No alla precarietà - report delle assemblee

30 Gennaio 2008

lavoro.bmpDal 22 al 26 gennaio si sono svolte alcune riunioni (Bologna, Napoli, Firenze e Torino) e due assemblee pubbliche (a Roma ed a Milano), indette dal comitato promotore dei referendum.
Vista l’attuale situazione politica, sociale e sindacale, sia nelle riunioni operative, sia nelle Assemblee, è emersa con forza la condivisione della necessità di utilizzare il referendum quale uno degli strumenti per contrapporsi alla precarietà e per assicurare un livello accettabile di democrazia sui posti di lavoro.
Le difficoltà di carattere organizzativo, economico e di comunicazione sono note e significative, ma superabili attraverso una mobilitazione di base straordinaria e supportata dal maggior numero di partiti, sindacati, movimenti ed associazioni.
E’ altrettanto evidente che la crisi di governo potrebbe condizionare i tempi per la raccolta delle firme e ritardare le scadenze possibili per la vera e propria consultazione, ma è anche possibile che si creino condizioni tali da mutare positivamente l’atteggiamento e le posizioni dei partiti in qualche modo interessati all’iniziativa referendaria.
Rispetto a queste variabili si dovrà necessariamente attendere alcuni giorni e verificare l’esito della crisi di governo.
Rimane comunque immutata la necessità del referendum e la volontà di portare avanti questa iniziativa, a prescindere dai tempi e dalle scadenze esterne.
Il 7 febbraio si riunirà nuovamente il Comitato Promotore insieme ai primi firmatari dell’appello a sostegno dei Referendum per verificare la situazione e decidere le prossime iniziative.
Nei prossimi giorni continueranno comunque le riunioni ed i contatti in varie città, allo scopo di costituire i comitati promotori locali e per dare la massima informazione rispetto all’iniziativa referendaria.
Continua comunque la raccolta di adesioni all’appello a sostegno dei referendum e la raccolta di disponibilità a partecipare all’iniziativa referendaria.
   
28 gennaio 2008

Emergenza clima: cominciamo male

30 Gennaio 2008

co22.bmpdi G.Chiesa - Allarme clima! Tutti, adesso, gridano che bisogna smetterla (più modestamente. ridurre) con le emissioni di anidride carbonica che producono l’effetto serra. Predicano bene e razzolano male. La Commissione Ambiente del parlamento Europeo ha votato ieri a maggioranza la prima “perla” di una collana che minaccia di essere lunga. Collana di scemenze, s’intende. Eccola: calcoliamo le emissioni medie dal 2004 al 2006 e decidiamo che, a partire dal 2010, le emissioni di CO2 dovute agli aerei dovranno essere al massimo il 75% di quella media. Apparentemente una discreta decisione, visto che la Commissione Europea (il Governo dell’Europa) propone di cominciare nel 2011 e di fare il conto solo sui voli all’interno dell’Europa, mentre qui si parla di “tutti i voli”.
Ma è solo apparenza!! Perchè la decisione non dice che bisogna “ridurre” l’emissione prodotta dai voli, punto e basta. Se fosse così sarebbe bene, salvo vedere poi come farlo. Dice invece che chi va oltre dovrà pagare le emissioni in eccesso. 
Pagheranno non molto, s’intende.
Le compagnie, comunque, hanno già fatto i loro conti. Pagheranno. Come? Scaricando i costi sui viaggiatori. L’emissione diminuirà? Niente affatto. E’ come la faccenda del prezzo della benzina: si è detto cento, mille volte, che aumentando i costi l’uso dell’auto si sarebbe ridotto. Non è mai avvenuto.
Toccare gli interessi delle compagnie aeree? Non se ne parla nemmeno. Avviare un reale contemimento del numero dei voli? Bestemmia impronunciabile! Volete ridurre la crescita? Siete forse pazzi?
Nel frattempo la quantità di CO2 crescerà ancora, in tutte le direzioni. E noi andremo tranquillamente verso il disastro climatico che ormai è un dato di fatto. E fosse solo l’aumento del clima potremmo stare tranquilli (relativamente s’intende)  in mezzo alla bufera. Il fatto è che lo sviluppo tutto intero diverrà, sempre più rapidamente, impraticabile. Ma questo non lo vuole ammettere nessuno, sebbene sia del tutto evidente che uno sviluppo indefinito, ai ritmi attuali, è impossibile.
La stupidità umana è l’unica cosa su questo povero pianeta ad essere senza limiti.

Viterbo, No all’aeroporto!

28 Gennaio 2008

aeroporto.jpgRiceviamo e volentieri pubblichiamo il report del comitato che si oppone all’aeroporto di Viterbo.

Si è svolta lunedì 21 gennaio 2008 a Viterbo, presso la sede dell’Arci provinciale (che ringraziamo per l’ospitalità), l’assemblea del comitato che si oppone alla realizzazione di un devastante mega-aeroporto e s’impegna per la riduzione del trasporto aereo. L’assemblea è stata così partecipata che la sala predisposta si è rivelata insufficiente e ci si è dovuti trasferire in altra più ampia, anch’essa tutta gremendola.
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L’assemblea è stata occasione per riassumere le attività svolte, per analizzare la situazione attuale, per programmare le iniziative future.
Tutti i partecipanti hanno ribadito la netta opposizione a un’opera distruttiva che danneggia la salute dei cittadini; che devasta l’ambiente; che distrugge rilevanti beni naturalistici, storici, culturali, sociali e terapeutici; che provoca uno sperpero scandaloso di soldi pubblici; che ancora una volta impone all’Alto Lazio una gravosa servitù, ne impedisce uno sviluppo adeguato, sostenibile ed autocentrato, ne aggredisce le risorse e ne lede le autentiche vocazioni produttive; un’opera disastrosa che serve eminentemente agli interessi di una ristretta lobby speculativa; un’opera devastante priva delle verifiche e quindi dei requisiti previsti dalla vigente legislazione in materia di Valutazione d’impatto ambientale, di Valutazione ambientale strategica, di Valutazione d’impatto sulla salute; un’opera interna a un modello di mobilità (e quindi a un modello di sviluppo) catastrofico: il trasporto aereo è infatti tra i principali fattori che stanno provocando il surriscaldamento del clima, la più drammatica emergenza ambientale globale che l’umanità oggi deve affrontare per impedire il collasso della biosfera.
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Molti interventi hanno contestualizzato l’iniziativa sia all’interno del più ampio impegno che nell’Alto Lazio e in Italia tante persone di volontà buona, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste e per i diritti umani, sostenuti da illustri scienziati, stanno conducendo in difesa dell’ambiente e della democrazia; sia all’interno del movimento che in tutta Italia - come a livello internazionale - si sta sviluppando per la riduzione drastica e immediata del trasporto aereo.
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Dalla riunione del 21 gennaio è emersa la convinzione comune che occorre intensificare l’impegno particolarmente in alcune direzioni:
- la prima: informare la popolazione affinché essa, una volta adeguatamente informata, possa esprimere una opinione consapevole sulla questione e facendo valere la democrazia far sì che i decisori politici siano costretti a rispettare i diritti dei cittadini, a rispettare la legislazione vigente in materia di difesa del diritto alla salute e di difesa dell’ambiente. E’ convinzione del comitato che la realizzazione del devastante mega-aeroporto è anche una scellerata violazione della democrazia, poiché i cittadini non sono stati informati e non hanno potuto esprimersi, ma sono stati ingannati da una propaganda mistificante e scandalosa, sono stati esclusi dal processo decisionale, e per essi hanno preteso di decidere politicanti irresponsabili, sovente ignoranti, quando non corrotti, e talora finanche cointeressati ad aspetti affaristici e fin speculativi dell’opera e dell’operazione.
- La seconda: far rispettare la legislazione vigente a tutela del diritto alla salute, dei beni ambientali e culturali, della democrazia. Ed a tal fine il comitato ha predisposto una serie di richieste di intervento a specifiche istituzioni e particolarmente alle competenti magistrature in ordine a rilevanti profili amministrativi, penali e civili che la questione presenta.
- La terza: un rapporto ad un tempo propositivo e di controllo nei confronti di tutte le istituzioni variamente competenti.
- La quarta, continuare nel lavoro di costruzione di un movimento a livello nazionale che si impegni per la riduzione drastica e immediata del trasporto aereo, per la difesa del diritto alla salute, per la tutela dell’ambiente, per i diritti umani anche delle generazioni future.
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Molte e variegate le proposte di iniziativa emerse dalla riunione: il comitato sta quindi elaborando sulla base dei molti suggerimenti e delle molte indicazioni che l’assemblea ha espresso un calendario di impegni. Tra le prossime iniziative vi sarà una rilevante manifestazione pubblica nel mese di febbraio. E molte iniziative di informazione capillare dei cittadini quartiere per quartiere a Viterbo e paese per paese in tutta la provincia.
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La sensazione sempre più diffusa a Viterbo, e di cui l’incontro del 21 gennaio è stata una conferma, è che stia crescendo il movimento che si oppone al devastante mega-aeroporto, un movimento forte di argomenti scientifici inconfutabili, un movimento che difende il diritto alla salute e l’ambiente, che difende preziosi beni di tutti, un movimento per il diritto di tutti a un lavoro sicuro e dignitoso, un movimento che difende i diritti di tutti i cittadini e le leggi che quei diritti riconoscono.

Il comitato che si oppone all’aeroporto di Viterbo e s’impegna per la riduzione del trasporto aereo, in difesa della salute, dell’ambiente, della democrazia, dei diritti di tutti

Viterbo, 24 gennaio 2008

Mittente: il comitato che si oppone all’aeroporto di Viterbo e s’impegna per la riduzione del trasporto aereo, e-mail: info@coipiediperterra.org, sito: www.coipiediperterra.org
Per contattare direttamente la portavoce del comitato, la dottoressa Antonella Litta: tel. 3383810091, e-mail: antonella.litta@libero.it
Per ricevere la newsletter “Coi piedi per terra”: nbawac@tin.it

La ruga dei cervelli

28 Gennaio 2008

06vecchio_occhiali.jpgLa struttura demografica dei docenti universitari italiani rivela le patologie che affliggono la nostra università: i docenti italiani sono di gran lunga più vecchi di quelli degli altri paesi (DATI OSCE) e i giovani trovano enormi difficoltà ad inserirsi, con la precarizzazione del lavoro che ne consegue. Il fenomeno più inquetante è però dovuto alle assunzioni ope legis avvenute in passato che hanno creato uno tsunami demografico i cui effetti, se non si interviene prontamente, saranno devastanti anche nei prossimi anni.

ON-LINE:

- L’analisi di Francesco Sylos Labini e Stefano Zapperi pubblicata da Nature

- Il dibattito su La Stampa, con un intervento del ministro Mussi

- I dati sull’università in Spagna.

Tribù

28 Gennaio 2008

Caro Giulietto Chiesa, le scrivo questa mail perché vorrei la sua opinione di uomo di cultura  su un tema più che politico direi storico e antropologico. Perché secondo Lei gli italiani (brutta generalizzazione ma non trovo termine migliore) sono così irresponsabili, miopi, faziosi, voltagabbana? Perché è così impossibile fare le persone serie in questo paese che mette quasi sempre al centro delle proprie attenzioni e cure la mediocrità, il conformismo, il provincialismo, il clan? Qualche tempo fa scorrevo le pagine di una Storia d’Italia di Mack Smith e nella descrizione del comportamento delle varie fazioni all’epoca dei “notabili” ritrovavo la fotocopia dell’attuale situazione. Si metta nei panni di un antropologo che scopre per la prima volta una strana tribù nella giungla (dove effettivamente siamo). Da osservatore esterno, disincantato, che opinione si farebbe di questo caos cialtronesco chiamato Italia?
Cordiali saluti, Alessandro Lucherini

Impressione pessima. Il processo degenerativo è penetrato in profondità, ha lesionato tessuti e cervelli in massa. Tuttavia una parte grande, circa la metà, del nostro popolo, è ancora sana e può difendersi. Non l’ha fatto perchè è stata ingannata. E non lo fa perchè è senza guida e senza idee.
Bisogna ora costruire una guida e, prima di essa, delle idee. Poi potremo difenderci. La prima cosa da fare è cominciare la battaglia per costruire una informazione popolare e democratica. Subito. Abbiamo bisogno di una televisione e di una radio nazionale, in primo luogo. Sto lavorando a questa ipotesi. Tra non molto emergerà una proposta per molti.
Giulietto Chiesa

Il fondo del barile

28 Gennaio 2008

Caro Giulietto Chiesa, il dado è tratto. Non mi meraviglierei affatto di vedere Veltroni presiedere un governo truffa con l’appoggio del triconano di Arcore e mi chiedo quanto tempo dovremo ancora ingoiare sangue prima di scorgere un barlume di speranza. Ho visto le foto di quei ragazzi vestiti di nero, con bandiere altrettanto nere, festeggiare per le vie di Roma e ho provato un poco di sgomento. Forse emigro. Saluti.
Leonardo Sibilio

Anch’io penso che siamo in pericolo. Ma non sono stupito. Chi mi segue sa che da tempo avevo denunciato esattamente quello che sta accadendo. Hanno traghettato al centro un grande pezzo della sinistra e ora lo stanno consegnando, come un trofeo, al nemico. Pegno di una alleanza strategica. Ma non emigrerò. Perchè voglio dare battaglia. Spero che anche lei non lo faccia.
Giulietto Chiesa

Crisi di governo: che fare?

25 Gennaio 2008

people.jpgdi G. Chiesa - Le nostre possibilità di influire sugli eventi sono ridotte, ma dobbiamo comunque agire, per quanto è possibile, dovunque è possibile.

In primo luogo chiedendo al Presidente della Repubblica di non sciogliere le Camere.

Andare infatti alle elezioni con questa legge elettorale è un insulto alla democrazia e alla Costituzione. Il fatto che ci sia già stato un tale, gravissimo vulnus non è una ragione per ripeterlo. I risultati di questa legge sono sotto i nostri occhi, adesso.

Se si devono sciogliere le Camere lo si faccia solo dopo che il Parlamento ha votato una nuova legge elettorale.

So bene che le probabilità di ottenere la prima e la seconda cosa sono scarse. Ma ciò non ci esime dal dire quello che pensiamo e dal proporlo. Grave è la responsabilità di tutte le sinistre (quelle finte, quelle moderate, quelle istituzionali, erroneamente definite radicali) di avere permesso, senza dare battaglia, che si compissero gli scippi alla democrazia che ci hanno condotto in questo vicolo cieco.

Nel merito: bisogna tornare al proporzionale, con le preferenze, uscendo dalla farsa di questo attuale, finto bipolarismo, basato su un maggioritario truffaldino che è servito alla casta a espropriare i cittadini italiani del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Proporzionale che deve essere corretto con una soglia di sbarramento al 5%.

In tal modo si otterrebbero risultati importanti, per la democrazia, cioè per tutti:

1) Togliere dalla scena politica i partitini personali, quelli ceppaloneschi, quelli rospiani, quelli dipietristi. Tutta robaccia che è servita a ricattare il paese, fatta di piccoli ducetti corrotti. Dove andranno a finire, in quale schieramento si collocheranno, non è molto importante: sempre monnezza è.

2) Costringere i partitini della sinistra a coalizzarsi in qualche modo e a non andare in ordine sparso a farsi e a farci massacrare. E impedire ai cretini delle varie ultrasinistre di costruire altri partitini, ancora più piccoli, farciti di falci e martelli.

Si vada o non si vada a elezioni anticipate bisogna dire ai partiti della sinistra istituzionale che li si appoggerà solo a condizione che rinuncino a farsi le loro liste all’interno dei loro apparati. Le liste si dovranno fare all’aperto, insieme ai cittadini, in assemblee pubbliche, a tutti i livelli, alle quali potranno partecipare (e candidarsi) iscritti e non iscritti. Dove possibile si dovranno fare vere e proprie primarie (sul serio, aperte a tutti) dalle quali far emergere proposte vincolanti per le candidature a tutti i livelli. E quei candidati saranno i candidati di tutti, partiti e non partiti. Altrimenti - lo si deve gridare a tutta voce - non vi voteremo. E andrete alla sconfitta, ma senza di noi.

Una cosa va detta anche ai cosiddetti “movimenti” (che si muovono, per altro, molto poco).

E’ giunto il momento di smetterla di coltivare ciascuno il proprio orticello, continuando a parlarsi addossso, ciascuno nella propria nicchia. Non avere fatto nessuno sforzo per un’azione comune - in particolare sul terreno della comunicazione di massa - ci ha portato tutti a dover assistere impotenti a questo disastro politico e istituzionale. Continuando in questo modo si assume una grave corresponsabilità politica, che non può essere ridotta dalla distribuzione gratuita di slogan e parole radicali. Subalterni si è e lo si resta.

Questo vale in modo particolare per molte componenti del movimento pacifista che, non a caso, sono state inquinate, assorbite, paralizzate dai giochi della politica delle oligarchie.

Diamoci tutti una bella, salutare svegliata, riducendo i conati di indignazione fine a se stessa e trasformandola in azione politica.

Impegno e iniziative per il bene comune

24 Gennaio 2008

water-drops.jpgPubblichiamo un interessante documento inviato dagli amici del Movimento del Bene Comune di Grosseto. Un importante riferimento teorico e operativo per chiunque voglia unirsi alla battaglia collettiva.

Grosseto - Abbiamo sempre pensato e nonostante tutto continuiamo a pensare che il Paese non si è modernizzato e non si modernizza mettendo sul mercato i servizi pubblici. Tra questi quello più eclatante è riferito all’acqua. A Grosseto è stata privatizzata nel 2001 ( governo di centrodestra ) la Società che gestisce l’acquedotto e fornisce questo bene prezioso a tutta la Provincia di Grosseto ed in parte a quella di Siena.
A novembre 2007 viene siglato un accordo (governo di centrosinistra ) tra 162 comuni per dar vita ad una fusione delle varie società di gestione dell’acqua costituendo un soggetto unico assieme ad altri privati. Come dire : razionalizziamo la privatizzazione del bene comune principale, l’acqua. Questa è una gravissima scelta perché : il pubblico ed il privato non competono sull’efficacia dello strumento, bensì sull’alternatività dell’obiettivo in quanto il privato ( anche il migliore in assoluto ) interviene sul servizio idrico per una remunerazione del capitale investito, ed è normale in quanto la remunerazione da qualche parte deve essere presa!

Leggi l’intero documento: grossetombcimpegno-ed-iniziative.doc

L’università spagnola

24 Gennaio 2008

spagna.gif

Come se la passa in Spagna l’Università? Ecco un rapporto ufficiale sul tema

Dati e cifre sul sistema universitario spagnolo (spagna.pdf) (cifrespagna.pdf)

La Sinistra, a ovest di Paperino

22 Gennaio 2008

di G.Chiesa - Andare oltre il 20 ottobre significa mettere, al più presto, le basi per un’intesa, a ovest di Paperino, che vada fin da subito al di là dell’alleanza, pura e semplice, tra i partiti della sinistra istituzionale. Leggi il resto

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