Aereoporto di Viterbo: Venerdì 18, dal tramonto all’alba contro il progetto

18 Luglio 2008

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Sicurezza: 3 mld di tagli, le forze dell’ordine scendono in piazza contro il governo

18 Luglio 2008

Per la prima volta nella storia, tutti i sindacati delle Forze di Polizia e Cocer dell’intero Comparto sicurezza e difesa, in rappresentanza dei 500.000 operatori della sicurezza e della difesa italiani, protestano in piazza contro l’operato del Governo. Infatti, con il recente Decreto Legge nr. 112 emanato il 25 giugno scorso riguardante la manovra correttiva del bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, “sono state assunte decisioni che pongono a rischio la possibilità di continuare a mantenere livelli accettabili di sicurezza e di tutela per i cittadini”.

I sindacati delle forze di polizia e i Cocer protestano perchè sono stati previsti tagli nel triennio per oltre tre miliardi di euro sui capitoli di spesa della sicurezza e della difesa delle Amministrazioni dello Stato. Questi «tagli» -spiegano in un volantino comune - impediranno l’acquisto di autovetture, di mezzi, di strumenti utili per svolgere il servizio nonchè la possibilità di avere risorse sufficienti e necessarie per le attività addestrative, per i corsi di formazione, per rinnovare le armi in dotazione, per l’acquisto di munizioni, delle divise e per la ordinaria manutenzione degli uffici e delle infrastrutture, in particolare quelle di accesso al pubblico, che diventeranno sempre più fatiscenti, mentre per la riduzione complessiva nel triennio dell’organico delle Forze di polizia e delle Forze amate di circa 40.000 operatori saranno migliaia le pattuglie e gli operatori in meno sul territorio con conseguente riduzione dei servizi e dei controlli ed una oggettiva riduzione della capacità operativa e d’intervento sul territorio delle Forze dell’ordine e delle Forze armate”.

“A ciò si affiancano - proseguono le organizzazioni - pesantissime penalizzazioni sulle componenti della retribuzione legate proprio alla produttività e si omette il riconoscimento della specificità professionale degli addetti alla sicurezza, che invece era al primo posto nel programma elettorale dell’attuale maggioranza, che tre mesi fa prometteva investimenti sulla sicurezza e oggi opera tagli insostenibili”.

da www.quotidiano.net

Transition money: la via per l’abbondanza

18 Luglio 2008

Assecondando il vasto interesse suscitato dall’argomento, pubblichiamo un altro articolo di sensibilizzazione su uno dei beni comuni più importanti: la moneta. Anche in questa occasione, pubblichiamo l’estratto da un più ampio studio cortesemente sottopostoci da www.centrofondi.it ed ArcipelagoSCEC©, Associazione senza fine di lucro legalmente costituita la cui azione abbiamo qui presentato già nei giorni scorsi. L’articolo esordisce con “nel report della settimana scorsa…” poiché si riferisce al report dal quale esso è stato estratto. Vale la pena seguire il discorso, anche se a tratti e molto tecnico, perché è una proposta di speranza e di azione per il bene comune. 
 

Nel report della settimana scorsa abbiamo visto come le monete ufficiali (€uro, Dollari e tutte le altre monete a “corso forzoso”) nascono e circolano caricandosi di debito (pubblico e privato) e nondimeno di interessi – a nostro carico. Le loro caratteristiche (sol che negative) sono entrate nella nostra vita e l’hanno modificata a tal punto che anche solamente pensare ad un’alternativa giunge ai più come azione sorprendente, impensabile, immotivata e diventa un’operazione molto, ma molto difficile per tutti noi. 

Un esempio di tale difficoltà sono le perplessità che il suddetto aricolo (report) fa scaturire nella mente di chiunque, come il problema dell’inflazione, il problema della necessità della decrescita, della sovrappopolazione in relazione alle risorse, alla carenza di fonti energetiche, idriche ecc.

Queste cose sono tutti problemi reali, ma che vanno affrontati dal giusto punto di vista per evitare di giungere a conclusioni disastrose.

Per riuscire a trovare una soluzione a questi problemi è necessario abbandonare il percorso logico che usualmente seguiamo, perché esso risulta viziato dall’uso della moneta ufficiale la cui emissione è indissolubilmente legata all’indebitamento autoalimentantesi in perpetuo, che ci fa vedere tutto in un’ottica totalmente sbagliata.  

Quando sei dentro ad un tunnel è difficile spiegare che fuori c’è un mondo pieno di luce, così come è assurdo chiedere di essere felice ad un depresso cronico.  Leggi il resto

Ue e Berlusconi, segnali di rottura: è polemica su emergenza rifiuti e condoni

18 Luglio 2008

Brutta giornata per il premier Silvio Berlusconi. Sono infatti giunte da Bruxelles due pesanti bacchettature. La prima sull’emergenze riufiuti.

«Berlusconi dica ciò che vuole, ma per noi contano i fatti». Sulla questione rifiuti Bruxelles taglia corto e alle parole mirabolanti del premier oppone risultati concreti. Finora mancati. Così se per il presidente del Consiglio «l’emergenza rifiuti è finita», per la Commissione europea la procedura di infrazione «rimane aperta». Almeno fino a quando nelle strade di Napoli, e di tutta la Campania, ci sarà ancora immondizia. E il piano del governo non sarà più che operativo.

Insomma Bruxelles preferisce aspettare e valutare a livello operativo la questione. «Non possiamo misurare i risultati di queste politiche sulle parole, ma sui fatti - ha spiegato Barbara Hellferich, portavoce del commissario all’ambiente Stavros Dimas -. Il governo deve realizzare il piano, non basta presentarlo, deve dimostrare che la soluzione indicata risolve il problema a lungo termine, con una gestione corretta dei rifiuti e la creazione del termovalorizzatore».

Una scelta che stride coi facile entusiasmi del premier e con i suoi spot. Tanto che nella serata di mercoledì 16 luglio la Farnesina esprime «viva sorpresa» per il tono e i contenuti delle dichiarazioni della portavoce del commissario Dimas, in contraddizione con il «clima di dialogo aperto e di massima cooperazione» che caratterizza i rapporti tra l’Italia e la Commissione europea.

A dimostrazione dei ‘buoni rapporti’ vengono citati l’incontro a Bruxelles tra il sottosegretario Bertolaso e lo stesso Dimas e i suggerimenti proposti dalla Commissione sul ‘decreto rifiuti, poi accolti in sede di conversione in legge. Come si trattasse di ‘gentile concessione’. Leggi il resto

Naomi Klein: capitalismo disastroso, è uno stato d’estorsione permanente

17 Luglio 2008

Quando il petrolio ha superato i 140$ a barile, anche i più rabbiosi e conservatori ospiti dei media hanno dovuto provare il loro credo populista riservando una parte del loro show per colpire il Grande Petrolio. Qualcuno è pure andato oltre invitandomi a partecipare ad una amichevole chiacchierata riguardo un nuovo e insidioso fenomeno: il capitalismo dei disastri. Solitamente va bene, fino a prova contraria.

Per esempio il conduttore radiofonico Jerry Doyle, un “conservatore indipendente”, ed io stavamo chiacchierando amabilmente sulle squallide compagnie assicurative e sui politici inetti quando successe questo: “Credo di conoscere un modo rapido per abbattere i prezzi”, annunciò Doyle. “Abbiamo investito 650 miliardi di dollari per liberare un paese di 25 milioni di persone. Potremmo chiedere a loro di fornirci il petrolio.

Ci sarebbero autobotti su autobotti che si raggruppano nel Lincoln Tunnel, il puzzolente Lincoln Tunnel, all’ora di punta con biglietti di ringraziamento da parte del governo iracheno.. perché semplicemente non ci prendiamo il petrolio? Ci abbiamo investito liberando un Paese. Posso risolvere il problema dell’abbassamento del prezzo del gas in dieci giorni, non in dieci anni”.

Certamente c’erano un paio di problemi con il piano di Doyle. Il primo era che stava descrivendo la più grande rapina nella storia mondiale. Il secondo riguardava il fatto che Doyle fosse in ritardo: “noi” stiamo già rapinando il petrolio dell’Iraq o comunque siamo all’apice di questo processo. Leggi il resto

Mafia, a Palermo si paga persino il pizzo su beni primari come acqua, luce e gas

17 Luglio 2008

Nel quartiere Zen, periferia di Palermo, i cittadini continuano a pagare il pizzo alla mafia per avere acqua corrente, luce e gas. Un particolare emerso nell’inchiesta denominata “Addio pizzo 3” condotta dalla polizia, che conferma quanto già accertato tre anni fa nel corso di un’altra indagine antimafia.
In un capitolo della misura cautelare chiesta dai pm della Dda, la Direzione distrettuale antimafia, dedicato proprio alle estorsioni alle case popolari dello Zen, i magistrati ricostruiscono i taglieggiamenti di Cosa nostra ai cittadini e scrivono: “è grave e triste dirlo: la situazione sembra quasi ineluttabile, tanto che è continuata nonostante la precedente indagine del 2005”.
Molti degli abitanti dei cosiddetti padiglioni del quartiere hanno occupato abusivamente gli alloggi in cui vivono e non hanno allacci regolari. Cosa nostra sopperisce al problema in cambio di denaro: consentendo l’allaccio irregolare ai pali elettrici e aprendo le condutture dell’acqua a orari prestabiliti. A raccogliere il pizzo è, generalmente, il capocondomino di ciascun complesso. A confermare quanto già i magistrati avevano scoperto tre anni fa sono nuovi pentiti che hanno parlato di una imposizione “di 20-30 euro per ciascun nucleo familiare”.

www.egazette.it

OGM, un’altra potente leva per i poteri forti

17 Luglio 2008

Gli OGM, organismi geneticamente modificati, essenzialmente vegetali destinati all’alimentazione umana ed animale ed alla produzione di biocarburanti, altro non sono che il prodotto di decenni di ricerche e sperimentazioni condotte da gruppi multinazionali (tra cui la famigerata Monsanto), che perseguono attraverso quei “prodotti” un unico obbiettivo: renderci completamente dipendenti da essi, per poter usare la leva agroalimentare contro noi tutti. Il progetto è in avanzatissima fase di realizzazione e compimento.  I vegetali OGM, lungi dall’essere progettati per risolvere il problema della fame nel Mondo (infatti non producono più quintali ad ettaro di quanto ne producano le coltivazioni classiche), sono auto sterili (ovvero non producono piante una parte dei cui semi sarà rinseminabile l’anno dopo), richiedono fitofarmaci potentissimi e fortemente inquinanti nonché fertilizzanti specifici, ad hoc,  prodotti a loro volta dalle stesse multinazionali che hanno brevettato i semi OGM, appunto. Pubblichiamo a questo proposito il documentato dossier di un’attivista di nome Gaia che ha messo a disposizione di diversi siti di informazione il suo lavoro.

On line:

Ogm, che cosa sono?

Coltivazioni Ogm: aspetti agricoli e naturalistici

Coltivazioni Ogm: dal campo alla tavola

Il ruolo dei media

Il ruolo dei media

16 Luglio 2008

Prima di chiudere con i riferimenti biblio/sitografici, vorrei accennare al ruolo dei media come veicolo preferenziale tramite cui convincerci della bontà e necessità degli OGM.
Che le coltivazioni GM abbiano già fatto molti danni alle colture tradizionali è un dato di fatto, ma TV e giornali preferiscono soprassedere a questo genere di notizie.

Grande e roboante spazio hanno invece i guru del “progresso scientifico” che periodicamente (anzi, con cadenza oltremodo sospetta, se ci si fa caso) istruiscono la popolazione sui vantaggi degli OGM: sarà il paradiso in terra, niente più fame ne’ guerre ne’ carestie.
Solo pace universale grazie ai progressi apportati dalle biotecnologie degli OGM
: un mondo idilliaco ed edulcorato, in cui i santoni del biotech si scordano sistematicamente di annoverare una serie assolutamente trascurabile di sottigliezze, quali l’affossamento della biodiversità, l’aumento vertiginoso di allergie e intolleranze verso una quantità crescente di alimenti e materiali, la mancanza di dati che certifichino la stessa sicurezza degli OGM, l’aumento della quantità di pesticidi usati, la comparsa di parassiti vegetali e animali resistenti alle varie forme di antiparassitari ed erbicidi…
Piccolezze, s’intende.

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Coltivazioni di OGM: dal campo alla tavola

16 Luglio 2008

Oltre questo aspetto della dispersione spontanea di semi GM in natura, ci sono poi molti altri aspetti su cui i colossi agroalimentari puntano per convincerci della bontà - e non solo, ma financo dell’assoluta necessità - degli organismi geneticamente modificati.
In questo “gioco alla disinformazione di massa”, si passa dal tralasciare candidamente una serie di fattori negativi, alla vera e propria manipolazione di ricerche e pubblicazioni.

I temi portati a sostegno delle coltivazioni GM sono sempre gli stessi, e vengono riproposti con ammirevole ostinazione nonostante siano stati smontati da tempo.

Gli argomenti più proposti sono:

1. “Gli OGM non sono altro che la naturale continuazione di tecniche di selezione praticate ormai da millenni dagli agricoltori di tutto il mondo”
2. “Gli OGM sono più resistenti ed elimineranno l’uso dei pesticidi dannosi per la salute”
3. “Gli OGM sono sicuri: non c’è pericolo per la salute”
4. “Gli OGM sono più produttivi e salveranno l’umanità dalla fame

Cercherò di sintetizzare al massimo questa parte, rimandando per gli approfondimenti alla bibliografia e alla sitografia che compaiono alla fine di questo scritto. Leggi il resto

Coltivazioni di OGM: aspetti agricoli e naturalistici

16 Luglio 2008

Il giorno stesso in cui la prima coltivazione di OGM ha fatto il suo ingresso nel mondo esterno, valicando le strutture protette dei laboratori e delle serre controllate, si è capito che nulla avrebbe potuto arrestare l’espansione dei coltivi geneticamente modificati (GM) in natura.
Semplicemente, non si può impedire alla natura di fare il suo corso. E le coltivazioni all’aria aperta di OGM sottostanno, come tutte le altre, al corso naturale delle cose.

Questo significa che in un campo coltivato a OGM (che sono brevettati, aspetto che ha enormi conseguenze anche sul piano legale, come vedremo più oltre), accadono fenomeni che l’uomo non può contrastare o controllare: le piante si riproducono, e questo fatto apparentemente banale porta con sé invece una serie di conseguenze da valutare molto attentamente.

Nei fiori maschili viene prodotto il polline, che dovrà incontrare un fiore femminile per poter dare avvio alla nascita di un seme e quindi di una nuova pianta.
L’impollinazione avviene in diversi modi, per esempio attraverso il vento oppure determinati animali come gli insetti. Questi differenti fattori di diffusione del polline operano da milioni d’anni per portare a termine l’incrocio fra due individui della stessa specie e dar vita a un nuovo individuo dal corredo genetico nuovo e unico.
Nessuno può impedire al vento di cospargere il polline per ettari ed ettari di terreno: ecco perché è impensabile evitare che il polline di piante GM venga diffuso e arrivi a piante non-GM.

Una volta impollinato, il fiore lavora per formare il seme che verrà poi rilasciato in natura, e a sua volta usufruirà di mezzi naturali come insetti, uccelli, vento, acqua, per essere disperso e iniziare una nuova vita. Leggi il resto

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