Ampliamento di Ampugnano, un progetto contro natura

2 Giugno 2008 - Ambiente 

Il danno causato da un eventuale ampliamento dell’aereoporto di Ampugnano non sarebbe semplicemente riconducibile ad uno spreco, seppur ingente, di risorse pubbliche. E tanto meno sarebbe risolvibile con le ragioni di una accertata speculazione edilizia che porterebbe nelle casse di alcuni ricchi faccendieri diverse decine di milioni di euro.

Lo zoccolo duro della protesta contro il cosiddetto “progetto Galaxy” muove il suo niet assoluto a partire dagli spaventosi effetti ambientali che un nuovo aereoporto, da novanta voli al giorno, potrebbe arrecare al meraviglioso ecosistema del paesaggio senese, una delle zone considerate tra le più belle d’Italia se non del mondo.
A confermare questa prospettiva ci sono alcuni tra i più alti riconoscimenti della Comunità europea, che ha assegnato al perimetro che circonda l’aereoporto di Ampugnano ben 4 SIC (“siti di importanza comunitaria” che si distinguono per l’armonia degli habitat naturali e la rarità delle specie  animali e vegetali) e 2 SIR (“siti di importanza regionale”). Senza considerare la presenza di insediamenti medievali di indubbia rilevanza storica.

Ma tra le principali ragioni del Comitato contro l’ampliamento dell’aereoporto di Ampugnano c’è un’altra questione altrettanto rilevante: esattamente all’altezza della spianata che contiene l’attuale aereoporto, si colloca la falda acquifera del “Luco”, ritenuta uno dei serbatoi d’acqua tra i più importanti dell’intera regione toscana. Appare quindi evidente che l’area, già ridefinita “di importanza strategica” dal Piano territoriale di coordinamento della provincia di Siena, debba essere protetta e difesa da qualsivoglia intervento di cementificazione. Considerando poi che lo stesso comune di Siena è il primo soggetto ad attingere a piene mani dalle copiose risorse idriche del Luco.

Un ulteriore testimonianza della bellezza paesaggistica e naturalistica dei colli senesi è la stessa economia locale che rappresenta a livello europeo un modello di turismo sostenibile assolutamente all’avanguardia. Agriturismi, allevamenti e maneggi di cavalli e infine un’agricoltura quasi esclusivamente biologica sono i punti di forza di questo stile di vita, che spesso contagia gli stessi visitatori, tanto da convincerli a trasferirsi stabilmente.

In un contesto come questo, dove l’uomo sembra essere riuscito nell’impresa titanica di stabilire un equilibrio tra le proprie esigenze e gli spazi naturali, si vuole inserire un progetto di aereoporto internazionale da cinque milioni di passeggeri l’anno. Una pianificazione che spesso supera il paradossale quando di fronte alla presentazione di alcuni dei dati più forti, riceve dalla stessa amministrazione comunale firmataria, riserve sulla fattibilità. Tanto da indurre il sindaco Maurizio Cenni nell’esporsi in promesse che sfiorano la comicità: i voli non avverrano di notte e nemmeno nei giorni feriali. In pratica una struttura colossale che funzioni neanche cento giorni l’anno.  

A tutto questo si aggiunge infine il non sottovalutabile inquinamento atmosferico e acustico che ne deriverebbe, il peggioramento delle condizioni di vita e il cambiamento paesaggistico che l’area sopporterebbe a causa di un traffico dal quale la provincia senese, si è sempre tutelata. Fate un po’ voi.

di Alessio Marri

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