Milano: Convegno Internazionale “Rifiuti Zero: si deve, si può”
18 Aprile 2008
Convegno organizzato da: Gli Amici di Beppe Grillo di Milano e l’Associazione GAM - Grilli Altoparlanti Milano, in collaborazione con la Rete Nazionale Rifiuti Zero (www.ambientefuturo.org), Comitato Figino contro l’Inceneritore e Rete Lilliput.
Camera del Lavoro di Milano (Sala Di Vittorio), Corso di Porta Vittoria, 43, 30 aprile 2008 – ore 20.30 -
Ingresso offerta libera
La serata tratterà il tema dei rifiuti, le alternative più efficienti ed avanzate per la loro gestione ed il relativo impatto sulla salute.
Su un tema molto dibattuto quale quello della gestione del problema rifiuti, in una città come Milano, dove la raccolta differenziata è ferma al 30% (in altri Comuni d’Italia ha già raggiunto il 70%) e si vuole procedere alla costruzione di un nuovo inceneritore (in città ne è già presente uno, Silla2), il convegno si propone di cambiare il punto di vista, presentando l’approccio “Rifiuti Zero”, in cui gli Amici di Beppe Grillo si riconoscono: non si tratta di gestire un problema, ma di non generarlo e anzi trarre dei vantaggi
Quattro tra i maggiori esperti internazionali sull’argomento, tutti membri di Zero Waste (www.zerowaste.com), saranno quindi ospiti della serata per presentare la via virtuosa “Rifuti Zero”: Rick Anthony, Paul Connet, Eric Lombardi e Jeffrey Morris.
Di seguito un breve estratto dei loro curriculum:
Rick Anthony Presidente di RichardAnthony Associates (www.richardanthonyassociates.com), collabora con le Istituzioni e con le comunità per realizzare programmi di implementazione del riciclo
Paul Connet Professore di Chimica alla St.Lawrence University di New York. In particolare impegnato contro la costruzione di inceneritori, ne denuncia sprechi e nocività.
Eric Lombardi Direttore esecutivo di Eco-cycle.Inc, principale azienda addetta al riciclo in USA (www.ecocycle.it). Consulente presso numerosi enti e anche presso la Casa Bianca, si occupa nello specifico dei programmi per implementare il riciclo nelle diverse comunità.
Jeffrey Morris Economista, Presidente del Sound Resource Management Group, Inc., Olympia, Washington. Ricercatore e consulente, esperto nella valutazione costi/benefici e dell’impatto delle emissioni da sostanze inquinanti
Alla serata parteciperà come relatore anche:
Roberto Brambilla Esponente della Rete Lilliput ci presenterà in pratica come 45 famiglie di Concorezzo stanno iniziando a realizzare la raccolta differenziata ed il compostaggio, con l’obiettivo di ridurre i propri rifiuti. “Rifiuti zero: si deve, di può”!
GAM - Associazione Grilli Altoparlanti Milano - Il presidente Bruno Misculin - www.grillaltoparlanti.it
http://beppegrillo.meetup.com/1/
Per ulteriori informazioni si prega di contattare: Eleonora D’Onofrio – Referente Gruppo Rifiuti Zero, Meetup Amici di Beppe Grillo di Milano - mail: eleonoradonofrio@yahoo.it - Tel: 3496030982
TV: EUROPA7, IL COMMISSARIO KROES CONFERMA LE VIOLAZIONI
18 Aprile 2008
Dichiarazione di Giulietto Chiesa
In merito alla risposta della Commissaria Neelie Kroes all’interrogazione dei deputati Agnoletto, Aita, Berlinguer, Catania, Chiesa, Fava, Frassoni, Guidoni, Morgantini, Musacchio, Napoletano
Bruxelles, 18 aprile 2008
Al di là dell’arduo linguaggio burocratico, si capisce che la commissaria europea conferma:
a) che l’Italia viola la legislazione europea sulla materia che disciplina la radiodiffusione televisiva.
b) che il Consiglio di Stato Italiano “dovrà applicare il diritto comunitario” alle direttive della Corte di Giustizia Europea. Cioè non ci sono altre vie da esperire che quella di applicare la legge.
Qui va solo aggiunto che non solo Centro Europa 7 ha diritto al risarcimento del danno fino a qui subito, a causa delle suddette violazioni, ma continua vieppiù ad avere diritto di usare le frequenze che gli sono state fraudolentemente sottratte, dopo essergli state regolarmente assegnate.
c) che la Commissione ha notificato all’Italia, nel luglio del 2007, un parere motivato che conferma la procedura d’infrazione avviata nel 2006 e ha “intrapreso un’azione per porre termine alle violazioni e controllerà che la decisione della Corte di Giustizia sia pienamente applicata dall’Italia”.
Plaudo alla commissaria Neelie Kroes e all’Europa dei diritti dei cittadini che si fa sentire. Il prossimo governo italiano sarà guidato da un premier che, personalmente, è all’origine di gravi violazioni delle norme europee, che investono il diritto dei cittadini a una informazione libera e pluralistica. Proprietario di una rete che non gli spetta e che non vuole cedere .
Vedremo ora con quali trucchi si cercherà di mascherare ulteriori violazioni del diritto comunitario.
Giulietto Chiesa
Parlamentare europeo
*********************
INTERROGAZIONE SCRITTA E-0744/08
di Giusto Catania (GUE/NGL), Roberto Musacchio (GUE/NGL), Umberto Guidoni (GUE/NGL), Claudio Fava (PSE), Monica Frassoni (Verts/ALE), Giovanni Berlinguer (PSE), Pasqualina Napoletano (PSE), Vittorio Agnoletto (GUE/NGL), Vincenzo Aita (GUE/NGL), Luisa Morgantini (GUE/NGL) e Giulietto Chiesa (PSE)
alla Commissione
Oggetto: Sistema di assegnazione delle frequenze radiotelevisive in Italia- Sentenza della Corte di giustizia
Con la recente sentenza della Corte di giustizia dell’UE (C-380/05) sulla disputa dell’assegnazione delle frequenze fra l’emittente italiana Europa 7 e Rete 4, il sistema d’assegnazione delle frequenze radiotelevisive in Italia viene definito come contrario al diritto comunitario.
Secondo la Corte, il regime italiano non rispetta “il principio di libera prestazione di servizi e non segue criteri di selezione obiettivi e trasparenti”. La Corte europea dà ragione all’emittente Europa 7 che aveva ottenuto un’autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere perché non sono mai state assegnate le radiofrequenze.
Alla luce del pronunciamento della Corte di giustizia:
Come intende agire la Commissione europea per porre termine alle violazioni riscontrate dalla Corte e fare rispettare il diritto comunitario?
*********************
RISPOSTA DI NEELIE KROES A NOME DELLA COMMISSIONE
Bruxelles, 15 aprile 2007
La sentenza della Corte di giustizia nella causa C-380/05 faceva seguito a una domanda di pronuncia pregiudiziale ai sensi dell’articolo 234 TCE, con cui il giudice nazionale del rinvio, il Consiglio di Stato italiano, poneva una serie di quesiti riguardo alla compatibilità con il diritto comunitario della normativa nazionale che disciplina il settore della radiodiffusione televisiva su frequenze terrestri e, in particolare, del regime transitorio in favore delle reti esistenti.
Il Consiglio di Stato dovrà applicare l’interpretazione del diritto comunitario fornita dalla Corte di giustizia sui fatti della controversia in questione, che riguardano una richiesta di risarcimento del danno che la Centro Europa 7 sostiene di aver sofferto per il fatto che non le sono state assegnate, dai convenuti nella causa principale, le radiofrequenze terrestri in tecnica analogica necessarie per svolgere l’attività di diffusione di programmi radiotelevisivi.
Per quanto concerne la violazione delle direttive relative al nuovo quadro normativo per le reti e i servizi di comunicazione elettronica (1), la Commissione ha avviato nel luglio 2006 una procedura di infrazione contro l’Italia ai sensi dell’articolo 226 TCE, relativamente alla legislazione italiana che disciplina il passaggio dalla tecnica di trasmissione terrestre analogica a quella digitale(2). La Commissione ha portato avanti la procedura di infrazione notificando all’Italia, nel luglio 2007, un parere motivato ai sensi dell’articolo 226 TCE.
Pertanto, occupandosi delle disposizioni nazionali sopra citate nel contesto della procedura di infrazione ai sensi dell’articolo 226 TCE, la Commissione ha già intrapreso un’azione per porre termine alle violazioni e controllerà che la decisione della Corte di giustizia sia pienamente applicata dall’Italia.
Note:
(1) Direttiva 2002/21/CE (direttiva quadro), GU L 108 del 24.4. 2002, direttiva 2002/20/CE (direttiva autorizzazioni), GU L 108 del 24.4.2002, e direttiva 2002/77/CE della Commissione (direttiva concorrenza), GU L 249 del 17.9.2002.
(2) Legge n. 66/01, legge n. 112/04 (”legge Gasparri”), decreto legislativo 177/05 (”il testo unico”) e delibera AGCOM 435/01/CONS (”il regolamento”).
TAV: PM FIRENZE CHIEDE 13 CONDANNE PER DANNI FALDE IDRICHE
18 Aprile 2008
Tredici condanne e tre assoluzioni di cui due per prescrizione, sono state chieste stamani per i danni provocati alle falde idriche e ai torrenti dai cantieri per l’Alta velocità tra Firenze e Bologna, nel territorio del Mugello.Le condanne e le tre assoluzioni sono state chieste dal pm Gianni Tei nei confronti di 16 fra dirigenti e dipendenti di Cavet, il consorzio di imprese che ha avuto in appalto i lavori. Sulla quantificazione della pena si dovrà attendere la fine della requisitoria che proseguirà con il pm Giulio Monferini per le accuse relative all’inquinamento provocato dai residui delle escavazioni per le gallerie.
Sempre oggi il pm Tei, come già anticipato alla scorsa udienza, ha chiesto al tribunale la trasmissione degli atti del processo alla Corte dei Conti per valutare eventuali responsabilità per danno erariale a carico di Regione Toscana e ministero dell’Ambiente, per omesso controllo: secondo il pm, sulla realizzazione dell’ Alta velocità, di fatto è mancato. E’ vero che fu costituito a tal fine l’Osservatorio ambientale, ma ha finito per funzionare come “parafulmine”, non impedendo che si realizzassero i danni ambientali.
L’azione dell’Osservatorio avrebbe dovuto rafforzare i controlli di Regione e ministero, non sostituirli. Il pm ha poi spiegato che Cavet, il consorzio di imprese che si aggiudicò i lavori, “ha fatto ciò che ha voluto e potuto fare”, confutando i vari argomenti addotti per giustificare i problemi idrici verificatisi nel corso dei lavori: dalla colpa alla siccità, al fatto che non dipendeva dai cantieri, alla tesi che l’acqua sarebbe tornata o che tutto era previsto.
E’ stato anche sottolineato come il geologo della Regione che, nel ‘95, segnalo’ i rischi per le falde a causa della costruzione, “non ha fatto carriera:era al settimo livello e lì è rimasto”. Infine il pm ha anche citato la teoria economica della “cattura”, per evidenziare come nel caso della Tav “l’opera era tale che alla fine si è imposta, è passata avanti alle specifiche esigenze dei diversi portatori di interessi”. Il processo, che vede imputate oltre 50 persone, proseguirà il 17 aprile.
La Maddalena, interrogazione alla Commissione europea
18 Aprile 2008
Poche settimane fa l’ex Presidente del Consiglio Romano Prodi ha deciso di ricorrere al segreto di Stato per velocizzare le procedure di ristrutturazione edile della Maddalena, in previsione del prossimo G8 che si terra’ nell’Isola nel 2009.
Com’e’ noto, la partenza degli americani dalla base militare U.S.A a Santo Stefano ha favorito un boom edilizio nell’arcipelago che non sta tenendo conto delle principali normative europee mirate alla protezione della salute umana e della natura.
Le classi dirigenti PD e PDL si sono gettate sulla torta, con la complicità questa volta anche del Governatore Soru, promettendo la cornucopia di finanziamenti e posti di lavoro a go go. Demagogia vergognosa. Certo è difficile che la gente,. gli elettori, i lavoratori, si rendano conto che dovranno pagare duramente, più avanti, i regalini che gli vengono offerti oggi. Ma questo aggrava la responsabilità di coloro che li stanno ingannando. Non è con gli alberghi a cinque stelle che si risolvono i problemi della Sardegna. Il turismo dei super ricchi varrà solo per i super ricchi mentre il fiume di denaro che viene liberato, e di cui pochi potranno sorbire qualche goccia, si seccherà subito dopo. Così stanno le cose. E bisogna dirlo ora, prima che lo scempio cominci.
La mancata applicazione della valutazione dell’impatto ambientale, le deroghe concesse dallo Stato per dimezzare i tempi di lavoro, servono per mostrare efficienza e rapidità, ma anche per impedire che l’opinione pubblica metta il naso negli affari. E i cittadini verranno privati della possibilità di conoscere gli effetti della presenza dei sottomarini americani a propulsione nucleare che per decenni hanno transitato nelle acque circostanti. Numerose ricerche hanno testimoniato la presenza di materiali radioattivi nelle alghe della zona, e le statistiche del livello di salute dei maddalenini non sono confortanti.
Per questo motivo si e’ ritenuto necessario rivolgersi alla Comunita’ europea, invitando chi di competenza, la Commissione in questo caso, a rispondere ad una interrogazione sulla corrispondenza alle norme di quanto sta avvenendo a La Maddalena.
Interrogazione alla Commissione Europea - 16 Aprile 2008 -
Autore: Giulietto CHIESA
Nuovi progetti edilizi per il G8 a La Maddalena
Il 20 Marzo 2008 sono stati approvati dalla Giunta Regionale della Sardegna 11 progetti di edilizia privata per la riqualificazione turistica di La Maddalena, arcipelago sardo compreso nell’elenco dei siti di importanza comunitaria (cod ITB000008 estensione 13.240ha). Gli interventi edili sono stati programmati in previsione del prossimo G8 che si terrà alla Maddalena nel 2009. Il 22 Marzo 2008 e’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale italiana l’ordinanza tramite la quale l’ex Presidente del consiglio Romano Prodi ha esteso a tutti i lavori del G8 la «qualificazione di riservatezza e segretezza», cioe’ il segreto di Stato. In applicazione di questa norma Guido Bertolaso, commissario straordinario dell’evento, incaricato di coordinare i lavori di ristrutturazione della Maddalena, e’ esonerato dal seguire le norme che disciplinano i normali tempi di procedura, che saranno ridotti della metà. Sono previste deroghe per la valutazione dell’impatto ambientale diversamente da quanto stabilito dalla direttiva comunitaria 97/11/CE.
E’ necessario segnalare che l’area marittima della Maddalena e’ stata piu’ volte teatro di incidenti causati dal transito e rifornimento dei sottomarini a propulsione e armamento nucleare della base militare americana stanziatasi alla Maddalena nel 1972. Ricerche recenti coordinate da Legambiente e condotte da un gruppo di esperti italiani e stranieri hanno rilevato la presenza di radionuclidi trans-uranici nelle acque della zona.
Studi epidemiologici richiesti dalla Regione Sardegna hanno inoltre denunciato eccessi significativi di morti e ricoveri ospedalieri per linfoma non Hodgkin a La Maddalena. Il rischio sanitario è ben descritto dallo studio recentemente svolto dall’ESA, consorzio temporaneo d’impresa Epidemiologia Impresa Sviluppo. Solo per il linfoma di Hodgkin si segnalano i seguenti dati rispetto alla media nazionale: Uomini + 177,8% mortalità, +147% ricoveri, +131,9% diagnosi principale; Donne + 37% mortalità.
1) Ha conoscenza la Commissione di quanto segnalato?
2) E’ possibile secondo la Commissione che il ricorso al Segreto di Stato comporti la mancata applicazione di direttive comunitarie quali, ad esempio, la 97/11/CE?
3) Quali sono le misure che la Commissione intende adottare secondo il principio di precauzione la cui base legale risiede nell’art.174§2 e §3 del Trattato CE?
Direttiva 97/11/CE http://www.ministerosalute.it/ipocm/resources/documenti/DIRETTIVA_97-11.pdf
Articolo 174 Trattato CE
1. La politica della Comunità in materia ambientale contribuisce a perseguire i seguenti obiettivi:
—salvaguardia,tutela e miglioramento della qualità dell’ambiente,
—protezione della salute umana,
—utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali,
—promozione sul piano internazionale di misure destinate a risolvere i problemi dell’ambiente a livello regionale o mondiale.
2. La politica della Comunità in materia ambientale mira a un elevato livello di tutela,tenendo conto
della diversità delle situazioni nelle varie regioni della Comunità. Essa è fondata sui principi della precauzione e dell’azione preventiva,sul principio della correzione,in via prioritaria alla fonte,dei danni causati all’ambiente,nonché sul principio «chi inquina paga ».
In tale contesto,le misure di armonizzazione rispondenti ad esigenze di protezione dell’ambiente comportano,nei casi opportuni,una clausola di salvaguardia che autorizza gli Stati membri a prendere, per motivi ambientali di natura non economica,misure provvisorie soggette ad una procedura comunitaria di controllo.
3. Nel predisporre la sua politica in materia ambientale la Comunità tiene conto:
— dei dati scientifici e tecnici disponibili,
— delle condizioni dell’ambiente nelle varie regioni della Comunità,
— dei vantaggi e degli oneri che possono derivare dall’azione o dall’assenza di azione,
— dello sviluppo socioeconomico della Comunità nel suo insieme e dello sviluppo equilibrato delle
sue singole regioni.
4. Nel quadro delle loro competenze rispettive, la Comunità e gli Stati membri cooperano con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali competenti. Le modalità della cooperazione della Comunità possono formare oggetto di accordi negoziati e conclusi conformemente all’articolo 300,tra questa ed i terzi interessati.
Il comma precedente non pregiudica la competenza degli Stati membri a negoziare nelle sedi internazionali e a concludere accordi internazionali.
Il Bene Comune nel Sol Levante
16 Aprile 2008
Egregio On. Giulietto Chiesa,
Saluti dal Sol Levante!
Questa volta La contatto, perche`Le porto a conoscenza del fatto che con alcuni amici io vorrei, dopo queste Elezioni Politiche 2008, far partire il progetto di creare “L`Internazionale della Sinistra Arcobaleno”.
Tale progetto avra` la missione di analizzare ( e proteggere) la situazione dei lavoratori (Italiani e Locali) in tutto il mondo e l`obbiettivo di creare dei riferimenti, associazioni, circoli, etc. della Sinistra Arcobaleno, per meglio proteggere tutti i lavoratori e connazionali italiani che risiedono in ogni parte del mondo.
Personalmente, Lei mi pare che sia la persona giusta per coordinare tale importante e significativo progetto, percio` La preghiamo di darCi una Sua opinione e risposta a riguardo.
Cordialmente,
Giovanni Monte
Giappone, Asia
http://monte.sakura.ne.jp
***************
Caro Giovanni e gli altri amici,
grazie per avermi considerato un utile punto di riferimento. Cosa che accetto, sebbene vi siano molte cose da discutere in merito al vostro progetto.
In primo luogo il nome. Non so se reggerà alla prova delle elezioni del 2008. Vedremo. Io penso che dopo le elezioni si dovrà ridiscutere tutto. Abbiamo bisogno di una vera e propria ricostruzione del patrimonio di idee che abbiamo perduto, e di costruzione di una visione del mondo che sia corrispondente alla situazione reale.Per quanto mi riguarda ho cominciato a lavorare sul tema di un movimento politico, ideale, culturale, che ha un nome che mi pare il più adatto a costruire un largo schieramento, alternativo alla società attuale, del consumo esasperato e della devastazione della natura e delle menti.
L’ho chiamato “il Bene Comune”. Ma, certo, non è su una mail che possiamo esaurire questa problematica. Per intanto fatemi sapere chi siete, quanti siete, che proposte avete, di cosa avete discusso. E io cercherò di collocarmi nell’alveo della vostra discussione.
Poi vedremo il da farsi.
Intanto molti cordiali saluti
Giulietto Chiesa
***************
Egregio Compagno Giulietto,
Saluti dal Paese del Sol Levante! Tutti noi Ti ringraziamo di cuore per la Tua preziosa risposta ed incoraggiamento.
Come da Te richiesto Ti facciamo pervenire alcuni commenti alle Tue domande, alcune idee di base che intendiamo portare avanti.Presentazione Personale Informazioni personali sono disponibili per tutti nei seguenti: http://monte.sakura.ne.jphttp://sardegnainasia.sakura.ne.jp
Fatemi sapere chi siete
Molti di noi sono dei simpatizzanti della Sinistra Italiana, altri specificatamente della Sinistra L`Arcobaleno, ed alcuni hanno ( o meglio avevano) creduto anche al messaggio dell`Italia dei Valori ed alcuni sono simpatizzanti degli Amici di Beppe Grillo. Alcuni di noi sono alla prima esperienza di questo genere. Ognuno di noi ha diverse esperienze, alcuni sono operai, impiegati, alcuni lavorano nel mondo accademico ed altri nel settore commerciale, ed alcuni provengono dal settore della sanita` (come me) e qualcuno fa addirittura dell`attivita` culturale e politica nel Paese che lo ospita, e quindi rappresentiamo un ottimo modello di diversi gruppi di comunita` esemplari attive di Italiani all`Estero.
Quanti siete,
Siamo qualche centinaio di Italiani che viviamo nella circoscrizione Africa-Oceania, Asia e Antartide, ma che diventerebbero migliaia se proporremo lealmente ai cittadini / lavoratori italiani delle proposte concrete secondo le analisi dei bisogni di ciascuna comunita` e di ciascun Paese. Il nostro rappresentante piu` significativo ed importante e` l`attuale Candidato al Senato per La Sinistra L`Arcobaleno, Franco Mantino dell` Australia. Che proposte avete, Tale progetto avra` la missione di analizzare ( e proteggere) le situazioni dei lavoratori (Italiani e Locali) in tutto il Mondo e l`obbiettivo di creare dei riferimenti, associazioni, circoli, etc. della (VERA) SINISTRA ITALIANA, per meglio proteggere tutti i lavoratori; e, ci preoccuperemo principalmente dei connazionali italiani che risiedono nella nostra circoscrizione. Siamo convinti che esiste un forte desiderio di partecipazione politica da parte dei nostri Connazionali residenti nella nostra Circoscrizione, e siamo anche convinti bisogna focalizzare la nostra attenzione su alcuni punti “strategici” che favoriscano l’aggregazione, tenendo conto delle enormi distanze geografiche in gioco. Proponiamo che si organizzi sia (A) in rete che (B) nelle comunita` di ciascun Paese una discussione in tal senso, da gia` dopo le elezioni, magari aprendo un “gruppo di discussione specifico”, nel quale dovrebbe iscriversi un numero sufficiente di persone al fine di produrre delle proposte concrete, con la sola condizione che tali proposte siano frutto di una vera discussione democratica ben organizzata; (C) vorremo inoltre promuovere un Riunione Generale entro la fine di quest` anno, che pensiamo che si potrebbe tenere in uno dei tre seguenti Paesi: Giappone, Australia o Sud Africa. Speriamo soprattutto che potranno partecipare il maggior numero di persone, poiche le politiche di base dovranno essere pienamente discusse da il piu` elevato numero di rappresentanti possibile. Abbiamo bisogno di una vera e propria ricostruzione del patrimonio di idee che abbiamo perduto. Costruzione di una visione del mondo che sia corrispondente alla situazione reale.
Questo “soggetto” dovrebbe assolutamente collocarsi e concretizzarsi “nel territorio” proprio a fianco dei cittadini in quel determinato Paese ed immerso in quella determinata cultura. E quello che noi pensiamo sia “obbligatorio” ed “imperativo” e` che questo “soggetto” dovrebbe inizialmente partire fuori dagli schemi e mentalita` della politica italiana e dei partiti italiani.
Percio` a noi piacerebbe che le persone che si impegneranno ed operano nel mondo del lavoro, ovunque loro siano, “aprano gli occhi” e guardino la “realta` del lavoro e della vita in diverse parti del mondo” cosi` come e` e non come “l`informazione italiana” la descrive, perche` essa secondo noi e` “falsa” e “bugiarda”. Di conseguenza la situazione dei “lavoratori e dei cittadini italiani all`Estero” e` una delle nostre missioni. Un`altra missione come “ambasciatori culturali” in Asia e` di insegnare ai bambini ed ai giovani Italiani anche la problematica della multietnicita` e multiculturalita`.
Percio` intendiamo soprattutto incoraggiare i piu` piccoli ed i piu` giovani di origine (di) Italiana a partecipare ai nostri incontri / iniziative, in modo che le nostre idee ed il nostro patrimonio di valori e di cultura italiana (ereditati dalla madre patria Italia), possano venire tramandati ed insegnati in modo saggio e concreto a tutti i nostri ragazzi/e.
Occorre percio` spronare e aiutare gli emigrati e le successive generazioni a restare, ove lo desiderino, e ad eccellere nei loro Paesi di Residenza. Percio` gli “Italiani all`Estero” possono oggi Tutti diventare ambasciatori della cultura e dei valori autentici dell` Italia. Quindi, proclamare nel Mondo gli autentici valori dei Padri Fondatori della Repubblica non significa quindi meramente intervenire nelle decisioni politiche dell`Italia mediante l`esercizio del voto, bensi` prendere posizione in difesa di se stessi e delle proprie origini, in qualunque parte del mondo ci si trovi .In primo luogo il nome. In nome dovra` essere ancora discusso e approvato. Il nome e` davvero molto importante e vorremo pensarCi con molta calma. Mi impegno a sottoporre a tutti anche “il Bene Comune” . Ad alcuni “il Bene Comune” di per se` sembra si un grandissimo concetto, ma per un movimento politico forse non potrebbe andar bene. Pero` come gia` detto il nome potrebbe essere definito ed approvato entro la fine dell`anno, ma non ora.
Nostra opinione su “Rifondazione” e La Sinistra Arcobaleno.
A riguardo della situazione interna di “rifondazione” e della Sinistra L`Arcobaleno, siamo daccordissimo su questi due punti:
(1) Bertinotti avrebbe ragione ad autocriticarsi, avendo pensato di poter fare l’innovazione solo pagando il prezzo di non toccare il paradigma organizzativo. Ma non vero che le cose sono andate così E’ vero che il paradigma organizzativo, formalmente, non è stato toccato. Il problema è che è stato svuotato senza che fosse sostituito con uno più democratico.
(2) A un certo punto Bertinotti ha teorizzato che bisognasse addirittura implementare l’informalità nella discussione e nei processi decisionali. Il risultato è stato un incremento del leaderismo, un clima di conformismo crescente, e la crisi di credibilità e soprattutto di autorevolezza degli organismi preposti, nel paradigma, a prendere decisioni e ad assumersi responsabilità .La maggioranza di Noi Italiani all`Estero, negli anni abbiamo affinato un concetto della politica che deve essere “trasparente” e basata sul “rispetto” e sull`”etica”, A noi come cittadini italiani e simpatizzanti della Sinistra L`Arcobaleno ci e` dispiaciuto che il compagno presidente Fausto Bertinotti ci abbia completamente ignorato, percio` ancora oggi “vorremo conoscere” (per giustizia) tutti i nomi della dirigenza nazionale della Sinistra L`Arcobaleno che “hanno deciso” la situazione attuale nella nostra Circoscrizione: DUE candidati al Senato e ZERO alla Camera, perche`? Pero` per corretezza dobbiamo anche dire che Noi abbiamo comunicato si con l`On Bertinotti, ma non sappiamo SE veramente Egli abbia letto le nostre lettere. Di sicuro il segretario di Bertinotti ci ha confermato il ricevimento della lettere. Cosi come e` vero che L`On Mussi ci e` stato detto sia stato informato del problema, …ma in realta` non ne siamo certi. A nostro parere, da questo momento in poi, ci sembra “difficilissimo” e forse “impossibile” creare un “buona immagine” della Sinistra l`Arcobaleno nella nostra Circoscrizione, percio` vorremo posizionarsi come la “VERA Sinistra Italiana”, che pensa “solo” a concretizzare il Bene Comune degli Italiani all`Estero. Solo Guglielmo Zanetta e Guglielmo Cartocci hanno corrisposto con Franco Mantino, percio` di certo questi due gentiluomini fanno parte dei “responsabili” dello tsunami nella nostra Circoscrizione.
Non si può trattare più l’Italiano che vive all’estero, anche se ora col diritto al voto, come un cittadino di terza classe. Noi che viviamo da anni all’estero, abbiamo acquisito esperienze di vita che i politici Italiani non sanno, non concepiscono o non vogliono cinicamente capire.
Il senso dell’attaccamento alla madre patria è molto più vivo e sentito dal cittadino che vive in varie parti del mondo. Quando noi veniamo in Italia anche per una breve vacanza, riviviamo intensamente la nostra vita passata, in questa nostra unica patria, che per bellezze, per tradizioni e per cultura non ha nulla da invidiare con il resto del mondo. E’ il cittadino che si deve rieducare ai vecchi valori, i veri valori che ormai sono scomparsi. La nostra società è gravemente malata. C’è uno stillicidio di menti, di intelligenze, continuo e una classe politica degenerata, pigra e cinica.
Noi ci vorremo impegnare (con la coscienza tranquilla) con onesta`, trasparenza ed amor di Patria umilmente cercando con le nostre limitate forze di contribuire al miglioramento sia gli Italiani all`Estero che della nostra tanto amata Italia.
Saluti e grazie “per Esserci”, umilmente
Giovanni Monte
***************
Caro Giovanni e cari tutti,
tanto lontani e così vicini al mio sentire personale. Anch’io sono stato un emigrato per vent’anni, in Unione Sovietica e poi in Russia. Una emigrato di lusso, almeno da corrispondente della Stampa, perchè quando lo ero dell’Unità non vivevo certo nel lusso, ma sempre emigrato. E quando leggo il tuo, il vostro modo di sentire e vivere la vostra patria, ci ritrovo anche i miei pensieri di allora. E ricordo anche come la trovai peggiorata quando tornai definitivamente a Roma, venti anni dopo. Ma questo è un altro discorso.
Ma mi è piaciuto molto il tuo discorso sulla funzione degli italiani all’estero, per l’orgoglio che contiene, per la voglia di fare positiva che presupppone. Credo che si possa fare molto in questa direzione, sia nel promuovere i diritti vostri, sia per assegnarvi il compito di promuovere il nostro paese, la sua storia e la sua cultura (prima che Berlusconi e Bossi la demoliscano definitivamente) Al dunque: non entro nel merito delle questioni e delle polemiche con Bertinotti e la Sinistra Arcobalenoche sollevavi. Le hai scritte prima del disastro del 14 aprile. Oggi hanno un altro significato.
Che è esattamente quello che tu proponi: dobbiamo ricostruire. E ricostruire su confini, su perimetri, più ampi di quelli ormai troppo stretti (e perfino ambigui, visto che si dicono di sinistra persone che questo titolo non lo meritano affatto) della sinistra.
Ecco perchè ho proposto il nome “Il Bene Comune”. Perchè ciò che sta per arrivare richiederà una solidarietà collettiva, una nuova visione della vita sociale, dei consumi, del lavoro. E questo varrà sotto ogni latitudine. Ma si può avere idee diverse sul nome. Non spetta a me, da solo, decidere come ci si dovrà presentare agli altri, ai molti. Vedremo.
Ma per intanto io, pensando all’Italia, avevo cominciato a mettere in funzione un sito che si chiama appunto così: www.ilbenecomune.net.
Un sito che, nelle mie intenzioni e in quelle dei miei collaboratori, vorrebbe essere proprio uno “strumento di comunicazione” tra esperienze di movimento di cultura, di azione, di crescita politica, di lotta, di difesa del territorio, dei diritti, di azione contro la guerra. Dicono oggi che la sinistra è stata cancellata, ma non è vero. Con un trucco ignobile è stata cancellata la sua rappresentanza parlamentare, ma l’Italia pullula di organizzazioni della società civile, e di milioni di teste ancora pensanti, che possono essere organizzate e organizzarsi, per diventare una forza collettiva potente.
Ecco io vorrei cucire questa rete. Il sito del Ben Comune è a vostra disposizione. Potrete aprire una o più pagine vostre , gestirvele come vi pare, usarle per comunicare non solo con me, con noi, ma anche tra di voi. Penso che sia inutile fare un altro lavoro aggiuntivo: la cosa esiste già e può funzionare da subito. Francesco De Carlo, che lo cura, vi aiuterà in tutto quello che vi serve.
Sarà l’inizio.
Noi seguiremo quello che fate, e, nei limiti delle nostre possibilità, vi aiuteremo a risolvere i problemi che non potrete risolvere da soli. Per quanto concerne il progetto di un incontro, anche siamo d’accordo. Ma bisogna prepararlo. Vi chiederei pertanto di buttare giù un documento essenziale, con una “agenda” di cose che voi ritenete preliminari, importanti essenziali. Bisogna che l’incontro, quando si farà, sia utile, produca risultati. Quindi vi chiedo di dare il punto di avvio con le vostre idee e anche rivendicazioni. Che voi conoscete e io non conosco. Il resto verrà. Voi avete voglia di fare. Io anche. E in più ho bisogno di gente come voi. Se riusciremo a fare il telegiornale indipendente (guarda su www.megachip.info) noi andremo anche su satellite. Che è l’Hot Byrd, che si vede solo in Europa, ma i satelliti oggi fanno miracoli. E potremmo trovare il modo di farlo rilanciare anche dall’altra parte del pianeta.
Così avrest anche, almeno qualche ora al giorno o alla settimana, una televisione che vi riporta davvero vicino alla vostra patria, alla vostra gente.
Aspetto vostre notizie Saremo governati da Berlusconi e da Bossi. E’ una ripartenza tragica, una sconfitta storica. Ma possiamo ricominciare. La storia non è finita il 14 aprile
Cordiali e affettuosi saluti
Giulietto
Foto truccata. Riflessioni dopo il diluvio
15 Aprile 2008
di G.Chiesa - Ho già ricevuto molte lettere e telefonate disperate. Il loro dato comune è che “non c’è più niente da fare”, “l’Italia è stata guastata in modo irrimediabile”, “gli italiani hanno scelto il peggio, dunque è quello che si meritano, peggio per loro, e anche per noi”. Qualcosa di simile al saragattiano (ma chi era costui?) “destino cinico e baro”.
E’ un errore. La foto dell’Italia che emerge da queste elezioni è una foto truccata. Truccata dalla legge truffa con cui la coppia Veltroni-Berlusconi ci ha costretto a votare.
Non c’è dubbio che i guasti del berlusconismo sono penetrati in profondità in tutti i settori della società italiana, e di questo si dovrà molto discutere per cercarne le cause.
Ma a sinistra si è votato sotto costrizione. Tutti abbiamo votato per costrizione, di fronte a una scheda che non permetteva di scegliere, di fronte al ricatto del voto “utile”. Veltroni ne ha fregati molti, a milioni, con questo trucco. Colpa loro? Anche, ma colpa derivata. Chi ha in mano il bastone dei media amici può fare questo ed altro, e Veltroni li aveva e li ha amici (inutile parlare di Berlusconi).
Non esiste più una sinistra? Un campo democratico della solidarietà, della giustizia sociale? Un campo pacifista, un campo operaio? Un campo giovanile e precario? Un campo veramente ambientalista, un campo che guarda a un’altra società, che non sia ostile all’Uomo e alla natura? Niente affatto! Esso esiste ed è grande.
Ma è stato privato della sua rappresentanza. Anche per colpa dei suoi dirigenti inetti, questo è certo, perchè solo degli inetti potevano concepire una campagna elettorale come quella fatta dalla Sinistra Arcobaleno. Che ha ingannato i suoi elettori potenziali facendo loro credere che un centro sinistra sarebbe ancora stato possibile. E questi hanno votato Veltroni (ritenendo che fosse ancora di sinistra), oppure hanno dato voto disgiunto. Gli altri non sono andati a votare, per delusione, per sconcerto e per rabbia.
Ma quei milioni di elettori di sinistra non sono spariti. Esistono. Non si vedono solo perchè il gioco di prestigio funziona. Dobbiamo romperlo, prima di tutto noi.
Dunque, cari compagni e cari amici, non facciamoci ingannare due volte. La frittata è venuta rotonda soprattutto perchè la padella che ci hanno messo di fronte, senza possibilità di scelta, era rotonda. Ma la società italiana è piena di spigoli, che non tarderanno a farsi sentire. Naturalmente se non piangeremo di fronte a una fotografia ritoccata.
”Che fare e perchè dobbiamo farlo” del Sig. Dario Leggiero
8 Aprile 2008
Gentilissimo Sig. Chiesa,
chi le scrive è un ragazzo di 27 anni, laureato in Giurisprudenza da 2, in attesa di occupazione.
Non è, o spero che non sia, la lettera di un poveretto che cerca qualunque strumento, e qualunque interlocutore, per sfogare le proprie frustrazioni e le proprie disillusioni. E a dimostrazione di ciò c’è il fatto che scrivo a lei piuttosto che a gente che è, istituzionalmente, politicamente o economicamente più importante di lei (di questi tempi vanno di moda le lettere al presidente della Repubblica).
Certo è che il mio è stato un percorso di presa di coscienza che, inesorabilmente e profondamente, si può affermare essere stato un cammino verso il baratro dei più inimmaginabili e atroci degli svelamenti dei veli di Maya.
Immagini un ragazzo a cui, da sempre, hanno detto che, attraverso lo studio e l’impegno, avrebbe trovato, se non la ricchezza e il successo sociale, quantomeno la serenità e la soddisfazione professionale, da cui, peraltro, ne derivano molte altre, se non tutte le altre. Provi a immaginare un ragazzo che vive nel chiuso di una vita universitaria, in una piccola e graziosa città del Centro Italia, tra svaghi, divertimenti, confronti con amici e conoscenti, il tutto nell’impegno quotidiano dello studio.
E immagini ora che questa persona, una volta uscita dal limbo dell’università (per molti, forse per tutti, il periodo aureo, quello che si ricorda con più piacere e struggimento) si trovi buttata nel mondo, quel mondo a cui, certo colpevolmente, non aveva dato importanza alcuna, sapendo che prima o poi l’avrebbe fatto.
Non è, o non è solo, il disagio di chi vede la propria Laurea, frutto di sacrifici quanto di mitizzazioni sopratutto altrui, rivelarsi un fardello, una sorta di macigno che ti schiaccia nell’incredulità di chi credeva che essa avrebbe portato, se non, ripeto, la ricchezza, quantomeno un posto di lavoro sicuro.
Non è solo questo: è iniziare a vedere che la povertà si diffonde come una piaga strisciante, dovunque, e che nessuno ammette del tutto apertamente.
E’ una povertà strana, è una povertà di chi riesce a mangiare 3 volte al giorno o anche più, di chi ha un telefonino e un televisore. Non è la povertà a cui la storia ci ha abituato. Ma è povertà, e sopratutto, può peggiorare. E’ vedere, per la prima vera volta, che tutto il progresso, tutta la ricchezza che abbiamo creato come popolo, come civiltà dopo decenni di fatiche e sacrifici, non basta: non basta nemmeno a dare un lavoro dignitoso. Come è possibile che il progresso, questo mito razional-capitalista ( ma anche socialista), non è in grado di assicurare alla gente nemmeno più il minimo indispensabile per vivere, laureato o no che tu sia?Com’è possibile che il progresso, il potenziamento esponenziale delle capacità produttive dei fattori economici, renda ancora la gente così schiava di lavori che impegnano l’intera giornata, lavori che spesso sono pagati in maniera indecorosa? E come mai, nonostante la produttività accresciuta, si parla di crisi, di stagnazione?
Ma ancora, ancora non è solo questo: pian piano ci si rende conto che questo progresso, questo mito a cui anche il più acerrimo degli iscritti al PCI ha creduto (es. mio padre), ha portato, a conti fatti, cementificazione folle (è sconcertante la devastazione dei paesaggi, basta farsi un viaggio in treno), alla distruzione di fauna e flora, inquinamento delle acque, prosciugamento di fiumi e laghi, erosione delle coste e quant’altro. E tutto questo per cosa? Per vivere in gabbie di cemento, ognuno isolato dall’altro, senza più quel margine di solidarietà che almeno univa i deboli? per cosa, per vedere la televisione propagandare modelli di benessere inarrivabili? Per passare ore in automobile imprecando contro il conducente maleducato? Per andare a farsi le lampade con i neon dei centri commerciali, per NON comprare cose che NON ci servono? Per andare via dalle proprie terre, a migliaia di chilometri, per lavorare in città che spesso non ci piacciono, sradicando intere famiglie, interi tessuti, intere VITE vissute?
Io ho riflettuto su tutto questo e ne ho cercato, disperatamente, le ragioni.
Non sono tanto preoccupato per me: sento di avere risorse, e me la caverò; a maggio parto per Dublino, per fare esperienze e migliorare l’inglese; poi chissà,sono disposto ad andare dovunque pur di non essere sfruttato e mal pagato.
Ma quello su cui mi interrogo è il perchè di tutto questo. E di perchè ce ne sono tanti: la globalizzazione selvaggia, il dominio delle corporazioni, l’impiantamento di modelli di vita che non sono nè sostenibili nè autentici, il potere bancario.
Ammetto di essere rimasto molto, molto sorpreso, di aver sentito, in una sua conferenza immortalata su youtube, parlare, anche se indirettamente, del signoraggio.
E’, forse, l’unica persona ‘famosa’, o comunque istituzionalmente significativa, che ha parlato del fenomeno del signoraggio, a che io sappia. Lei ha giustamente rilevato come, di fatto, i governi nulla possono; perchè parte, o gran parte, del potere di intervento su una economia è detenuto, ILLEGALMENTE, dalle banche centrali (da noi dunque la BCE). Io credo di aver compreso che molti dei mali del mondo siano ascrivibili al signoraggio: questo perchè, ad esempio, gli USA sono schiavi del debito pubblico; uno schiavo deve fare qualsiasi cosa voglia il padrone: e se è uno schiavo forzuto, come gli USA, può uccidere., può seminare orrore e morte come fa da 50 anni. Ma la mia non è retorica anti americana: gli stessi americani sono vittime inconsapevoli di questo meccanismo mostruoso e letale, che sta mettendo in pericolo la nostra intera civiltà. Una civiltà che sta affogando in un mare di debiti che non potrà mai pagare.
Ora, tutto questo per chiederle una semplice cosa. Io sono da sempre stato di sinistra, ma non ho certo intenzione di assoggettarmi al ricatto veltroniano del voto utile. D’altronde, a conti fatti, destra e sinistra negli ultimi non hanno assunto politiche tanto diverse.
Io voglio però sapere questo: che senso ha la politica oggi, se essa non può appropriarsi della sovranità monetaria? Ponendo il caso che la sinistra arcobaleno riesca ad avere la maggioranza (caso scolastico), cosa potrebbe mai fare, quali interventi potrebbe mai fare, essa o qualunque altra forza politica anche se teoricamente progressista, se non ha in mano le redini di una banca centrale?
E’ per questo che le chiedo che senso ha, ad esempio, votare la sinistra arcobaleno; per questo le chiedo che senso ha votare Lei, con tutto il rispetto e l’ammirazione che provo. Per la prima volta credo di non andare a votare: non Le chiedo di farmi cambiare idea; le chiedo di dirmi quello che sente di dirmi, come un padre a un figlio.
E’ una domanda di una persona smarrita, che ha visto tutte, o molte, convinzioni crollare addosso a sè, sgomento.
E’ una domanda che giunge dal cuore, a una persona che stimo e rispetto profondamente, più di chiunque altro in Italia.
Perdoni la prolissità.
Con affetto
Dario Leggiero
Caro Dario,
la tua lettera merita di essere letta non solo da me, la tua descrizione, infatti, è “universale”, nel senso molto preciso che contiene criteri che valgono per tutti e esperienze che moltissimi provano, ed è la puntuale caratterizzazione del momento critico che tutti attraversiamo.
Sì, siamo tutti smarriti. E la ragione mi è chiara: perchè non abbiamo più un criterio d’interpretazione della realtà che ci circonda. La sinistra, anche quella Arcobaleno, ha accettato la “narrazione” del mondo del capitalismo in espansione globale, del Prodotto Interno Lordo, dello sviluppo. Il cui risultato è quello che descrivi. Dentro questa narrazione non c’è spazio che per una ritirata complessiva.
Per vedere cosa fare bisogna “uscire” da essa, guardarla dall’esterno. Solo così si può, prima di tutto, vederne la caducità. E poi trovare i modi per combatterla. Marx fu cruciale non solo per la sua grandezza intellettuale e scientifica, ma perchè seppe dare un’interpretazione del mondo, individuò il punto di rottura della formazione sociale capitalistica e le cause intrinseche della fine di quel sistema.
Sbagliò in alcuni punti essenziali (non vide, per esempio, che la quantità di plusvalore che il capitalismo era in grado di produrre sarebbe stata sufficiente per permettergli di sopravvivere molto più a lungo di quanto non apparisse guardando la sua crisi solo dal punto di vista sociale). Ma è un discorso troppo lungo qui.
Qui l’essenziale è capire dove sta la via d’uscita. E essa sta nel dato, irrevocabile, che il capitalismo globale è arrivato al suo limite, cioè si sta ormai scontrando con l’impossibilità dell’ulteriore sviluppo geometrico della crescita. Impossibilità che si può esprimere con questa formula semplicissima, molto più attinente alla fisica che non all’economia: “non si può realizzare uno sviluppo infinito all’interno di un sistema finito di risorse”. Questo è il punto di avvio di una nuova riflessione teorica, che sta appena cominciando e che sarà il nucleo concettuale di una nuova opposizione allo stato effettuale delle cose, che io concepisco non come un nuovo partito di sinistra, ma come un movimento di popolo “per il Bene Comune”.
Come voti adesso è importante (io voterò per l’Arcobaleno, anche se so che queste idee là dentro non ci sono ancora, anzi sono molto più fuori che dentro quel contenitore)), ma più importante è cosa possiamo fare insieme “dopo” il 15 aprile.
Sarà una battaglia tremenda, perchè i sostenitori dell’attuale stato di cose sono assolutamente incapaci di rispondere in termini di attenuazione delle tensioni e delle turbolenze che sono già cominciate (esplicitate dall’11 settembre). Non possono più farlo. Eserciteranno dunque una repressione violenta. Tanto più violenta quanto più apparirà evidente che i limiti dello sviluppo diventeranno catastrofici. Dunque bisogna costruire un movimento organizzato, grande, per resistere. E, prima di tutto, costruire una nuova “narrazione”, che corrisponda alla crisi epocale verso la quale stiamo andando. Una teoria per una transizione pacifica verso una trasformazione radicale del modo di vivere di sei miliardi di persone.
Non spaventarti. Una volta compreso esso diventa reale, cioè teoricamente affrontabile e risolvibile. Il compito è immenso ed è tuo, è vostro. Noi, della generazione passata, cominciamo appena a capire. Voi ci dovrete vivere dentro, a questa transizione. E’ indispensabile che sappiate governarla, pima che i folli che ci hanno portato a questo punto possano tentare di risolverla con la guerra e la repressione generalizzata. Vedi, è l’intero sistema economico, sociale, organizzativo, che sarà messo in discussione. L’indipendenza delle Banche centrali, che oggi è un dogma, contestare il quale significa essere definiti terroristi, non è che uno dei meccanismi con i quali il denaro (i suoi proprietari) ha imposto le sue leggi schiaviste alla società intera. Non è “illegale”, come tu scrivi, semplicemente perchè loro l’hanno legalizzato, con le loro leggi.
La banca d’Inghilterra è divenuta “indipendente” dal potere politico (cioè dal potere della democrazia) solo nel 1997. In Italia è avvenuto prima, negli USA molto prima. E come è avvenuto può anche essere rovesciato.
Ma per porre queste questioni all’ordine del giorno della lotta politica occorre un grande movimento organizzato, che porti queste questioni sui tavoli del parlamento, del sindacato, della società civile in tutte le sue forme. Cioè occorre che queste cose siano comprese da molti. Per questo occorre cambiare democraticamente l’informazione e la comunicazione. Ecco perchè considero questa la battaglia centrale, quella dove si vincerà o si perderà ogni scontro successivo.
Stai in contatto con noi , partecipa a questa impresa. Lo puoi fare dovunque tu sia. Almeno fino a che non spegneranno la luce.
Cordiali saluti
Giulietto Chiesa
Albano, affare inceneritore
8 Aprile 2008
Una brutta storia quella dell’inceneritore di Albano.
Cerroni l’aveva annunciato alcuni giorni fa al Presidente del comitato dei cittadini di Malagrotta: “Costruirò il più grande inceneritore del mondo ad Albano. Ho già tutti i permessi!!!”
Dopo la discarica di Malagrotta, la più grande del mondo, Cerroni sarebbe diventato il proprietario del più grande inceneritore del mondo.
Chissà quante assicurazioni avrà ricevuto in questi mesi Cerroni, l’uomo che, da solo, gestisce lo smaltimento dei rifiuti del Lazio.
Tutto era pronto:
• un finanziamento di centinaia di milioni di euro da parte del governo;
• l’acquisto di decine ettari di terreni a Roncigliano;
• la società mista con l’AMA e l’ACEA.
Tutto era stato pianificato nei minimi dettagli, tranne alcuni imprevisti di percorso:
• il voto contrario del Consiglio Regionale, che in data 3 ottobre 2007 ha bocciato a stragrande maggioranza e in modo trasversale un ordine del giorno (presentato dai consiglieri Robilotta e Di Carlo) per inserire nel piano commissariale dei rifiuti l’inceneritore di Albano;
• la protesta delle popolazioni dei Castelli Romani, che hanno manifestato la loro preoccupazione e contrarietà in affollatissime assemblee a Cecchina, Albano, Pavona, Cancelliera, Santa Palomba, Marino;
• un corteo imponente, che il 15 marzo 2008 ha invaso le strade di Albano e che ritrova una partecipazione simile solo negli storici cortei delle lotte dei braccianti dei Castelli Romani;
• le innumerevoli osservazioni contro l’inceneritore presentati dal WWF, dalla Sinistra Arcobaleno, persino da Forza Italia;
• il parere contrario della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) espresso dall’assessorato regionale ambientale.
Alla notizia del VIA negativo, Cerroni deve essere andato su tutte le furie!!!
E, di conseguenza, è entrata in gioco tutta la lobby politica degli inceneritori.
In un colpo solo, sospendendo la campagna elettorale nazionale, sono intervenuti, a favore di Cerroni e del suo inceneritore, Berlusconi e Alemanno (PdL), Ciocchetti (UdC), Meta e Montino (PD), Robilotta e tanti altri.
Tra tutti gli interventi vanno segnalati quelli di Mattei e degli esponenti del PD.
Il Sindaco di Albano Mattei, ormai più preoccupato del suo futuro politico che del destino del territorio che amministra, sembra “Alice nel Paese delle Meraviglie” e si dice contrario al più grande inceneritore del mondo MA ne vorrebbe uno più piccolino per garantire “la chiusura del ciclo dei rifiuti” per 100.000 abitanti (questo dovrebbe essere il numero di abitanti che Mattei ha intenzione di raggiungere ad Albano con il nuovo PRG e con le varianti connesse con le Colline Romane).
Gli esponenti del PD continuano a sottolineare che sono per la raccolta differenziata MA ANCHE per gli inceneritori MA ANCHE per l’inceneritore di Albano MA ANCHE per la turbogas di Aprilia MA ANCHE…
Le popolazioni dei Castelli Romani, invece, sono fermamente contrarie all’inceneritore di Roncigliano senza MA e senza ANCHE.
Chiediamo con la massima urgenza un consiglio comunale aperto in cui i nostri amministratori e consiglieri ci spieghino esplicitamente le posizioni e le proposte per il territorio e ascoltino le nostre ragioni.
Chiediamo le immediate dimissioni dell’assessore all’ambiente di Albano Laziale che in questi anni ha dimostrato ampiamente di non essere in nessun modo all’altezza dei compiti a lui assegnati.
In questi giorni, la lobby politica degli inceneritori ha alzato il tiro e ha cominciato a minacciare, per Roma e per il Lazio, l’emergenza della Campania.
E’ una minaccia inquietante.
Va, infatti, evidenziato che nella Regione Lazio:
• la gestione delle discariche è gestita in modo monopolista da una sola persona, tale Cerroni;
• Cerroni ha presentato una proposta per la realizzazione di un inceneritore ad Albano;
• Cerroni, di fronte alle forti resistenze delle popolazioni dei Castelli Romani, può ricattare le istituzioni (Marrazzo, la Giunta Regionale, il Consiglio Regionale, i Sindaci, ecc.) con la minaccia di chiusura delle sue personali discariche.
Siamo, quindi, in una situazione democratica molto grave, in quanto la gestione in regime di monopolio di un settore così strategico per la vita sociale della regione permette al padrone delle discariche di poter condizionare fortemente le libere scelte del Presidente, della Giunta e del Consiglio Regionale.
Nella Regione Lazio siamo perciò in presenza di una pericolosa limitazione della vita democratica.
da www.noinceneritorealbano.it
Anche nella città di Vittoria (Rg) la Panther trova problemi
8 Aprile 2008
E’ di questi giorni una dura presa di posizione del sindaco di vittoria che contesta le prossime trivellazioni della Panther nei pressi della sorgente d’acqua “sciannacaporale” che alimenta la città di Vittoria. Il sindaco chiede la revoca delle concessioni e fa appello agli altri sindaci del val di noto.
Il comitato notriv prende atto della nuova situazione creatasi nel comune di vittoria e rinnova la sua ferma contrarietà a che prosegua l’attività della panther in tutto il val di noto ovvero le tre province di Ragusa, Siracusa e Catania!!
Si rimane in attesa dell’annullamento dei famosi e controversi permessi oggetto di vari ricorsi e della legge che blocchi le ricerche e perforazioni così come preannunciato nella precedente legislatura regionale da svariate forze politiche.
Il futuro della Sicilia non passa dagli idrocarburi!!!
Comitato notriv
LA PACIFICA RIVOLTA DI ROCCAPIEMONTE CONTRO LA GORI.
8 Aprile 2008
COMUNICATO STAMPA DEL COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’ACQUA PUBBLICA
Giorno importante per la cittadina di Roccapiemonte quello del 1° Aprile 2008. I funzionari della Gori tramite raccomandata avevano annunciato il loro arrivo in città per chiedere all’amministrazione il passaggio di consegna della rete idrica. L’amministrazione in tale data aveva organizzato un corteo pacifico (al quale hanno preso parte i bambini delle elementari, gli alunni delle scuole medie e del locale liceo scientifico oltre a numerose donne ed anziani) per le vie di Roccapiemonte con un’assemblea finale nell’auditorium del Liceo scientifico B. Rescigno. La Gori non curante del dissenso diffuso in città e del ricorso al TAR contro la determina dell’ATO3 sarnese-vesuviano e notificato alle controparti, ha sfidato la città presentandosi alla Sede comunale e tentando di “estorcere” ai dirigenti un verbale di consegna. A questo punto il corteo capeggiato dal primo cittadino Antonio Pagano (a cui va tutta la nostra solidarietà) con l’intero consiglio comunale si è recato al comune per dire nuovamente NO alla privatizzazione ai tre funzionari Gori, mentre la gente fuori contestava vivacemente ad alta voce.
E’ qui che il comitato smentisce categoricamente (e l’ ha già fatto anche l’amministrazione comunale) quello che la stampa locale ha scritto circa questa vicenda. I funzionari della Gori non sono stati assolutamente aggrediti o picchiati. La gente pacificamente continuava a gridare e a invitarli ad andar via i quali impassibili continuavano a star lì. A questo punto l’intervento dei carabinieri è stato necessario per scortarli alle auto e per farli andar via. Carabinieri e vigili chiamati dal Sindaco e dall’amministrazione per tutelare insieme ai membri del comitato la loro incolumità. La gente li ha accompagnati insieme ai carabinieri alle auto al solo scopo di assicurarsi chew andassero via.
Quindi non c’è stato nesun linciaggio, nessuna aggressione, nessuna rissa, ma solo una pacifica protesta per tutelare il diritto all’acqua pubblica da parte di una comunità matura.
Il Comune di Roccapiemonte si è riservato di indire le vie legali a tutela degli interessi della cittadinanza ricordando che lo Statuto comunale nell’art 6 comma 2 recita: “il Comune può gestire i servizi pubblici locali nelle forme giuridiche definite dalla legge e disciplinati dai regolamenti comunali, in economia; in concessione a terzi; a mezzo di aziende speciali; a mezzo di istiuzione, a mezzo di società per azioni; a mezzo di altre puntuali tipologie determinate dalla legge, fatta eccezione per la gestione del servizio idrico che resta a carico dell’Ente Comune in proprio, considerato che l’acqua rappresenta un bene primario ed indispensabile per la vita”.
Tanto si doveva pre precisare circa l’accaduto.
Roccapiemonte, 3 Aprile 2008
–
Paolo Carsetti
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
