Lettera al Pd di Grosseto
28 Febbraio 2008
Dal Movimento Bene Comune al Segretario Provinciale del Partito Democratico di Grosseto Marzio Scheggi
Abbiamo ricevuto l’invito a partecipare all’iniziativa con Walter Veltroni il 1° Marzo a Grosseto , ti ringraziamo e sicuramente parteciperemo.
Cogliamo occasione per farti i più sinceri complimenti ed auguri per l’importante ruolo chiamato a svolgere.
Il Movimento che rappresentiamo ha avviato un dibattito al proprio interno su questa scadenza elettorale orientandosi per il non voto/annullamento scheda elettorale, in quanto valutiamo che la Legge Elettorale in vigore viola la Costituzione.
Ciò non significa che non staremo attenti ai pronunciamenti concreti che le varie componenti che partecipano alla competizione elettorale affermeranno e poi sopratutto applicheranno dopo il voto.
Tra le questioni di assoluta priorità, per noi del Movimento per il Bene Comune, rivolgendoci al Partito Democratico, è quello sui BENI COMUNI.
I primi segnali, non ci piacciono assolutissimamente :
“II primo giorno della nuova legislatura presenterò un ddl sui servizi pubblici locali come piace a me, senza vincoli di alleanze, con il quale tutti i favorevoli dovranno misurarsi nel merito. Mi auguro che nei prossimi mesi questa sia un’azione bipartisan”.
Così ha esordito in campagna elettorale l’ex- ministra Lanzillotta, ricevendo l’immediato il plauso del presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo,
Ed ecco cosa scrive Veltroni nel programma elettorale del PD : (…) Un ulteriore fattore di modernizzazione dei servizi pubblici è costituito dall’aumento del grado di concorrenza nella loro erogazione. E’ indispensabile che i cittadini/clienti (siano essi famiglie o imprese) possano godere dei vantaggi derivanti da un mercato nel quale più operatori competono tra loro sul prezzo e sulla qualità del servizio, al fine di aggiudicarsi la preferenza dei clienti: la possibilità di scegliere tra offerte diverse è quindi un presupposto indispensabile. Là dove questo non sia tecnicamente possibile (ad esempio nella gestione di reti), il fornitore del servizio, per un tempo predefinito (che consenta gli investimenti necessari, ma non pregiudichi la possibilità di nuovi, futuri fornitori) va individuato attraverso gare che siano aggiudicate sulla base del fondamentale criterio di incrementare i benefici per i cittadini/clienti, sia attraverso una diminuzione dei prezzi loro applicati, sia attraverso la previsione di investimenti che garantiscano la sicurezza del servizio e la diminuzione futura dei costi, incentivando l’efficienza del processo di fornitura.(…)
Non scherzano. La vera partita per i grandi capitali finanziari si gioca tutta sui beni comuni e sui servizi pubblici.
Riteniamo non ci sia bisogno ricordarti il comportamento del PD e della Giunta Comunale di Grosseto in merito alla questione acqua…..( voto a favore per la Costituzione di mega società privata per la gestione in toscana dell’acqua) atteggiamento distante anni luce dal nostro pensiero e ci farebbe piacere conoscere quanto anche dal tuo.
Inoltre, ti ricordiamo che :
1)sono state aperte decine di vertenze nei territori contro la privatizzazione dell’acqua e dei beni comuni.
2)prodotto 406.626 firme a sostegno di una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua.
3)fatto una grande manifestazione nazionale a Roma.
4)conquistato provvedimenti come la moratoria su tutti gli affidamenti a SpA e, per due anni interi, stoppato il DDL Lanzillotta.
Abbiamo chiaro come la partita sui beni comuni e sui servizi pubblici riguarda la salute, la qualità della vita, la redistribuzione sociale, la salvaguardia dell’ambiente e del futuro, la partecipazione e la democrazia.
O la Borsa o la vita? Abbiamo scelto la vita. Saremo pronti. Con intelligenza e determinazione.
Tania Amarugi e Maurizio Chielli
Associazione Movimento per il Bene Comune Grosseto 28 febbraio 2008
Rassegna stampa
27 Febbraio 2008
Corriere della Sera – Cambiamenti climatici
LA POSIZIONE DEL GENERALE
Limes
“Owning the Weather, la guerra ambientale globale” a cura del Gen. Fabio Mini
File Audio
Intervista a Radio Base al Generale dell’esercito italiano Fabio Mini sui cambiamenti climatici
Scie chimiche: leggenda metropolitana o scomoda verità?
27 Febbraio 2008
Tutto nasce dall’imponente aumento delle scie degli aerei nel cielo e dal loro mutare di natura. Se da un lato tutti sanno che il traffico aereo negli ultimi venti anni è quintuplicato grazie al sorgere di decine di nuove compagnie aeree, dall’altro il persistere delle cosiddette scie di condensazione ha destato non poche perplessità e dubbi tra la gente comune.
L’ipotesi che le scie irrorino in realtà sostanze chimiche nell’aria comincia a circolare negli Stati Uniti a partire dal 1996, quando Clifford Carnicom, un programmatore informatico che ha lavorato per varie agenzie federali americane, lancia l’allarme: a 38 anni si ammala di una rara malattia degenerativa e le analisi rilevano un una forte concentrazione di bario fuori norma nell’organismo. Carnicom sostiene di essere stato avvelenato dai residui lasciati dalle scie chimiche e fa causa al governo.
Internet fa cassa di risonanza all’argomento e nascono in breve tempo migliaia di siti, blog e comitati cittadini, alimentati tra l’altro dal diffondersi di un certo tipo di controinformazione che denuncia sperimentazioni militari tese alla manipolazione climatica. Elementi che nel corso degli anni trovano fondatezza in progetti dell’esercito americano come H.A.A. R. P. e nel diffondersi di tecnologie civili volte a stimolare la pioggia.
Attraverso l’approfondimento del fenomeno “Chemtrails” sono emersi dettagli significativi riguardanti piani militari e prospettive future sullo sviluppo degli armamenti che in parte sono già disposizione di governi e in parte sono in fase di sperimentazione. E’ il caso ad esempio del progetto “H.A.A.R.P.” acronimo di High-frequency Active Auroral Research Project, una base statunitense situata a Gakona in Alaska capace di convogliare onde elettromagnetiche ad altissima frequenza in punti focalizzati della terra. Il progetto, frutto della collaborazione tra marina militare e aviazione americana, ha raccolto a causa delle sue potenzialità forti preoccupazioni in tutta la comunità internazionale che ha chiesto chiarimenti al governo degli Stati Uniti d’America. Richieste tutt’ora ignorate.
Pubblichiamo:
Dossier #1: “Scie chimiche”
Dossier #2 : “Progetto H.A.A.R.P”
Dossier rielaborati in collaborazione con www.sciechimiche.org
Di Pietro non dice la verità: ecco i documenti
25 Febbraio 2008
di S.Castiglion - Casa della Legalità e della Cultura. Antonio Di Pietro dice che non c’è nulla di male nel fatto che nella veste di Presidente (titolare unico) dell’Italia dei Valori abbia preso in affitto due immobili dalla società AN.TO.CRI. di Antonio Di Pietro, socio unico… Di Pietro afferma che “è legittimo” che la sua Italia dei Valori utilizzi i propri fondi derivanti dai rimborsi elettorali (la nuova formula del finanziamento pubblico ai partiti) per pagare l’affitto all’AN.TO.CRI. di Antonio Di Pietro, che, attraverso queste entrate sicure può pagare più agevolmente le rate dei mutui con cui ha acquistato gli immobili che resteranno al patrimonio dell’unico socio dell’AN.TO.CRI., ovvero di Antonio Di Pietro…
Non vi è dubbio che l’Antonio Di Pietro dell’Italia dei Valori sia proprio lo stesso dell’AN.TO.CRI. Alla dichiarazione di Di Pietro sul fatto che l’aspetto economico dell’Italia dei Valori non è stato e non è seguito da lui, bensì dalla tesoriera Silvana Mura, occorre ricordare che nell’AN.TO.CRI. - come risulta dai verbali e bilanci o dalla scheda di Procura che pubblichiamo - risulta evidente il ruolo nell’AN.TO.CRI. (di Antonio Di Pietro) della Silvana Mura, tesoriera dell’Italia dei Valori che versava e versa a quanto risulta dai verbali e dai bilanci l’affitto all’AN.TO.CRI. stessa.
Se tutto questo “è legittimo”, non sta a noi dirlo, sarà il GIP di Roma, che ha ordinato supplementi di indagine - opponendosi alla proposta di archiviazione del pm -, accertarlo. Fatto è che dal punto di vista etico e morale, soprattutto considerando che Di Pietro si mostra come “moralizzatore”, è quantomeno sospetto e deplorevole che Di Pietro con una mano prenda i finanziamenti pubblici al partito (alias rimborsi elettorali), mentre con l’altra versa i canoni di affitto alla società di sua unica proprietà, e, quindi con l’altra mano ancora si usino queste entrate per pagare i mutui degli immobili dell’AN.TO.CRI., ovvero che sono e saranno di Antonio Di Pietro, il socio unico!
NOTA 1
Pubblichiamo quindi per dovuta chiarezza alcuni documenti dell’AN.TO.CRI., certi che nessuno si opporrà certamente alla pubblicazione, quale garanzia di massima trasparenza (i documenti sono in formato .pdf):
- Scheda
http://www.genovaweb.org/doc/ANTOCRI_scheda.pdf
- Bilancio 2005
http://www.genovaweb.org/doc/ANTOCRI_BILANCIO_2005.pdf
- Bilancio 2006
http://www.genovaweb.org/doc/ANTOCRI_BILANCIO_2006.pdf
- Verbale 2005
http://www.genovaweb.org/doc/ANTOCRI_verbale_2005.pdf
- Verbale 2006
http://www.genovaweb.org/doc/ANTOCRI_verbale_2006.pdf
NOTA 2
Il fatto che a seguito dell’elezione di Silvana Mura a Deputato e della nomina di Antonio Di Pietro a Ministro della Repubblica, nell’AN.TO.CRI. sia stato nominato e firmi eslcusivamente l’Amministratore Belotti Claudio non cambia i fatti concreti dei passaggi di soldi tra “Italia dei Valori” ed “AN.TO.CRI”.
NOTA 3
Vorremmo poi sapere se Di Pietro volesse rispondere [link: http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=2510&Itemid=9 ] cosa fa la “SUKO” di Varna (Bulgaria) il cui amministratore è Tristano Testa, socio con lui al 50%, e che è entrato nel Cda e nel Comitato Esecutivo della BREBEMI, per i cui progetti il Ministro Antonio DI Pietro si è impegno molto!
LEGGI TUTTO LO SPECIALE SU ANTONIO DI PIETRO
http://www.casadellalegalita.org/index.php?option=com_content&task=view&id=1264&Itemid=27
per ulteriori informazioni:
CASA DELLA LEGALITA’ E DELLA CULTURA - O.N.L.U.S - Sicurezza Sociale
Osservatorio sulla Criminalità e le Mafie - Osservatorio sui reati Ambientali
Osservatorio sulla trasparenza e correttezza della Pubblica Amministrazione
Bologna - Catania - Firenze - Genova - Lamezia Terme - La Spezia - Locri - Milano - Roma - Savona - Torino
Sede centrale: tel. 010.5220908 - port. 392.4682144
indirizzo per recapito posta: c/o CSI Genova, Via S.Stefano 3, 16121 Genova
sito http://www.casadellalegalita.org
e-mail Ufficio di Presidenza: presidenza@casadellalegalita.org
Progetto 23 febbraio
25 Febbraio 2008
La conferenza/Dibattito del 23 Febbraio a Grosseto dal titolo “Maremma, cosa sta accadendo al tuo ambiente? Prima che sia troppo tardi!”, ha prodotto i seguenti risultati :
• Rivedere l’intera idea di sviluppo del territorio richiedendo la convocazione degli Stati Generali della Economia, della Cultura, del Lavoro, del Sociale, della Politica e delle Istituzioni. L’On Giulietto Chiesa si farà interprete di ciò verso il Parlamento Europeo, la Commissione Ambiente dell’U.E. e il Presidente della Regione Toscana.
• Maremma, territorio sotto attacco: richiesta di moratoria da applicare ai progetti in corso al fine di salvare un territorio che possiede un patrimonio ambientale, storico e paesaggistico di valore internazionale, non a caso è stato classificato come Distretto Rurale d’Europa. I nodi della crescita di questa area non possono essere sciolti penalizzandone il valore che si sostanzia nel fatto che la natura e la diversità biologica presente contribuiscono a mantenere l’equilibrio ecologico della Regione ed in parte dell’Italia Centrale, garantendone una Banca Genetica di altissimo valore.
• …
La Conferenza Dibattito del 23 febbraio non è la conclusione, bensì l’inizio di un percorso nuovo nel solco di ciò che è stato fatto negli anni e nei mesi precedenti dai Comitati,Associazioni, Movimenti e tante singole persone.
Proprio per questo proponiamo a tutti coloro che hanno partecipato alla Conferenza Dibattito ( contattabili perché hanno lasciato recapito e-mail o telefonico ) la seguente proposta aperta su cui esprimersi in totale libertà dando l’eventuale consenso a :
1. Costituire un Gruppo permanente di lavoro che proponiamo di chiamare GRUPPO 23 FEBBRAIO; la partecipazione è aperta sia ai singoli che a Comitati,Associazioni e Movimenti , mantenendo, questi, la propria completa autonomia di rappresentanza e di azione all’interno di un progetto che non escluda la possibile ricomposizione volontaria e democratica “dal basso” a partire dai punti che uniscono come quello della difesa dei valori salute e ambiente.
2. Costituzione di una Commissione di studio per la redazione del testo con cui aprire un confronto sul tema “difesa dell’ambiente per difendere e incrementare i posti di lavoro” con le Organizzazioni di Rappresentanza del mondo del lavoro dipendente ( proposta avanzata da Roberto Presenti ed approvato nel consesso del 23 febbraio).
3. Costituzione di una Commissione di studio per la redazione del testo con cui aprire un confronto sul tema “ difesa dell’ambiente per difendere ed incrementare l’impresa” con le Organizzazioni di Rappresentanza del mondo imprenditoriale.
4. Costituzione di una Commissione di studio per preparare l’incontro con il Parlamento Europeo e la Commissione Ambiente dell’U.E. .
5. Predisposizione del Progetto Università Popolare di Grosseto attraverso l’individuazione di percorsi formativi rivolti ai cittadini ed agli amministratori per aiutarli a costruire una diversa cultura dei beni comuni e dei servizi pubblici per orientarne l’azione partecipativa. Beni e risorse essenziali per la vita come l’aria, l’acqua, la terra sono consumate e distrutte senza ritegno, mettendo a rischio non solo la salute dei cittadini e delle generazioni a venire, ma la possibilità stessa della vita su questo pianeta. Di fatto in questo modo possiamo incoraggiare scelte di democrazia partecipativa, che viene oggi enunciata solo a parole, influenzando il trovare, ai problemi, soluzioni alternative, realistiche e condivise, che sono sempre possibili.
6. Adesione concreta alla proposta avanzata dall’On Giulietto Chiesa di sostenere il progetto in elaborazione per una informazione libera e partecipata con il coinvolgimento dei cittadini e dei soggetti sociali attivi, attraverso la prenotazione di quote da 100,00€.
Entro martedi 26 febbraio alle ore 14 ( tramite E-mail o fax [ 0564 426947 ] ) saranno attese eventuali adesioni all’idea e/o suggerimenti.
Questo modo di operare ha la presunzione di rappresentare una regola che se condivisa dovrà essere assunta come metodo partecipativo alle future scelte e decisioni.
Saluti a tutti, Tania Amarugi Grosseto 24 febbraio 2008
Roma, Salviamo il Pincio!
25 Febbraio 2008
Con la luce del sole o con quella della luna, nella festa di una domenica d’estate, o nel silenzio di una notte di autunno, il Pincio e Villa Borghese sono luoghi bellissimi, unici al mondo. La loro bellezza e importanza nasce proprio dall’essere estranee alla vita produttiva della città: una terrazza e un giardino fantastici, al centro di una delle metropoli più antiche del pianeta, testimonianze preziose di un’armonia possibile, che oggi dobbiamo riconquistare, fra città e natura; ma la loro “marginalità” non deve lasciare indifesi questi luoghi di fronte agli appetiti dei padroni della metropoli, l’industria del cemento e dell’automobile, che a Roma più che altrove condizionano lo sviluppo urbano, e dei loro amici politici. Oggi il Pincio rischia di venir trasformato in un posto un po’ più squallido e anonimo: i viali che scendono su Piazza del Popolo diventeranno le rampe di accesso di un parcheggio sotterraneo a sette piani, e sulla terrazza ottocentesca si apriranno accessi pedonali, griglie di sicurezza, bocche per l’uscita dei gas di scarico: una ulteriore espansione dei non luoghi (la parola che descrive gli spazi urbani sottratti alla vita) in questo mondo impazzito. Dobbiamo aspettare che asfaltino il Tevere per farne un’autostrada (come proponeva un politico-ciarlatano in un film di Verdone), o che impiantino un centro commerciale nel Colosseo, per cominciare a ribellarci?
Ma a quale scopo vogliono un parcheggio sotto il Pincio? NON PER FORNIRE PIU’ POSTI AUTO A TUTTI. A trecento metri dal Pincio, il parcheggio sotterraneo di Villa Borghese è in gran parte inutilizzato; i posti auto saranno riservati a chi ha i soldi per pagare l’acquisto o la sosta, aumentando così la trasformazione del centro storico in luogo di privilegio.
NON PER RIDURRE IL TRAFFICO PRIVATO.
Gli urbanisti, e l’esperienza di tutti, affermano il contrario: se aumenta la disponibilità di posti (soprattutto se il parcheggio non è di scambio fra auto e trasporto pubblico, come quelli presso le stazioni, ma di stazionamento), aumenta l’uso dell’auto privata, e con esso anche la fame di posti auto.
NON PER MIGLIORARE LA MOBILITA’ E LA QUALITA’ DELLA VITA.
Le enormi somme che si spenderebbero per lo scempio andrebbero invece destinate a migliorare e favorire l’uso dei trasporti pubblici, della bici, il car-sharing (il parco-auto condiviso). Misure che tutti, a parole, indicano come necessarie per far fronte all’inquinamento, al cambiamento del clima e alla crisi energetica.
IL PARCHEGGIO’ SERVIRA’ SOLO AGLI AFFARI DELL’INDUSTRIA DEL CEMENTO E DELL’AUTOMOBILE.
Ogni metro quadro nel centro di Roma vale molti soldi, e siccome lo spazio in superficie è poco, si cerca di costruire sotto terra. Si utilizza la fame di posti auto per farci accettare progetti assurdi, che in realtà hanno il solo scopo di ricavare nuova proprietà immobiliare; questi sono sostenuti da un’industria che ancora punta su settori obsoleti come cemento, automobili e petrolio, e da un potere politico sempre più lontano dagli interessi delle persone.
È IN GIOCO LA SCELTA FRA UN MODELLO DI SVILUPPO SUICIDA, FONDATO SULLA CRESCITA QUANTITATIVA INFINITA DI PRODUZIONE E CONSUMI, E UN CAMBIAMENTO DI DIREZIONE, VERSO UNA SOCIETA’ APERTA, EQUA E SOSTENIBILE
Nel 2008 cadranno quattro secoli esatti dalla nascita di Villa Borghese. Non sappiamo se sarà anche l’anno in cui riusciranno a imporne lo scempio, che finora non ha incontrato opposizione da nessun partito, e solo da pochi intellettuali e politici (fra gli altri: Asor Rosa, Craveri, De Lucia, Ferrari Bravo, Grillo, Insolera, Labbucci, Osio, Pratesi, Ravaioli, Rossi Doria), e associazioni (soprattutto Italia Nostra). Dipenderà da quanta partecipazione riuscirà a crearsi su questo tema.
Quel che è sicuro è che sarà l’anno in cui alcune persone cominceranno, anche a Roma, a cercare alternative a un modello di sviluppo che produce degrado, guerre e autodistruzione, e inizieranno a collegarsi fra loro e (attraverso la rete del Patto di mutuo soccorso, www.pattomutuosoccorso.org) a tutte le comunità che già lottano per riprendersi il futuro: dal Messico alla Cina, dalla Val di Susa alla Val di Noto, da Vicenza a Serre, a Civitavecchia, Aprilia, Malagrotta, Ciampino, Tor Tre Teste, Decima, Pigneto…; da Critical Mass ai mercati contadini e biologici, dai movimenti per la qualità dell’abitare a quelli delle donne per un nuovo patto di convivenza, dalle iniziative di educazione ambientale alla solidarietà internazionalista.
Nel 2008 cadranno anche quattro decadi dal 1968, quando a Ovest e a Est, a Nord e a Sud del pianeta, si cominciò a cercare “un altro mondo possibile”; con l’idea di costruire un percorso nuovo anche grazie alla memoria del passato, vorremmo provare a collegare, anche con nuove iniziative di raccordo, eventi che avverranno a Roma il prossimo maggio, a cominciare dalla Critical Mass annuale e dalla fiera terra/Terra-Critical Wine. Non è che l’inizio!
COSA POSSIAMO FARE?
A tutti chiediamo di venire alla terrazza del Pincio una volta al mese, a ogni luna piena, dalle 18: per cominciare a incontrarci, a organizzarci per informare tutti e preparare gli eventi di maggio, a ripensare insieme la città, a festeggiare la Terra, a testimoniare con la nostra presenza il nostro schieramento, in questa battaglia, dalla parte della comunità e della natura, contro il partito delle ruspe e dei motori; e anche per cominciare a conoscere meglio Roma e la Villa, dal punto di vista naturalistico, artistico-culturale e storico, con l’aiuto dell’associazione Amici degli alberi.
A chi è già impegnato in altre battaglie, proponiamo di collegarci insieme in una rete anche cittadina, utilizzando anche un appuntamento mensile continuato e policentrico come quello delle lune piene (che da qualche mese a Roma è stato chiamato “Festa della Terra”) per far crescere il collegamento e il mutuo soccorso per la salvezza del pianeta e per la qualità della vita di tutti. Chiediamo inoltre di aderire a questo appello e di farlo circolare il più possibile.
“Una risposta per tanti: perchè non votare PD”
25 Febbraio 2008
Gentile Sig.Chiesa,
questa sera sono stato al telefono con mio padre e per un’ora abbiamo parlato dei problemi italiani (giustizia, lavoro, sicurezza, servizi scadenti); mio padre, classe ‘53 - uno di quei giovani grazie ai quali il PCI avanzò nel ‘76, e che dopo la politica del compromesso negò il voto ai comunisti nella seguente tornata elettorale - ora intende votare PD, non molto convinto.
E’ una persona che, come la stragrande maggioranza degli italiani, legge poco i giornali, perchè lavora così tanto da non avere neanche tempo per se (senza voler fare un’apologia del padre…). E poi anche se comprasse quotidianamente il giornale, comprerebbe il Corriere o Repubblica, non avrebbe in ogni caso tempo per cercare di qua e di là le notizie in Internet come faccio io per informarmi liberamente.
Insomma, mio padre è una persona comune, di sinistra, ma soggetta al sistema di informazione di massa, ragion per cui non vede altra scelta che il PD.
Ho tempo più di un mese per convincerlo a non votare PD, ma mi chiedo con quale presunzione io, suo figlio, possa indicargli una scelta simile; io, grazie a lui, ho potuto studiare all’università, capire bene - forse - come funziona il mondo, quali siano gli impellenti problemi ambientali, energetici e geopolitici; come posso, in un mese, trasmettergli tutto il sapere innovativo che ho acquisito per indurlo a non votare PD?
Anche perchè la sfiducia nella politica è molta. Come per tutti: ieri dal ferramenta un’anziana signora si lamentava a voce alta, come con sè stessa, della politica. Ormai la sfiducia è palpabile.
Quindi mio padre mi direbbe “Vabè non voto PD, ma figliolo mio, io che voto da più di trent’anni senza vedere cambiamenti positivi, credi che mi possa fidare della Sinistra? Allora tanto vale il PD”. E io che potrei dirgli, se non “Certo papà, hai ragione, Bertinotti e compagnia bella in effetti sono ridicoli”?
Ho quindi pensato - siccome i più non hanno modo di leggere i vari articoli al riguardo: sarebbe stupido stilare un elenco di motivi per cui non bisogna votare PD? In tal modo sarebbe più facile, dati certi od opinioni alla mano, convincere le persone.
Il problema della scelta però rimane: se non PD allora cosa, ci buttiamo sul ridicolo? D’altronde questa era la stessa questione che le avevo posto alla libreria Rinascita la settimana scorsa, e ne io ne lei possiamo trovare una soluzione.
Bertinotti lo voterei turandomi dieci volte il naso; forse voterò Sinistra Critica perchè mi è cara la coerenza di Turigliatto sul tema della guerra, ma il fatto che abbiano voluto differenziarsi da Rifondazione ricorrendo anche ad una grossa falce e martello piazzata bene al centro del simbolo mi lascia perplesso: non sono comunista perchè la visione statalista mi inorridisce alquanto. Insomma non mi sento proprio rappresentato da nessuno!
In ogni caso alle persone comunemente di sinistra - per così dire - non si può indicare come alternativa a loro credibile la Sinistra Critica: Turigliatto, nell’immaginario collettivo, è pur sempre uno di quelli che ha fatto cadere Prodi.
Le ho scritto perchè - dopo la telefonata con mio padre - mi premeva la questione, tuttavia venerdì alla riunione di Megachip, se ne avrò modo, cercherò di riproporgliela.
Un cordiale saluto.
Daniele Ferro
Caro Daniele,
pubblicherei la tua lettera (con il tuo consenso) perchè contiene secondo me molte cose utili anche ad altri che, ne sono certo, hanno o avranno gli stessi problemi.
Ciò detto io ho espresso il mio punto di vista nelle mie ultime prese di posizione (che potrai trovare tutte sul mio sito www.giuliettochiesa.it, e nelle risposte che ho già dato a diversi lettori).
Ma tu chiedi una sintesi, giustamente, perchè alla fine bisogna tirare delle somme. Parto dal fondo.
L’argomento principale per cui non si deve votare PD è che il PD è nato per esprimere gl’interessi di coloro che hanno depredato il paese economicamente in questi anni, facendo arretrare le condizioni di vita dei lavoratori in generale. Oggi si sta peggio di ieri. E’ una responsabilità netta, chiara, precisa.
In più si aggiunge l’inganno, perchè Veltroni e i suoi sodali, fingono di essere di sinistra, mentre stanno andando a destra.
C’è un altro argomento da smontare: ma se Veltroni non vince, vincerà Berlusconi. Falso in molti sensi. Berlusconi vincerà perchè Veltroni ha deciso di correre da solo, rompendo con la sinistra. Questa sarà la causa prima, principale, inequivocabile, della sconfitta.
Ma non è tutto. Veltroni fa questa scelta non perchè vuole perdere. Non è stupido e non è idealista. La fa perchè sa che dopo le elezioni potrà giocarsi la partita con il centro e con la destra, a seconda dei risultati di alcune forze intermedie.
Tutto potrà accadere, dopo questo voto, salvo un’alleanza tra il PD e le sinistre. Tuo padre può avere fiducia in questa analisi. Se sbaglierò sono pronto a offrirgli un pranzo nella migliore trattoria che frequento, con dolce e anche un buon vino. Ma so di non sbagliare.
Infine, last but not least: se ci troviamo con un Berlusconi imperante è perchè coloro che hanno dato vita all’ectoplasma del Partito Democratico non hanno fatto niente per togliergli il potere mediatico monopolistico di fatto che egli ha, per altro, conquistato fraudolentemente. Potevano farlo e non l’hanno fatto. Perchè votarli visto che sono inciuciati con Berlusconi?
E potrei continuare a lungo, ma penso che per tuo padre possa bastare. Veniamo alla sinistra, cioè alla cosa rossa-arcobaleno.
Per essere franchi - e l’ho già scritto - la considero corresponsabile di molti dei guai attuali. Ma non abbiamo di meglio, al momento attuale. Non credo che l’astensione sia una buona cosa. Non l’ho mai praticata. Con l’attuale sistema elettorale, sistema porcata, si può, senza fare errori gravi, dire alla gente di a) non votare PD; b) votare a sinistra del PD. Ogni voto che va in quella direzione è “meglio che niente”. c) Chiedere fino all’ultimo che i quattro partiti non si dividano i posti disponibili tra i loro apparati e si aprano per quanto possono fare al paese. Non è mai troppo tardi. Del resto è per il loro bene.
Io sono convinto che, comunque, queste elezioni saranno uno spartiacque per la sinistra. Dopo si dovrà aprire una discussione a tutto campo per decidere dove e se vogliamo, possiamo andare, tutti insieme a ricostruire una visione alternativa all’attuale delirio autodistruttivo del pianeta. Io sto costruendo, per quanto posso, un piccolo bastione, che si chiama Il Bene Comune. Il mio scopo è costruire. Non presumo di avere tutte le ricette pronte. Sono pronto ad ascoltare. E a lavorare con gli altri. Certo non posso volerli indebolire perchè penso che saranno miei interlocutori. Ma anche per loro non ci saranno sconti se non capiranno che devono cambiare rotta.
Questo è quello che penso, senza volpi sotto le ascelle, senza trucchi e diplomazie. Di cui non abbiamo più bisogno.
Il resto lo sai perchè hai partecipato alla riunione del primo febbraio: faremo il nostro telegiornale e metteremo tutti e due i piedi nel sistema dell’informazione-comunicazione, in nome, per conto, con i soldi, della gente semplice e normale come me, te e tuo padre. Da lì si ricomincia. Nel Partito Democratico non si comincia niente, si finisce.
Cordiali saluti
Giulietto Chiesa
Replica di Angelo Ferro
L’analisi di Giulietto Chiesa è corretta ma, secondo la mia umile opinione, a sinistra del PD c’è frammentazione, non unione, e questo porta necessariamente a litigiosità con conseguente immobilismo.
E poi mi sembra che qualcuno, sempre a sinistra, non voglia perdere per strada la parola “comunismo”. Non è che questa parola mi faccia schifo, anzi, ma nel contesto attuale mi sembra che sia da lasciare alla storia. Insomma, a sinistra del PD non vedo quell’unità reale che dia una forza politica in grado di attuare quei cambiamenti di cui l’Italia ha bisogno.
Vedo, nella strategia del PD, l’intento di sbarazzarsi della sinistra litigiosa e ricattatoria per formare, insieme alle forze di centro, un governo stabile, in grado di dimostrare agli Italiani che si può governare per un’intera legislatura senza che questa cada a causa di un partitino con l’1% dei voti! E se alla fine il governo ha fatto male allora gli Italiani voteranno per una coalizione alternativa .
Angelo Ferro
Caro Angelo,
non mi sembra che la mia analisi sia molto diversa dalla sua. Ma sono gli accenti quelli che contano. E’ vero che a sinistra c’è frammentazione. Direi anche di più: c’è assenza di una “visione” alternativa del mondo. Un mondo che sta andando al disastro. Bisognerebbe avere il coraggio di indicare i pericoli e di abbozzare le soluzioni di emergenza. Ma se non si è capito cosa sta accadendo, non si può nemmeno affrontare la ricerca delle soluzioni.
Tuttavia questo vale, elevato all’ennesima potenza, anche e peggio per il Partito Democratico. Che ha un’unica certezza: amministrare il potere per conto delle grandi corporation internazionali e nazionali, per conto e insieme alla grande finanza. Purtroppo questo capitalismo finanziario è oggi il soggetto più pericoloso, che organizza la guerra invece di affrontare il problema dei limiti dello sviluppo.
Lo so che è un problema lungo da spiegare. Ma cosa significa per lei un governo stabile con il centro? Significa esattamente il prolungamento della corruzione, della compressione democratica, la repubblica presidenziale, l’imbambolamento della gente, il consumismo esasperato. Senza un destino per i nostri figli, di fronte al riscaldamento climati, alla crisi energetica, al crollo della finanza mondiale in atto. A cosa ci serve un governo stabile se questo governo farà queste cose? E, mi scusi, ma non ci avevano detto, proprio loro, quando avviarono le riforme elettorali verso il bipolarismo, che ci avrebbero dato un governo stabile e l’alternanza? Adesso non abbiamo avuto né governi stabili, né alternanza. Al posto dei governi stabili abbiamo avuto Mastella, Dini e Di Pietro, e Cesa e la Lega (cioè l’abiezione) al governo. Al posto dell’alternanza abbiamo avuto l’inciucio e il compromesso con la destra. Insomma ci hanno mentito. E lei vorrebbe premiarli?
Vero, a sinistra c’è confusione, ma non è vero che sono stati loro a far cadere Prodi. Anzi, bisogna dire che si sono svenati per tenerlo in piedi, e si sono anche imbastarditi. E sono stati scaricati. E infine io penso che ci sono milioni di italiani che aspettano di essere risollevati da una politica sociale almeno decente. Questa, in ogni caso, non verrà dalle classi dominanti. Una vittoria dell’operazione Veltroni significa chiudere anche la speranza. Dopo saremo soli contro i potenti e non ci sarà più non solo riscatto, ma nemmeno la speranza del riscatto.
Cordiali saluti Giulietto Chiesa
Non votare Pd? Risponde Giulietto Chiesa
22 Febbraio 2008
Cari amici, io ho espresso il mio punto di vista nelle mie ultime prese di posizione (che potrete trovare tutte sul mio sito www.giuliettochiesa.it, e nelle risposte che ho già dato a diversi lettori). Alcuni chiedono una sintesi, giustamente, perchè alla fine bisogna tirare delle somme. Parto dal fondo.
L’argomento principale per cui non si deve votare PD è che il PD è nato per esprimere gl’interessi di coloro che hanno depredato il paese economicamente in questi anni, facendo arretrare le condizioni di vita dei lavoratori in generale. Oggi si sta peggio di ieri. E’ una responsabilità netta, chiara, precisa. In più si aggiunge l’inganno, perchè Veltroni e i suoi sodali, fingono di essere di sinistra, mentre stanno andando a destra.
C’è un altro argomento da smontare: ma se Veltroni non vince, vincerà Berlusconi. Falso in molti sensi. Berlusconi vincerà perchè Veltroni ha deciso di correre da solo, rompendo con la sinistra. Questa sarà la causa prima, principale, inequivocabile, della sconfitta. Ma non è tutto.
Veltroni fa questa scelta non perchè vuole perdere. Non è stupido e non è idealista. La fa perchè sa che dopo le elezioni potrà giocarsi la partita con il centro e con la destra, a seconda dei risultati di alcune forze intermedie.
Tutto potrà accadere, dopo questo voto, salvo un’alleanza tra il PD e le sinistre. Questa è la mia analisi. Se sbaglierò sono pronto a offrirvi un pranzo nella migliore trattoria che frequento, con dolce e anche un buon vino. Ma so di non sbagliare. Infine, last but not least: se ci troviamo con un Berlusconi imperante è
perchè coloro che hanno dato vita all’ectoplasma del Partito Democratico non hanno fatto niente per togliergli il potere mediatico monopolistico di
fatto che egli ha, per altro, conquistato fraudolentemente. Potevano farlo e non l’hanno fatto. Perchè votarli visto che sono inciuciati con Berlusconi? E potrei continuare a lungo, ma penso che possa bastare.
Veniamo alla sinistra, cioè alla cosa rossa-arcobaleno. Per essere franchi - e l’ho già scritto - la considero corresponsabile di molti dei guai attuali. Ma non abbiamo di meglio, al momento attuale. Non credo che l’astensione sia una buona cosa. Non l’ho mai praticata. Con l’attuale sistema elettorale, sistema porcata, si può, senza fare errori gravi, dire alla gente di a) non votare PD; b) votare a sinistra del PD.
Ogni voto che va in quella direzione è “meglio che niente”. c) Chiedere fino all’ultimo che i quattro partiti non si dividano i posti disponibili tra i loro apparati e si aprano per quanto possono fare al paese. Non è mai troppo tardi. Del resto è per il loro bene. Io sono convinto che, comunque, queste elezioni saranno uno spartiacque per la sinistra. Dopo si dovrà aprire una discussione a tutto campo per decidere dove e se vogliamo, possiamo andare, tutti insieme a ricostruire
una visione alternativa all’attuale delirio autodistruttivo del pianeta.
Io sto costruendo, per quanto posso, un piccolo bastione, che si chiama Il Bene Comune. Il mio scopo è costruire. Non presumo di avere tutte le
ricette pronte. Sono pronto ad ascoltare. E a lavorare con gli altri. Certo non posso volerli indebolire perchè penso che saranno miei interlocutori. Ma anche per loro non ci saranno sconti se non capiranno che devono cambiare rotta.
Questo è quello che penso, senza volpi sotto le ascelle, senza trucchi e diplomazie. Di cui non abbiamo più bisogno. Il resto lo sapete. Alcuni di voi sanno che faremo il nostro telegiornale e metteremo tutti e due i piedi nel sistema dell’informazione-comunicazione, in nome, per conto, con i soldi, della gente semplice e normale come me e voi. Da lì si ricomincia. Nel Partito Democratico non si comincia niente, si finisce.
Cordiali saluti
Giulietto Chiesa
il 23 tutti a Grosseto
19 Febbraio 2008
L’Associazione MOVIMENTO PER IL BENE COMUNE Invita tutti i Cittadini a partecipare alla Conferenza dibattito sul tema: MAREMMA, COSA STA ACCADENDO AL TUO AMBIENTE? Prima che sia troppo tardi!
Sabato 23 febbraio 2008
Presso la Sala Congressi della Circoscrizione di Gorarella
Via Papa Giovanni XXIII – Grosseto
Ore 16,00 avvio dei lavori – presiede l’incontro Lamberto Meschinelli ( Presidente del Coordinamento Comitati e Associazioni ambientaliste della Provincia di Grosseto )
Ore 16,10 saluto – Emanuel Cerciello ( Presidente Circoscrizione Gorarella )
Ore 16,15 Introduzione – Tania Amarugi ( Consigliere Comunale di Grosseto – Coordinatore del Comitato Presidenza del MBC )
Ore 16,40 Comunicazioni programmate su Geotermia-Rifiuti,Acqua
Ore 17,10 Dibattito
Ore 18,30 Conclusioni – On.Giulietto Chiesa ( Europarlamentare,Giornalista e Scrittore )
PARTECIPANO ALL’INIZIATIVA
Meetup221 Amici di Beppe Grillo di Grosseto-Italia Nostra Onlus Sezione Interprovinciale di Grosseto-Cittadinanza Attiva Rete dei Procuratori dei Cittadini-Meetup Amici di Beppe Grillo di Follonica-Associazione La Rosa dei Venti di Follonica-Forum Ambientalista-Coordinamento Comitati Associazioni della Provincia di Grosseto-Comitati Salvaguardia dell’Ambiente Monte Amiata-Associazione Comitato Val di Farma-Associazione Comitato del NO all’Inceneritore di Scarlino, Follonica-Rete Toscana dei Comitati per la difesa del Territorio-Coordinamento Toscano Movimenti e Liste Civiche-WWF sezione Provinciale di Grosseto-Associazione Ambientale Le Strillaie
Tutti contro il Pd o la sinistra muore
13 Febbraio 2008
di G.Chiesa - Non c’è più tempo per l’analisi e, del resto, non ce n’è nemmeno troppo bisogno. Perché le cose sono divenute chiare da sé. E’ tempo di decisioni e di chiarezza. Dò il mio contributo, anche perché sollecitato a farlo da più parti.
Andiamo a elezioni che significheranno una grave sconfitta dell’intero movimento democratico, non soltanto della sinistra. Chi ha provocato questa catastrofe? L’elenco dei responsabili è lungo. In esso trovano posto anche tutti e quattro i soggetti della “cosa rossa”. Ma il posto principale è tutto del Partito Democratico di cui, non a caso, il portabandiera oggetto delle più ampie lodi dei poteri forti, è Walter Veltroni. Lasciamoglielo!
Incredibile a dirsi c’è ancora gente che pensa che il Partito Democratico sia un partito di sinistra. Moderato ma di sinistra. Invece l’operazione – di successo – che questa sigla ha compiuto è quella di traghettare al centro una parte dell’ex elettorato di sinistra. Non c’è scusante per chi finge di non accorgersene. Il Partito di Montezemolo non può rappresentare gli operai della Thyssengroup, o i precari.
Veltroni annuncia di correre da solo, scaricando tutti gli alleati del centro-sinistra che si sono dissanguati e anche abbastanza sputanati a sua difesa. I partiti della “cosa rossa” vanno a pietire alla sua corte invece di capire, finalmente, che i giochi sono stati chiusi. Balbettano perché non si rendono conto, nemmeno adesso, che non c’è più partita alle vecchie condizioni. Subita la sconfitta pensano a un nuovo centro-sinistra con Il Partito Democratico. Non vedono che sarà il Partito Democratico a negarglielo. E ciò è tanto più inescusabile di fronte all’evidenza: dopo le elezioni Berlusconi e Veltroni si metteranno d’accordo per cambiare insieme la Costituzione e la legge elettorale. Per questo, se lo scarto tra la destra e il PD sarà contenuto, potranno ancora meglio coprire l’inganno, dicendo che non se ne può fare a meno. A quel punto potranno, con vantaggio reciproco, chiudere i conti con tutte le opposizioni, privare i cittadini di ogni possibilità di reazione organizzata e democratica, blindare, con un bipartitismo tanto perfetto quanto truffaldino, la scena politica del paese. Poi si combatteranno, come si combattono democratici e repubblicani in America, ma all’interno della Casta, pronti a bastonare chiunque si opporrà ai loro termovalorizzatori, alla privatizzazione dell’acqua, alla privatizzazione della giustizia, al monopolio dell’informazione.
C’è una sola risposta possibile, opposta a quella che alcuni della “cosa rossa” stanno già avanzando: Veltroni corra da solo dappertutto. Nessuna convergenza, nessuna alleanza, a nessun livello. Non a Roma, in nessun posto.
Che è la condizione per non ricadere nella trappola del “grande babau” Berlusconi, nella quale da un decennio siamo stati tutti rinchiusi. Per non rimanere muti, per non essere costretti a fare sconti. Per non eleggere persone di cui non abbiamo stima e fiducia.
L’attacco politico deve essere concentrato infatti proprio sul Partito Democratico. Per molte e convergenti ragioni. La più importante delle quali, tattica, è che una parte non indifferente del suo elettorato potenziale è ancora “di sinistra” e si illude. Per questo è necessario e possibile tentare di recuperarla. Ma ciò è possibile solo non lasciando equivoci al riguardo del PD. Inoltre andare alle elezioni attaccando solo Berlusconi significa perdere le elezioni e perdere anche la faccia.
E così veniamo alla “cosa rossa”.
Il popolo democratico e della sinistra aspettava un segnale chiaro e non lo ha ancora avuto. Mi domando se vi sia ancora lo spazio. Il rischio di un astensionismo di massa a sinistra è altissimo. E giustificato.
Dunque alla “cosa rossa” io dico: avete ancora la possibilità di dare questo segnale. Una sola. Non presentatevi al paese come la sommatoria di quattro apparati. Non rappresentate che una parte – per quanto importante e gloriosa - del vasto popolo della sinistra, ma non potrete costituire, da soli, il punto di aggregazione per tutti. E’ vostro dovere politico e morale contribuire a crearlo. Sarebbe deleterio, per tutti, se pretendeste di esaurire in voi le speranze di coloro che hanno ormai ingoiato tutte le medicine più amare in questi anni.
Dovete accettare la formazione di liste aperte, decise in primarie dove chiunque potrà candidarsi, da farsi con una consultazione di massa sul web, nelle forme della maggiore trasparenza. I candidati che ne usciranno saranno i candidati di tutti, dei partiti, dei cittadini, dei movimenti.
Se queste condizioni non saranno prese in considerazione io, personalmente, non vi voterò. Non costringete il popolo della sinistra e democratico a voltarvi le spalle.
dal Manifesto (13-02-2008)

