Domenica 22 giornata mondiale di sciopero della fame contro lo scudo missilistico

19 Giugno 2008 - Dai movimenti, Diritti umani 

Presentato come un sistema di difesa contro i possibili attacchi dei missili iraniani, il progetto statunitense dello “Scudo spaziale” è in realtà un’arma di offesa che mira al controllo globale ed alla militarizzazione dello spazio. Il progetto è avvolto in un alone di mistero, con accordi segreti tra gli Stati Uniti e vari paesi europei, tagliando fuori l´opinione pubblica e gli stessi Parlamenti. L´Europa non è riuscita a dare una risposta unitaria, coerente e nonviolenta alla politica aggressiva degli Stati Uniti e questa sua inerzia ha contribuito a spingere la Russia e la Cina, che si sentono direttamente minacciate dal progetto americano, sulla strada del riarmo, ricreando un´atmosfera da “guerra fredda” e aumentando le tensioni internazionali.

Attraverso una petizione on line su www.nonviolenza.net la campagna “L´Europa dice no allo Scudo Spaziale” si è diffusa nell´aprile 2008 da Praga a tutta l´Europa, agli Stati Uniti, all´Australia e al Sudamerica, coinvolgendo associazioni e personalità in iniziative di denuncia e protesta e in scioperi della fame ad oltranza e a catena tuttora in corso. La petizione internazionale ha già superato le 114.000 firme. Nel sito in varie lingue si trovano informazioni, foto e video aggiornati sulle attività e i messaggi di solidarietà e appoggio giunti da tutto il mondo da parte di politici, artisti, giornalisti, attivisti e intellettuali.

Per dare ancora più forza a questa grande protesta nonviolenta, il coordinamento contro lo scudo lancia per domenica 22 giugno una giornata mondiale di sciopero della fame, proponendo a tutti un gesto semplice ma significativo: non mangiare per un giorno per opporsi alle guerre stellari e dire ai potenti del mondo.

Per adesioni e informazioni: adesioninoscudo@gmail.com

Iniziative di denuncia e protesta sono in corso ad Amsterdam, Barcellona, Berlino, Bologna, Budapest, Ceské Budejovice, Copenhagen, Colonia, Dusseldorf, Firenze, Londra, Malaga, Madrid, Milano, Parigi, Tolosa, Trieste, Torino e Vienna, negli Stati Uniti, in Australia, in Cile e in Argentina.

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