Pandora, la parola a Cardini: “Una priorità bisogna farla subito”
26 Luglio 2008
Col colloquio con lo storico Franco Cardini, diamo vita a una serie di interviste con i firmatari dell’appello per un format di informazione libera lanciato da Megachip a marzo, nelle quali illustri esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo spiegano perché hanno aderito al nostro progetto.
Quali sono stati i motivi che l’hanno spinta a sottoscrivere il progetto del nuovo format televisivo di informazione proposto da Megachip?
La firma con cui mi sono impegnato con megachip in realtà è soltanto il primo passo a cui seguiranno una serie di azioni concrete che probabilmente comporteranno lavoro volontario ed impiego di tempo e quando firmai ero ben cosciente di tutto ciò ma avevo ed ho ancora lo sguardo rivolto ad una priorità che mi interessa.
Qual è questa priorità?
La società civile italiana è ormai disinformata ed abituata ad esserlo, questa disinformazione produce guasti sociali civili e culturali inenarrabili. Bisogna fare qualcosa non solo per informare meglio gli italiani, questo paradossalmente è soltanto un aspetto secondario del problema, bisogna fare qualcosa per riabituare gli italiani ad esigere buona informazione.
Dal suo punto di vista quali possono essere le caratteristiche di una buona informazione?
Vede, sui contenuti si discute, sul taglio sulla scelta delle notizie e i modi di fornirle ci troveremo più e più volte in disaccordo, dovremo aggiustare mediare e questo fa parte delle tante cose che dovremo fare.
Sulla base però di una condivisione degli intenti di partenza…
Ecco: se per fare una cosa di questo genere io personalmente, e solo del mio caso le posso parlare, avessi aspettato di avere l’occasione splendida, l’occasione perfetta, l’occasione irreprensibile, l’occasione inattaccabile da chiunque non ci saremo mossi mai. Sono sicuro che faremo una cosa imprecisa e piena di sbavature, faremo una cosa che lascerà perplessi molti e che lascerà perplessi anche molti di noi stessi però sono non meno sicuro che è una cosa che va fatta, che va fatta subito e concretamente ecco questa è la mia priorità.
No Fly Siena: dietro al progetto debuttanti allo sbaraglio o furbetti del quartierino?
25 Luglio 2008
Nella conferenza stampa che il Comitato ha tenuto il 23 luglio 2008, presso la sala stampa della Provincia di Siena, sono stati resi noti i punti dell’esposto presentato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siena:
1) Persiste l’abuso edilizio da parte della Società aeroportuale, concernente la difformità fra il PRG e il sedime aeroportuale, già oggetto di una diffida il 19 febbraio scorso. Altrettanto persistente l’inadempienza del Comune di Sovicille.
2) La società aeroportuale e una società di consulenza varia (tale Polar Consulting srl, con sede in Milano) hanno sottoscritto un contratto “mandato in via esclusiva per la gestione dei rapporti con un partner finanziario ed operativo per l’aeroporto di Siena-Ampugnano” in data 6 febbraio 07, previa deliberazione del CdA in data 11 gennaio 07.
Un tale contratto è inspiegabile e incomprensibile:
a) perché Galaxy Fund aveva già avuto contatti e incontri ufficiali con il CdA dell’aeroporto;
b) soprattutto perché la procedura prevista per la ricerca di un partner per una società a capitale prevalentemente pubblico risulta palesemente inquinata se il CdA della società aeroportuale, sei mesi prima di pubblicare l’invito a manifestare interesse, stabilisce di gestire rapporti privilegiati con Galaxy Fund, tramite Polar Consulting srl.
Tralasciamo per brevità “i curiosi subentri” alla predetta società, di altri soggetti e la controversia in atto fra l’ultimo di essi e l’aeroporto. Leggi il resto
Ancora Tavaroli su Telecom: dai massoni delle “sette chiese” alle tangenti a Fassino
23 Luglio 2008
GIULIANO Tavaroli dice: “Quando Pirelli acquisisce Telecom Italia, agosto 2001, Marco Tronchetti Provera mi annuncia: “Lei verrà con me a Roma”. Poi mi chiama Carlo Buora. Lo incontro a Milano in trasferimento dalla montagna al mare - ero in vacanza con i miei - e quello mi dice che non se ne fa più nulla. Mi spiega: “Contrordine, lei resterà in Pirelli, Enrico Bondi (all’epoca, amministratore delegato) vuole con sé in Telecom un altro. Naturalmente ne parlo con Tronchetti Provera che mi rassicura: “Lei si occuperà delle mie cose romane”. Le sue “cose romane” erano i suoi guai romani. E c’erano guai dappertutto, in quel momento”.
“Gasparri (il ministro delle Telecomunicazioni) non gli piaceva e Tronchetti non piaceva a Gasparri. In estate, al festival dell’Unità di Rimini, Massimo D’Alema lo attacca a testa bassa…
Ho già detto che una concezione moderna della sicurezza (che è reputazione, soprattutto) deve fronteggiare anche - o soprattutto - quella roba lì, gli attacchi politici, le ostilità di parte, i pregiudizi, i veleni. Deve saper leggere e anticipare le iniziative avverse, condizionare le mosse dei rivali o ridurli al silenzio. E’ un lavoro che si nutre di conoscenza. Conoscenza dell’avversario, delle sue ragioni più autentiche e nascoste, ma è anche “sapere” e dunque capacità di adattarsi a quella “emergenza” o sventandola o ridimensionandola. In gergo, le chiamiamo “analisi del rischio” e “analisi di scenario”. In quell’avvio di gestione della Telecom, ne avevamo bisogno come dell’aria. Il momento intorno a noi era sconfortante. Non c’era stato soltanto l’11 settembre, c’erano ancora le macerie dello sgonfiamento della bolla speculativa, la catastrofe dei bond argentini”. Leggi il resto
Forum Sociale Europeo 2008 - Malmoe, 17/9 - 21/9 Settembre
22 Luglio 2008
Il 12 luglio si è tenuta a Bruxelles l’ultima riunione del gruppo programma, che ha affrontato l’ultima fase di accorpamento dei seminari per ciascun asse tematico, ha discusso della manifestazione di apertura e dell’Assemblea dei movimenti sociali.
E’ particolarmente urgente concludere la registrazione dei seminari accorpati.
Chi non l’avesse fatto, può andare nell’apposita sezione del sito www.esf2008.org. Per registrare la versione finale del seminario è necessario possedere i codici dei seminari che si sono fusi (quelli che cominciavano per ACT). Dopo la registrazione viene dato un altro codice al nuovo seminario (che comincia per MER).
Utilizzando il codice MER, si dovrà effettuare entro il 31 luglio il pagamento dei seminari, sempre sul sito. Sul sito sarà possibile anche pagare la quota di iscrizione per le organizzazioni e i partecipanti.
Controllate regolarmente il sito per capire quando si può iniziare ad effettuare i pagamenti.
Il serio lavoro sull’accorpamento ha dato i suoi risultati. Ogni asse tematico avrà un numero ristretto di seminari. Questo significa meno frammentazione e dispersione del Forum, e anche maggior dibattito e scambio fra le organizzazioni presenti.
Nella manifestazione di apertura, il 17 nel tardo pomeriggio, parleranno dieci persone, con intermezzi musicali. Prenderanno la parola il sindaco di Malmo, la presidente della CES e del Sindacato LO svedese; un ex arcivescovo, molto attivo nel movimento di solidarietà, una francese di Via Campesina, un rappresentante delle associazione migranti, uno studente greco, Attac Europa, una femminista polacca, un palestinese e un israeliano. L’attivista italiano di Vicenza antiwar
parlerà alla manifestazione di sabato insieme a diversi altri oratori.
Il benvenuto, a nome del comitato organizzatore nordico, sarà fatto da una delle presentatrici, Carmen Blanco (india quechua del Perù, ex metalmeccanica sindacalista, presidente dei gruppi latinoamericani in Svezia per molti anni).
L’assemblea dei movimenti sociali si svolgerà la mattina di domenica, dalle 9,30 a 12, prima della sessione di chiusura vera e propria, in modo da poter portare al suo interno le decisioni prese. La discussione sarà concentrata sulle mobilitazioni europee e le iniziative che verranno riportate dalle assemblee tematiche svoltesi nei giorni precedenti.
Una riunione preparatoria aperta si svolgerà il venerdì sera dalle 18 alle 21.
E’ indispensabile che chi intende partecipare prenoti al più presto le camere: quelle a Malmo sono in via di esaurimento. In alternativa si può andare a Copenaghen o a Lund, più consigliato dagli svedesi perché è più vicino e il treno è più economico. Per cercare alloggio si può cercare sul sito del Forum o sui siti commerciali. Prenotate anche i viaggi aerei perché ovviamente le tariffe tendono ad aumentare.
Ricordate che il volo più comodo ed economico è su Copenhagen, da lì c’è il treno per Malmo che impiega mezzora.
Scandalo intercettazioni: le straordinarie rivelazione di Tavoroli su Telecom e servizi
22 Luglio 2008
A leggere i giornali, e qualche anticipazione del documento che annuncerà oggi la chiusura delle indagini del pubblico ministero di Milano, l’affaire Telecom sembra essersi sgonfiato come un budino malfatto. Più o meno, si sostiene che fossero all’opera, in Telecom, soltanto un mascalzone (Giuliano Tavaroli) e un paio di suoi amici d’infanzia (Emanuele Cipriani, un investigatore privato, e Marco Mancini, il capo del controspionaggio del Sismi). La combriccola voleva lucrare un po’ di denaro per far bella vita e una serena vecchiaia. I “mascalzoni” avrebbero abusato dell’ingenuità di Marco Tronchetti Provera (presidente) e di Carlo Buora (amministratore delegato). Tutto qui.
L’affaire Telecom è stato dunque, secondo quest’interpretazione, soltanto un bluff mediatico-giudiziario utilizzato (o, per alcuni avventurosi osservatori, organizzato) da circoli politici per sottrarre al “povero” Tronchetti la società di telecomunicazioni.
La ricostruzione è minimalista. Evita di prendere in esame, anche soltanto con approssimazione, la sequenza dei fatti accertati (a cominciare dalla raccolta di migliaia di dossier illegali); la loro pericolosità; i protagonisti (alcuni mai nemmeno nominati); un multiforme network di potere che condiziona ancora oggi un’imprenditoria debole senza capitali e una politica fragile senza legittimità: imprenditoria e politica sorrette, protette o minacciate - secondo convenienza - da alcune burocrazie della sicurezza. È nelle pieghe di questi deficit e contraddizioni italiani che è fiorito l’affaire, uno scandalo che nessuno - a quanto pare - ha voglia di affrontare. Vedremo se lo farà la prudente magistratura di Milano.
Per definire almeno la cornice del “caso” e gli attori e un metodo e qualche fondo fangoso, Repubblica - nel corso del 2008 - ha avuto sei colloqui (a Bereguardo, Milano e Albenga) con un Giuliano Tavaroli convinto già da tempo (e quel che accade sembra dargli ragione) che “nessuno avrà interesse a celebrare il “processo Telecom”. Nessuno: né i pubblici ministeri, né gli imputati, né la Telecom vecchia, né la Telecom nuova. Ma io non sono e non farò né accetterò mai di essere il capro espiatorio di questo affare. Io vorrò con tutte le mie forze il processo e nel processo vorrò vederli in faccia ripetere quel che hanno riferito ai magistrati. Il mio vantaggio è che tutti - tutti - hanno mentito in questa storia, e io sono in grado di dimostrare che le informazioni che ho raccolto sono state distribuite in azienda perché commissionate dall’azienda e nel suo interesse… Ne ho sentite di tutti i colori. Come Marco Tronchetti Provera che nega di aver mai avuto conti all’estero, come se non sapessi che per lo meno fino al 2006 i suoi conti erano a Montecarlo”.
Tavaroli lamenta di essere stato “messo in mezzo” per aprire la strada all’inchiesta Abu Omar. E’ il “signore della sicurezza” Telecom. I pubblici ministeri devono intercettare gli uomini del Sismi che hanno cooperato con la Cia per sequestrare illegalmente il cittadino egiziano, sospettato di essere un terrorista. Con i buoni rapporti di Tavaroli con il Sismi, l’operazione sarebbe stata a rischio. “Così - dice Tavaroli - hanno cominciato a indagare su di me in modo strumentale. Sì, strumentale. Potrei farvelo leggere nelle carte. Nelle carte c’è scritto. Dispongono la perquisizione nel mio ufficio con un unico obiettivo: rimuovermi dal mio posto nella convinzione che, se non lo avessero fatto, non avrebbero avuto campo libero per le intercettazioni dell’inchiesta Abu Omar e quindi per l’ascolto decisivo dei funzionari del Sismi. Pensavano: questo Tavaroli se ne accorge e avverte il suo amico Mancini (era il capo del controspionaggio dell’intelligence) e noi non caviamo un ragno dal buco. Così sono finito nel tritacarne…”.
Sarà, quel che è saltato poi fuori giustificava l’iniziativa penale, ma qui conta altro. E’ vero o è falso che, nel tempo, si è creata una sovrapposizione operativa, una contiguità d’interessi tra l’intelligence di Stato, le security delle grandi aziende al servizio di obiettivi ora istituzionali ora politici ora economici, ora l’uno e l’altro? Un “sistema” che per alcuni anni ha avuto il suo centro nella Telecom di Marco Tronchetti Provera?
Tavaroli dice che, se si vuole davvero capire che cosa è accaduto in Telecom, bisogna andare indietro nel tempo. Leggi il resto
Comunicato stampa del Coordinamento Nazionale Supervisori di Tirocinio Ssis
22 Luglio 2008
Il Governo, attraverso un emendamento inserito nel decreto legge 112/2008, in fase di approvazione in Parlamento, rischia di mettere la parola fine all´esperienza di formazione degli insegnanti di scuola secondaria, realizzata negli ultimi dieci anni attraverso le SSIS (Scuole di Specializzazione per l´Insegnamento Secondario) proprio quando i processi stavano fornendo risultati apprezzabili nella qualità della formazione degli insegnanti specializzati.
Appena il mese scorso il Ministero interveniva col decreto del 10 giugno 2008 per apportare modifiche in alcune università al numero dei posti dei laureati che potevano essere ammessi ai corsi di specializzazione, autorizzando implicitamente le procedure preliminari per l´attivazione del X ciclo delle SSIS. A cosa si deve il repentino ripensamento? Perché, nonostante le numerose richieste di incontro e audizione da parte di diversi soggetti coinvolti nel provvedimento e le successive formali proteste a causa del diniego ad ogni tipo di contatto, si è voluto con ostinazione proseguire nella via della sospensione? Quali benefici reali può trarre il nostro Paese da questo provvedimento? E quali i danni?
Il coordinamento nazionale dei supervisori di tirocinio (Co.N.SV.T.) esprime con questo comunicato la sua più decisa contrarietà alla decisione della sospensione, la cui conseguenza sarà di fatto la cancellazione di competenze e risorse che in questi anni si sono formate all´interno delle SSIS, e che dovrebbero invece costituire il punto di partenza per il nuovo sistema. L´assenza di una vera cultura della valutazione ha impedito alle autorità di governo della scuola di apprezzare i risultati del sistema e ha pregiudizialmente indotto ad una sottostima del notevole impegno organizzativo, professionale e di
ricerca necessario per il suo funzionamento. I supervisori di tirocinio, docenti esperti di scuola superiore, hanno avuto nelle SSIS il compito di integrare la formazione accademica dei corsisti con la sperimentazione sul campo sviluppate nel tirocinio, mantenendo forte il legame fra la scuola e l´università. La sospensione dell´esperienza SSIS interromperebbe bruscamente questo circuito virtuoso di collaborazione. Leggi il resto
Manifestazione in Cisgiordania: un soldato israeliano spara a un giovane fermato
22 Luglio 2008
Il ragazzo è bendato, le sue mani sono legate. Ma il militare israeliano, davanti a lui, sembra non accorgersene neppure. Solleva l’arma, e spara. È «solo» una pallottola di gomma: ma la distanza è talmente ravvicinata che, se la mira fosse stata rivolta al torace, il 27enne palestinese Ashraf Abu-Rahama non avrebbe più modo di raccontare quanto gli è accaduto il 7 luglio, nel villaggio di Na’alin, in Cisgiordania. E che invece è stato raccolto e documentato da un video, pubblicato dal gruppo per i diritti umani israeliano B’Tselem e ripreso dal quotidiano Ha’Aretz.
FERITO AL PIEDE - Ashraf faceva parte di un gruppo di dimostranti che protestava contro la barriera di separazione che corre a Na’alin. Negli scorsi mesi, le proteste sono aumentate di numero e si sono spesso concluse con violenti scontri. Il ragazzo, fermato dai militari israeliani, ha detto di esser stato picchiato, bendato e legato. Poi, come si vede nel video, un soldato gli ha sparato contro, da pochissimi metri di distanza. Ashraf ha detto di esser stato ferito a un piede, e di aver ricevuto soccorso dagli stessi militari prima di essere rilasciato.
DUBBI - «Abbiamo già avviato un’inchiesta interna — ha detto il portavoce dell’esercito israeliano Avital Leibovitz — ma abbiamo dei dubbi su alcune sequenze». Il maggiore si riferisce agli istanti immediatamente seguenti allo sparo: la telecamera, infatti, smette per qualche secondo di filmare, per riprendere qualche attimo dopo. Il motivo di questa interruzione, spiega B’Tselem, è semplice. A filmare la scena è stata una ragazzina di appena 14 anni, dalla finestra di casa. «Allo sparo, s’è spaventata e ha schiacciato il tasto «Stop». Ha ripreso appena se n’è resa conto» ha spiegato la portavoce del gruppo Sarit Michaeli. Leggi il resto
Napoli, annegano due bambine rom: totale indifferenza tra i bagnanti
21 Luglio 2008
Si erano tuffate dal pontile della spiaggia di Torregaveta, sotto Monte di Procida. Erano in quattro, avevano caldo e volevano fare il bagno: due piccole rom, una loro cugina e un´altra amica. Non hanno considerato che avevano mangiato da poco e che il mare forza due sarebbe stato più forte di loro. Violetta e Cristina Ebrehmovich, di 12 e 11 anni, sono morte annegate. Le altre due sono state salvate dai soccorritori che si sono lanciati in mare quando hanno sentito le loro richieste di aiuto. Dopo la tragedia, la sorprendente reazione di una parte della spiaggia: i bagnanti hanno continuato a pranzare e a prendere il sole, come se nulla fosse successo. «Abbiamo recuperato quei corpi tra l´indifferenza generale», dice sdegnato Pasquale Desiato, l´autista del 118.
La spiaggia è affollata di sabato mattina, ci sono più di cento persone, ma non tutti fanno il bagno perché il mare è grosso. Violetta, Cristina, Manuela e la loro amica, che sono sbarcate con la Cumana dal campo rom di Secondigliano, lasciano sul pontile lo zaino pieno di tartarughine e braccialetti da vendere per fare un bagno nelle acque agitate di Torregaveta. Non hanno il costume, indossano solo i pantaloncini. Intanto le onde crescono e le ragazzine si spaventano: la corrente le trascina. Le urla arrivano ai bagnanti. Sono le 13.46, quando una donna avvisa il 118: «Venite subito, le ragazze non si vedono già più, il mare se le porta via».
Questo il racconto della Capitaneria di Porto, che ha raccolto le prime testimonianze: le rom devono aver avuto un malore perché hanno fatto il bagno troppo presto dopo aver mangiato, e così hanno cominciato a chiedere aiuto. Due bagnini delle spiagge vicine hanno sentito le grida e si sono tuffati per trarle in salvo. Purtroppo l´operazione è riuscita solo a metà. La quindicenne Manuela e la bambina di 8 anni che era con lei sono state agganciate e portate a riva. La stessa fortuna non è toccata a Violetta e Cristina, che il mare aveva trascinato più lontano.
Più tardi arrivano anche gli operatori del 118 e i vigili del fuoco. L´autista dell´ambulanza ha tentato di salvare anche le altre due rom, senza riuscirci: «All´improvviso ho notato le bambine portate dalle onde. Mi sono avvicinato ed ho afferrato la più piccola per un braccio. Ma mi è scappata ed è scomparsa di nuovo nell´acqua. L´ho ritrovata a 150 metri dalla riva. Ho raggiunto anche l´altra, e ho chiesto aiuto ai bagnanti per portarle a terra». Inutili i tentativi di rianimarle. «Avevano bevuto tanta acqua. Sulla riva - prosegue Desiato - a stringersi attorno a quei corpi, non c´era un familiare. Solo le altre due, che si erano salvate, piangevano disperatamente».
Sul luogo della tragedia anche i carabinieri e i vigili del fuoco, arrivati sia via terra che via mare. Le altre due romene, nel pomeriggio, sono rimaste nel comando della Guardia costiera di Pozzuoli, per essere sentite dal comandante Sergio Castellano, fino all´arrivo del padre di una delle due, un uomo di origini slave con una carta d´identità italiana. La Procura ha aperto un´inchiesta affidata al Pubblico Ministero Stefania Stefanìa, che ha ordinato l´autopsia delle bambine. L´accampamento dei nomadi è alle spalle del carcere di Secondigliano, ed è proprio quello dove è iniziato il censimento del ministero dell´Interno per la schedatura delle prime minorenni in Italia. Le impronte digitali delle due annegate, però, non ci sono: erano troppo piccole anche per entrare in una banca dati.
da www.repubblica.it
Il Sole 24 Ore: Monte dei Paschi di sinistra? E’ la banca di fiducia di Berlusconi
21 Luglio 2008
Napoli: stop al governo, parte la raccolta differenziata autogestita
19 Luglio 2008
Si è tenuta sotto Palazzo Salerno, quartier generale del sottosegretario Bertolaso, la Rete Campana Salute Ambiente una conferenza stampa per presentare l’iniziativa di “raccolta differenziata porta a porta autogestita” che inizierà nel centro storico di Napoli a partire da Lunedì 21 Luglio.
L’ esperimento, senza precedenti nel suo genere, avviato nelle settimane scorse con un porta a porta informativo e che andrà avanti per due settimane grazie all’impegno militante del tutto gratuito e dimostrativo del Comitato salute ed ambiente del Centro storico, dei Corsisti I.SO.LA. di Banchi Nuovi e del Laboratorio Occupato SKA, ha già raccolto centinaia di adesioni e suscitato un grosso entusiasmo sia da parte di condomini che di attività commerciali.
L’iniziativa è parte della battaglia più generale che da anni come comitati di Napoli e della Campania portiamo avanti per un diverso piano rifiuti senza inceneritori e megadiscariche nell’ottica “Rifiuti Zero”.
L’obbiettivo immediato è quello di dimostrare che è concretamente possibile voltare pagina dopo 14 anni di speculazione e devastazione ambientale, mascherata da emergenza a partire dalla sensibilità dei cittadini, avviando in tempi rapidi un piano pubblico di raccolta differenziata porta a porta in tutta la città. Leggi il resto

