Albano, affare inceneritore
8 Aprile 2008 - Ambiente, Dai movimenti
Una brutta storia quella dell’inceneritore di Albano.
Cerroni l’aveva annunciato alcuni giorni fa al Presidente del comitato dei cittadini di Malagrotta: “Costruirò il più grande inceneritore del mondo ad Albano. Ho già tutti i permessi!!!”
Dopo la discarica di Malagrotta, la più grande del mondo, Cerroni sarebbe diventato il proprietario del più grande inceneritore del mondo.
Chissà quante assicurazioni avrà ricevuto in questi mesi Cerroni, l’uomo che, da solo, gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Lazio.
Tutto era pronto:
• un finanziamento di centinaia di milioni di euro da parte del governo;
• l’acquisto di decine ettari di terreni a Roncigliano;
• la società mista con l’AMA e l’ACEA.
Tutto era stato pianificato nei minimi dettagli, tranne alcuni imprevisti di percorso:
• il voto contrario del Consiglio Regionale, che in data 3 ottobre 2007 ha bocciato a stragrande maggioranza e in modo trasversale un ordine del giorno (presentato dai consiglieri Robilotta e Di Carlo) per inserire nel piano commissariale dei rifiuti l’inceneritore di Albano;
• la protesta delle popolazioni dei Castelli Romani, che hanno manifestato la loro preoccupazione e contrarietà in affollatissime assemblee a Cecchina, Albano, Pavona, Cancelliera, Santa Palomba, Marino;
• un corteo imponente, che il 15 marzo 2008 ha invaso le strade di Albano e che ritrova una partecipazione simile solo negli storici cortei delle lotte dei braccianti dei Castelli Romani;
• le innumerevoli osservazioni contro l’inceneritore presentati dal WWF, dalla Sinistra Arcobaleno, persino da Forza Italia;
• il parere contrario della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) espresso dall’assessorato regionale ambientale.
Alla notizia del VIA negativo, Cerroni deve essere andato su tutte le furie!!!
E, di conseguenza, è entrata in gioco tutta la lobby politica degli inceneritori.
In un colpo solo, sospendendo la campagna elettorale nazionale, sono intervenuti, a favore di Cerroni e del suo inceneritore, Berlusconi e Alemanno (PdL), Ciocchetti (UdC), Meta e Montino (PD), Robilotta e tanti altri.
Tra tutti gli interventi vanno segnalati quelli di Mattei e degli esponenti del PD.
Il Sindaco di Albano Mattei, ormai più preoccupato del suo futuro politico che del destino del territorio che amministra, sembra “Alice nel Paese delle Meraviglie” e si dice contrario al più grande inceneritore del mondo MA ne vorrebbe uno più piccolino per garantire “la chiusura del ciclo dei rifiuti” per 100.000 abitanti (questo dovrebbe essere il numero di abitanti che Mattei ha intenzione di raggiungere ad Albano con il nuovo PRG e con le varianti connesse con le Colline Romane).
Gli esponenti del PD continuano a sottolineare che sono per la raccolta differenziata MA ANCHE per gli inceneritori MA ANCHE per l’inceneritore di Albano MA ANCHE per la turbogas di Aprilia MA ANCHE…
Le popolazioni dei Castelli Romani, invece, sono fermamente contrarie all’inceneritore di Roncigliano senza MA e senza ANCHE.
Chiediamo con la massima urgenza un consiglio comunale aperto in cui i nostri amministratori e consiglieri ci spieghino esplicitamente le posizioni e le proposte per il territorio e ascoltino le nostre ragioni.
Chiediamo le immediate dimissioni dell’assessore all’ambiente di Albano Laziale che in questi anni ha dimostrato ampiamente di non essere in nessun modo all’altezza dei compiti a lui assegnati.
In questi giorni, la lobby politica degli inceneritori ha alzato il tiro e ha cominciato a minacciare, per Roma e per il Lazio, l’emergenza della Campania.
E’ una minaccia inquietante.
Va, infatti, evidenziato che nella Regione Lazio:
• la gestione delle discariche è gestita in modo monopolista da una sola persona, tale Cerroni;
• Cerroni ha presentato una proposta per la realizzazione di un inceneritore ad Albano;
• Cerroni, di fronte alle forti resistenze delle popolazioni dei Castelli Romani, può ricattare le istituzioni (Marrazzo, la Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i Sindaci, ecc.) con la minaccia di chiusura delle sue personali discariche.
Siamo, quindi, in una situazione democratica molto grave, in quanto la gestione in regime di monopolio di un settore così strategico per la vita sociale della regione permette al padrone delle discariche di poter condizionare fortemente le libere scelte del Presidente, della Giunta e del Consiglio Regionale.
Nella Regione Lazio siamo perciò in presenza di una pericolosa limitazione della vita democratica.
da www.noinceneritorealbano.it
Commenti
6 commenti a “Albano, affare inceneritore”
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Consiglierei a tutti di navigare in http://www.perilbenecomune.net oppure http://www.stefanomontanari.net per avere un’idea di cosa stiamo combinando con inceneritori, ma anche con guerre al DU, ecc…
Le nanopolveri degli inceneritori sono eterne e teratogene, ovvero tendono a modificare il DNA e lo affermano scienziati di indubbio valore, non politicanti dalle tasche piene e cervello corto.
Non solo nel Lazio; nella rossa EmiliaRomagna il colosso Hera fagocita ogni partecipazione democratica con l’appoggio delle giunte provinciali e dei sindaci delle città, com’è accaduto a Forlì, dove contro il parere di oltre 17. 000 cittadini e di 400 medici si è costruito un terzo inceneritore, e persino i consiglieri provinciali del Prc (di cui uno in ATO) si sono resi complici dello strapotere di Hera che sta usando ogni mezzo per non far partire ula raccolta differenziata porta a porta. A Forlì c’era già un inceneritore da 70.000 tonn. revisionato a norma nel 2003, che con la raccolta differenziata porta a porta sarebbe stato più che sufficiente per lo smaltimento del residuo. L’ipocrisia arrogante di HERA, del sindaco e del Presidente della Provincia di Forlì-Cesena hanno prodotto un simulacro di Raccolta Differenziata con dei cassonetti per carta ed umido situati accanto ai grandi cassonetti dell’indiferenziato. Così non si raggiungeranno mai gli obiettivi europei, e si perpetuerà ancora la trufa dei CIP 6. Tutto quresto con la benedizione del ministro BERSANI, che addirittura è giunto a minacciare i 400 medici che avevano con un documento messo in guardia dai pericoli degli inceneritori. Altro che limitazione della vita democratica: mi puzza tanto di una riemergente vena predappiana assecondata da una incultura del fare ad ogni costo per far business. Le aspirazioni bancarie sono state un chiaro segnale di una involuzione liberista in seno alla lega delle coop, che peraltro si conferma con l’appalto per la base americana di Vicenza. Al riguardo comunico cheVenerdì 11 aprile ci si ritrova a Ravenna con i NO DALMOLIN sotto la sede delle coop. cosidette rosse che hanno vinto l’appalto “bellico”. Con riseva di ulteriori informazioni, saluto cordialmente. Michele Rubino
Tanto per condividere. Abito in Valle d’Aosta. Di quel che succede in Valle d’Aosta non si sa mai nulla, ma anche da noi stanno cercando di fare un inceneritore. E gli abitanti della regione più piccola d’Italia sono… 125.000! Con questo criterio, ci vorrebbero 8 inceneritori soltanto a Torino!
Info su
http://rifiutizerovda.altervista.org/
Ciao,
Mario
non conosco la situazione, non mi permetto di pontificare, auguro agli interessati di riflettere su Napoli e sulla Campania, anche loro ahimè a suo tempo seguirono le mode governate da interessi personali. Altro che Bedne Comune !!!!
Ho partecipato al corteo di Albano per contrastare un progetto che non solo non avrebbe portato alcun beneficio ma avrebbe inquinato l’area dei Castelli Romani, un territorio (dove portavo al parco mia figlia )vitale per riossigenarsi dalla trappola di smog della capitale. Ho sentito il dovere di tutelarlo da una speculazione che voleva costruire un mostro che serviva solo a eludere un problema che nasce a monte, dal pessimo funzionamento della gestione dei rifiuti (che è stata commissariata).
Tuttora l’A.M.A. opera molto al di sotto delle necessità, con scarsi mezzi e pessima organizzazione nella raccolta dei rifiuti. Tonnellate di imballi di carta, plastica, vetro e alluminio (materie prime che devono essere recuperate) non vengono raccolte e finiscono a Malagrotta, saturandola. Lo spreco di queste risorse avviene nelle grandi utenze (ospedali, Ministeri, scuole, ove mancano cassonetti differenziati esterni e cestini diversificati all’interno) , con poche eccezioni, compresi quei Supermercati , Grandi magazzini e fastfood che provvedono con proprie convenzioni al corretto smaltimento; si perdono risorse anche nelle piccole utenze, esercizi commerciali, bar, ristori, perchè impossibilitati dalla mancanza di cassonetti e compattatori .
Proporre oggi un inceneritore senza aver organizzato meglio , seriamente e capillarmente la raccolta e il riciclo è una dimostrazione di vecchia politica del territorio indegna di una società moderna, e affrontare il tema dei rifiuti come spazzatura è come buttare il bambino con l’acqua sporca.
é impossibile immaginare una regione come il Lazio invasa dai rifiuti.Penso che l’inceneritore in costruzione a Malagrotta sia una soluzione,ma non basta.La soluzione ideale sarebbe quella di un inceneritore nella zona di Civitavecchia,dove potrebbero essere utilizzati i cementifici in disuso (l’economia di Civitavecchia prima dell’ampliamento del porto si reggeva sulla produzione del cemento per il mercato capitolino).La densità abitativa in quella zona è ridotta,non vi sono particolari insediamenti turistici (santa marinella dista 15 chilometri ma non è di certo paragonabile al caos delle spiagge riminesi) e non ci sono emergenze ambientali come ai Castelli,il cui parco potrebbe essere compromesso se si costruisse ad Albano il quarto gassificatore,peraltro inutile se si pensa che la parte meridionale della provincia di Roma è già servita da Colleferro.Sono favorevole a poche nuove discariche ben controllate e al quarto gassificatore nell’alto Lazio dove si deve chiudere il ciclo che attualmente è fermo alle discariche di interramento.Inoltre,Civitavecchia ha gli spazi giusti per poter servire anche Viterbo e la sua provincia.Quindi NO all’inceneritore ad Albano,si a un impianto che sfrutti magari i cementifici di Civitavecchia.