“Canale Zero”: riflessioni sull’11 settembre e sul futuro della sinistra

28 Maggio 2008 - Risponde Giulietto Chiesa 

Gentile On. Giulietto Chiesa,

Le scrivo per comunicarLe che ho aderito al progetto Canale Zero. Per ora mi unirò al comitato promotore di Bologna, poi pian piano contribuirò economicamente con quello che posso. Ha aderito anche la mia compagna e una delle mie sorelle sta per farlo.

 Tutti noi stiamo cercando di far conoscere l’iniziativa e la ringraziamo per quello che sta facendo.

Io ho anche parlato del progetto ad alcuni compagni di Bari (città in cui passo alcuni mesi l’anno), spero che anche lì possa presto nascere un comitato promotore.

Vorrei porLe ora due questioni:
1. Questa prima è in verità una comunicazione. Ieri, durante un seminario che si è svolto alla Scuola Superiore di Studi Umanistici di Bologna, ho assistito a uno scambio di battute tra il Prof. Diego Marconi e il Prof. Umberto Eco. Marconi, illustrando l’argomento di Wright, mostrava come non avere p non vuol dire necessariamente avere non-p. Eco ribatteva con questo esempio: “Le prove di un carteggio Churcill-Mussolini non sono mai state trovate, quindi noi pensiamo che il carteggio non ci sia mai stato”. E’ insomma lo stesso argomento che Eco muove nel caso dell’11/9 (la gola profonda per intenderci). Il contro-esempio di Marconi è stato però illuminante (per Eco intendo): “Mettiamo che io mi presenti in un tribunale e dica di avere la prova dell’inesistenza del carteggio Churcill-Mussolini, e che tale prova consista nel fatto che una prova non è stata mai trovata. Ma questa ovviamente non sarebbe una prova della non esistenza del carteggio e   susciterei di certo l’ilarità del giudice”. Di certo è che ha suscitato l’ilarità complice dei presenti. Eco ha sottolineato che comunque noi nel quotidiano è così che ci muoviamo: se non abbiamo p inferiamo di avere non-p. Marconi ha ribattuto che noi in realtà ci muoviamo per lo più sulla base di abiti. A quel punto Eco, che è uno dei maggiori studiosi di Peirce (ed è per questo che mi stupisce ancor di più la sua presa di posizione sull’11/9) ha dovuto convenire.

Mi sono concesso questo piccolo aneddoto, credendo che le potesse interessare.

2. Una domanda. Cosa ne pensa dell’appello per l’unità dei comunisti che si  può trovare all’indirizzo www.comunistiuniti.it? Crede che possa essere un punto di partenza per poi creare un più ampio Movimento per il Bene Comune?

Mi perdoni se mi sono dilungato. La ringrazio per l’attenzione.

Cordiali saluti.

Caro Andrea, molte grazie per la tua lettera e per l’aneddoto. Credo che il dialogo tra Eco e Marconi sia davvero illuminante. Del fatto che l’intellettuale, se abbassa la guardia teorica per non avere disturbi di carattere politico, finisce per dire delle sciocchezze teoriche e, anche, politiche.

Sulla seconda domanda ho già risposto più volte (nelle lettere troverai più d’uno spunto). La risposta è negativa. Non si può più unificare niente sotto la falce e martello. La sinistra si è screditata. Io sono comunista da quando faccio politica. Comunista italiano, gramsciano. Ma non sono cieco e sordo. La storia ha creato un’onda di ripulsa che non potrà essere fermata dalla buona (ma anche ottusa)volontà di minoranze ormai esigue. Ripartire testardamente da quella trincea, ormai sbrecciata significa essere sconfitti prima ancora di cominciare. E’ una questione di elementare realismo. Il che non  significa che ciascuno debba rinunciare alle sue idee. Significa che deve sapere che quelle idee non possono fare breccia nei milioni.

E, in secondo luogo, la seconda domanda è: ma davvero si dovrebbe cominciare da lì? Ci serve? E’ indispensabile? Io penso che la crisi del capitalismo globalizzato abbia ormai superato, per ampiezza e profondità strutturale, i confini del marxismo. L’umanità è minacciata. Il che significa che non sono solo i poveri del pianeta a dover temere per la loro sorte, ma anche i lavoratori più ricchi del nord del mondo, e perfino i residui dei ceti medi, e perfino quelli che hanno votato Berlusconi.

Io so che questo discorso può essere compreso da molti che non sono mai stati di sinistra e che, anzi, odiano la sinistra. Posso propormi di farmeli alleati su questi temi? Io penso di sì, ma sarei decisamente cretino se gli imponessi di diventare di sinistra come condizione per venire con me. Mi manderebbero (giustamente) a quel paese.

Non ho nessuna necessità di delimitare l’arco dei miei potenziali alleati. Il discorso del Bene Comune è un discorso di tutti e va fatto a tutti. E il discorso più radicale, più rivoluzionario che si possa fare in questa epoca che prelude alla tempesta. L’appello all’unità dei comunisti è la prova definitiva che i partiti che si richiamano al comunismo hanno perduto ogni capacità di guida delle masse. Purtroppo per loro e anche per noi, perchè adesso faranno altri guasti, oltre a quelli che hanno già fatto.

Giulietto Chiesa

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