazionale, seguendo questo link:http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti/Partecipanti.pdf); Bankitalia spa, in pratica, “sovrintenderà” ancora una volta ed una volta di più l’ulteriore arricchimento dei propri soci - a spese dei cittadini;

2) le risorse per tale capitalizzazione proverranno da risparmi sulle spese per le missioni dei ministeri, proverranno dal 5 per mille del reddito dei cittadini, ma soprattutto proverranno dall’emissione di titoli di debito pubblico, ovvero dalle nostre tasche; tenendo conto del fatto che i titoli di debito pubblico non possono mai venire interamente ripagati (così è stato fino ad oggi), ma vanno solo e sempre ad aumentare il debito pubblico appunto - innescando la perversa spirale che ingrassa bankitalia spa ed i suoi soci, in prima istanza, e tutto il sistema bancario subito dopo - tenendo conto di questo, il “salvataggio” operato da Mr Tremonti altro non è per noi cittadini che un’ulteriore spinta verso il baratro della schiavitù. E non pensiamo che UolterUeltroni&C. avrebbero fatto di meglio;

3) i suddetti bond bancari non hanno diritto di voto (che non si sa mai), e (ma) potranno essere, su richiesta della banca “emittente”, convertiti in azioni ordinarie; previo l’ok di Bankitalia la banca emittente potrà decidere di rimborsarli o riscattarli (chi glielo farà fare? convertire obbligazioni e riscattare azioni che non hanno diritto di voto…);

4) con le misure di Mr Tremonti, inoltre, viene abolito il limite minimo del 30% dei voti dei soci necessario perchè l’assemblea possa decidere azioni di difesa rispetto ad offerte pubbliche di acquisto: anche un solo socio, da oggi - potrà decidere di “non gradire” una certa OPA (ma di ben gradirne un’eventuale altra); è facile immaginare come la proprietà della maggioranza del nostro intero sistema bancario (assieme al controllo di bankitalia spa stessa, quindi) - naturalmente per “buoni motivi” - passerà definitivamente e molto presto in altre mani, verosimilmente straniere (già oggi sia Francia sia Inghilterra possiedono partecipazioni molto molto importanti nei principali gruppi bancari italiani - già titolari di importanti quote in bankitalia spa);

5) l’anello si chiude con la decisione di abolire il tetto del 15% alla partecipazione banche-imprese (peraltro già “autoimposta” tramite specifica direttiva UE, che imponeva di adottare tale decisione entro il marzo 2009; l’Italia l’ha così ratificata per ultima); la commistione fra economia e finanza sarà così più che mai robusta ed addirittura lecita; a questo aggiungiamo le normative sul lavoro (tutti precari), aggiungiamo le spaccature sindacali che si stanno delineando con motivazioni varie (anche la farsa della difesa dei diritti dei lavoratori sta per terminare), aggiungiamo la “privatizzazione” dell’acqua, aggiungiamo il sonoro silenzio che sta seguendo il rifiuto del Trattato di Lisbona da parte dell’Irlanda, ed aggiungiamo tutti quei segnali, tutti quei comportamenti, tutti quei provvedimenti che comportino conseguenze per la vita quotidiana e per il nostro benessere collettivo (disinvestimenti nelle infrastrutture al sud, nelle spese per la scuola e per gli organi di polizia, etc etc etc) - e chiediamoci: dove ci stanno portando?

In pratica, salvo sorprese, si sta delineando la stessa (oggi a tutti nota) situazione che portò alla famosa manovra speculativa sulla Lira di Soros, alla svalutazione della nostra moneta ed alla svendita di gran parte del capitale pubblico italiano nel 1992, quando al largo di Civitavecchia - a bordo del Britannia -, tutti ospiti della Regina d’Inghilterra, alcuni personaggi della Finanza italiana ed internazionale concordarono modalità e tempi per la cessione di molti dei nostri beni pubblici.

La differenza sta nel fatto che ’stavolta la Corona inglese non deve più neppure scomodare il proprio panfilo e, soprattutto, la differenza sta nel fatto che al termine delle sudette operazioni di devastazione, della residua sovranità del popolo italiano rimarrà ben poco.

Che fare? Parlarne, gente. Parlarne. Parliamone fra di noi, fra tutti. Documentiamoci. Smettiamola di girarci dall’altra parte. Smettiamola di attendere che la salvezza venga da fuori o parta dagli altri. Tutti abbiamo bisogno di tutti. Siamo tutti proletari, in questo momento - e se non la smettiamo di dividerci, coloro che ne hanno interesse e possibilità ci ridurranno in uno stato di soggiacenza sempre più pesante ed irrimediabile.

di Marco Cappelli

Commenti

2 commenti a “Economia, la catena della nostra schiavitù si allunga di un altro anello”

  1. antonio gerra on 6 Dicembre 2008 11:04

    Caro Cappelli,
    leggo sempre con molta attenzione questo blog e con i miei contatti cerco, tutti i giorni, di sparare ai quattro venti le importanti notizie che vi si pubblicano-
    Ora le informazioni cominciano a circolare ma, spesso, i destinatari hanno quasi il timore di prendere atto che la situazione italiana e mondiale è di una gravità assoluta- Mi rivolgo spesso ai giovani e dico loro di prendere in mano il proprio destino- La sensazione che ho è un diffuso disorientamento, della serie :
    Si , tutto quel che dici è vero, ma che faccio, da dove comincio ?
    Quasi che stiano cercando ( non fra loro ) punti di riferimento fra le generazioni dei 50-60 ed oltre-
    Su Grillo appaiono sempre più spesso intenti (aperti) di rivolta(rivoluzione ?), mentre nel resto dei blog si è ancora in una fase di analisi e ricerca di coordinamento in chiave di opposizione politico/democratica-
    Per la mia esperienza ( degradando le cose) sono “forzatamente” indotto a pensare che l’opzione più probabile sarà, giocoforza, quella dei “grillini”-
    D’altra parte , nessun segnale di cambiamento dobbiamo registrare nella classe politica- Neppure dopo tanti saggi che hanno messo a nudo le devastazioni che le CASTE stanno perpetrando ai danni della Nazione !
    ADELANTE PEDRO, CON JUICIO !
    Saluti
    antonio gerra

  2. fabrizio on 18 Dicembre 2008 19:14

    parliamone è quantomai opportuno

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